[Walkthrough emozionali] Warcraft II: Tides of Darkness

286Da poco prelevato il PC nuovo (un Pentium 133 chiamato a sostituire un 286 ormai in disarmo, tormentato da Prince of Persia e dai virus), e già m’interrogavo.

Tra un frame e l’altro di Nascar Racing, avevo intravisto mio cugino trastullarsi.
Dirigeva i primi orchetti, seguivano pelosi il domatore, così vivi e pulsanti.
Traiettorie incerte — solo in apparenza casuali — ma a lui era piaciuto Megarace.
A un certo punto, però, si presentò a casa mia sudando.
Sembrava nascondere qualcosa di veramente grosso, direi la Sorpresona.
Farfugliava, indecente, esplorava tiretti senza autorizzazione, il volto segnato da sessioni leggendarie di PC e di seghe.
Lo picchiai in un angolo, facendogli sputare confezioni gigantesche.
Le sommai rapidamente agli oggetti già accumulati nell’inventario.
Nel mucchio, brillava il nuovissimo Duke Nukem (per il mio coinquilino era già “ancora un altro gioco con la pistola”).
L’atto si consumò tra pile ingiallite, torri traballanti di Tutti Frutti, K e The Games Machine che si sfaldavano ogni giorno pericolosamente.
Volevo capire che cosa ci trovassero di tanto interessante in quell’arcana gestione, soprattutto giacevo sprovvisto di giochi seri.
Continuai, però, per un po’, come se nulla fosse, interamente sommerso [preoccupazioni].
Organizzavo partitone, lucidavo per le grandi occasioni i classici bulk blu dell’Amiga.
A un certo punto, umiliare il mio coinquilino tra spruzzi di cioccolata del discount mi venne a noia.
Sarà stato l’abuso dello schema “pallonetto dx – colpo di testa all’incrocio sx”, o la rituale supplica per un doppio a Blood Money, per poi cozzare contro il muretto eretto dalle macchine verdi, le malefiche del terzo livello (stavolta era lui a dribblare indisturbato nella porzione superiore).
Buttai Sensible per curarmi.
Avrei voluto sanarmi nell’orto più vicino, ma il nuovo Supergioco mi trascinò con sé nel suo tunnel variopinto.
Le animazioni prelibate, la Super VGA fumettosa che ormai spediva i pixel grossolani dei titoli avversari all’Inferno.
Comprai le casse molto tardi, solo per orientarmi tra gli scontri in GP2.
Ancora non potevo percepire bene il sonoro, tanto reclamizzato, ma il brutal delle cuffie si amalgamava benissimo (anche al gusto Dùm).
La prima volta mi capitò per caso in un negozio, mentre sognavo le confezioni: trovai le musiche magistralmente eseguite, ma un po’ troppo hollywoopacchiane per entusiasmarmi.
Non lo rivelai mai al commerciante, tutto bagnato.
Comandare a bacchetta quegli orchetti sfornati dagli edifici (l’idea di scegliere gli umani, già antipatici nella realtà, ovviamente non la presi nemmeno in considerazione).
Selezionarli con sadismo mi faceva sentire un uomo migliore, più onnipotente, ma forse anche un po’ più responsabile.

Warcraft 2 bis

Onnipresente, curavo i contadini, squartavo i montoni senza un vero motivo.
Forse per ripulire l’area, circondavo con i miei poveri niubboni il temutissimo paladino! Disarmato contro gli eventi, inaspettatamente invaso da umani più evoluti, che già mi abbrustolivano il villaggio coi loro poteri strani.
Altri intanto insorgevano, nel riquadro.
Svuotavano le miniere in lontananza, aggrediti, presto avvolti dalla fog of war.
Emettevano gemiti sempre troppo distanti, e la CPU ne digeriva sulla neve i resti sanguinanti.
I velieri raffinati che si spostavano con eleganza sulla mappa sembravano anticaglie vere, fuoriuscite per l’occasione dalla bottiglia.
Sparavano perlopiù a intermittenza a qualche sfigato sulla costa, con grande discrezione e imprecisione.
Walter al telefono illudeva le colleghe, dipingendo sapientemente un futuro con le sue cazzate, ma poi in realtà passava le nottate in situazioni non raccontate in Facoltà.
In breve tempo, arrivò addirittura ai draghi.
Un’ora intera alla ricerca del villano terrorizzato, spacciato, paralizzato con la legna, nascosto chissà dove che doveva solo morire.
L’espansione non mi elargì mai grosse soddisfazioni.

3 comments on “[Walkthrough emozionali] Warcraft II: Tides of Darkness

  1. L’ultima missione (umani, ahimé) non ero riuscito a farla. Mi è sempre sembrato impossibile. Non facevi a tempo a mettere su il primo edificio che venivi assalito. Avevi messo su una città minimale quando ormai non avevi più nessuno che potesse difenderla. Sleali :'(

    Mi rifacevo con l’editor, creando maghi e negromanti con statistiche spaventose e massacrando intere legioni da solo 😀

    Divertente, per 8-9 minuti.

  2. Questo pensiero sintetizza quello che Warcraft II possiede in più rispettoa a warcraft III.

    La forza della fantasia!

    Warcraft III ha un background, e una narrazione della trama, molto più marcati e giudati, che non lasciano spazio all’immaginazione del giocatore!

  3. Pingback: All’orco obeso non far sapere quant’è bono il contadino affumicato con le pere… | Notizie purganti, opinioni psichedeliche, sentenze ineducate. E altre stronzate.

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