[Walkthrough emozionali] Crazy Caveman

Commodore 64, Merlin Software, 1983

Lo vedo già morire lì davanti, dopo molti anni, senza neanche essersi allontanato, sposato significativamente, conosce il bar e i suoi frequentatori.
Percorro il corridoio giallo, infarcito di parenti, mia nonna estrae i soldi dal fazzoletto e io urlante.
Il joystick alieno a forma di cupola è ancora al suo posto, illuminato come un albero di Natale, mi aspetta nel negozio, ma incontro molti dinosauri, nemici-amici.
Si rimpiccioliscono se premo al momento giusto, ed escono diligentemente dallo schermo in fila indiana, protestando solo un po’.
Ostacoli, mattoncini, commessi a scorrimento orizzontale, si dileguano verdi dalla rabbia, si susseguono le facce degli edicolanti che hanno già finito Zzap!
L’autofire, sempre azionato, mi aiuta a saltare passaggi, sbrigativamente, a fare piazza pulita.
La nuvola bianca, intanto, viaggia sicura sopra le montagne appuntite, e il mio innominato cavernicolo a forma di sprite salta sereno.
Immutabile, salta le biglie rotolanti, le bigie pietre veloci che regolarmente attraversano questo improbabile scenario, trascurabile spicchio di un passato che Piero Angela non trasmetterà.
Salta invariabilmente, salta ripetutamente, salta ottimisticamente.
Il cielo è azzurro senza preoccupazioni, la grande nuvola bianca è l’unico passeggero inafferrato.

Crazy Caveman

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