La fine di un gioco

È un evento illusorio, impalpabile, di esso solitamente non resta traccia, se non in qualche polveroso file presto dimenticato. Space Invaders non si poteva finire, e comunque al termine della giornata il barista si faceva beffe dei nostri sforzi, azzerando con poco sforzo imprese galattiche irripetibili, in nome del risparmio energetico. Cito un gioco vetusto-sorpassato giusto per mettere in chiaro che nel mondo dei videogiochi è stato sbagliato tutto fin dall’inizio, eh, non è che si sia cominciato a fare cazzate solo a un certo punto.

La Fine

Oggi, certo, non si parla più di “malcostume degli end-game” (Miccoli), ogni gioco per console o PC che si rispetti ha il suo bel filmatone conclusivo pulito e stirato (pure troppo!), si possono tenere i salvataggi, ecc. Ma non prendiamoci in giro. A chi volete che interessino i miei vecchi salvataggi?!? Nemmeno io stesso sono (intimamente e minimamente) gratificato dal fatto di conservare un salvataggio. È qualcosa di troppo poco tangibile, “interattivo” e soddisfacente, perfino di antiestetico, oserei dire. Tant’è che molti, pur dichiarando di custodirli tutti certosinamente, ammettono di non averne mai fatto uso, per ovvie ragioni. Il più stupido e inutile dei collezionismi, insomma. Il “vincitore”, rinchiuso nella sua stanzetta, reso ormai ciccia e brufoli da ore e ore di sforzi, quasi sempre non ha testimoni. Certo, può andare sui forum a bullarsi (del resto i forum sembrano fatti per questo) dei suoi successi… ma, senza esibire prove inconfutabili dei delitti commessi per arrivare sano e salvo al traguardo, chiunque potrebbe raccontarlo.

La Fine 2

Tra l’altro, uno dei grossi limiti di questo sbriluccicante mondo videogiocoso, che mi impedisce di godermelo fino in fondo, è il fatto che tutto sia così transeunte, legatissimo alla tecnologia e alle mode. Ma come, mi faccio un culo come una capanna per terminare una volta per tutte, rendendo un servizio all’intera società, l’inumano Jet Set Willy, o Quake 2, o anche The Elder Scrolls LXIX… ed è come se non fosse successo niente! La schermata finale spesso è insignificante, il filmato magari tecnicamente spettacolare ma prevedibile, poco ispirato, messo lì quasi per adempiere a un dovere (o comunque delude regolarmente le aspettative), e come se non bastasse la comunità ormai sembra orrendamente interessata solo alla novità del momento. Non esiste un “Mount Rushmore” dove scolpire orgogliosamente le proprie iniziali, non è possibile una raccolta documentata delle imprese, o una Bibbia condivisa e conosciuta da tutti che illustri le gesta imperiture dei campioni. Solo filmini di dubbia natura diffusi via internet, gente che si dà missilate sulle balle pur di stupire, liquidando l’avventura in pochi istanti… o altre sbruffonate improbabili, eccessive, che sviliscono il senso stesso del videogiocare (che è anche assaporare).

La Fine 3

Una delle nuove tendenze sembra essere quella di rendere il single player un semplice pretesto, un allenamento per il gioco online, dove la fine non esiste. O meglio, viene certificata dalla stanchezza del Campione, che a un certo punto non trova più stimoli, e cerca come può di evadere da un server ormai angusto e poco interessante, diventato prigione intorno a lui. Personaggio potentissimo, popolarissimo nel gioco, ma magari ormai inane e semisconosciuto nella realtà, tanto da essere costretto perfino a evocare il pizzéttaro sotto casa con l’apposito comando (“/pizza” in Everquest) per poter semplicemente sopravvivere! La fine, quindi, giunge dimessa, come una sorta di eutanasia, e non come una marcia trionfale, celebrata tra fuochi d’artificio, fanfare e sacrifici umani, e questo francamente lo trovo assai triste. Alla fine, dei migliori giochi mi restano soprattutto impressioni paesaggistiche molto forti, la sensazione duratura di aver viaggiato in mondi favolosi… e questo è, probabilmente, l’unico motivo che mi spinge ancora (qualche volta) a videogiocare.

4 comments on “La fine di un gioco

  1. Io conservo gelosamente i miei salvataggi :]

    Li ho mai usati? Uhm… per la recensione di LBA2, tra l’altro scoprendo di non averne di significativi :/

    Alla fine credo che, davvero, se vorrò riprendere in mano un gioco lo farò dall’inizio… ma non si sa mai.

    (per dire… saltare livelli in Thief Gold non è cosa molto banale, e allora ben venga la mia lista di 15 salvataggi, uno per ogni inizio livello…)

  2. Si sa, ormai, sembra rispauto!

    Il vidoegioco è una esperienza intima.

    Anche nel gioco online, tutto parte e finisce in se stessi. Hai volgia a dire che si gioca assieme ad altre persone e ci si diverte. Alla fine il divertimento e la soddisfazione che derivano nel crearsi un avatar online, nasce e si esaurisce solo dentro di noi.

    Ma dopo tutto leggere un libro e vedersi un film è altrettanto intimo?

  3. Jet Set Willy, oddioo! cel’avevo sul primo computer da casa(Vic20, credo, o MSX) andavo alle elementari… fatto qualche livello, ma mai finito, forse neanche mai capito lo scopo finale… ricordo una schermata con un letto e una tipa che mi bloccava (probabilmente era la fine) e un livello strano dove se cadevi da troppo in alto, c’era un bug e partiva un loop di cadute fino alla fine delle vite. La sigla era un midi di un brano di musica classica, ma finiti i titoli partiva una sirena… Se riuscissi a recuperarlo, anche online, ci rigiocherei volentieri.

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