La Rivoluzione ha un nuovo nome. E suona buffo

“Spiazzante” è il termine più adatto a commentare il nome definitivo della nuova console Nintendo. Revolution, come per Dolphin (Gamecube) e Project Reality (Nintendo 64) è stato il nome temporaneo del nuovo progetto dell’azienda di Kyoto: “Wii” è quello definitivo.
Non riesco a descrivere ciò che mi passa per la mente in questo momento. Le reazioni che posso scorgere sulla rete sono tra le più disparate ed estreme. La maggior parte dei videogiocatori è sconcertata, un’altra parte incuriosita e lo zoccolo duro dei fan più estremisti, entusiasta.

Wii

È facile intuire perchè Nintendo abbia preferito divulgare pubblicamente il nome definitivo della sua console qualche tempo prima dell’E3: sicuramente per smorzare le prevedibili reazioni di sgomento che si sarebbero presentate alla conferenza. Scelta saggia questa, forse un po’ meno quella di scegliere un nome che si presta facilmente ad assonanze scomode e poco eleganti nell’idioma inglese. Semplice svista? Un po’ troppo clamorosa, mi viene da pensare.
Una cosa è certa, Nintendo vuol far parlare di sé oggi più che mai. Un gesto di sfrontatezza che suona come un messaggio atto a dimostrare quanto il colosso stia prendendo le distanze dai concorrenti (se di concorrenza si può ancora parlare). Chissà quanto studio si nasconde dietro a questo buffo nome e al suo significato; sicuramente nei giorni a venire ne sapremo di più (l’E3 è ormai imminente).
Nell’attesa, divertiamoci a fantasticare ricamandoci sopra.

5 comments on “La Rivoluzione ha un nuovo nome. E suona buffo

  1. In giro per la rete ho letto post di persone che hanno già deciso di non considerare l’acquisto della console per via del suo nome…

    Al di là dello sfottò, credo che da un semplice “Wii” si possa percepire la Rivoluzione di Iwata.

  2. Non condivido la scelta di Nintendo. Certo dire che sono dei “cretini” non ha senso, non lo sono di sicuro, ma un nome che richiede una pagina di spiegazioni non è un nome azzeccato. Se poi vogliamo dire che Nintendo ama solo i suoi fan che comprano ad occhi chiusi è un’altro discorso. Eppure puntano ad un bacino mondiale. Mi ricorda il “Third Place” di Sony: dopo 4 anni per caso in un testo universitario ho trovato questo Third Place spiegato in dettaglio. Non credo che qualcuno all’epoca ne abbia colto molto il senso.

    Allo stesso modo non vedo l’immediata lettura dell’inglese “we” nè tantomeno le due ii come persone fisiche.

    Se volevano attirare l’attenzione sì ci sono riusciti, ma solo l’attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati. Oramai i numeri di questo mercato non li fanno gli hard-core gamers.

  3. Come gia’ scritto altrove,di nomi ridicoli la storia dell’entertainment digitale e’ costellata;anche Dreamcast venne salutato all’inizio come nome orrendo.Poi,le reazioni piu’ negative io le ho riscontrate nell’ala piu’ oltranzista dei fanboy Nintendo,quelli che simpaticamente chiamo Nintalebani…

    Alla fine e’ solo un nome,per cui facciamone l’abitudine.

  4. Giusto per parlare di niente, come dice bene Aggroger è solo un nome, a riguardare ora il logo devo dire che ha qualcosa di affascinante. Nella forma, non so perchè. Mah, in fondo il marketing giova o lede solo a loro. A noi interessano i giochi. Vero?

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