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	<title>Comments on: Rule of Understanding</title>
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	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 20:14:58 +0000</pubDate>
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		<title>By: StM</title>
		<link>http://arsludica.org/2006/11/20/rule-of-understanding/#comment-187</link>
		<dc:creator>StM</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 09:09:01 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a rel="nofollow" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1785315" target="_blank"&gt;[PI] Il Commissario UE Reding bacchetta il collega Frattini: in Europa esiste un sistema di autoregolamentazione, e funziona. E mentre il controverso titolo sbarca nei negozi del Belpaese, la politica studia nuove censure&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1785315" target="_blank">[PI] Il Commissario UE Reding bacchetta il collega Frattini: in Europa esiste un sistema di autoregolamentazione, e funziona. E mentre il controverso titolo sbarca nei negozi del Belpaese, la politica studia nuove censure</a></p>
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	<item>
		<title>By: StM</title>
		<link>http://arsludica.org/2006/11/20/rule-of-understanding/#comment-186</link>
		<dc:creator>StM</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 09:52:01 +0000</pubDate>
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		<description>Il wrestling è tutta scena, non so quanto sia davvero diseducativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto, prima o poi le chiederemo un autografo, Solita Anonima... :o)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il wrestling è tutta scena, non so quanto sia davvero diseducativo.</p>
<p>Per il resto, prima o poi le chiederemo un autografo, Solita Anonima&#8230; :o)</p>
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	<item>
		<title>By: utente anonimo</title>
		<link>http://arsludica.org/2006/11/20/rule-of-understanding/#comment-185</link>
		<dc:creator>utente anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 18:30:01 +0000</pubDate>
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		<description>ciao...sono la ragazza che vi ha fatto i complimenti qualche giorno fa.Mi permetto di commentare questo post perchè ho "l'ignoranza giusta"per farlo.&lt;br /&gt;Io come vi ho già accennato precedentemente,vedevo il gioco come qualcosa di puerile...ossia come  la maggior parte delle persone in circolazione.Se si considera al "gioco"   prettamente legato all'infanzia e i produttori sfornano videogiochi basati sulla violenza ecco allora che l'indignazione della popolazione è giustificata.Ma non è così...il gioco è rivolto,a quanto ho imparato da voi,anche al mondo adulto.&lt;br /&gt;Io non conosco il gioco in questione ma  l'idea che mio cugino piccolo possa giocare con giochi rapprensentanti scene violente non mi piace per niente.I bambini sono ancora troppo piccoli per capire la differenza tra il bene e il male,tendono ad emulare la realtà che gli circonda senza capirne il vero significato..mettergli in mano un videogioco con scene violente potrà portarlo ad emulare  situazioni che capirà solo col tempo che sono sbagliate.Però sinceramente piuttosto che prendermela col produttore del gioco io me la prenderei col genitore che glielo ha comprato.&lt;br /&gt;Anche il wrestling è violento...se un bambino guarda il wrestling è perchè il genitore glielo ha permesso..così per il videogioco... la colpa è del genitore,altrimenti dove starebbe il ruolo educativo genitoriale??&lt;br /&gt;Questo se si considera il gioco in riferimento solo ai piccoli.....se invece si guarda al mondo adulto....beh credo che un gioco di violenza ci possa anche stare.....perchè non permettere ad un uomo magari mingherlino e incapace di far del male pure ad una mosca ,la possibilità di poter abbattere a suoni di calci e pugni (che lui mai riuscirebbe a dare  a meno di non restarne stecchito sul pavilmento)il cattivo di turno??&lt;br /&gt;La realtà è che queste polemiche derivano dall'incapacità di molti (e io ne so qualocsa) di saper scindere  l'associazione  di idee gioco-bambino!&lt;br /&gt;Voi con questo spazio state contribuendo a rompere questa involontaria accezione....il tempo e il vostro lavoro contribuirà a cambiare le cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                    By la solita anonima</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao&#8230;sono la ragazza che vi ha fatto i complimenti qualche giorno fa.Mi permetto di commentare questo post perchè ho &#8220;l&#8217;ignoranza giusta&#8221;per farlo.<br />
<br />Io come vi ho già accennato precedentemente,vedevo il gioco come qualcosa di puerile&#8230;ossia come  la maggior parte delle persone in circolazione.Se si considera al &#8220;gioco&#8221;   prettamente legato all&#8217;infanzia e i produttori sfornano videogiochi basati sulla violenza ecco allora che l&#8217;indignazione della popolazione è giustificata.Ma non è così&#8230;il gioco è rivolto,a quanto ho imparato da voi,anche al mondo adulto.<br />
<br />Io non conosco il gioco in questione ma  l&#8217;idea che mio cugino piccolo possa giocare con giochi rapprensentanti scene violente non mi piace per niente.I bambini sono ancora troppo piccoli per capire la differenza tra il bene e il male,tendono ad emulare la realtà che gli circonda senza capirne il vero significato..mettergli in mano un videogioco con scene violente potrà portarlo ad emulare  situazioni che capirà solo col tempo che sono sbagliate.Però sinceramente piuttosto che prendermela col produttore del gioco io me la prenderei col genitore che glielo ha comprato.<br />
<br />Anche il wrestling è violento&#8230;se un bambino guarda il wrestling è perchè il genitore glielo ha permesso..così per il videogioco&#8230; la colpa è del genitore,altrimenti dove starebbe il ruolo educativo genitoriale??<br />
<br />Questo se si considera il gioco in riferimento solo ai piccoli&#8230;..se invece si guarda al mondo adulto&#8230;.beh credo che un gioco di violenza ci possa anche stare&#8230;..perchè non permettere ad un uomo magari mingherlino e incapace di far del male pure ad una mosca ,la possibilità di poter abbattere a suoni di calci e pugni (che lui mai riuscirebbe a dare  a meno di non restarne stecchito sul pavilmento)il cattivo di turno??<br />
<br />La realtà è che queste polemiche derivano dall&#8217;incapacità di molti (e io ne so qualocsa) di saper scindere  l&#8217;associazione  di idee gioco-bambino!<br />
<br />Voi con questo spazio state contribuendo a rompere questa involontaria accezione&#8230;.il tempo e il vostro lavoro contribuirà a cambiare le cose.</p>
<p>                    By la solita anonima</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: ABS</title>
		<link>http://arsludica.org/2006/11/20/rule-of-understanding/#comment-184</link>
		<dc:creator>ABS</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 13:00:01 +0000</pubDate>
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		<description>Molti giornalisti, i Mastella e anche le tenere mamme che hai citato ^__^, come detto sul tuo blog, parlano senza cognizione di causa.&lt;br /&gt;La loro visione, per quanto sbagliata, distorta, approssimativa, incompleta, ecc. è comunque una visione. &lt;br /&gt;Insomma, qualcosa devono aver pure visto ^^ (non intendo di Rule of Rose, ma dei videogiochi in generale). &lt;br /&gt;Per uno spettatore casuale, le probabilità di trovarsi di fronte a videogioco in cui il giocatore APPARE impegnato a sopraffare in vario modo, distruggere, smembrare realisticamente corpi grazie a engine modificati appositamente (pur sempre una scelta: si sarebbero potute impiegare quelle risorse in modo diverso), comparire di soppiatto alle spalle strangolando con una corda di violino, ecc. sono obiettivamente "altine", e questo porta alla nascita di pregiudizi. &lt;br /&gt;In altre parole, ritengo che un'"ossessione" di fondo (remunerativa per chi vende, appagante per chi gioca, la famosa "sensazione di far male all'avversario", in passato tanto lodata dalle riviste ^___^) per la violenza ci sia, e negarlo vorrebbe dire essere scarsamente obiettivi.&lt;br /&gt;Sì, certo, il bollino obbligatorio per i minori, ecc., come no.&lt;br /&gt;Ma non è tanto quello il punto. &lt;br /&gt;Non è quello che farà cambiare opinione ai "non addetti". &lt;br /&gt;Ciò non vuol dire che auspichi un'ondata di titoli gandhiani in sostituzione a quella, nauseante, sulla seconda guerra mondiale o ai cloni di GTA, ma un minore accanimento su certe "tematiche", una maggiore varietà nell'offerta (che ovviamente è legata alla domanda), magari sì. &lt;br /&gt;Insomma, nella vita ci sono anche tante altre cose oltre a far male fisicamente a qualcuno in molti modi diversi (che diverte anche me, eccome... "virtualmente", s'intende ^^), c'è tutta una gamma di sentimenti, emozioni, situazioni... e il cinema e la letteratura per esempio rispecchiano, com'è naturale, tutto ciò, a modo loro (con un "livello di profondità" generalmente un tantinello maggiore).&lt;br /&gt;I videogiochi un po' meno. &lt;br /&gt;E finché ciò non cambierà, finché non si faranno sforzi maggiori e più mirati in questo senso (perché molti tentativi mi appaiono sostanzialmente incompiuti, goffi e grossolani), considerarli, appunto, "giochi" e poco più, forse non sarà del tutto illegittimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molti giornalisti, i Mastella e anche le tenere mamme che hai citato ^__^, come detto sul tuo blog, parlano senza cognizione di causa.<br />
<br />La loro visione, per quanto sbagliata, distorta, approssimativa, incompleta, ecc. è comunque una visione.<br />
<br />Insomma, qualcosa devono aver pure visto ^^ (non intendo di Rule of Rose, ma dei videogiochi in generale).<br />
<br />Per uno spettatore casuale, le probabilità di trovarsi di fronte a videogioco in cui il giocatore APPARE impegnato a sopraffare in vario modo, distruggere, smembrare realisticamente corpi grazie a engine modificati appositamente (pur sempre una scelta: si sarebbero potute impiegare quelle risorse in modo diverso), comparire di soppiatto alle spalle strangolando con una corda di violino, ecc. sono obiettivamente &#8220;altine&#8221;, e questo porta alla nascita di pregiudizi.<br />
<br />In altre parole, ritengo che un&#8217;&#8221;ossessione&#8221; di fondo (remunerativa per chi vende, appagante per chi gioca, la famosa &#8220;sensazione di far male all&#8217;avversario&#8221;, in passato tanto lodata dalle riviste ^___^) per la violenza ci sia, e negarlo vorrebbe dire essere scarsamente obiettivi.<br />
<br />Sì, certo, il bollino obbligatorio per i minori, ecc., come no.<br />
<br />Ma non è tanto quello il punto.<br />
<br />Non è quello che farà cambiare opinione ai &#8220;non addetti&#8221;.<br />
<br />Ciò non vuol dire che auspichi un&#8217;ondata di titoli gandhiani in sostituzione a quella, nauseante, sulla seconda guerra mondiale o ai cloni di GTA, ma un minore accanimento su certe &#8220;tematiche&#8221;, una maggiore varietà nell&#8217;offerta (che ovviamente è legata alla domanda), magari sì.<br />
<br />Insomma, nella vita ci sono anche tante altre cose oltre a far male fisicamente a qualcuno in molti modi diversi (che diverte anche me, eccome&#8230; &#8220;virtualmente&#8221;, s&#8217;intende ^^), c&#8217;è tutta una gamma di sentimenti, emozioni, situazioni&#8230; e il cinema e la letteratura per esempio rispecchiano, com&#8217;è naturale, tutto ciò, a modo loro (con un &#8220;livello di profondità&#8221; generalmente un tantinello maggiore).<br />
<br />I videogiochi un po&#8217; meno.<br />
<br />E finché ciò non cambierà, finché non si faranno sforzi maggiori e più mirati in questo senso (perché molti tentativi mi appaiono sostanzialmente incompiuti, goffi e grossolani), considerarli, appunto, &#8220;giochi&#8221; e poco più, forse non sarà del tutto illegittimo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Emack</title>
		<link>http://arsludica.org/2006/11/20/rule-of-understanding/#comment-183</link>
		<dc:creator>Emack</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 12:57:01 +0000</pubDate>
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		<description>Nutro pochi dubbu sul fatto che sia un caso montato ad arte (dallo stesso publisher, tra l'altro). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parte dell'articolo di NEOGEO che ritengo più interessante appartiene alla solita questione: come far capire che "gioco" non è materia ad esclusivo appannaggio dell'infanzia? &lt;br /&gt;Il dibattito odierno sulla violenza nei videogiochi mi ricorda quello che investe ciclicamente prodotti televisivi come I Simpson o I Griffin: questi sono chiaramente indirizzati ad un pubblico adulto, eppure l'enorme misunderstanding culturale in atto (e che evidenzia la provincialità nostra in quanto consumatori) lo associa ad un qualcosa di destinabile solo ed esclusivamente ai più giovani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unico modo per cambiare questa tendenza è lasciare che il tempo faccia la sua parte; ma, quando oggi vedo giornalisti laureati usare a sproposito neologismi vari o maneggiare con superficialità concetti a loro non familiari, mi cadono sinceramente le palle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad Maiora!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nutro pochi dubbu sul fatto che sia un caso montato ad arte (dallo stesso publisher, tra l&#8217;altro). </p>
<p>La parte dell&#8217;articolo di NEOGEO che ritengo più interessante appartiene alla solita questione: come far capire che &#8220;gioco&#8221; non è materia ad esclusivo appannaggio dell&#8217;infanzia?<br />
<br />Il dibattito odierno sulla violenza nei videogiochi mi ricorda quello che investe ciclicamente prodotti televisivi come I Simpson o I Griffin: questi sono chiaramente indirizzati ad un pubblico adulto, eppure l&#8217;enorme misunderstanding culturale in atto (e che evidenzia la provincialità nostra in quanto consumatori) lo associa ad un qualcosa di destinabile solo ed esclusivamente ai più giovani. </p>
<p>L&#8217;unico modo per cambiare questa tendenza è lasciare che il tempo faccia la sua parte; ma, quando oggi vedo giornalisti laureati usare a sproposito neologismi vari o maneggiare con superficialità concetti a loro non familiari, mi cadono sinceramente le palle. </p>
<p>Ad Maiora!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: lapecorasclera</title>
		<link>http://arsludica.org/2006/11/20/rule-of-understanding/#comment-182</link>
		<dc:creator>lapecorasclera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 10:21:01 +0000</pubDate>
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		<description>Col tempo i videogiochi si stanno ritagliando sempre più fette di utenti in Italia. Le generazioni di videogiocatori crescono e FORSE possiamo sperare che si arrivi a considerare il videogioco come la cinematografia o la musica: non solo per bambini e comunque accettata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Col tempo i videogiochi si stanno ritagliando sempre più fette di utenti in Italia. Le generazioni di videogiocatori crescono e FORSE possiamo sperare che si arrivi a considerare il videogioco come la cinematografia o la musica: non solo per bambini e comunque accettata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: d3ltr33</title>
		<link>http://arsludica.org/2006/11/20/rule-of-understanding/#comment-181</link>
		<dc:creator>d3ltr33</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 06:54:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">wp-splinder:http://arsludica.splinder.com/post/9969510#comment-181</guid>
		<description>Io non sono totalmente daccordo sul fatto che i videogiochi debbano essere del tutto estranei a regole di autoregolamentazione morale, nel caso in particolare ritengo che ci sia stata, come sempre, una spiccata volontà da parte di 505 di alzare un polverone in occidente, visto lo scarso successo del titolo in Giappone. Pare che li il titolo non abbia venduto perché l'enorme campagna mediatica disse il falso su un gioco tutto sommato mediocre. Dubito che in occidente i consumatori siano così "evoluti" da lasciare sugli scaffali una crosta, se seguita da una polemica sulla violenza o perversione dei contenuti. Dopo tutto Rockstar Games insegna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sono totalmente daccordo sul fatto che i videogiochi debbano essere del tutto estranei a regole di autoregolamentazione morale, nel caso in particolare ritengo che ci sia stata, come sempre, una spiccata volontà da parte di 505 di alzare un polverone in occidente, visto lo scarso successo del titolo in Giappone. Pare che li il titolo non abbia venduto perché l&#8217;enorme campagna mediatica disse il falso su un gioco tutto sommato mediocre. Dubito che in occidente i consumatori siano così &#8220;evoluti&#8221; da lasciare sugli scaffali una crosta, se seguita da una polemica sulla violenza o perversione dei contenuti. Dopo tutto Rockstar Games insegna.</p>
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