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	<title>Comments on: Il fenomeno MMORPG: Le mie preoccupazioni</title>
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	<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 10:48:47 +0000</pubDate>
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		<title>By: Austin</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/02/14/il-fenomeno-mmorpg-le-mie-preoccupazioni/#comment-307</link>
		<dc:creator>Austin</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 14:03:01 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per il sito innanzitutto :) Sono Austin Punisher, quello del forum di tgm, qualcuno qui mi conosce.

Potrò sembrare di parte visto il mio sito :D comunque da giocatore di world of warcraft volevo solo spronarvi a non considerare i mmorpg come "il demonio". Sono esperienze diverse. Azzarderei che in qualcosa sono piu appaganti di un rpg single player. 

Non avranno una storia da seguire, ma il pensiero di essere in un mondo persistente, con un mio "avatar" che sono IO, insieme ad altri amici, e affrontare delle epiche sfide tutti assieme, sono cose che in un gioco single player non affronto.

Senza contare che c'è anche la fase esplorativa. un mondo persistente è larghissimo, wow ha lande innevate, deserti caldi..

insomma, il mmorpg per me non è un nemico, è un genere alternativo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per il sito innanzitutto <img src='http://arsludica.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> Sono Austin Punisher, quello del forum di tgm, qualcuno qui mi conosce.</p>
<p>Potrò sembrare di parte visto il mio sito <img src='http://arsludica.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> comunque da giocatore di world of warcraft volevo solo spronarvi a non considerare i mmorpg come &#8220;il demonio&#8221;. Sono esperienze diverse. Azzarderei che in qualcosa sono piu appaganti di un rpg single player. </p>
<p>Non avranno una storia da seguire, ma il pensiero di essere in un mondo persistente, con un mio &#8220;avatar&#8221; che sono IO, insieme ad altri amici, e affrontare delle epiche sfide tutti assieme, sono cose che in un gioco single player non affronto.</p>
<p>Senza contare che c&#8217;è anche la fase esplorativa. un mondo persistente è larghissimo, wow ha lande innevate, deserti caldi..</p>
<p>insomma, il mmorpg per me non è un nemico, è un genere alternativo.</p>
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		<title>By: StM</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/02/14/il-fenomeno-mmorpg-le-mie-preoccupazioni/#comment-305</link>
		<dc:creator>StM</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 23:06:58 +0000</pubDate>
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		<description>L'innovazione è anche un pericolo per il commercio. Se va troppo veloce non fai a tempo ad ottimizzare i processi di produzione, a dirla cortesemente, o a mungere vacche di comodo, a dirla più pragmaticamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;innovazione è anche un pericolo per il commercio. Se va troppo veloce non fai a tempo ad ottimizzare i processi di produzione, a dirla cortesemente, o a mungere vacche di comodo, a dirla più pragmaticamente.</p>
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		<title>By: Emack</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/02/14/il-fenomeno-mmorpg-le-mie-preoccupazioni/#comment-304</link>
		<dc:creator>Emack</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 19:41:36 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con StM. Però c'è da dire che alcune università americane si sono lamentate del fatto che l'industria non da' loro ascolto riguardo a concetti innovativi da implementare in contesti videoludici...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con StM. Però c&#8217;è da dire che alcune università americane si sono lamentate del fatto che l&#8217;industria non da&#8217; loro ascolto riguardo a concetti innovativi da implementare in contesti videoludici&#8230;</p>
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		<title>By: StM</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/02/14/il-fenomeno-mmorpg-le-mie-preoccupazioni/#comment-303</link>
		<dc:creator>StM</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 19:01:58 +0000</pubDate>
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		<description>Non sono convinto che producendo sempre e solo MMORPG la gente si adeguerebbe a giocare quelli: primo perché è un caso ipotetico, e nella realtà, se ci fossero solo MMORPG, il primo FPS che spuntasse farebbe i soldi a palate; secondo, perché un mercato saturo e senza innovazione è destinato al declino (i videogiochi rischierebbero di essere superati anche dal ping pong, se non fossero il tipo di gioco forse più innovativo - eppur fugace - possibile).

Su quel che dice Radical Dreamer: sono ottimista riguardo all'istinto di conservazione della specie umana, per ora ;o)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono convinto che producendo sempre e solo MMORPG la gente si adeguerebbe a giocare quelli: primo perché è un caso ipotetico, e nella realtà, se ci fossero solo MMORPG, il primo FPS che spuntasse farebbe i soldi a palate; secondo, perché un mercato saturo e senza innovazione è destinato al declino (i videogiochi rischierebbero di essere superati anche dal ping pong, se non fossero il tipo di gioco forse più innovativo - eppur fugace - possibile).</p>
<p>Su quel che dice Radical Dreamer: sono ottimista riguardo all&#8217;istinto di conservazione della specie umana, per ora ;o)</p>
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		<title>By: Radical Dreamer</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/02/14/il-fenomeno-mmorpg-le-mie-preoccupazioni/#comment-302</link>
		<dc:creator>Radical Dreamer</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 16:23:19 +0000</pubDate>
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		<description>I MMORPG, grazie alle tariffe mensili ed alle transazioni di oggetti virtuali, sono diventati così profittevoli, che Second Life è addirittura diventato open-source, e la Linden campa come campa la Banca d'Italia: con il signoraggio. Cioè, dando valore (1 dollaro di Second Life = 1 dollaro reale) ad una valuta che in fase di produzione non è costata niente. Considerate che Second Life si basa interamente sui rapporti economici (cioè lo scambio di beni non necessari, neanche dall'ottica del gioco), e capirete quant'è perverso questo meccanismo. A un certo punto, ti ritrovi ad aver investito così tanto tempo e denaro nel tuo MMORPG che non puoi più smettere, o perdi tutto. Lentamente, la terra bruciata ci infiammerà le calcagna, se non stiamo attenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I MMORPG, grazie alle tariffe mensili ed alle transazioni di oggetti virtuali, sono diventati così profittevoli, che Second Life è addirittura diventato open-source, e la Linden campa come campa la Banca d&#8217;Italia: con il signoraggio. Cioè, dando valore (1 dollaro di Second Life = 1 dollaro reale) ad una valuta che in fase di produzione non è costata niente. Considerate che Second Life si basa interamente sui rapporti economici (cioè lo scambio di beni non necessari, neanche dall&#8217;ottica del gioco), e capirete quant&#8217;è perverso questo meccanismo. A un certo punto, ti ritrovi ad aver investito così tanto tempo e denaro nel tuo MMORPG che non puoi più smettere, o perdi tutto. Lentamente, la terra bruciata ci infiammerà le calcagna, se non stiamo attenti.</p>
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		<title>By: Mike Stone</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/02/14/il-fenomeno-mmorpg-le-mie-preoccupazioni/#comment-301</link>
		<dc:creator>Mike Stone</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 09:29:15 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti all'analisi di Joe, che a tutti gli effetti è uno sfogo oltrechè un "grido d'allarme". Nella mia abissale ignoranza, non ho mai giocato un MMORPG, posso solo dire che la gente ha ciò che chiede sebbene il pubblico possa essere veicolato: basta non fare uscire altro che MMORPG e la gente ci giocherà per forza. Forse il Joe-pensiero è più focalizzato sull'effetto negativo che i MMORPG hanno sul gamin in generale, come i clan FPS che si vengono a sciogliere in quanto al fido M-16 si inizia a prediligere uno spadone +12 minchiapower, ma su questo, bhè, i gusti sono gusti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti all&#8217;analisi di Joe, che a tutti gli effetti è uno sfogo oltrechè un &#8220;grido d&#8217;allarme&#8221;. Nella mia abissale ignoranza, non ho mai giocato un MMORPG, posso solo dire che la gente ha ciò che chiede sebbene il pubblico possa essere veicolato: basta non fare uscire altro che MMORPG e la gente ci giocherà per forza. Forse il Joe-pensiero è più focalizzato sull&#8217;effetto negativo che i MMORPG hanno sul gamin in generale, come i clan FPS che si vengono a sciogliere in quanto al fido M-16 si inizia a prediligere uno spadone +12 minchiapower, ma su questo, bhè, i gusti sono gusti.</p>
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	<item>
		<title>By: Joe</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/02/14/il-fenomeno-mmorpg-le-mie-preoccupazioni/#comment-300</link>
		<dc:creator>Joe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 08:21:39 +0000</pubDate>
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		<description>Guarda, mi sono sempre schierato contro molti Publisher, in quanto se ne fregano della creatività e difficilmente lasciano spazio alle idee più originali degli sviluppatori.
Del resto Vivendi è stato il publisher che ha scaricato David Cage, che deve ringraziare Atari se ha potuto completare (in fretta e furia, e si vede) il suo progetto.
Blizzard non è più quella di un tempo, si è piegata al volere di Vivendi, forse perchè non è riuscita a reggersi in piedi da sè? Male, altre software house ci sono riuscite (poche, invero). Ora però vorrei vedere tutti i titoloni che i vecchi capoccia in fuga riusciranno a tirare fuori. Hellgate è, per me, un grosso punto interrogativo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda, mi sono sempre schierato contro molti Publisher, in quanto se ne fregano della creatività e difficilmente lasciano spazio alle idee più originali degli sviluppatori.<br />
Del resto Vivendi è stato il publisher che ha scaricato David Cage, che deve ringraziare Atari se ha potuto completare (in fretta e furia, e si vede) il suo progetto.<br />
Blizzard non è più quella di un tempo, si è piegata al volere di Vivendi, forse perchè non è riuscita a reggersi in piedi da sè? Male, altre software house ci sono riuscite (poche, invero). Ora però vorrei vedere tutti i titoloni che i vecchi capoccia in fuga riusciranno a tirare fuori. Hellgate è, per me, un grosso punto interrogativo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: d3ltr33</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/02/14/il-fenomeno-mmorpg-le-mie-preoccupazioni/#comment-299</link>
		<dc:creator>d3ltr33</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 16:48:59 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido tutto ciò che hai scritto.

A mio modesto parere, Blizzard in quanto a strategie aziendali ha poco da decidere e\o pianificare, essendo ormai da anni una proprietà Vivendi Universal, che fa i suoi interessi da multinazionale (fare soldi). Blizzard come molte altre società venute fuori dal nulla e diventate ricche e famose in poco tempo ha creato debiti immensi, che solo una multinazionale, con un modus operandi da multinazione, può sanare. 

I veri progetti interessanti Blizzard sono sotto altri marchi, poiché le personalità veramente di peso nella storia della software house hanno da tempo lasciato l'azienda proprio per avere maggiore libertà. Ormai Blizzard è un'etichetta da mettere su una scatola, come Maxis, Id Software, Sid Meyer e via discorrendo.

Purtroppo l'Europa e il NA diventeranno come la Corea, non identici, ma molto simili. Sono anni che l'industria dell'intrattenimento online e mobile occidentale ricicla quello che in oriente si fa da almeno tre-cinque anni prima, purtroppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido tutto ciò che hai scritto.</p>
<p>A mio modesto parere, Blizzard in quanto a strategie aziendali ha poco da decidere e\o pianificare, essendo ormai da anni una proprietà Vivendi Universal, che fa i suoi interessi da multinazionale (fare soldi). Blizzard come molte altre società venute fuori dal nulla e diventate ricche e famose in poco tempo ha creato debiti immensi, che solo una multinazionale, con un modus operandi da multinazione, può sanare. </p>
<p>I veri progetti interessanti Blizzard sono sotto altri marchi, poiché le personalità veramente di peso nella storia della software house hanno da tempo lasciato l&#8217;azienda proprio per avere maggiore libertà. Ormai Blizzard è un&#8217;etichetta da mettere su una scatola, come Maxis, Id Software, Sid Meyer e via discorrendo.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;Europa e il NA diventeranno come la Corea, non identici, ma molto simili. Sono anni che l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento online e mobile occidentale ricicla quello che in oriente si fa da almeno tre-cinque anni prima, purtroppo.</p>
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