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	<title>Comments on: Divertimento</title>
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		<title>By: Emack</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/03/06/divertimento/comment-page-1/#comment-344</link>
		<dc:creator>Emack</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 13:52:14 +0000</pubDate>
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		<description>Alla questione credo di aver dato risposta nel &lt;a href=&quot;http://arsludica.org/forum/index.php?topic=104.0 rel=&quot;nofollow&quot;&gt;topic aperto da AIO&lt;/a&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('344','Emack'); return false;" title="Reply"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png';"/></a><a href="#comment" onclick="CF_Quote('344','Emack'); return false;" title="Quote"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png';"/></a></div><span id="co_344"><p>Alla questione credo di aver dato risposta nel <a href="http://arsludica.org/forum/index.php?topic=104.0>topic aperto da AIO</a>.</p>
</span>]]></content:encoded>
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		<title>By: Karat45</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/03/06/divertimento/comment-page-1/#comment-343</link>
		<dc:creator>Karat45</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 13:32:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://arsludica.org/2007/03/06/divertimento/#comment-343</guid>
		<description>Concordo con Emack, ma il discorso che ho fatto non cambia di una virgola. Come faccio, da redattore, a valutare il divertimento di un gioco non indirizzato a me? Dietro ad ogni titolo c&#039;è uno studio, più o meno approfondito, su come far divertire il giocatore ideale... ma se non faccio parte della categoria dei &quot;giocatori ideali&quot; di Happy Feet, come posso giudicarlo serenamente se considero soltanto il mio divertimento? non per niente le riviste specializzate stroncano costantemente i videogiochi tratti dai vari blockbuster nonostante questi continuino a fare comunque grandi numeri. E non credo che tutti gli acquirenti rimangano regolarmente delusi... semplicemente un adulto che giudica un gioco per bambini osserva da una prospettiva diversissima visto che usa parametri di cui al giocatore modello di quel prodotto non frega assolutamente nulla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('343','Karat45'); return false;" title="Reply"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png';"/></a><a href="#comment" onclick="CF_Quote('343','Karat45'); return false;" title="Quote"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png';"/></a></div><span id="co_343"><p>Concordo con Emack, ma il discorso che ho fatto non cambia di una virgola. Come faccio, da redattore, a valutare il divertimento di un gioco non indirizzato a me? Dietro ad ogni titolo c&#8217;è uno studio, più o meno approfondito, su come far divertire il giocatore ideale&#8230; ma se non faccio parte della categoria dei &#8220;giocatori ideali&#8221; di Happy Feet, come posso giudicarlo serenamente se considero soltanto il mio divertimento? non per niente le riviste specializzate stroncano costantemente i videogiochi tratti dai vari blockbuster nonostante questi continuino a fare comunque grandi numeri. E non credo che tutti gli acquirenti rimangano regolarmente delusi&#8230; semplicemente un adulto che giudica un gioco per bambini osserva da una prospettiva diversissima visto che usa parametri di cui al giocatore modello di quel prodotto non frega assolutamente nulla.</p>
</span>]]></content:encoded>
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		<title>By: Emack</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/03/06/divertimento/comment-page-1/#comment-342</link>
		<dc:creator>Emack</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 13:20:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://arsludica.org/2007/03/06/divertimento/#comment-342</guid>
		<description>Trovo che il discorso di Karat sia giusto fino ad un certo punto. Lui afferma:
&lt;&lt; il “divertimento” è un fattore di giudizio fuorviante e soggetto a fluttuazioni incontrollabili &gt;&gt;
Ciò è indiscutibilmente vero, ma è anche vero che il &quot;divertimento&quot; viene studiato, analizzato e sintetizzato nel design di un gioco. In altre parole, il parametro di giudizio &quot;divertimento&quot; andrebbe tagliato fuori qualora fosse un elemento del tutto casuale che si manifesta durante l&#039;esperienza ludica, non quando viene altresì &quot;acceso&quot; mediante opportuni &quot;interruttori&quot;.

Il discorso di Matteo, l&#039;esempio dei bambini che si appassionano ad Happy Feet piuttosto che ad Okami, il fissato dei picchiaduro, sono tutti appartenenti ad una categoria: fette di mercato. Mercati differenti, divertimenti differenti. Ergo, se una cosa è costruita per una determinata utenza, e funziona per essa, evidentemente non è aleatoria.

Riporto qui le parole - che ritengo piuttosto azzeccate - di Francesco Serino, Game Republic: &lt;&lt;[solito esempio di niubbo dei viggì che si prende un wii e ci si diverte, assieme al resto della famiglia] Ed è proprio questo che intendevo quando cercavo di gettare l&#039;acqua sul fuoco, quando dicevo che la rivoluzione ci sarà, ma probabilmente non sarà alla nostra portata.&gt;&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('342','Emack'); return false;" title="Reply"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png';"/></a><a href="#comment" onclick="CF_Quote('342','Emack'); return false;" title="Quote"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png';"/></a></div><span id="co_342"><p>Trovo che il discorso di Karat sia giusto fino ad un certo punto. Lui afferma:<br />
< < il “divertimento” è un fattore di giudizio fuorviante e soggetto a fluttuazioni incontrollabili >><br />
Ciò è indiscutibilmente vero, ma è anche vero che il &#8220;divertimento&#8221; viene studiato, analizzato e sintetizzato nel design di un gioco. In altre parole, il parametro di giudizio &#8220;divertimento&#8221; andrebbe tagliato fuori qualora fosse un elemento del tutto casuale che si manifesta durante l&#8217;esperienza ludica, non quando viene altresì &#8220;acceso&#8221; mediante opportuni &#8220;interruttori&#8221;.</p>
<p>Il discorso di Matteo, l&#8217;esempio dei bambini che si appassionano ad Happy Feet piuttosto che ad Okami, il fissato dei picchiaduro, sono tutti appartenenti ad una categoria: fette di mercato. Mercati differenti, divertimenti differenti. Ergo, se una cosa è costruita per una determinata utenza, e funziona per essa, evidentemente non è aleatoria.</p>
<p>Riporto qui le parole &#8211; che ritengo piuttosto azzeccate &#8211; di Francesco Serino, Game Republic: < <[solito esempio di niubbo dei viggì che si prende un wii e ci si diverte, assieme al resto della famiglia] Ed è proprio questo che intendevo quando cercavo di gettare l'acqua sul fuoco, quando dicevo che la rivoluzione ci sarà, ma probabilmente non sarà alla nostra portata.>></p>
</span>]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: Joe</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/03/06/divertimento/comment-page-1/#comment-341</link>
		<dc:creator>Joe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 11:58:27 +0000</pubDate>
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		<description>Parole sante. Approfondisce un pò parte del discorso del buon Matteo nel precedente post. 
Un mio caro amico che non si è mai appassionato ai picchiaduro (non gli piaceva il genere), dopo aver letto il manga di Street Fighter Alpha 3 ha cominciato a giocarci costantemente, semplicemente perchè si è innamorato del cast di personaggi e le ambientazioni del fumetto. Il potersi identificare in Gouki (anche se lui lo chiama Akuma) lo ha spinto a migliorarsi nel gioco fino a sbloccare tutto lo sbloccabile (compreso Shin Gouki). E spesso mi batte in Versus.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('341','Joe'); return false;" title="Reply"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png';"/></a><a href="#comment" onclick="CF_Quote('341','Joe'); return false;" title="Quote"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png';"/></a></div><span id="co_341"><p>Parole sante. Approfondisce un pò parte del discorso del buon Matteo nel precedente post.<br />
Un mio caro amico che non si è mai appassionato ai picchiaduro (non gli piaceva il genere), dopo aver letto il manga di Street Fighter Alpha 3 ha cominciato a giocarci costantemente, semplicemente perchè si è innamorato del cast di personaggi e le ambientazioni del fumetto. Il potersi identificare in Gouki (anche se lui lo chiama Akuma) lo ha spinto a migliorarsi nel gioco fino a sbloccare tutto lo sbloccabile (compreso Shin Gouki). E spesso mi batte in Versus.</p>
</span>]]></content:encoded>
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		<title>By: ABS</title>
		<link>http://arsludica.org/2007/03/06/divertimento/comment-page-1/#comment-340</link>
		<dc:creator>ABS</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 10:43:50 +0000</pubDate>
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		<description>Molto bello, ma... pensavo che, se si volesse tradurlo nella pratica, non essendo possibile realizzare recensioni su misura per ogni giocatore, &quot;studiandoselo&quot; prima, ecc., non si correrebbe il rischio di affidarsi troppo a parametri &quot;tecnici&quot; sentiti come oggettivi? E infatti secondo me alcune riviste danno davvero TROPPA importanza all&#039;aspetto della realizzazione tecnica (che è come se un recensore musicale scrivesse che l&#039;ultimo di Steve Vai è meglio di quello dei Radiohead perché lui è più bravo con la chitarra).
Poi oggi il &quot;divertimento&quot; come lo si intendeva tempo fa, probabilmente non basta più (o almeno in alcune produzioni si chiede anche altro, che venga ricreata tutta un&#039;esperienza credibile, un contorno, un &quot;universo iperdettagliato&quot;... vedi PES o i simulatori). Ma questo forse è un altro discorso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('340','ABS'); return false;" title="Reply"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/reply.png';"/></a><a href="#comment" onclick="CF_Quote('340','ABS'); return false;" title="Quote"><img src="http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png" border="0" onmouseover="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote_over.png';" onmouseout="this.src='http://arsludica.org/blog/wp-content/plugins/comment-toolbar/images/quote.png';"/></a></div><span id="co_340"><p>Molto bello, ma&#8230; pensavo che, se si volesse tradurlo nella pratica, non essendo possibile realizzare recensioni su misura per ogni giocatore, &#8220;studiandoselo&#8221; prima, ecc., non si correrebbe il rischio di affidarsi troppo a parametri &#8220;tecnici&#8221; sentiti come oggettivi? E infatti secondo me alcune riviste danno davvero TROPPA importanza all&#8217;aspetto della realizzazione tecnica (che è come se un recensore musicale scrivesse che l&#8217;ultimo di Steve Vai è meglio di quello dei Radiohead perché lui è più bravo con la chitarra).<br />
Poi oggi il &#8220;divertimento&#8221; come lo si intendeva tempo fa, probabilmente non basta più (o almeno in alcune produzioni si chiede anche altro, che venga ricreata tutta un&#8217;esperienza credibile, un contorno, un &#8220;universo iperdettagliato&#8221;&#8230; vedi PES o i simulatori). Ma questo forse è un altro discorso&#8230;</p>
</span>]]></content:encoded>
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