Civilization

<<Uccidi tuo padre e scopa tua madre, viene detto ad Edipo; uccidi tuo padre e fotti tua madre, urla disperato Jim Morrison…>>

Piccola citazione tratta dalla prefazione del libro Civilization: Storie virtuali, fantasie reali, scritta da Mario Ricco.

Cominciamo male. A Edipo nessuno ha mai detto niente del genere. “Disse che era destino che mi accoppiassi con mia madre per mostrare agli uomini una stirpe spaventosa da vedere“, così Edipo racconta, nell’Edipo Re di Sofocle, quello che la Pizia di Delfi gli profetizzò quando ancora viveva con i genitori adottivi, che oltretutto l’eroe tragico non sapeva essere tali. Esistono molte altre versioni del mito, ma in nessuna di esse Edipo è obbligato a compiere ciò che gli è stato profetizzato. Non si capisce bene da dove siano stati desunti gli imperativi della versione di Marco Ricco… ma forse è solo una citazione pressapochista e va presa come tale. Certo che iniziare una raccolta di saggi su Civilization in questo modo…

4 comments on “Civilization

  1. Perdonatemi la licenza poetica, ma io ne avrei immensamente pieni i coglioni di questi intellettualoidi/artistoidi che in tutta la loro pomposa presunzione accademica finiscono per non avere un briciolo di stile. Un saggio su Civilization serve solo a persone che vogliono scrivere altri testi (pseudo)accademici, favorisce il concetto superato di mercificazione della cultura, che ancora si basa su semplici testi quando potrebbe essere davvero multimediale e in grado di interessare molte più persone rispetto al solito circoletto di sboroni che vogliono darsi un tono.

  2. La storia di edipo ormai è “old”! :Asd:

    Comunque anche io sono daccordo nel dire che questo tipo du saggi non debbano essere esclusivi di una cerchia ristretta ma dovrebbero raggiungere un po’ tutti. Altrimenti è inutile farli.

  3. No, no, è proprio così: probabilmente è quel genere di saggi che fai ad uso e consumo di chi scriverà altri saggi. C’è tutto un mercato/scambio autoreferenziale del genere, in ambito accademico e non. Una cosa del genere magari non è proprio intesa per essere letta dall'”utente finale”.

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