Omosessualità

Dagli archivi di Ars Ludica.

ABS: «Come mai questo tema — tanto caro in modo particolare a noi giovani — sembra ancora essere bandito dal favoloso mondo dei videogheimz?

Cosa accadrebbe se il palestrato e potentissimo Duke Nukem, il tizio di Far Cry o il tenebroso Max Payne (ma pure lo sfigato Gordon Freeman, il non particolarmente dotato Link o esseri dalla sessualità già pesantemente messa in discussione più volte, come un Pac-Man o un Sam Fisher) ammettessero, banalmente, quasi umanamente direi, di essere… insomma, un po’ “frufrù”, nel corso del gioco, e se ciò poi influenzasse imprevedibilmente lo sviluppo della trama e il gameplay?

Quale potrebbe essere la reazione dell’acquirente medio?».

Phantom: «Guarda, non mi stupirei per nulla all’uscita di un gioco dichiaratamente di questo tipo. È la normale evoluzione di un bene di consumo».

Opossum: «Immagino già le crociate del MOIGE. Per quel che mi riguarda, la cosa non mi toccherebbe minimamente (a meno che non si tratti di un gioco alla Lula versione omo, non credo reggerei), ma non saprei prevedere le reazioni del mercato. La risposta del pubblico sarebbe ben poco omogenea, credo».

Phantom: «Reazioni del “pubblico”? Diventerebbero prodotti di nicchia. Semplice semplice».

Il Ratto: «Semplice: crollerebbe la pirateria».

ABS: «Eppure gli omosessuali sono tra noi, in parte siamo noi… si tratta di milioni di milioni di individui: un potenziale mercato vastissimo e ancora inesplorato, senza contare il clamore (uguale: pubblicità gratuita) che simili iniziative susciterebbero.

Sono conscio del fatto che persistano alcuni limiti “storici” legati al mercato di massa, ma perché non provare a rendere un po’ più complesso lo stereotipo dell’eroe dai poteri fisici e psichici superiori alla media, costretto a dichiararsi rigorosamente eterosessuale, quando non a far sfoggio di un affettato machismo da salumeria?

Perché poi – ora che la facoltà di scegliere una protagonista femminile è diventata la norma – non ampliare ulteriormente lo spettro delle possibilità? (Questo giusto per cominciare ad abituare la gente ai cambiamenti ben più sostanziali, relativi al dipanarsi della trama e al gameplay, ai quali accennavo prima…).
E se per una volta Sam Fisher ammettesse finalmente i suoi dubbi?».

Duke palpa zinne Lara

Boser: «Beh, come non concordare con il discorso del “fattore novità” e con quello della “fetta di mercato ancora inesplorata dalle software house”? Ciò non toglie comunque il fatto che un prodotto che includa queste tematiche così scottanti sia davvero molto difficile da piazzare sul mercato (perché nonostante il XXI secolo, la società spazzatura, e l’“apertura” alle nuove tendenze, che si voglia ammetterlo o no, gli omosessuali sono ancora trattati come lo sarebbe uno scarafaggio nel bel mezzo di una torta appena preparata). Chi ti dice che, una volta realizzato, un titolo simile non venga respinto perché giudicato diseducativo (proviamo solo a pensare alla probabilissima indignazione della Chiesa)? Ce ne sarebbe da discutere per giorni…».

Karat: «Essendo quella di tipo sessuale una delle maggiori soddisfazioni offerte dai videogiochi, immagino che cadrebbe completamente il principio di immedesimazione. Il che comporterebbe, di conseguenza, la disaffezione immediata da parte del giocatore di turno. Insomma, è il principio stesso della violenza intesa in senso antropologico».

Phantom: «Stiamo dando per assodato che gli omosessuali non giochino?».

Signor Carlosky: «Mmh, allora diciamo che ti riferisci a un certo tipo di videogiochi. Un’avventura grafica come Monkey Island dubito che susciti (inconsciamente o meno) violenza.

Comunque, un gioco noto e largamente distribuito nel quale si impersona un eroe omossessuale esiste: Fear Effect 2: Retro Helix».

Karat: «Già, mi riferisco a tutti quei titoli in cui si getta sperma contro i nemici».

TeknoDragon: «Se un gioco di questo tipo fosse incentrato su eventi a sfondo lesbo venderebbe eccome.
Inoltre fino a ora il sesso nei videogame non è stato mai una componente rilevante, anche se ultimamente si è registrata una leggera inversione di tendenza. Forse in futuro — sperando in un’evoluzione in termini di complessità di trama — assisteremo a qualcosa del genere. Prendete la storia del cinema, da quando l’omosessualità ha cominciato ad assumere rilevanza nelle pellicole?».

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3 comments on “Omosessualità

  1. ipende anche come questa caratteristica interferisca nel gameplay. Se rimane solo a livello nominale non penso possa incidere tanto sull’immedesimazione.

  2. Mi spiace “Giuseppe detto Bepi the blondie”, ma il tuo commento è fuori argomento, nonché intenzionalmente diffamante. Lo tolgo.

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