Livelli della rappresentazione disturbanti
Thursday, 14 June 2007, 13:34 - Luigi "ABS" RuffoloKarat: «In questi giorni mi sono posto alcune domande un po’ strane, magari decisamente sadiche, ma che credo abbiano un loro senso. Quella più assurda che mi viene in mente in questo momento è: ma se all’interno di un FPS trovassi riprodotta mia madre… una madre fatta di poligoni e texture ma con molti elementi per renderla riconoscibile… l’immagine di mia madre… sparerei?»
Phantom: «Se fosse indispensabile ai fini del gioco sì. Ma mi sentirei un pochino in colpa. Che domanda scabrosa, però!»
ABS: «Sì, se si trattasse di un semplice sprite poco definito, credo che nessuno avrebbe problemi a seccarla. Ma se fosse in 3D, ultramegarealistica e iperparticolareggiata, boh… In teoria, credo di sì, in quanto ho sempre considerato quello che succede su schermo solo “fictionâ€, però, alla prova dei fatti, chissà …»
NEO-GEO: «Secondo me dipende anche dal contesto. Se lo si fa in maniera ironica oppure no».
StM: «Io direi di no. Finché non mi obbligano. È un po’ un classico dell’horror, il fratello/la madre che diventa zombie o vampiro e devi farlo fuori… beh, in una situazione del genere (per assurdo, eh!), in cui andasse di mezzo la mia sopravvivenza, ok, schiaccerei il grilletto. Se non DEVO farlo, no, cambio gioco».
Karat: «Mmh, quindi esiste un livello della rappresentazione così disturbante da arrivare a far smettere di giocare?»
StM: «Alcune cose sì, non consentono di separare realtà e finzione tanto facilmente. Ricordo la scena de “L’Esorcista†in cui la ragazzina posseduta parla con la voce della madre del “prete†(pardon)… beh, lui lo sapeva che quella non era la madre, ma ciò non toglie che ciò che provava per la madre (anche sensi di colpa, in quel caso) lo rendesse debole. Io non faccio tanto distinzione fra una rappresentazione realistica e una appena riconoscibile… mi seccherebbe un po’ sparacchiare i miei genitori, o alcuni amici o che altro. Avrò un superego tumorale, grosso come un’anguria, ma il rispetto che porto a quelle persone mi impedirebbe anche solo di pensare certe cose — figuriamoci metterle in atto virtualmente».
memex: «Dovrebbe rientrare in questa categoria (rappresentazione che fa smettere di giocare), immagino, una rappresentazione che il nostro cervello non riesce a distinguere dalla realtà . Ma sarebbe, probabilmente, un fermarsi inconscio. Comunque di sicuro una rappresentazione “realistica†può essere disturbante a livello conscio… infierire (virtualmente) sull’immagine della propria madre comporta una quantità di significati “sotterranei†tale che è naturale una certa resistenza a essa».
Phantom: «No, non esiste. C’è un qualcosina che ti limita agli inizi, ma a lungo andare subentra l’abitudine e i freni inibitori mollano. L’omicidio virtuale dovrebbe essere stato un problema per il primo videogiocatore. Si è trattato solo di stabilire col tempo nuovi standard di normalità . Ricordiamoci poi che non da subito sono stati implementati nemici umani. Ancora adesso si parla, talvolta, di sostituirli con alieni o robot (mi pare fosse l’ultimo Wolfenstein in Germania, spero di ricordare bene). Il primo Soldier of Fortune perché fece scalpore? Adesso com’è la situazione?»
memex: «Mah, credo che il tuo discorso vada bene in generale. Fino a incredibili sconvolgimenti tecnologici il monitor (o comunque solo la percezione “con la testa†e non con tutto il corpo dell’azione videoludica) fungerà sempre da ultimo filtro tra realtà e… virtuale. Parlando però di singoli casi (ovvio che un rifiuto totale di giocare a un Soldier of Fortune iperrealistico potrebbe avere connotazioni patologiche) immagino che il discorso sia un po’ più complesso. Ci sono persone che non possono sfogliare libri di entomologia per lo schifo generato dalle immagini degli insetti. Quindi suppongo che certe “rappresentazioni†in alcune persone possano portare a un blocco…»
gangio: «Dipende anche da quanto tempo si è impegnati nell’azione di gioco. Dopo un’ora di fraggate, i sistemi di inibizione legati ai percorsi visivo-emozionali vanno a puttane».
maduin666: «Io credo proprio che farei fuoco, fortunatamente so ancora distinguere la realtà dalla finzione… al massimo mi sembrerebbe un po’ senza senso… per quale motivo mia madre dovrebbe trovarsi in un videogioco? Perché se c’è lei da qualche parte dovrei esserci pure io…»
gangio: «Infatti ci sei, caro maduin. Se stai giocando significa che sullo schermo si muove il tuo alter ego, o no? Ecco, sparereste a una riproduzione credibile di voi stessi? Il tema del doppio è piuttosto trascurato nel mondo dei videogiochi».
Karat: «Sparerei tranquillamente a me stesso in realtà … questo mi inquieta».
Phantom: «C’è qualcuno in grado di creare un semplicissimo FPS applicando le skin di volti umani (fotografie) ai modelli? Così per vedere che effetto fa».






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