Stavolta Jeff Minter s’è un po’ incazzato

Jeff MinterCosa può spingere un guru del videoludo come l’albionico Jeff Minter a minacciare addirittura l’abbandono del game development? A quanto pare, il fattore di stress deriva dalla considerazione che “un remake di Frogger, uno dei peggiori titoli nella storia dei vecchi giochi arcade, possa surclassare nelle vendite Space Giraffe per più di dieci volte a uno in una sola settimana”.

Il designer si chiede che senso abbia impegnarsi in nuove produzioni arcade se la stragrande maggioranza della gente si rivela semplicemente nostalgica dei bei tempi andati sull’Amiga, vanificando qualsiasi sforzo di innovazione nel genere.

In altre parole, al buon vecchio Minter sono cascati i cosiddetti per terra, constatando sulla sua pelle come le idee originali (delle quali Space Giraffe, disponibile sul servizio Live! di Xbox360, è stracolmo) non implichino automaticamente il successo. Una storia vecchia, capace ancora di ferire quei veterani che non smettono mai di sognare un’industria diversa da quella attuale.

Ah, quasi dimenticavo: potete rintracciare i flussi di coscienza dello Yak nel suo blog.

Spiderman FoF: un gioco senza l’Uomo Ragno

spiderman Spiderman: Friend or Foe è la negazione dell’Uomo Ragno. L’uomo ragno corre invece di librarsi sulla tela, apre porte per entrare negli edifici e rompe ostacoli piuttosto che scavalcarli con un salto o arrampicandosi sui soffitti.

Se il gioco non fosse incentrato su Terry Bogard che, tornando a casa da una festa di Halloween vestito da Uomo Ragno viene rapito da Nick Fury per salvare il mondo a suon di cazzottoni, non sarebbe proprio malaccio. Almeno per un gioco che abbia come protagonista un essere umano senza poteri che ama le risse.

Oltre a negare il topos dell’Uomo Ragno e a generalizzare i pattern di gioco tanto da essere un button masher al cloroformio, ci sono solo features pretestuose: gli upgrade delle mosse speciali sono inutili perché i nemici diventano proporzionalmente più forti, le situazioni sono contate e ripetitive, i cosidetti puzzle suggeriscono sin da subito cosa fare, i mediocri intermezzi sembrano solo voler ricordare che che l’Uomo Ragno ha dei poteri che il giocatore non userà mai in game.

E pensare che sarebbe bastato adattarsi alla tendenza del resto della produzione PSP e fare il semplice porting dei due bellissimi Spiderman usciti per PS1 anni orsono.

Friend or Foe? Sicuramente Foe.

Recensione – Crysis (Ars Ludica si mette a dare i voti)

Prodotto da EA | Sviluppato da Crytek| Piattaforme PC-DVD | Data di Pubblicazione 11/2007

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– Computer super pompato con due schede grafiche da 500 euro messe in SLI: 100/100 (sì, anche noi diamo i perfect score! e che solo gli altri… mica siamo gente seria, in fondo) – Continuate a masturbarvi come avete fatto per tutti questi mesi sui filmati. Ora, finalmente, potete venire.

– Computer pompato con cui tutti i giochi girano a 60 FPS con una sola scheda grafica da 500 euro: 80/100 – Bellissimo, ma perché ogni tanto scatta? Oh mio Dio, scatta! Oh mio Buddha, ho appena speso 1500 euro per il computer nuovo per vedere Crysis scattare!

– Computer medio (siete degli sfigati, ammettetelo): 65/100 – Che palle, il solito FPS del cazzo e scatta pure nelle situazioni più concitate. Però via, per un po’ si può anche giocare. Ma no, che perdita di tempo, è sempre la solita solfa.

– Computer medio/scarso (il vostro papi è povero e guarda la De Filippi): 50/100 – Far Cry(sis). La bellissima ragazza che avete rimorchiato in discoteca si è tolta il reggiseno push-up, le mutande push-up, il trucco, è spettinata e vi siete appena accorti che parla come uno scaricatore di porto belga. Purtroppo vuole trombare e non potete dirle di no.

– Computer scarso: Senza Voto – Volete anche giocare? Accattoni bifolchi.

Non ho parlato del gameplay, dite? Perché, a qualcuno frega qualcosa del gameplay di Crysis? Sì? Non avete capito niente di come va il mondo. Andate a cercare un sito che spieghi come ottimizzare il gioco, su, e non cercate giustificazioni assurde. Gameplay, old.

Recensione – The Simpsons Game

Prodotto e sviluppato da EA| Piattaforme Nintendo DS | Data di Pubblicazione 11/2007

The Simpsonnnnnnns

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Chi non ha mai visto una puntata del cartone animato con protagonista la famiglia gialla più gialla che mai, alzi un braccio che glielo taglio.

Lo sapete che hanno realizzato l’ennesimo videogioco dedicato alla serie? Sì? No? La risposta non è molto interessante, sinceramente.

Visto che sono alternativo (e povero), non vi parlerò delle versioni Xbox 360 e PS3 ma di quella per Nintendo DS, che poi venderà più delle altre ma nessuno ne parla.

Tutto iniziò avviando la console e rimanendo stupito dalla qualità dei filmati infilati nella cartuccia. Peccato però che il gioco è sterco puro di uno che ha mangiato la caponata a mezzanotte, ma i filmati sono bellini e su DS fanno un certo effetto.

The Simpsons Game su Nintendo DS è un platform che cita in continuazione il mondo dei videogiochi e se stesso. Tanto per dire uno dei boss è Will Wright, mentre alcuni minigiochi citano classici quali Frogger, i Final Fantasy, Space Invaders e vari altri. Non manca neanche l’apparizione di Super Mario e di molti altri personaggi che non vale la pena citare per questioni di praticità. Una tarantinata, insomma.

E arriva il gioco.

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Ogni Simpsons ha dei poteri caratterizzanti: Bart plana, spara con la fionda e usa un rampino; Homer può gonfiarsi rotolare e volare; Marge, le cui fasi sono simili a dei picchiaduro con qualche puzzle di contorno, può sfruttare degli alleati (ce lo vedete Ned Flanders a prendere a pizze un poliziotto?) ; Lisa, infine, può usare la mano di Buddha per spostare oggetti e sollevarsi fino a piattaforme poste molto in altro.

The Simpsons Game è un platform pesante e squilibrato, in cui opinabili scelte di design rendono spesso arduo compiere operazioni semplicissime e in cui i livelli hanno una difficoltà calibrata in modo schizofrenico. Alcuni livelli sono difficilissimi fino a diventare frustranti, mentre altri sono così semplici che si superano senza accorgersene (tra cui i vari boss). Nel mezzo sta la scelta di dare vite infinite al giocatore (interessante: quello che in passato era un cheat è ormai diventata una feature, segno che gli incapaci hanno dettato le regole del mercato) che di fatto sembra quasi un alibi per il pessimo design.

Facciamo un esempio: ogni Simpsons può usare i suoi poteri sono quando previsto dal gioco, ad esempio Bart, per poter lanciare il suo rampino, deve vedere apparire sulla sua testa l’icona apposita e trovarsi nei pressi di un punto di aggancio. Qual è il problema? Nelle fasi lente nessuno, ma nelle fasi che richiedono una certa rapidità e coordinazione, è normale ritrovarsi a mezz’aria senza sapere che fare perché il punto di aggancio è fuori schermo e l’icona appare solo all’ultimo momento.

Insomma, ad avanzare si avanza, ma solo perché le vite infinite impediscono l’arrivo del game over. Per la serie: il design dei livelli fa schifo, però arginiamo il problema rendendo obbligatorio un cheat. Wow, da piccolo sognavo che tutti i videogiochi fossero così.

Non cito neanche i livelli in cui si sale e, regolarmente, si cade dovendo ripetere decine di volte salti già compiuti (alla fine li ho citati, ma vabbé, non fateci caso), o quelli in cui una certa pesantezza dei controlli rende arduo schivare anche il più sciocco degli ostacoli. Ma mi fermo qui. Sappiate soltanto che questo gioco val bene una messa, nel senso che andrebbe seppellito e affidato alla cura dei vermi e di Dio (che oltretutto va anche affrontato alla fine del gioco… e vaffanculo agli spoiler).

Voto finale: una giallissima cagata pazzesca

Mass Effect ed il sesso lesbico

Non ho mai capito il piacere perverso di Bioware di introdurre sempre superficiali contenuti di romance in tutti i loro titoli. Nella maggior parte dei casi si rimaneva sempre su interazioni scialbe, prive di contenuto e che raramente generano un reale attaccamento affettivo e diventano un’altra delle operazioni di min-max da effettuare nel gioco per ottenere il massimo vantaggio, meccaniche non molto diverse da quelle presenti negli ultimi Final Fantasy, dove la tresca te l’aspetti come la sesta trasformazione finale del super-real-true-endgame boss. A meno di non essere un adolescente emozionalmente instabile, il tutto sa di frettoloso e superficiale. Eppure l’ultima volta che ho controllato l’età media dei gamer si era intorno ai 30 anni, un’età più che adatta per introdurre contenuti più maturi ma non necessariamente a pecoreccio sfondo sessuale.

Così, quando l’intera campagna di marketing pre-launch di un game developer di successo verte sul sesso lesbo, si alza solo un sopracciglio con fare interrogativo. Dalle reazioni della massa bovina è risultato subito chiaro che quella sequenza, veramente ben fatta e allusiva al punto giusto (viene da dire adulta e matura), era troppo poco soddisfacente, in particolare per tutti gli iperproteici maschi americani che hanno comperato 8 milioni su 12 delle 360 in circolazione e che sono cresciuti a suon di bigottismo e Sport Illustrated.

Ecco quinche che, quando la campagna viene resa ulteriormente più esplicita, per generare ancora più hype, ci si sente insultati come gamer. Se non fosse perché si è passati da promuovere un dialogo interessante e maturo a promuovere il contenuto fine a sé stesso e slegato dal contesto, contenuto che probabilmente non sarà nemmeno presente nella release finale del gioco (mica tutti hanno la fortuna di essere ignorati dai cacciatori di streghe come Gothic 2 ed arrivare in retail con diversi intermezzi di sesso esplicito).

Spero vivamente che in ME ci sia altro sesso oltre a quello lesbico, e che quindi si possano vedere maschioni che fanno il trenino ed eterosessuali che si lanciano in altrettanto scialbe coreografie erotiche. Se non fosse così si rischia di credere che EA stia vendendo Mass Effect ai soliti stereotipati maschi nerd pipparoli che vengono fuori ogniqualvolta si parla di videogame.

Questo mi offende molto, perché sino ad oggi, persino i siti votati alla consacrazione dell’intrattenimento a stelle e strisce targati Microsoft come Kotaku parlano solo ed esclusivamente di Mass Effect come del gioco dove si può trombare un’aliena blu con un’altra donna. Non mi ritengo offeso per il sesso in sé (anche se lo ritengo inutile e superflo in titoli non di carattere erotico) ma per come l’industria vede e generalizza i videogiocatori, quelli che, sempre più spesso lasciano soldi per venire più o meno velatamente insultati. Si passa dalle catene videoludice che ti trattano con la condiscendenza dello spacciatore di crack per strapparti un preordine tramite sovrapprezzi ed undestock accuratamente pianificati, per arrivare ai publisher che piazzano belle fighe a condurre lo sviluppo promettendo anche inesistenti speciali in costume sulle riviste per soli uomini (gratz per per la flessibilità del concetto di “emancipazione femminile”), oppure che riducono anni di lavoro ad una scena lesbo di 20 secondi per pompare le vendire e sperare di fare almeno il break-even.

Per ora di Mass Effect i più sanno che ha una bella grafica, che si tromba, e che forse è un gioco action-oriented a squadre, più Adventure che RPG. Dovrò giocarci per decine di ore e, in prossimità del lancio, le uniche cose che so con certezza dalla pubblicità di massa hanno poco o nulla a che fare con l’esperienza di gioco e si riducono a pochi minuti di contenuti sul totale dell’opera.

Resta inoltre da capire perché con tutte le potenzialità che i videogiochi moderni promettono e non mantengono (magari se sostituissero Jade Raymond con Ambra Angiolini le cose migliorerebbero?) sia proprio necessario focalizzarsi su aspetti secondari come una scena di sesso, piuttosto che su contenuti più attinenti al ludico per promuovere un gioco. Si sta forse implicitamente ammentendo che il mercato è pieno di titoli troppo generalisti ed interscambiabili? Tanto che anche una grande casa come Bioware debba grandefratrellizzarsi per sperare di risollevarsi dal baratro post-Atari e della frettolosa vendita ad EA per recuperare il costosissimo e travagliato sviluppo di Mass Effect?

Grandissimo concorso, Ars Ludica ti regala Half Life 2 ed Episode One

Half Life 2Episode One

Sì, avete capito bene. Stavolta vogliamo davvero rovinarci (veramente è il solo, munifico Karat a svenarsi, ma vabbè).

Per partecipare, dovrete semplicemente postare in questo thread del forum una recensione, un racconto, un disegno o un walkthrough emozionale (*) relativo a Gordon Freeman e al suo stupendo mondo, o in alternativa qualcosa a tema fantascientifico, se non avete mai giocato ad Half Life e derivati.

L’utente più creativo, il più talentuoso, quello che s’impegnerà di più e che, insomma, dimostrerà di avercelo un po’ più grosso degli altri, a decisione insindacabile della redazione di Ars Ludica (democratica votazione), verrà premiato.

Il game over è fissato improrogabilmente all’ultimo nanosecondo dell’ultimo minuto dell’ultimo giorno del mese di novembre.

(*) Si tratta di un report delle emozioni che si provano durante il corso del gioco. Per esempio: “l’ambiente è poco illuminato… sento il cuore palpitare… una luce traballante… il mio radar segnala la presenza di uno xenomastell a 15 metri… 12… 9… 3… Eccolo! Mi ha spappolato!” (cit.)

NB La partecipazione è aperta a TUTTI, niubbi belli, ma in particolar modo brutti inclusi.

Aut. Mast. Rich. Prot.