Retrocrap — Robobolt

Prodotto e sviluppato da Alpha Omega (CRL) | Autore Gary Leach | Piattaforma Commodore 64 | Rilasciato nel 1986

Articolo apparso originariamente su it.comp.software.emulatori il 4/11/2003.

Ributtante Robobolt.

Una cassettina ingiallita, di quelle che un tempo spuntavano fuori come funghi, mettendo l’edicolante alle strette.
Un rapporto problematico [per un po’ di tempo lo ignorai…].
Perfino il nome con il quale veniva presentato alle masse, Scorie, non lasciava presagire nulla di buono, e triste era l’impatto con lo screenshot impresso sull’opuscolo [liquidato con spiegazioni particolarmente sbrigative].
Mi avventai invece con rara ingordigia sugli altri giochini del nastro, arcade fracassoni, caricati al primo colpo.
E si sparava senza pensare.
Il divertimento era liquido, scevro da impedimenti familiari.
Non più il biscottone in cella umida, ma un party circolare tra pareti coloratissime.

Robobolt

Scorie, invece, non ne voleva proprio sapere di farsi stipare correttamente nella memoria di un comune C64.
Strofinai la testina del Datassette fino a farla sanguinare, lottai strenuamente con l’azimuth, armato di cacciavite regolamentare.
Arrivai a sospettare che quel gioco non potesse essere semplicemente confinato in uno spazio tanto angusto, che i programmatori, alla fine, avessero dovuto desistere, impossibilitati a comprimere efficacemente nei byte quei mondi.
Si trattava dunque non di un semplice giochino, bensì di un’idea ben più estesa, di un’intuizione inafferrabile ed estranea al biscottone stesso?
Erano le scorie di un sogno autunnale che proseguiva in lontananza?

L’enorme dubbio, unito al mio spirito da bastian contrario (e al molto tempo libero a disposizione), mi portò a fare un ultimo, disperato tentativo, seguendo, questa volta pedissequamente, certe spiegazioni illustrate.
Proprio quando stavo per scagliare il C2N dalla finestra, ecco un bagliore.
Annunciato da una scorreggia iperbolica, un motivetto mi stava invitando, robosaltellante [Robobolt: rimbombante!].
Linee melodiche primitive, assemblate frettolosamente, venivano lasciate risuonare in libertà su una schermata immota.

Zzap!64 lo stimava

Ma la cruda presentazione fu deflorata dalla quasi inconsapevole pressione del tasto fire.
Il tentativo agghiacciante di bassorilievo metallico dello schermo dei titoli si estendeva fino a ricoprire l’intero gioco, fagocitandolo senza pietà.
Tutto era avvolto in un tremore bidirezionale.
Era un Paradroid con le ali tarpate.
Era come se un malintenzionato si fosse impadronito del codice di Braybrook, divertendosi a farne scempio, per poi distribuire l’orrore ai passanti.

L’inguardabile navicella si agitava vanamente nei budelli di carta stagnola, minacciata da due macchie di colore straziate, destinate a ronzare in coppia per l’eternità.
Se avvicinate, le deformità acceleravano istericamente.
Dopo essere sparite dallo schermo, si ripetevano, senza variazioni [Robobolt, riciclaggio].
Impossibile ogni tentativo di dialogo.

L’arma più inoffensiva e scalcinata della storia dei videogiochi, il pallino nero fluttuante/indipendente, rendeva improbabile ogni seria reazione.
Poco chiare le regole (più o meno: raccogliere dei quadratini e traghettarli entro un tempo limite in un punto dove qualcuno sembrava aver vomitato. L’operazione risultava chiaramente superiore alle forze di chiunque, per tanti motivi).

Robobolt, reset.

10 commenti su “Retrocrap — Robobolt

  1. Robobolt era merda pesante… e puzzava anche. Nel senso che la cassetta su cui lo trovai (non era originale) aveva una rivista allegata (non ricordo che collana fosse) che era marcita su un angolo. Forse era stata bagnata ed era stata troppo tempo in edicola… o forse il marcio voleva rappresentare la presenza di questo gioco?

  2. @Karatuccio: penso di sì. C’è da dire che originale per fortuna costava 1,99 sterline (5000 lire), comunque non valeva nemmeno il nastro.

    @lambuccio:

    1) Su Ars Ludica non era mai apparso.

    2) Il riciclaggio è cosa buona e giusta.

    3) Molti pezzi prescindono dall’attualità. Questo è evidentemente uno di quelli, quindi la data è assolutamente ininfluente.

    4) Intendevo by the way sottolineare la paternità morale della rubrica. 8)

    5) Entro il 3000 saremo degni di un tuo pezzo?

  3. Volevo lasciare una pila di sterco sotto a questa recensione, cosi’, per aumentarne il valore e l’odore.

    Un grazie di quore as abiesse, che riciclando recensioni di robobolt raggiunge nuove vette del retrocrappismo.

  4. Pings/Trackbacks L’orrendo pattume anni 80

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