Il lifting del Principe — Prince of Persia: Spirito Guerriero

Prodotto da Ubisoft | Sviluppato da Ubisoft Montreal | Piattaforme PC, Playstation 2, Xbox, Gamecube | Rilasciato nel dicembre 2005

Dagli archivi di Ars Ludica.

Deve essere stata una scena discretamente divertente quella che ha visto il Principe di Persia riunito con i vertici Ubisoft per decidere quello che sarebbe stato il suo futuro. I risultati de Le Sabbie del Tempo erano stati buoni ma non esaltanti, almeno non abbastanza da raggiungere gli obiettivi sperati.

Uno sguardo al volto del principe, limpido e pulito come il culo di un bambino, rese immediatamente chiara la situazione: troppo poco attraente per i ragazzi di oggi. A poco valsero le opposizioni del principe stesso che paventava le sue nobili origini e il fatto di vivere in Persia e non in una discarica di New York. Via quel volto effeminato, via quei capelli ben pettinati e via anche i vestitini troppo da checca. Il nuovo principe avrebbe avuto la barba incolta, i capelli spettinati, un vestitino rozzo che sembra uscito direttamente dai peggiori manga e, soprattutto, avrebbe detto le parolacce.

Spirito Guerriero

Via le motivazioni che lo portavano a combattere nel primo episodio, troppo generiche e poco comprensibili al giocatore medio, è l’egocentrismo a pagare. Da questo momento il principe avrebbe combattuto solo per se stesso, sin dal sottotitolo che è un forte richiamo all’egocentrismo. Via anche quella voce bella ma troppo delicata e, soprattutto, anonima; la voce di un attore famoso, per quanto poco adatta e per quanto questo attore si sia dimostrato incapace di dare espressività al personaggio, è molto più indicata per gli strilli di copertina.

Tutti i riuniti convennero infine sul fatto che il lifting non poteva riguardare solo il personaggio (nel frattempo il principe si stava esercitando a sputare e a bestemmiare in un angolo della sala), l’ambientazione de Le Sabbie del Tempo si era dimostrata poco efficace nel catturare l’attenzione del grande pubblico. “Perché non far diventare il tutto più fantasy, genere che va tanto di moda in questo periodo?” ha detto un manager con in mano alcune statistiche e nell’altra una copia de “Il Ritorno del Re” di EA. E così è stato.

Delle Mille e una Notte rimane poco o nulla in Spirito Guerriero… a partire dalla sequenza introduttiva (quella della nave). I richiami all’oriente si sono fatti più radi e sfumati, per non dire quasi inesistenti. Anche i nemici sembrano usciti da un brutto libro fantasy: orchi, donne ninja, donnine che vanno sul campo di battaglia in tanga, giganti di pietra, uomini corvo e chi più ne ha più ne metta. Non per niente, nel primo filmato, la telecamera indugia lungamente sul culo del primo boss… La favola è finita, morta.

Altro elemento a cui è stato fatto un bel lifting è la colonna sonora. Dalle musiche orientaleggianti ed evocative del primo episodio si è passati alle squallide schitarrate metal di questo. Non che abbia nulla contro il genere metal, ma l’effetto è veramente terribile anche perché non si tratta certo di buone musiche. Purtroppo il metal va molto di moda, quindi la scelta è stata obbligata, anche in virtù della nuova visione su cui si regge il tutto.

Prince of Persia

In fondo il principe non è più se stesso, da personaggio letterario si è trasformato in una specie super eroe di serie B: mai un ripensamento, sempre con la faccia indurita, pieno di cicatrici e, soprattutto, pieno di belle frasi ad effetto che fanno tanto felice il grande pubblico. In fondo è ora uno Spirito Guerriero, un combattente capace di combo spettacolari quanto inutili.
Prince of Persia: Spirito Guerriero è come Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo solo pieno di disincanto. È un principe che si è riempito di cicatrici e ha cambiato sguardo per poter vendere meglio un nuovo modello di telefonino. E in effetti ci è riuscito. Le vendite di questo nuovo episodio sono andate molto meglio del precedente… come a dimostrare che i manager e le statistiche ci conoscono più di noi stessi.

10 comments on “Il lifting del Principe — Prince of Persia: Spirito Guerriero

  1. Personalmente non so se sia stato il restyling in sé… in fondo col terzo episodio, gemello cattivo a parte, si è tornati su atmosfere più soft, ma anche lì non c’era la magia del primo… io credo che la causa di tutto sia stata l’abbandono di Jordan Mechner: con lui se ne sono andati tutti quegli elementi che facevano di PoP un’esperienza e non semplicemente un’unione di engine, level design e cutscene…

  2. Ho apprezzato la rivisitazione del primo episodio dalle atmosfere alquanto fabieggianti, e sinceramente ho giocato meno di dieci minuti al secondo episodio, il problema non sta nel brand (snaturato) quando nel mancato carisma applicato a quell’episodio, a partire dal gioco fino ad arrivare al design di personaggi e livelli.
    Pure Kratos è pieno di cicatrici, eppure non mi sembra che gli si dia tanto addosso.

  3. penso che tu mi abbia letto nel pensiero nello scrivere questo articolo.
    è più o meno quello che ho pensato quando vidi per la prima volta spirito guerriero. una tristezza infinita…

    in un mercato sempre tanto simile a se stesso (in quanto ambientazioni ed atmosfere, intendo, ma non solo…) sands of time era, a sorpresa, un titolo con un’anima, una sua personalità.

    l’ha venduta rapidamente per qualche quattrino in più.

  4. Io ho adorato PoP:SoT. Mechner è un gran narratore e ha creato una storia e un’ambientazione veramente coinvolgente. Lo reputo uno dei giochi migliori di questi anni. Peccato che come al solito l’elogio della critica non corrisponde con una premiazione nelle vendite. Lo reputo ancora il miglire dei tre.
    Sono rimasto deluso dal PoP:WW non tanto per via del cambio di stile, che potrebbe essere giustificato, ma per come questo è stato fatto.
    E’ l’episodio più lungo, ma questo è dovuto ai frequenti aventi e indietro. Le combo sono aumentate a dismisura, e non rese troppo comode da usare. Inoltre erano abbastanza gratuite, come la violenza annessa (volendo spiegabile).
    Il problema è la perdita di mordente della trama e l’evidente messa da parte della personalità del principe. Alla fine di SoT si è assistito ad una crescita del principe dopo i fatti accaduti. Ha compreso dove porta la ricerca di Onore e Gloria, inizialmente valore tramandato, egoistico ma perpetrato con ingenuità ed è maturato. Ha sistemato il guaio compiuto anche se non del tutto sua responsabilità ed è andato per la sua strada.
    In WW è inseguito dal Dahaka ed ha tutti i motivi per essere incaxxato. Ma cosa ne è stato della sua crescita? Ci ritroviamo con un principe che sembra aver dimenticato tutto quello imparato nel primo episodio.
    Tutta la bella narrazione del primo, i momenti poetici, le battaglie di ingegno, sono stati sostituiti dalla forza bruta.
    Devo però dire che non tutto è stato male. Le sezioni in fuga dal Dahaka sono varianti di gameplay interessanti e impegnative, minate al solito dai problemi di telecamera e controlli.
    Da questo episodio poi si trovano frequenti bug del motore (oltre al solito e conosciuto problema audio che caratterizza tutti i giochi basati sul JADE engine di Beyond Good & Evil, per i quali l’audio passa da udibile a impercettibile in base alla posizione della telecamera e ogni tanto ha interruzioni) che possono anche portare a punti morti (quante volte si è finiti incastrati in un oggetto o nel pavimento).
    La cosa di cui forse si è sentita la mancanza è il binomio spada pugnale con recupero sabbie, ma è anche bello che ci siano varianti sui tre giochi.
    Riguardo al doppiatore, quello citato nell’articolo è riferito alla versione Italiana, quella inglese per il principe se non erro è rimasta la stessa. Sulla versione italiana c’è da dire che il lavoro fatto è stato penoso, la scelta di un attore famoso solamente per l’aspetto per fare il doppiatore è già paradossale di suo. Soprattutto se consideriamo che il doppiatore del principe del primo, che veramente ha fatto un ottimo lavoro, sia come recitazione che come fedeltà alla voce inglese, era presente anche nel doppiaggio del secondo ma non per il personaggio del principe. Insomma un volersi fare male da soli per tirare un titolo che non necessitava di quel richiamo quando di maggior visibilità.

    Apprezzabile il tentativo di ritorno nel terzo capitolo, ma niente di paragonabile al primo. Peccato.
    Ora mi chiedo che ne sarà del quarto: nuovo principe? la saga delle sabbie è finita e mi incuriosisce l’artwork del guanto, nuova origine dei poteri. E’ c’è anche il film in ballo…
    Attendo ma ho paura…

  5. A me non piacque nemmeno Sands of Time.
    Troppo, troppo ripetitivo…l’ho dovuto lasciare più o meno a tre quarti.

  6. io ho avvertito la stessa sensazione di tristezza quando lo visto per la prima volta e dico prima volta perche’ non ci sara’ una seconda!

    —————

  7. Purtroppo è così, si sono messi d’impegno per rovinare un titolo a mio avviso riuscitissimo. Si vede il tentativo (goffo) di rendere tutto più violento e sanguinolento e quello che ne rimane è un platform snaturato da troppi intermezzi hack & slash e boss fights, per non parlare dell’ambientazione che di orientale ha davvero poco. In Italia poi siamo stati particolarmente sfortunati a beccarci questo doppiaggio inascoltabile e paradossale se pensiamo che il principe che ora deve essere piu’ cazzuto parla con una voce da checca: tristezza nel cuore quando in uno dei primi video Gabriel Garko sprizzando autorità e virilità da tutti i pori dice “preparate le armi!”. D’accordissimo anche sulle musiche, imbarazzanti. Pensate per un attimo al barbat che si sente quando il principe beve in SOT e poi a tutti i suoni che accompagnano qualsiasi cosa facciate in WW (quando salvate per esempio), già solo questo dà un’idea di quanto siamo lontani dalla Persia.
    Che dire, nel complesso potrebbe anche essere un gioco discreto come tanti, ma solo se non si intitolasse Prince of Persia…

Leave a Reply