Demenziale, delirante, giapponese: Gekibo/Gekisha Boy

Prodotto da Irem | Sviluppato da Tomcat System | Piattaforma PC Engine | Rilasciato nel 1992

David Goldman è il nome del bamboccione col sorriso idiota stampato sulla faccia (invariabilmente allargato per mostrare bene tutti e cinquantadue i dentini a disposizione) chiamato ad attraversare orizzontalmente città, mari e monti per superare gli ardui test imposti dall’LA Photography School. L’anziano e scorbutico selezionatore tenuto a valutare i suoi sforzi appare solo durante le brevi e drammatiche fasi d’intermezzo, emanando severità.

Gekisha Boy, conosciuto come Photo Boy, è stato uno dei giochi Irem di maggior successo, ma pare non abbia mai abbandonato (almeno ufficialmente) il suolo natio, benché sia ora possibile trovarne in giro un hack con le frasi giapponesi tradotte in un ben più accessibile inglese, e giocarselo in santa pace tramite l’apposito emulatore, illecitamente. Si tratta di una sorta di Operation Wolf pacifista con la macchina fotografica al posto di fucili e bombe a mano, di una specie di precursore spiritual-anale di titoli quali Beyond Good & Evil e Pokèmon Snap.

Photo Boy

Non è difficile capire perché non sia stato ritenuto idoneo per l’avventura oltreoceano. Gekisha Boy trasuda giapponesità e demenzialità da tutti i pori, e prende gioiosamente per il culo l’America e l’insano stile di vita dei suoi abitanti, la sua cultura pop anni 80 e la sua moralità, i suoi divi e i suoi (super)eroi. Ma anche i suoi comuni e indaffaratissimi cittadini, che qui deambulano per le strade goffi, fessi e stereotipati.

Le musichette sono sgraziate, a tratti quasi cacofoniche e sembrano non adattarsi per nulla a quello che succede sullo schermo, i passanti hanno la preoccupante tendenza a denudarsi improvvisamente in preda a strane urgenze e il nostro eroe non perde occasione per immortalare i loro gingilli. David fotografa palle lampeggianti e altri oggetti imprecisati, poco plausibili e di dubbia provenienza; mentre gli aerei precipitano insistentemente nei giardini (non a caso i genitori del nostro eroe sono periti proprio a causa di un incidente di volo) e mostri ben poco depilati fanno scempio di città e monumenti nell’indifferenza di viandanti, vigili urbani e alieni di passaggio.

Non c’è quasi nulla di normale in Gekisha Boy, ed è proprio questo che lo rende così speciale.
Una boccata d’aria fresca in un mare di titoli seriosi e tutti uguali. Un titolo imperdibile, irresistibile.




NB Gekisha Boy ha avuto un seguito per PlayStation 2 nel 2001 intitolato semplicemente Gekisha Boy 2 (ed è conosciuto anche come Gekibo 2 e Polaroid Pete, ma l’uscita della versione europea a opera della JVC dovrebbe essere saltata all’ultimo momento). Sequel che, nonostante il passaggio a uno stile grafico alla PaRappa, ha mantenuto intatto l’umorismo e lo spirito della versione originale, aggiungendo nuove peculiarità al gameplay. Il titolo per PC Engine è stato invece ripubblicato per PlayStation con un livello extra e il nome di The Cameraman nel 2002 nell’ambito della collana Simple 1500 Series.

13 commenti su “Demenziale, delirante, giapponese: Gekibo/Gekisha Boy

  1. Questo l’avevo conosciuto grazie a Rotten Tomatoes, quindi decisi di emularlo. Complimenti per il pezzo completissimo e scritto in grande stile.

    PS: Quello che non sapevo è che Photo Boy avesse un seguito per PS2! :0

  2. Adoro i giochi demenziali e visto che non sono la sola credo che segnalerò questo articolo ad un mio amico (guarda caso appassionato sia di vg che di fotografia). 😀

  3. Luigi Ruffolo, scusami se faccio una cosa come rispondere qui a un tuo post che tratta di tutt’altro argomento, ma noto che hai disabilitato i commenti nel tuo articolo “TrueLove” http://arsludica.org/2007/11/14/truelove/ .

    Volevo solo commentare sul punto in cui affermi: “Le donne non sono capaci di appassionarsi veramente ai videogiuochi.” . Bhe, lo so che affermi tu stesso che stai volutamente generalizzando, ma comunque, in quanto esponente del gentil sesso & esperta videogiocatrice, mi sento in dovere di contraddirti. 😛

    Chi meglio di una ragazza può spiegare ai maschietti perché le femmine in genere non videogiocano? Adesso risolvo io l’arcano: LE DONNE NON SI APPASSIONANO VERAMENTE AI VIDEOGIOCHI, PERCHE’ LA MAGGIOR PARTE DEI VIDEOGIOCHI OCCIDENTALI E’ PENSATA PER UN PUBBLICO STRETTAMENTE MASCHILE.
    Esempio: quando si tratta di Neverwinter Nights 2 o giochi affini, in cui c’è una grande componente narrativa (che le ragazze, tanto per generalizzare anche io, spesso amano più dei ragazzi) e si può addirittura interpretare un personaggio femminile che viene trattato come tale dagli npc, bhe, non hai la minima idea di quanto numerose siano le ragazze che ci han giocato e lo adorano!
    Altro esempio: in Giappone un buon 50% delle persone che videogiocano sono di sesso femminile. Questo perché il Giappone ha sempre considerato il target-donna nei suoi prodotti; vedasi, per fare un esempio, gli ammiccanti Dante e Nero, o la fiera dei frocioni di FFVII: Crisis Core.
    In Occidente, solo da poco si comincia a considerare la lei-videogiocatrice, e solo da poco abbiamo giochi in cui tale elemento viene quindi preso in considerazione.

    Poi, per carità, ci sono ragazze come me a cui non dà fastidio di tanto in tanto interpretare il barbaro grosso, tozzo, rude e muscoloso anche nel cervello che sbudella i nemici e si fa le stereotipate donnine nude – se il gioco in sé è comunque divertente. Ma volevo sottolineare che non è vero che le ragazze non si interessano ai videogiochi, sono i videogiochi che cercano di allontanare le ragazze. 😛

  4. Sì, Ossidiana, ma infatti sono perfettamente d’accordo e trovo masochistico l’atteggiamento delle tante software house che finora hanno tagliato fuori metà del loro potenziale pubblico così.

  5. Ossidiana, se hai bisogno di cambiare l’indirizzo di registrazione al forum (che DEVE essere esistente), comunicamene uno qualsiasi a webmaster@arsludica.org e provvederò a metterlo nell’account che hai creato, così potrai attivarlo e cominciare a flammare con abiesse e karat in allegria 😀

  6. Uhhmm, bhe, ad esser sincera, il motivo per cui non mi sono mai registrata al forum, è che esso richiede un indirizzo email reale… ed io uso sempre email fasulle (da quando non so come hanno cominciato ad arrivarmi valangate di spam nella casella di posta!). >_<;

  7. Ossidiana, basta che tieni l’indirizzo non visibile pubblicamente… noi non lo usiamo per spammarti ^^

    (anche qui su wordpress non è visibile pubblicamente).

  8. Pings/Trackbacks Demenziale, delirante, giapponese: Gekibo/Gekisha Boy

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