Ricordi

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La sala giochi mi manca. Ovvero, mi manca il poter videogiocare in un contesto esterno a quello delle mura di casa che riesca ad assumere la stessa connotazione di familiarità. In tutta sincerità nelle sala giochi vere e proprie sono andato poco. La maggior parte dei coin op li ho provati nel bar frequentato da mio padre che, tornato da lavoro, mi portava con se e mi teneva buono regalandomi 1000-2000 lire che spendevo regolarmente in monetine da 100 lire prima e 200 poi (mi sembra che i primissimi giochi andassero addirittura a 50 lire, ma non vorrei dire una vaccata). Le sala giochi vere e proprie le vedevo soprattutto d’estate quando mi recavo al paese di mia madre.

Pensando ai coin op provati in quel periodo posso affermare che quelli che ricordo con più piacere non sono quelli migliori ne quelli tecnologicamente più avanzati. Per carità, Salamander, Wonder Boy, R-Type, Gun Smoke, Ghosts’n Goblins erano/sono sicuramente dei giochi magnifici, ma all’epoca non perdevo certo tempo ad esprimere giudizi di carattere estetico che mi motivassero a giocare.

Giocavo e guardavo gli altri giocare. Giocavo e guardavo per imparare e diventare bravo come i ragazzi più grandi che riuscivano a superare i livelli prima di me. Giocavo e guardavo perché in breve, intorno al coin op del momento, si formavano gruppi di ragazzini più o meno della mia età con cui era facile fare amicizia parlando di come superare un boss o un punto particolarmente critico.

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Giocavo e, senza saperlo, creavo ricordi legandoli irrimediabilmente al gioco. Ad esempio al primo Wonder Boy associo una ragazza più grande di me di cui mi ero innamorato, oppure a Lady Bug lego alcune persone che mi tornano automaticamente in mente appena vedo o penso al gioco; non ricordo la loro faccia e sicuramente il nostro era un rapporto superficialissimo, ma non riesco comunque a cancellarli dalla memoria, come ho fatto con molte altre persone.

Ma non voglio ammorbarvi troppo con la mia vita.

Guardando le foto vere di alcuni bambini che giocano con il Wii insieme a genitori/parenti/amici mi è venuto da pensare… ovviamente loro non sanno che hanno per le mani una console innovativa, rivoluzionaria ecc ecc. Loro giocano e si divertono con le persone che gli stanno intorno usando il gadget del momento (un po’ quello che facevamo noi con i coin op, anche se fruendone in modo molto diverso). Non ne sono coscienti, ma si stanno creando dei ricordi e, probabilmente, tra trent’anni, guardando una vecchia immagine del Wii, gli verrà in mente qualche persona con cui oggi passano i pomeriggi a giocare, anche se quella persona non fa più parte della loro vita.

La condivisione di questi momenti con gli altri renderà magnifici i giochi, fossero anche le schifezze più mostruose partorite da mente umana.

E se fossero semplicemente i ricordi a dare senso al (video)giocare?

17 comments on “Ricordi

  1. Bei tempi quelli lì. In sala giochi anch’io ho conosciuto tanta gente curiosa 😀

    Purtroppo ormai se vai in sala giochi, conosci biscazzieri, papponi e tutta quella gente che gioca ai giochi per soldi.

  2. La massa di gente davanti al cabinato di sfII’ è qualcosa che non dimenticherò con tanta facilità!

  3. Quanti bei ricordi! Quando ti potevi vantare di fronte a un mucchio di gente quant’eri bravo a SFII o KoF94! Quando chi finiva una shoot’em up faceva spettacolo! Quando parlavi con persone con la tua passione di persona (e se mi dite che chat\skypie\msn è la stessa cosa vergognatevi!) Quando le sale giochi avevano uno spiazzo arcade bello grande. Quando nei baretti di periferia c’erano i vecchietti che giocavano a briscola sorridenti.
    Adesso il mercato coin-op in italia è morto. Restano solo nelle sale di grandi città o località turistiche,nei baretti ormai ci sono solo videopoker…
    Nostalgia canaglia.
    Ma forse era tutto bello perchè era tutto nuovo,come tutte le cose che giudichiamo in base ai ricordi (provate a rigiocare a Katakis su C64).

  4. Ma forse era tutto bello perchè era tutto nuovo,come tutte le cose che giudichiamo in base ai ricordi (provate a rigiocare a Katakis su C64.

    Direi che è proprio così. Nono sarebbe così bello ricordarlo se non fosse finito, è la natura dei ricordi. Soprattutto per quanto riguarda quelli d’infanzia o di gioventù.

    Chissà se adesso starei a guardare uno in sala giochi che finisce uno shoot’em up con un gettone…

  5. I primi coin op andavano a monete da 50 lire, confermo. Rircordo pure qualche titolo ma purtroppo non il nome, avevo sì e no 4 anni e già stavo al bar 😀

  6. Il punto è che sono ricordi piacevoli e sarebbe figo riviverli.
    Purtroppo il tempo tiranno non mi permetterebbe più di dedicare la stessa attenzione.

  7. Lacrimuccia… bellissimo articolo Karat. E se fossero i ricordi a dare senso a qualsiasi attività della nostra vita? Forse siamo solo schegge impazzite scaraventate via dopo un’esplosione, intenti a ricreare qui momenti di quiete tanto piacevoli vissuti in precedenza. E allora ecco il ricordo, luogo in vui il tempo non esiste e in cui potremo sempre rifugiarci per non impazzire.
    Questo discorso è troppo serio e si autodistruggerà tra 5 secondi. 4.. 3.. 2..

  8. Mai frequentate le sale giochi (delle sfide fottevasega, e comunque ero scarsone&misantropo), oggi vedere i filmati su Iutiub della gente che doma Ikaruga mi sollazza alquanto, ho un’opinione piuttosto bassa dei ricordi e non manca quello che preferirei dimenticare e sostanzialmente puzzate.

    Mbof.

  9. E’ lo status di “bambino” che rende tutto piu soffuso surreale e magico, o almeno è quello che ho sempre creduto, non sono mai stato una bestia da sala giochi anche se spesso e volentieri ci facevo qualche capatina, e meno ancora ero una bestia socievole (ma quello tutt’oggi :asd: ) però ricordo quando mio cugino comprò il Super Nintento l’estate passavo le giornate a giocare in cinque sei a Super Mario provando a turno a superare i livelli.
    Non era il gioco, eravamo noi piu disilussi, piu ricettivi, meno smaliziati, eravamo bambini, avevamo il dono di saperci divertire.

  10. Ragazzi, la vita non offre felicità solo retrospettiva però. Sembra che il futuro di persone ancora giovani non possa portare una felicità anche maggiore, videoludicamente o no parlando.

    E lamb rulez, è un dato di fatto.

  11. Bè chiaro. Personalmente guardo indietro e ricordo con affetto i tempi andati, poi guardo al presente e faccio un sacco di cose belle: lavoro, ho una band, esco la sera con un sacco di amici e mi diverto molto.

  12. Il ricordo più limpido che ho di un’esperienza con i coin-op risale proprio a quando ero pischellino. Il bar dello stabilimento balneare in quegli anni (si parla dei primi anni ’90) si era dotato di un distinto numero di coin-op, da Street Fighter II Turbo a Double Dragon II, a Sega Rally, e persino International Superstar Soccer Pro. Ricordo chiaramente che verso mezzogiorno, per fuggire dall’eccessivo caldo me ne andavo lì, a volte da solo a volte con amichetti con i quali avevo socializzato in spiaggia, e passavo il tempo giocando e guardando gli altri. Il mio coin-op preferito era quella di SF2 Turbo, ricordo che giocavo a turni con un mio amico (un round lui, un round io, usavamo Mr.Bison), e una volta arrivati allo scontro finale avevamo attirato l’attenzione e si era formato un piccolo gruppo di persone (bambini, adolescenti e giovani adulti) che esultavano e facevano il tifo per noi. Bei ricordi davvero.

  13. E’ vero. Il tifo l’avevo quasi dimenticato.
    Quello che non ho dimenticato è che una volta con uno, in sala giochi, ci ho fatto a pugni :/

  14. Il mare, Final Fight sul megaschermo, i bulli che giocavano ad Out Run le sfide a SFII Dalshim VS Dalshim. Finire il wrestling della Taito con una monetina. i tornei a Football Champ con Alessandro che non c’è più.

    Si la sala giochi è stata fondamentale.

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