Assassin’s Creed: finalmente possono giocarci anche gli scienziati della NASA!

Prodotto da Ubisoft | Sviluppato da Ubisoft Montreal | Piattaforme PC, PS3, Xbox 360 | Rilasciato nel novembre 2007 (PS3, Xbox 360) e nell’aprile 2008 (PC)

Jade

Assassin’s Creed parte con un intento estremamente ambizioso: quello di ridefinire per sempre i canoni dell’action game contemporaneo. Mica cazzi. Si pone, insomma, come una sorta di Sands of time (Le sabbie del tempo, il primo Prince of Persia “di nuova generazione”) freeroameggiante e sottoposto a massicce dosi di anabolizzanti. Le versioni per console avevano ottenuto lusinghieri risultati di vendita tempo fa, spaccando in due però (le balle a) pubblico e critica. Ma solo ora vede la luce quella per PC, piattaforma negletta e un po’ sfigata, oltreché malvista dagli sviluppatori per via della pirateria strabordante che la tartassa ogni giorno di più, aggravando forse irreversibilmente la calvizie già dilagante di Karat e rendendo il Monopoli sempre più amato e simpatico alle genti.

Altair è senz’altro un personaggione azzeccato dotato di sculettamenti e movenze naturali e inusuali (anche se non sono comunque riuscito a immedesimarmi pienamente in questo incazzoso barista medievale). Purtroppo il giuoco presenta lacune assurde per un titolo con simili, dichiarate, vertiginose ambizioni. Il gameplay è indecente, oltreché particolarmente monotono e ripetitivo, la varietà (oserei dire anche quella dei modelli utilizzati per i personaggi) non abbonda, e gli assassinii si compiono in maniera spesso troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo simile. Ok, le amene missioni investigative secondarie aggiunte dietro minaccia armata degli hardcore lamer di tutto il mondo costituiscono una timida nota positiva. Si prova tuttavia quasi imbarazzo per l’incapacità sfoggiata da designer e soci, per l’enorme spreco di risorse umane, paesaggistiche e ambientali, per tutto quello che sarebbe potuto essere. E non è stato. La storia dal canto suo è un po’ confusa e vagamente interessante, ma solo a tratti. Come spesso accade, aver subito una lobotomia in gioventù potrebbe aiutare (sicuramente massicci interventi di psicochirurgia devono aver riguardato i soldati, la cui reattività non mi ha impressionato particolarmente).

Assassin’s Creed può comunque vantare dei pregi pressoché indiscussi e indiscutibili. La discreta gamma di armi, spade grandi, medie, piccole, medio-grandi, medio-piccole, lame da barbiere e da macellaio, i nudi pugni. L’alternarsi di sole, vento, luci, ombre, cazzi. La musica esotica, le voci convinte e un po’ arroganti. Cavalcare, camminare tra la folla. Il mondo sembra enorme e avvolgente, le città sono vive, dettagliate ma soprattutto pulsanti, e andarsene in giro è gradevole ed eccitante come non mai. Per un paio d’ore. Peccato per i controlli, concepiti per quest’ultima versione da un’ameba o da un elettore di Mastella, anche se tuttosommato ci si fa presto il callo (joypad dell’Xbox 359 ruleZ); e arrampicarsi qua e là commettendo facili omicidi destinati a rimanere impuniti riesce lo stesso a elargire una certa soddisfazione.

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14 comments on “Assassin’s Creed: finalmente possono giocarci anche gli scienziati della NASA!

  1. Sì.

    Comunque l’immagine di Altair e del tizio sgozzato in mezzo alle molecoline mi dà le stesse turbe gastrointestinali che mi dette l’albero di Natale al centro di Brno.

  2. Io lo aspettavo da parecchio, nn avendo console l’unica era su PC, ebbene, …l’ho trovato veramente palloso. I nemici arrivano a nastro e te li distruggi a nastro…and so on…sembra quasi uno shoot’em’up, volendo ci puoi stare anche un giorno…

  3. Karat,
    anch’io sono preoccupato perchè mi sta piacendo.
    E’ evidentemente ripetitivo ed è quasi impossibile morire… però, mi piace.

  4. Anche a me Assassin’s Creed dice qualcosa in più
    rispetto a quello che pensa in generale pubblico e critica.

  5. Magari il problema dell’essere fetecchia deriva proprio nell’aver incensato troppo una figura di producer/velina/schiavista (bellissima quella foto di lei in primo piano e del team tre metri dietro, indistinguibile) che pare voglia fare tutto tranne che il suo lavoro…

    Fate tornare il controllo ai creativi e ai middle manager (efficienti) fate solo *gestire* le cose!

    Oppure formate dei creativi in grado di rispettare le scadenze, che sti producer superstar mi pare non è che siano molto meglio!

  6. A me è un gioco che è piaciuto. Sia chiaro, ero in un momento in cui non mi passava nulla, quindi probabilmente sarei pure riuscito a guardarmi tutta la cinematografia etiope senza dover vomitare più e più volte ma il gioco è stato piacevole. Certo, ho saltato a piè pari gran parte delle missioni secondarie, certo, ho proprio ignorato qualsiasi accortezza nell’approcciare i bersagli (anche perchè quando ci arrivi vicino cominciano a scappare… e ti tocca inseguirli trascurando le guardie che arrivano da ovunque), sicuramente ha dei grossi difetti, ma è piacevole.

    Io credo che internet si sia risentita del fatto che non sia uno stealth game e ha pompato negativamente ogni difetto, punendo il gioco per quello che non è più che per quello che è: un gioco discreto sì, ma che ha dei buoni momenti da dare al giocatore.

  7. Io ho solo provato il suddetto gioco quindi non ho idea di quanto possa essere ripetitivo o quanti difetti abbia, ma leggere le impressioni del Monopoli a suo tempo sul forum di ArsLudica, e quelle del buon Dan Hero su tgmonline, mi sono bastate quantomeno a farmi desistere dall’acquistare il suddetto gioco, per ora. Forse lo prenderò usato/scontato in un futuro non tanto remoto.

    E si, c’è da dire che le mie aspettative nei confronti del gioco erano ben diverse (io mi aspettavo un stealth-game, una sorta di evoluzione di Thief in chiave sandbox, e invece pare che l’ossatura del gioco non sia propriamente quella).

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