È il razzo che dà la gioia (Meteos)
Sviluppato da Q Entertainment | Prodotto da Bandai, Nintendo | Piattaforme Nintendo DS, Mobile | Date di rilascio: 10 marzo 2005 (JAP), 27 giugno 2005 (USA) e 23 settembre 2005 (EUR)
Meteos è una delle più illustri e chiacchierate variazioni sul tema Columns fuoriuscite dalla pidocchiosa testa di un qualche acclamato creativo giappoleso negli ultimi anni (in questo caso parliamo dell’incontro/scontro titanico di menti quali quelle di Tetsuya Mizuguchi — “suggeritore” e fondatore di Q Entertainment, oltreché autore di arsgiochi quali Rez e Lumines — e di Masahiro Sakurai, il designer, l’ometto dietro Kirby e Super Smash Bros). C’è chi lo bolla con alterigia come l’ennesimo, classico puzzle semideficiente da casual gamer diessino col pennino piccolo. E chi sostiene invece a daikatana tratta il suo variopinto universo fatto di chiassose eruzioni e di frenetici spostamenti verticali della suddetta miniverga.
La malferma galassia digitalizzata dal Masahiro nazionale sembra infatti costretta a venir bombardata senza sosta da meteoriti malvagie e senza scrupoli. Solo la nostra abilità nell’agitare pazzamente lo stilo accoppiando i detriti giusti può salvarla, per un po’. Personalmente, benché non riesca a staccarmi in alcun modo dagli schermini, manco passassero scene lesbo tra sosia adolescenti di Emmanuelle Béart, sono un po’ combattuto. Alla fine Meteos offre dinamiche non così dissimili da altre già straviste in precedenza. Masahiro, per sua stessa ammissione, si abbevera ampiamente agli antichi pozzi di Tetrislandia, colmi oramai del vomito dei videogiocatori di tutto il mondo.
Ma la viscerale soddisfazione elargita dall’indirizzare verso destinazioni sconosciute pacchi, pacchetti e pacconi di piastrelle colorate a colpi di vigorose razzate è innegabile. È l’enfasi distruttiva, ripulitrice e un po’ insensata insita in questi prorompenti supermissili che partono col loro carico di cacioneria a fare il gioco, insieme alla cura riposta nei più infimi particolari. Le icone stilose scarabocchiate su menù limpidi, efficienti, attraenti; le statistiche pantagrueliche e le abbondanti modalità che dieci vite non bastano; i contenuti speciali da sbloccare sparacchiando meteoriti là dove nessuno aveva osato prima; la voglia di giustificare l’ingiustificabile con un susseguirsi di fantascientifiche apocalissi che si dipanano di quadro in quadro; l’eclettismo di una colonna sonora che incalza il povero videogiocatore indifeso adeguandosi al ritmo ora pachidermico, ora travolgente degli eventi; l’economo e furioso multiplayer (vero cuore pulsante del gioco) che permette di inzozzare il cortile del vicino eiaculando meteore pazze e intrattenibili…
















Per un mese, al bagno, non ho fatto altro che giocare a Meteos.
Per difendere difendo, ma non chiedermi di farlo con la daikagata X(
Meteos è una droga.
C’è una quasi sottile ironica metafora sessuale nel “lanciare fuori dalla miniverga milioni di piccoli cosi colorati che sprizzano con allegria regalando piacere”
Uno dei migliori puzzle games degli ultimi anni, adrenalinico e assuefante (ma anche un pò caotico ^^’), in 4 è puro delirio.
A me è piaciuto proprio tanto..
l’avevo comprato dagli USA appena uscito.
Niente a che vedere con Lumines.. che proprio non riesco a farmi piacere (o forse non riesco a combinare un cacchio…)
Favoloso!!!! Uno dei primi giochi per ds che ho giocato ed ogni tanto ancora rigioco. Veloce, Immersivo, Addicted!!!!!