20 anni

Questo mese TGM festeggia i venti anni di attività. A parte fargli gli ovvi auguri, che amici e nemici dovrebbero fare per una forma di rispetto dovuta agli “anziani”, mi preme inquadrare quel numero, quel 20 che per molti potrà significare soltanto una grande longevità, ma per chi c’era già all’epoca del numero 1 può connotarsi in modo molto differente.

Per me non è molto difficile fare il conto 30-20=10. Acquistai il primo numero di TGM, il primo in assoluto, all’età di 10 anni. Allora il mondo dei videogiochi era molto diverso, almeno per come veniva percepito da chi era dall’altra parte della barricata (i lettori). Personalmente ero troppo piccolo per andare oltre il fatto che i videogiochi mi piacevano… e mi piacevano moltissimo.

Ricordo che non avevo ben chiaro il concetto di mensilità e andavo a caccia delle riviste con cadenza settimanale, rompendo le balle all’edicolante con la cantilena “è uscita Zzap!?” prima e “sono uscite Zzap! e TGM?” poi.

Quando sei un bimbetto, il rapporto con una rivista che parla della tua passione è più viscerale di quando ormai sei cresciuto e disincantato. All’epoca non vedevo Zzap! prima e TGM poi soltanto come due mezzi d’informazione, ma come un modo per sentirmi parte di un mondo, ovvero di entrare in contatto, seppur in modo indiretto, con persone che potevano capirmi. L’essere umano anela sempre alla comprensione, la propria in primis e quella del mondo poi (ma quest’ultima non è scontata).

I nomi su quelle riviste non erano quelli di perfetti sconosciuti e nemmeno di amici… erano nomi di “videogiocatori” nel senso mitico del termine. Tanto bastava per renderli idealmente vicini, per dargli un ruolo nella tua vita.

Aprivi la rivista, leggevi certi nomi e ti ritrovavi in compagnia. Paolo Besser, Marco Auletta, Stefano Gallarini, Bonaventura di Bello e tutti gli altri che non cito per una questione di praticità, erano personaggi carismatici dell’immaginario individuale, non persone reali. È per questo che un voto dato da loro era diverso dal giudizio di un amico sullo stesso gioco ed è per questo che, tendenzialmente, si provava simpatia a pelle per le loro battute e si seguivano i loro atteggiamenti stralunati come fatti di quotidiana letizia. Erano personaggi autorevoli, per quanto sentiti come vicini.

Le mitiche partite della “reda” erano veramente mitiche… chi, della vecchia guardia di lettori, non avrebbe pagato oro per prendervi parte?

20 anni. Allora il concetto di videogioco era molto differente da ora. Il videogiocatore era un animale raro e solitario, guardato con diffidenza e oggetto di pubblico scherno (come sono melodrammatico… faccio quasi schifo). Francamente non era difficile sentirsi come degli incompresi perché era proprio così. La cultura videoludica era acerba e poco diffusa, soprattutto in Italia dove viene ancora guardata con diffidenza, se non con sufficienza, e sinceramente anche noi videogiocatori ce ne fregavamo abbastanza della cultura videoludica… giocavamo perché ci divertivamo, perché ci piaceva quella nuova forma d’intrattenimento/arte che sentivamo più nostra rispetto alle altre. Era il nostro tempo, il modo che avevamo per distinguerci.

TGM (come anche altre riviste) era una porta d’accesso. Ora, a trent’anni, la leggo con occhi differenti, sono più critico, più consapevole di quello che c’è dietro, ma all’epoca quelle pagine erano un libro sacro che si spalancava riversandomi addosso le sue verità, il quotidiano immergersi nel migliore dei mondi possibili, fatto di videogiochi bellissimi da desiderare e da persone che ne sapevano più di te sulla passione della tua vita e che facevano un lavoro fantastico con cui potevano stare sempre dietro le novità (giocare gratis era una grande attrattiva). Era il modo per conoscere i nomi che c’erano dietro ai videogiochi, per crearsi una visione d’insieme, per essere un poco parte di quell’universo di cui si faticava a comprendere i confini.

20 anni è il tempo che passa, quello di cui perdi traccia e che non riesci a ricordare completamente. È un grosso pezzo della vita che si frammenta nella memoria, diventando una serie di schegge a cui spesso è difficile ricondurre il momento esatto della loro messa in essere. 20 anni, piaccia o meno, sono soprattutto ricordi, belli o brutti che siano. Auguri, quindi, a TGM perché se oggi ricordo ancora quando iniziai a desiderare l’Amiga, quando mi resi conto del salto tra gli 8 e i 16 bit, quando iniziai a comprare la rivista tutti i mesi pur avendo soltanto il Commodore 64, in parte odiandola perché inizialmente non potevo giocare con quei giochi meravigliosi che vedevo fotografati tutti i mesi su quelle pagine e che sognavo di provare a tutti i costi… beh, auguri a TGM… perché in fondo, anche il più narcisista dei vecchi lettori, dovrà ammettere che molto è iniziato da lì.

28 comments on “20 anni

  1. Al dilà anche dell’aspetto puramente “morale” (se così vogliamo dire) c’è anche da dire che TGM è una delle pochissime ad avere questa maturità. Credo sia una delle pochissime riviste di VG al mondo ad aver raggiunto questa età (mi sembra), ed è anche questo un gran bel traguardo. Personalmente la leggo da poco. 2, 3 anni da quando una volta m’è saltato internet per un mese e mezzo e ho deciso di comprare la rivista per il dvd e per sapere un pò che era uscito, lol. Da li l’ho sempre presa ed è diventata una piacevole lettura, sempre e comunque (sull’autobus, per rilassarmi un pò, a scuola durante le lezioni lol). Alla fin fine però questo anniversario non mi fa questo effetto così nostalgico… non sono proprio un lettore di vecchia data, ecco.
    Alla fin fine comunque, Auguri TGM!

  2. Auguri.

    ç____ç.

    Anche se.

    Quello spirito maggico e un po’ olimpionico (ma direi anche un po’ redazionale) che pervadeva momenti redazionali irripetibili quali l’angolo del pastore redazionale o la recensione del Quinto Molosso (peccato solo per il voto, secondo me troppo basso) ormai è svanito nel tempio, ma è normale che sia così invecchiando, non ci sono più le mezze stagioni redazionali, i campionati di go-kart non sono più come quelli di una volta, ecc.

  3. Seguo TGM da pochi anni (credo quattro o cinque), anche se il primo numero che ho avuto (in prestito da un ex-collega di mio padre) è stato quello di Settembre ’95: c’era Mechwarrior 2 in copertina! Bei tempi… poi anche uno con la soluzione (?) di Resident Evil. E poi beh, quelli con la soluzione di Tomb Raider, di cui conservo gelosamente delle fotocopie! 😀

    D’accordissimo sul fatto che le riviste all’epoca erano come dei libri sacri.
    Oggi invece vai su Internet e tutto sembra più brutto… 😉

  4. Karo Karate,

    tu non mi conosci, ma il mio nickname usenettiano (10 anni fa) era emaberti. Sono un assiduo lettore di questo forum, nonche’ fan sfegatato di abiesse, di cui conservo con cura i peli delle ascelle. Vivo all’estero da sette anni, e per questo non so a quando risale il primo numero di TGM che compraqui. Era il numero con Indiana Jones in copertina (l’orrendo action game), e mi sembra che ci fosse la recensione della conversione di New Zealand Story. Tornero’ in Italia per un paio di settimane, e spero che qualche copia del numero del ventennale me la lascerete. C’e’ una retrospettiva? Potro’ mai farmi un’idea di tutto quello che mi sono perso da quando ho smesso di videogiocare per mancanza di tempo, cioe’ piu’ o meno all’uscita di Dungeon Keeper (1997)?

  5. Un fan di ABS?
    Oh mio dio 😀

    No, nessuna retrospettiva. C’è un articolo sulla storia della rivista e all’interno del DVD ci sono materiali storici legati alla rivista (io ho preso la versione liscia, quindi non saprei dirti quali nel dettaglio).

  6. Ne è passato di tempo, ma soprattutto ne sono passati di redattori in tutti questi anni. Persone “amiche” perché condividevano la mia stessa passione e che hanno saputo caratterizzare TGM con la loro personalità. Purtroppo oggi non è più la stessa, ma forse è giusto così per rimanere a galla su questo ostico mercato (di transizione). Chi la scrive ormai ha messo su famiglia e loro, come noi (vecchi lettori), vedono il videogioco e tutto ciò che ruota intorno ad esso con altri occhi. Del resto è proprio il mondo videoludico a essere cambiato, da quando è passato da divertimento per pochi nerd a intrattenimento di massa (ci stiamo arrivando).

    I miei più sinceri auguri.

  7. Confesso che i resoconti delle bravate redazionali (go-kart e affini) mi sono sempre rimasti sul gozzo, fin da allora.
    L’ho comprata dal numero 60 (Sim City 2000, e una quantità di recensioni spaventosa) al luglio 2001 chemancomiricordoilnumero. Ormai mi piaceva solo lo XAM e la sua posta, e mi faceva giusto pensare che lì era proprio sprecato.

    Insomma, mi sembrava di adorarla eppure par di capire che sono stato tra i primi a disaffezionarmi… vabbe’.
    Comunque auguri TGM, vagamente insensati come tutti gli auguri.

  8. Io iniziai a comprarla perchè era una delle poche che scriveva ancora qualche paginetta sull’Amiga; forse dal numero 85, ma non potevo che sbavare su tutte le pagine dedicate al pc 😀 . Dopo un po di numeri il loro modo di scrivere e il loro raccontare che succedeva in redazione mi prese sempre piu cosi da considerare chi scriveva come un amico. La rivista è cambiata, io sono cambiato, ma un po di attaccamento alla maglia di tgm rimane sempre, forse grazie ai ricordi passati di quello che fu.

    Auguri 🙂

  9. Karat mi hai davvero toccato l’anima con questo meraviglioso articolo. Son leggermente più giovane di te, ma mi ritrovo in ogni cosa che hai detto. Respect, e tanti auguri a TGM! 🙂

  10. Io iniziai a leggerla per curiosità dopo averla vista pubblicizzata da Gallarini in un programma con Mastrota,Usa Today mi sembra si chiamasse. PErò avendo un C64 passai a Zzap!

  11. io iniziai a comprarla regolarmente dal numero con sim tower in copertina. Da allora ho saltato solo qualche numero per mancanza di fondi. Adesso ho ripreso a comprarla con costanza. Tgm è parte della mia vita come lo è mia moglie, non posso pensare di separarmene. Però, paradossalmente, non sono molto legato ai redattori, nel senso, quando lasciò il bossetti o recentemente il duspa, non mi interessò più di tanto. Quella alchimia che rende tgm unica nel panorama italiano resiste lo stesso.

  12. “Era il nostro tempo, il modo che avevamo per distinguerci”

    Ammetto che per me lo spirito con cui porto avanti è rimasto sempre questo, anche se è passato un pò sullo sfondo visto che non è impermeabile ai cambiamenti che abbiamo avuto in questi anni. E devo dire di essere felice di riuscire ancora a guardare al vodeogioco con questo atteggiamento.

    Parlando di TGM, ho avuto una parentesi mediamente breve (4/5 anni) di lettura, con l’arrivo del primo PC in casa visto che ho sempre amato le console (infatti porto consolemania nel cuore, più che altro) ed il piacere passato assieme si è andato affievolendo con il passare degli anni ed i continui mutamenti…in tutti i casi tanti auguri!

  13. Il numero con sim tower aveva il silver disk con la demo di Super Street
    Fighter 2 Turbo. Che stoooooria.

  14. Auguri a tgm, io la leggo dal numero con Robocod in copertina.. che tempi, le pagine dei trucchi in bianco e nero in mezzo alla rivista, spillata 😀

    Da quello che ho capito io è l’unica in tutto il mondo a durare da tanti anni.

  15. Io prendo TGM solo per il gioco allegato (quando merita).
    Dell’attuale rivista (che seguo dai tempi dell’Amiga) non salvo l’editore, non salvo i redattori, non salvo la grafica, non salvo…tutto, in pratica.

  16. ..a casa adesso mi ritrovo una montagna inquietante di TGM nell’armadio e non so che fare. Come lamb-o, il primo numero fu quello con Sim City 2000 in copertina. L’ho comprata regolarmente per quasi dieci anni. Comprare TGM adesso mi farebbe sentire un completo idiota.

  17. > ..a casa adesso mi ritrovo una montagna inquietante di TGM nell’armadio e non so che fare.

    Due anni fa, causa trasloco e avendo ponderato che alla fin fine non li rileggevo mai, li buttai.
    Tutti.

    … voglio sentirvi gridare.

  18. … oddio, il numero del ventennale, e pensare che Paolone mi aveva anche chiamato per ricordarmelo, ma in pieno agosto… devo trovarlo assolutamente, porca zozza, questa rivista l’ho fatta nascere io, dopo tutto (e quanto dovetti insistere quel giorno nell’ufficio dell’editore!) anche se poi per problemi e scelte familiari ho dovuto lasciare il timone (e non solo figurativamente, se penso che con questo termine indicavamo i contenuti).
    Dopo corro a vedere se qualche edicolante sbadato ne ha conservato il numero col DVD…

    BDB

    PS
    Dimenticavo, auguri! Mamma mia quanto sono vecchio! Mi sembro il Merlino di Zzap!, mi sembro… 😛

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