The World Ends with You (ti piacerebbe)

Prodotto e sviluppato da Square-Enix | Piattaforma Nintendo DS | Rilasciato nel 2008

Quale adolenerdescente brufoloso, che non scopa da un paio di generazioni, non gradirebbe vedere il mondo scoppiare insieme a tutti quelli che lo fanno soffrire e, soprattutto, a tutte quelle che non gliela danno, preferendogli il primate analfabeta di turno?

Già il titolo è una gran furbata, roba da garantire almeno un’ora di masturbazione rapida e continua a qualche Hikikimori (poi torna a vedere bambine stuprate e cadaveri vivisezionati su 4chan, non vi preoccupate).

Ma l’operazione furbizia non si limita soltanto al titolo.

The World Ends with You sembra fatto al tavolino, tagliato con l’accetta per essere sempre cool e fashion e tutto quello che vi pare. Una specie di furbissimo Lucignolo videoludico.

I personaggi sono cool, vestiti in modo cool, si mettono in pose cool, agiscono in modo cool, acquistano oggetti cool e molto fashion (che li potenziano… che ne dite di un bel bustino troiereccio che dà +15 ad attacco e +28HP?), si muovono nel quartiere giapponese cool per eccellenza (Shibuya) e dicono un mare di stronzate dall’inizio alla fine del gioco.

In effetti dietro alla patina di cool game non c’è molto. Forse andrebbe fondato un nuovo genere con questo nome fatto di tanta fuffa visiva, un po’ di brutte canzonette pop a fare da colonna sonora, una trama che definire stupida è offendere Melita Toniolo e un sistema di combattimento confusionario basato sulla sacra tecnica dello “scegli i pin giusti e striscia con veemenza il pennino sul touch screen del DS finché tutto quello che si muove non è morto”.

Certo, i pin salgono di livello (anche se non si gioca… mah), i personaggi salgono di livello, i nemici salgono di livello, i negozi salgono di livello. Ma se vi aspettate un minimo di profondità lasciate perdere. Il sistema è talmente lineare nella sua apparente complessità che dopo un paio d’ore non ci si fa più caso e lo si lascia andare, tanto la maggior parte delle scelte sembrano generalmente ininfluenti e se si combatte abbastanza e si fanno crescere i pin “naturalmente” si diventa talmente potenti che gli scontri diventano una specie di pratica burocratica, da svolgere per prendere punti esperienza e svolgere qualche missione per i reaper.

Ovviamente il combattimento incrociato, vera novità introdotta da questa produzione, è puro caos (a parte per qualche persona particolarmente dotata e coordinata che riesce a gestirlo) e si finisce ben presto per abbandonare lo schermo superiore al suo destino, limitandosi a considerarlo quando la situazione è in stallo in quello inferiore.

I personaggi sono la fiera dello stereotipo. C’è il bel tenebroso le cui inutili motivazioni ci accompagneranno per tutto il gioco, c’è la tizia frizzante che nasconde un tragico destino, c’è il viziatello rompiballe che si rivelerà molto migliore di quello che sembra e così via. Come tradizione Square-Enix insegna, ogni problema può essere risolto con l’amicizia, anche la partecipazione a un gioco omicida di cui si sapranno le motivazioni solo verso la fine (che strano) e che è il vero collante dell’azione.

Sinceramente stento a ricordare dei dialoghi così brutti (magari in qualche RTS o in un Metal Gear Solid a caso… non so), con minuti interi passati a leggere di vestiti griffati e amicizia e motivazioni personali. Se dovessi definirlo in qualche modo, direi che ci troviamo davanti a una mocciata videoludica in cui si combattono epiche battaglie per arrivare a capire quanto è bello uscire il sabato sera con gli amici.

Non va dimenticato che The World Ends with You è anche una specie di mistero buffo: come ha fatto a prendere voti altissimi in ogni dove?

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15 Commenti

  1. lamb-O

    L’esegesi del titolo è FAVOLOSA – e contiene una grande verità.
    Ne trarrò ispirazione.

  2. Joe Slap

    L’ho abbandonato dopo un paio di ore, il sistema di combattimento è incompatibile coi miei gusti.

  3. Badman

    Non so com’è il gioco ma mi sono rotolato dal ridere…anche se la frecciatina a MGS te la potevi risparmiare. :P

  4. fattanz

    Non ho giocato a questo titolo, ma una certa concordia di giudizio positivo fra utenti di vari forum(non propriamente bimbiminkia)e critica mi faceva ben sperare.
    Forse succederà ciò che è accaduto con FFVIII che ha mostrato tutta la sua mediocricità nel corso degli anni, laddove in prima analisi più o meno tutti l’avevano giudicato un gran gioco.

  5. Io l’ho finito volentieri, e anche se molto spesso effettivamente i punti negativi sottolineati da Karat si facevano sentire, in fin dei conti non mi è dispiaciuto così tanto, ma capisco che la sua “peculiarità” possa infastidire.
    È un titolo davvero particolare e, secondo me, coraggioso, fatto per bambini giapponesi fighetti ma in grado di divertire, tutto sommato.

    Certo, col senno di poi e con un filo di cinismo in più, anche volendo difenderlo non ci si riesce…

    Facilmente attaccabile, soprattutto per un utente occidentale ma non da buttare del tutto.

  6. io vado contro corrente. Va premiato per l’originalità che ha.

    ok saranno superfighetti e tutto, ma il 98% degli rpg è ambientato nel fantasy con elfi principesse e tutto, e il 2% nella fantascienza.

    questo rpg è ambientato nel nostro mondo, in un luogo REALE come shibuya, con delle musichette cantate a volte insopportabili ma cmq diverse dal solito.

    Secondo me è una ventata di freschezza nel genere, pur presentando i difetti sopra enunciati.

  7. Il Pupazzo Gnawd

    Cito” Forse succederà ciò che è accaduto con FFVIII che ha mostrato tutta la sua mediocricità nel corso degli anni, laddove in prima analisi più o meno tutti l’avevano giudicato un gran gioco”

    Bastava arrivare alla fine del primo cd per acorgersene. :)
    Ogni tanto mi chiedo quanto i recensori giochino ai titoli che gli vengono assegnati e/o quanto coraggio gli manchi nell’esprimere un giudizio che vada contro l’hype o il publisher di turno.

  8. final fantasy VIII effettivamente l’ho mollato proprio alla fine del primo cd. Urrendo.

  9. Le_Mirage

    Credo che il successo di questo gioco sia dovuto al fatto che ha messo totalmente in luce quella sete quasi famelica di cool, di “kawai” e di fighetteria in cui molto giocatori di oggi amano ongi tanto soffermarsi…e che invece in molti altri giochi è quasi ipocritamente nascosta dietro altri elementi, primo tra tutto il fantasy.

    Voglio dire: nessuno ha da ridire quando si impersonano supersoldati che salvano il mondo ma non si fanno un graffio o mezzi-demoni belli e maledetti che alzano montagne ma hanno sempre l’acconciatura a posto. Nel caso di questo gioco, invece, si punto dritto a quello che potrebbe essere un quadro molto vicino alla realtà, e la risposta è fare del moralismo…non mi convince molto.

    Il riferimento a MGS, tra l’altro, lo trovo molto azzeccato: è stato probabilmente uno dei primi giochi per console, in un periodo in cui le due culture videoludiche (quella “dotta” da pc e quella più “scanzonata” da console) cominciavano a cozzare tra di loro, a mostrare che si poteva fare un gioco e metterci quel “di più”, nei dialoghi, nella storia o in generale nella “regia”, per farlo diventare la pietra miliare che ancora oggi è ricordato essere.

    Sarebbe forse il caso di essere quindi un pò più indulgenti su certi modelli che oggi si trovano e ritrovano nei videogiochi. E ricordare magari che negli anni ‘80/’90 non importava davvero a nessuno di che “cosa” fosse davvero un videogioco, o come fosse fatto: bastava giocarci ed eri un alienato o un potenziale pazzo assassino. Oggi c’è un pò più di rispetto, magari non molto di più, ma c’è.

    …chiusa parentesi su questa riflessione, TWEWY rimane un JRPG una volta tanto inusuale e piuttosto innovativo, specie dal punto di visto dell’azziccamento: il gioco stesso viene incontro con vari espedienti a chi vorrebbe giocarselo fino alla nausea, o, per essere più politically correct, completarlo al 100%. Un altro segno di come, almeno nel suo caso, ci si sia voluti rivolgere a una precisa categoria di giocatori che magari sarà considerata polemicamente, ma che esiste.

  10. Hakkai_Requiem

    Pessima recensione, si spara a zero sul gioco e pare quasi che chi recensiva stesse divertendosi ad inveire in attributi volgari con un metodo per niente oggettivo.

    Twewy soffre di una eccessiva linearità, questo ve lo concedo, e di una certa difficoltà nel gestire ambedue gli schermi, nonchè forse in una main quest dalla longevità non superlativa, ma su altri punti sono in completo disaccordo.

    Non capisco innanzi tutto perchè criticare la scelta di personaggi da (come li ha definiti il recensore?) “cool game” (se questa definizione gli piace tanto, avvalliamogliela. Il chara design è piacevole per gli occhi e questo è un punto di merito, non il contrario.

    Poi, il riferimento alla moda e al trend (ve lo dice uno che di ’ste cose non se ne interessa alcun che e che quando può parlarne male, lo fa ^^) è ben riuscito: la storia di cui stiamo parlando è ambiantata a Shibuya, quartiere tipico anche per questo, e il suo caos, che si riflette nel caos della moda del luogo, è la metafora della confusione data dal cozzarsi dei diversi animi umani nella vita che noi affrontiamo.

    Ben venga il moralismo se è trattato bene in un modo profondo a metà tra il sogno videolutico e la nostra realtà come in questo gioco: un po’ di messaggi profondi fan bene all’arte videolutica che si eleva da semplice passatempo da arcade a qualcosa di più nobile di un gioco all’ “americana” (e quì forse è necessario dire che sono un sostenitore del genere dei jRPG).

    Poi, la “fiera dello stereotipo”…bha, son d’accordo sì e no.
    E’ vero, i personaggi, nel loro approccio come viene mostrato inizialmente al giocatore sono effettivamente attinti a piene mani a quel genere di personaggi che piace tanto a quel pubblico di Otaku di cui io stesso faccio parte (non siamo tutti Hikikomori, quindi, pls, non offendere così a zero la gente, non è cosa che vada fatta in una recensione, caro Simone), ma ogni character è, in termini romanzeschi, un “personaggio dinamico”, si evolve nel corso nella storia, oppure si scopre che la sua attuale indole è frutto di un mutamento avvenuto prima. Insomma, ciascun personaggio si distingueda quella marmaglia di ormai piatti e scontati stereotipi che ormai piacciono tanto alle case di pubblicazione e diventano qualcosa di più, più umani.

    Ancora, veniamo a questioni più tecniche.
    Ho notato delle critiche al sistema di sviluppo, tra le quali quella che le pins del giocatore si sviluppino anche mentre non gioca.
    Non comprendo perchè questa critica, giacchè un aspetto del genere appare di maggior spessore se consideriamo che ciascuna pin può evolversi o non evolversi o persino “scegliere” la sua evoluzione a seconda che l’exp ricavata derivi dalle battaglie, dal “non-gioco” o dalla modalità wi-fi.
    Quindi, il sistema di sviluppo è alquanto profondo, anche perchè conta di alcune simpatiche innovazioni (quale quella di poter abbassare a piacimento il livello del proprio personaggio per aumentare il drop rate) che, ho notato, il recensore si è dimenticato di enumerare.

    Sono sicuro si sia trattata di una semplice distrazione, e non di un volontario atto da parte di Simone di occultare i pregi del gioco che andava a recensire, vero? ^^

    Ancora, combattimenti troppo facili e ripetitivi? Così faceva notare il nostro amico, ma la Square pare essersi porta tale domanda ed ha portato come soluzione la possibilità di regolare a piacimento la difficoltà dei combattimenti DURANTE il gioco (e non solo prima di un New Game come spesso capita in molti titoli). Ovviamente, se il giocatore si annoia per la difficoltà “bassa” degli scontri, sarà libero di alzarla, incrementando così la qualità degli oggetti ottenuti alla fine della battaglia, oppure ancora di abbassare la difficoltà se il giocatore non volesse impegnarsi eccessivamente, ma proseguire agevolmente nella storia (anche se abbassare la difficoltà porterà a un calo nella potenza degli oggetti droppati dai nemici, come contrappasso).

    Per concludere: come ha fatto TWEWY a prendere voti alti in tutte le altre recensioni?
    Perchè, benchè non esente di difetti, è riuscito a far innamorare i giocatori con personaggi ben strutturati, una storia profonda, un gameplay originale e intrigante e un’ambientazione inquietante nella sua “normale” quotidianeità.

  11. Ti ribadisco: è un gioco furbo e pieno di difetti. Puoi variare la difficoltà, vero, ma gli scontri non diventano poi così difficili, anche perché la tecnica di combattimento rimane sempre la stessa: struscia il pennino alla cazzo di cane e cerca di sbrigarti ad ammazzare tutti.
    Ecco: il sistema di combattimento di TWEWY fa schifo, è merda pura, è un’abberrazione del cervello umano. Vogliamo discuterne? No, fa schifo, anche perché non riesce a fare nemmeno quello che si propone, rendendo di fatto obbligatorio attivare le automazioni dello schermo superiore se ci si vuole capire qualcosa. E queste sarebbero meccaniche di gioco nuove ed elaborate?

  12. TUX

    Ti ringrazio di cuore. mi hai salvato da una ennesima delusione da parte non tanto di square, ma della maledetta square-enix!
    Non sai quanto ti sono grato.Hai espresso benissimo quello che sembrava anche a me.
    E davvero ridicolo, già da come si presenta

  13. Hakkai_Requiem

    Okkey, son d’accordo sull’automatizzazione dello schermo superiore, cosa che già avevo detto. Non sullo “strusciare il pennino” (evito le tue volgari aggiunte) perchè si è liberi di scegliere le tecniche che si vuole e quindi di variare anche i comandi di pennino ^^” se poi te usavi solo la Pirocinesi che te lo fa strusciare, mica è colpa mia xD

    E poi, hai risposto (con argomentazioni ben discutibilmente valide) solo in merito al combattimento, io avevo obiettato anche su altro della recensione :O

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