Avventura e pregiudizio
Monday, 15 September 2008, 13:37 - Simone "Karat45" Tagliaferri
Leggo la recensione di Outcry su Gamespot e mi viene un po’ pensare.
La lettura dei lati negativi mi lascia sconcertato. Ma che significano? Per molti avventurieri nel dover leggere dei testi complicati di negativo c’è ben poco, così come nella natura eccentrica del gioco. Voto: 4.0.
Decido di farmi un giro tra le recensioni del sito, in cerca dei voti dati alle ultime avventure grafiche.
Dracula 3: Il sentiero del drago prende un votaccio. Al recensore non è piaciuta lo stile particolare che gli sviluppatori hanno voluto dare al gioco, evitando i molti cliché del genere gotico. Voto: 5.0
Overclocked , avventura capolavoro degli House of Tales (a cui spero di dedicare un articolo a parte), piglia un misero 7.5 e tra i difetti appare un laconico “Dark and depressing story”.
Cerco un titolo più vecchio ma molto bello, Keepsake che piglia uno striminzito 5.2. Il difetto più ricorrente sottolineato da Gamespot nei diversi titoli è la bruttezza degli scenari e la presenza di storie poco interessanti.
È veramente difficile trovare un’avventura grafica che vada oltre l’8 di voto (giusto i Sam & Max). Del 9 non parliamo.
IGN recensisce recentemente Murder in the Abbey e… 3.5.
Anche qui, scorrendo le recensioni delle ultime avventure grafiche, i votacci si sprecano e le stroncature si basano su argomenti spesso discutibili.
Non sono un fan dei voti che, anzi, avverso profondamente. Però non posso fare a meno di chiedermi perché mai sia diffusa tanta avversione verso le avventure grafiche.
La prima spiegazione è che, probabilmente, non mettono pubblicità sui siti (sulle riviste come vanno in genere?) e quindi sono oggetto di minore indulgenza in fase di recensione.
La seconda è che, trattandosi spesso di piccole produzioni, gli si fa proprio pesare questo fatto, lanciando critiche assurde senza considerare null’altro che i valori produttivi medi.
Non per niente Warhead, fotocopia di Crysis uscito neanche un anno fa, piglia voti sopra il 9 a cuor leggero senza che nessuno si premuri di sottolinearne la scarsa originalità e la trama squallida.
Una terza ipotesi potrebbe essere un target di riferimento infantile, nonostante ci si preoccupi continuamente di sottolineare che i videogiochi sono “anche” roba da adulti. Ma forse è solo antipatia per un genere che si vorrebbe sepolto nel passato del medium e che invece, soprattutto negli ultimi anni, sta sfoderando alcuni assi notevoli, dimostrando una vitalità invidiabile.
E ora scusate, ma torno a far finta di essere un chitarrista cazzuto davanti a un pubblico di fan in delirio. Rack Band 2 si che è un gioco da 9.0.







C’è da dire che la recensione di Murder in the Abbey di IGN, è
stata parecchio contestata. A buona ragione direi, sembra sritta
da un ragazzetto di 10 anni.
E’ vero, da parte di diverse testate online (ma non solo, perchè questo fenomeno si riflette anche sulle comunità online di utenti) c’è stato, specialmente nei più recenti anni, una sorta di malevolenza nei confronti di alcuni generi. Le avventure grafiche non sono le uniche, a leggere certe recensioni di JRPG o GDR vari viene dallo spanciarsi dalle risate quando si leggono di critiche a difetti marginali o poco influenti, solo per affossare un gioco, per non si sa quale buon motivo. E poi arriva l’ennesimo FPS, magari l’ennesimo ambientato nella seconda guerra mondiale o nel classico contesto militare, e via di votoni a destra e manca, senza come nè perchè validi.
Il genere è davvero di nicchia, ormai, tanto che o ti piace il genere o non potrai che trovarlo noioso.
In realtà com’è questo “Murder in the abbey”?
Sono americani. Oggi gli stati uniti sono quasi il terzo mondo delle avventure grafiche, cosa ti aspettavi? A loro devi dare Gears of War 2, Madden 09…
E pensare che tutto ha avuto origine lì, bah.
Probabilmente in fase di recensione qualcuno dimentica che le avventure non possono essere confrontate con titoli nei quali certe componenti possono essere più rilevanti.
Sembra che se un fps ultra moderno prende 9, allora un’avventura deve stare almeno sotto al 7, come se i confronti si facessero su scala assoluta, quando nei giochi e nelle recensioni di assoluto c’è veramente poco (nulla?).
a quando un po’ do formazione per i giornalisti del settore?
Riguardo Murder in the Abbey, è bellissimo il contrasto tra il voto basso e le sparate tipo “aaaahh, non ci vorrete giocare”, e il voto medio dei lettori altissimo XD
Indice, peraltro, del fatto che IGN e simili non fanno contenta l’utenza per un cacchio.
Mi ero accorto di questa storia negli ultimi aggiornamenti di Lucasdelirium.
Quando parlano con i Telltale o Bill Tiller (A Vampyre Story), la maggior parte dei giornalisti d’Oltreoceano dice “un genere che era morto”, “finalmente sono tornate le avventure grafiche punta & clicca”. Dimostrando di ignorare del tutto che molti titoli, senza voler entrare nel merito della loro qualità, in Europa hanno spaccato in merito a vendite (relativamente parlando, ovvio) negli ultimi anni, mentre loro dormivano o scrivevano recensioni di questo tipo. Cito Runaway, ma anche i Syberia. Tra l’altro, l’uscita nei negozi della Sam & Max Season One è a cura dell’Adventure Company, che è stata acquistata dalla JoWood (Austria!) e Tiller sta facendo A Vampyre Story con i soldi della Crimson Cow (Germania!). Boh?
Che situazione deplorevole.
Francamente non mi sembra un fenomeno né nuovo né prettamente americano: sarà almeno una dozzina d’anni (finito il periodo d’oro della Lucas) che, salvo rare eccezioni alla Syberia, l’avventura discreta prende 5 (o non viene nemmeno recensita tanto è lo schifo, chiedete al Silvestri) e l’FPS discreto 7 o 8. Questo “ufficialmente” perché quello delle avventure viene considerato ormai un genere “nostalgico”, concettualmente superato (invece gli FPS, i picchiaduro, gli sportivi e gli RTS nooooo…). (Generalmente chi dice che qualcosa è superato nel mondo dei videogiochi, quando è una vita che si accoppano mostri e si fanno sempre le stesse cose, solo addobbate e presentate in maniera un po’ diversa, non capisce una cippa).
Tra l’altro non lo trovo nemmeno ingiusto in assoluto: le avventure sono giochi che ti “prendono per il culo” per una serie di motivi che non mi va di elencare, l’FPS invece è molto più onesto: a parte le cazzate di scarso valore messe di contorno, la sostanza è che ti sparano, e se riesci a evitare i colpi sopravvivi, sennò muori. Chiaro, limpido, recoaro. Si gioca secondo regole giuste, c’è un rapporto causa-effetto credibile, inattaccabile. Invece nelle avventure, oltre alla consueta, nauseante raccolta di paccottaglia, e i dialoghi a strafottere da subire passivamente, devi andare a pensare cosa la mente malata di uno scrittore frustrato di serie C è andata a escogitare, tipo usa lavastoviglie su zebedeo (magari pensando che la cosa costituisca un grande tocco umoristico).
Sono giochi che la maggior parte delle volte si finirebbero subito, se non venissero create situazioni artificiosamente frustranti (una volta c’era pure il pixel hunting selvaggio) per farti girovagare un po’ come un deficiente in pena per le schermate, senza sapere bene che fare (generalmente non per colpa tua). Tempi morti (ingiustificati) a strafottere. Tranne qualche rara eccezione (a me piacque molto Gobliiins, il terzo episodio, che non viene mai menzionato… ah, già, non è della Lucas), se voglio che qualcuno mi racconti una storia, alla fine preferisco leggere un romanzo, anche perché è una forma di intrattenimento che prevede un rispetto verso il TEMPO del fruitore moooooolto maggiore. Poi, vabbè, naturalmente non è tutto da buttare, i pregi ci sono (l’atmosfera è quasi tutto secondo me), ma…
Ovviamente non sono un fan sfegatato degli FPS, anzi, né penso che sia questo il motivo per il quale le avventure vengono maltrattate (magari… i motivi sono quelli, tristissimi, scritti nell’articolo).
Ma infatti mi fa rabbia proprio l’ignoranza sottesa a certe recensioni. Che significa che la storia è troppo eccentrica? Chi lo decide che una storia è troppo eccentrica? Il recensore che poi da 8.0 a quella merda di Spore (soldi buttati, soldi buttati)?
Veramente la saga dei Goblins piace a molti e la citano pure!
Anzi, se vai qui:
http://www.goblins4.com
L’autore originale sta anche preparando il nuovo episodio!
Le avventure grafiche sono un po’ i “casual game” di una volta, quanto a discriminazione. O no?
Concordo con cyberumbrellaio sulle avventure grafiche, mi sono sciroppato i classici della Lucas e non rimpiango nulla di quegli splendidi momenti ma ormai mi sono rotto il cazzo – infatti i Telltale imanho stanno facendo virare il genere nella direzione giusta, con quell’interazione così semplificata. Anche The Dig mi sta piacendo (è lì in sospeso da un po’, ehm), ma un Monkey Island non so se lo finirei senza guida, oggi.
Tra l’altro mi vengono in mente i motivi per cui, contro gli 8/9 all’incirca (cit.) della critica videoludica, mi piace la saga di Myst: trama a dosi da “q.b.”, tutta atmosfera, logica perversa ma ferrea. Scriverò un pezzo al riguardo? Chissà.
P.S. Gobliiins è il primo, il terzo è Goblins 3, con le “i” a decrescere esattamente come i goblin. Grave caduta filologica dell’ABS!!!
Pensavo di essere un eretico visto che rigiocando a Monkey Island 2 ho più volte pensato “che palle” (anche se anche la prima volta non l’avevo idolatrato). Ora sono rassicurato di non essere il solo.
Monkey 2 l’ho rigiocato tipo 4-5 volte solo per provare opzioni di dialogo diverse (lo so, sono fuori). Adesso non lo rifarei.
Comunque Kyrandia 2 è una figata, o meglio lo sarebbe se non mi si impallasse.
Comunque ha ragione Karattolo, mettere nei contro il fatto che la trama è “depressing” vuol dire essere alla frutta. Poi nei “pro” di qualche cialtronata AAA si cita la trama “ricca di colpi di scena”, vale a dire ultratelefonata. Depressing.
Overclocked e Murder in the Abbey sono due titoli che vorrei giocare.
A quanto sstanno più o meno
Monopoli dice giustamente che è un genere di nicchia e come tale non fa “gola” a Gamespot: nessuno ne vuole sentir parlare, quindi Gamestop li massacra per evitare di avere elementi “irrilevani” in rilievo sulle sue pagine. La stessa strategia la vedi pure su come trattano la maggior parte dei giochi Wii: sufficienza mista a terrore che i lettori che fanno da base alla rivista possano deviare il loro interesse dai giochi più mainstream. E’ difficile pagare le bollette se invece di centinaia di migliaia di lettori ne hai qualche centinaio e basta…
Questo non vuol dire accusare i portali di essere corrotti ma solo di essere all’interno del “giro dell’hyping”: se non parli del gioco che fanno vedere in pubblicità, il tuo sito non è un sito attendibile ed affidabile, quindi perdi visitatori. Ormai l’informazione massificata è anticipare quello che l’utente vuole sentirsi dire, non fare informazione. Ecco perché tutti (blog e siti) devono necessariamente creare attese, stare al gioco dei PR, rispettare embarghi, parlare bene anche di quel titolo che hanno ben visto rivelarsi una cagata mostruosa (ma lo diranno solo alla review, magari ritardata di qualche giorno, o persino dopo una review non troppo negativa).
E’ una trappola di contingenza ma ormai la massa è acritica e vuole essere comandata, non informata. Altrimenti sti gioconi dell’anno venderebbero per mesi non per un paio di settimane finché c’è la pubblicità in giro!
Sicuramente è molto più interessante vedere che questi developer indipendenti continuano a rimanere in piedi senza troppa fatica, nonostante critiche ed attacchi dal mainstrean. Vi rimando anche ad un articolo di Edge di qualche giorno fa:
http://www.edge-online.com/blogs/its-better-be-independent
Io sono uno di quei pochi nell’universo che crede che le avventure Lucas siano “overhyped crap” (per essere gentili).
Però sono anche uno di quelli che ama le avventure più adulte (che non erano molte in passato, ma fortunatamente ora il genere è maturato). Se alcune delle critiche che ho letto si possono afferire al periodo Lucasiano delle avventure (e perché non citare anche l’incredibile livello di difficoltà dei King’s Quest, dove tutto era serio e gli enigmi logici, ma che richiedevano ore ed ore di elucubrazioni per essere risolti e sempre con il game over che incombe dietro l’angolo?).
Per capirci, se titoli tipo Darkfall (ma mettiamoci anche l’80% pubblicato da Adventure Company!), Syberia, I have no mouth and I must scream, Sanitarium (almeno buona parte di esso), Flight of The Amazon Queen ed i titoli della tarda Lucas (come Indy 4 e The Dig) sono solo un rompimento di palle ludico con storie noiose e superficiali, beh, il senso critico di qualcuno si appiattito molto…
Le avventure Lucas sono state molto importanti, c’è stato anche un periodo di
sperimentazione sull’interfaccia: vedi Loom. Probabilmente senza quelle AG oggi
giocheremmo con interfacce macchinose, oppure ci sarebbe ancora qualcuno con
l’intenzione malsana di propinarci un parser come interfaccia.
Uno che apprezza i videogame e ne segue l’evoluzione non può dirmi che i
titoli lucas sono overly hyped crap. Poi anch’io ad un certo punto ho
cominciato ad interessarmi ad avventure più adulte, ci stà tutto.
Eh, ormai il tempo delle avventure grafiche è passato da un pezzo. I mezzi dei videogiochi moderni consentono adesso di realizzare trame e personaggi accattivanti senza bisogno di realizzare un gioco lento, ragionato, e con tempi morti. Ormai perfino i FPS stanno imparando ad avere una componente narrativa dietro (vedasi il mai abbastanza lodato Bioshock, ma del resto perfino al nuovo Turok hanno dato almeno uno straccio di trama da action movie).
Ciò detto, ho amato alla follia i primi due episodi di “Monkey Island”, ho finito entrambi i due “Discworld” originali, ho adorato “Indiana Jones and the fate of Atlantis”, e in conclusione, anche se ritengo che oggigiorno non sia più il periodo per mettersi a inventare delle avventure grafiche, non mi dimenticherò mai che ai loro tempi mi hanno fatto divertire veramente tanto.
Ragazzi, vorrei sottolineare che stiamo parlando di un genere. Vi piace? No? Va bene. C’è a chi piace e ci gioca ancora. A me rompono il cazzo i simulatori di volo, non per questo voglio che la Microsoft smetta di fare Flight Simulator e, soprattuto, non per questo voglio che i FS vengano massacrati nelle recensioni perché di nicchia.
Sono lente? Sono macchinose? Ovvio, sono avventure grafiche. Per gli appassionati, quelli che voi indicate come difetti, sono in realtà dei pregi.
Ultimamente sto giocando avventure grafiche a raffica, perché non ho testa di giocare ad altro. C’è il momento per il gioco d’azione e quello per la a.g., in effetti.
In risposta a Matteo.
Non sono tanto d’accordo sull’equazione che sembra trasparire (magari mi sbaglio), cioè qualità = adulto = serio. Dopotutto il riso, lo scherzo, l’umorismo sono argomentazioni che vengono spesso utilizzate per legittimare moralmente lo squartare un ovino per ricavarne bistecche e, in generale, la superiorità dell’uomo sulle altre bestie.
Il punto per me è l’utilizzo del tempo (e il rispetto di quello altrui), non tanto l’essere demenziale o “adulto”. Syberia è una bella eccezione (eccezione, appunto… infatti ebbe critiche, mi pare, ma magari ricordo male, perché durava troppo poco e si raccoglieva troppa poca paccottaglia).
Secondo me, poi, il “valore letterario” di alcune delle “migliori produzioni” è sopravvalutato, ma sarà perché sono snob io.
Fatto sta che se gioco dieci ore a un FPS-tutta-polpa alla DooM mi diverto per dieci ore, se trascorro lo stesso tempo davanti a un’avventura grafica, di solito la proporzione è “un po’” diversa.
Ho capito che ogni genere videoludico e ogni tipo di intrattenimento ha le sue caratteristiche e le sue “tempistiche”.
Ma non posso dimenticare che in quella giornata in cui resto bloccato (spesso per limiti non miei) in un’avventura, avrei potuto invece guardarmi mezza filmografia di Kitano o leggermi Brevi interviste con uomini schifosi di Wallace. Sono conti che, quando uno ha superato quindici anni da un po’, si fanno, ed è anche per questo che i videogiochi (specie quelli non-casual e che richiedono sbattimento e tempo) vengono abbandonati.
Karat, il tuo discorso è superficiale, demagogico e dogmatico (ultimamente mi preoccupi un po’, come ti dissi, secondo me certe volte sembri un po’ buttare via le tue immense risorse
): piaccia o no, il videogioco si deve confrontare anche con il resto del “mondo dell’intrattenimento”. Se un genere ha tare strutturali, va notato. Il ragionamento “non ti piace, non ci giocare” va bene per i fondamentalisti di Sala Giuochi…
Il discorso non è: “non ti piace, non ci giocare” e, soprattutto, non puoi imputare a un genere delle tare strutturali. Quali tare? Ovvero, vorresti che il genere diventasse quello che non è mai stato? Si deve confrontare con il resto del mondo dell’intrattenimento? Quindi tu confronti gli FPS con i titoli sportivi imputando ai secondi di non mostrare cadaveri e ai primi di non permettere di giocare a palla? Ma su, siamo seri. Non si possono accusare le avventure grafiche di essere lente e macchinose se sono proprio questi gli elementi fondanti del genere. Se vuoi seguire una storia senza interruzioni, leggi un libro o acquista un film. Possiamo discutere sulla qualità della singola avventura facendo confronti all’interno del genere, ma non certo metterci a confrontare The Abbey con Crysis notando che il secondo è più dinamico. Grazie al cazzo.
Karat, non ho mai detto quello che tu asserisci. Non chiedo che le avventure “si modernizzino” inserendo parti action, percaritàdiddio. Semplicemente esamino quello che c’è. Si deve confrontare con il mondo dell’intrattenimento? Sì, ho già spiegato come (ma tu leggi troppo velocemente
).
Il confronto tra sportivi e FPS che fai, ovviamente, non c’entra un quarzo.
Se gioco a PES mi diverto per tutta la partita, il rapporto di causa-effetto è credibile (oddio, ho preso l’esempio sbagliato, visto quanta casualità c’è in quel gioco xD ), come in un FPS. Ci siamo capiti. Se sbaglio a fare il sorpasso a GP 4 e vado nei campi è colpa mia, il gioco non mi sta prendendo per il culo.
Se non fosse chiaro: se fosse vero che quelle (mettiamo) trenta ore necessarie a finire un’avventura fossero “sacrificate” a un ragionamento non dico di “qualità scacchistica” ma…, immersi in atmosfere fantastiche, a contatto con personaggi credibili, ecc. allora sarebbe ok.
In realtà però mi pare che questo avvenga molto di rado e che la brodaglia sia annacquata parecchio… E’ in questo senso che “si devono confrontare con il resto del mondo dell’intrattenimento”. Guardo un bel film: brodaglia 0, succo 100% (si offende qualche talebano se dico che anche lo spessore complessivo è spesso superiore?). Gioco una buona avventura (prendiamo a parametro quelle della Lucas, che vengono considerate il non plus ultra da quasi tutti): brodaglia 0? Seeeeeeeeeeeeeeeeee…
Gli sviluppatori devono fare un bagno di umiltà, se non vogliono perdere il pubblico a favore di altro, ripeto…
Beh, a quel punto c’entra molto la bravura dei designer. Comunque persino in Broken Sword 3 ho trovato un equilibrio accettabile, quindi mi sembra che le critiche spesso fatte al genere da parte di IGN siano palesemente ingiuste. Ciò fa incazzare a ragione Karat. Il tuo discorso, abbiesse, è giusto ma si muove imho su altri binari.
Comunque personalmente paragono l’avventura grafica al gioco degli scacchi… Anche se questi ultimi sono imbattibili
Però quel che penso è che neanche in questi c’è un rapporto causa – effetto immediato. Il piacere della fruizione sta nell’attesa, nel ragionamento, nella contemplazione…
Beh ma forse per un gioco come Crysis e sua espansione dato il tipo di gioco non reputano che la trama sia DAVVERO importante, mentre per un’avventura è l’unico fattore che spinge ad andare avanti.
Non sto difendendo la posizione dei recensori, anche io a Crysis non darei più di 70%, ma sto solo cercando una chiave di lettura di tali recensioni…
Ma una volta non si valutava un gioco all’interno del suo genere? :/
Cyberarrotino, non comprendo bene. Che ci siano avventure grafiche che facciano
cagare è palese, ma il caso di ign è emblematico. Tanto e vero che sia i commenti
sotto alla recensione, sia il confronto con recensioni/voti su altri siti, sono
completamente in disaccordo con il redattore di ign.
Stiamo parlando di questo e delle incongruenze di recensione, non di come riportare
in auge un genere.
Stavamo parlando delle incongruenze di recensione, ma siamo tutti d’accordo e quindi divaghiamo =P
Per Anelli & Karat e in difesa di ABS:
Allora, qui non si sta dicendo che le avventure grafiche hanno IN QUANTO TALI delle tare strutturali, si sta dicendo che queste tare sono TIPICHE: il pixel hunting è tipico, la ciarpameria è tipica, l’uso assurdo della medesima per cui si arriva spesso al famigerato e ludicamente aberrante “provo tutto con tutto” è tipica, le situazioni che non si sbloccano perché non hai parlato con X dell’argomento Y nel momento Z anche se ti era tutto chiarissimo (vera piaga dei giochi Revolution), sono tipiche. Sono tutte tare.
Ora.
Indy 4 va bene? Non mi ricordo, c’ho giocato una vita fa.
The Dig va bene? Benissimo, l’ho anche scritto.
Syberia va bene? Sì.
I Sam & Max di Telltale vanno bene? Eccome, le hanno studiate tutte per toglierci di torno la roba di cui sopra, vorrà ben dire qualcosa.
Myst va bene? Per quanto mi riguarda sì.
E vanno bene i Kyrandia (2 e 3 soprattutto), Sanitarium, e sicuramente altre.
Ma Gabriel Knight 2, Maniac Mansion e demenzialità varie ed eventuali sono peggio di un M16 puntato sullo scroto.
Fine.
Blade Runener.
La tradizione lucasiana è grande al di là dei giochi in sè. Quando uno come Grossman torna dopo anni al game-design e si mette a creare una cosa come la Season One di Sam & Max, con interfaccia essenziale, pochi oggetti e cliccata unica, ciò dimostra come in quella “scuola” fosse contenuta anche una coscienza autocritica.
Ron Gilbert ha creato un Monkey 2 che rigiocato oggi è un po’ una palla?
Ron Gilbert adesso sta facendo un ibrido action-rpg-adventure breve ad episodi, perché (parole sue) “almeno il giocatore ha sempre qualcosa da fare”. Appunto.
Per non parlare di Loom, senza inventario.
E di Full Throttle, in cui non si potevano combinare gli oggetti.
E di Grim Fandango, in cui non c’è manco il punta & clicca.
E, sì, anche di Monkey 1 e 2, i cui pregi erano anche quelli di aver provato a alleggerire il genere che era molto più pesante prima di esse. Rigiocate oggi anche quelle sembrano pesanti?
Poco male, ci stiamo lavorando.
E’ quello lo spirito lucasiano, mica l’interfaccia coi verbi dello SCUMM…
Per quanto riguarda il fatto che nei contenuti narrativi non si sia al livello di libri o romanzi… ah beh, e chi ha mai detto il contrario? E’ un annoso problema ed è un problema, specialmente negli ultimi anni, assolutamente non ignorato.
E anche lì bisogna pur vedere caso per caso.
Fate of Atlantis sarà pure vuoto se paragonato a un film, ma a quale film? Al Teschio di Cristallo? MA LOL.
Grim Fandango non sfigura nel paragone con gli altri media, ma non sfigurano nemmeno le gag di Gobliiins, l’atmosfera di Bad Mojo, alcuni passaggi di The Moment of Silence, i cattivi di Sokal…
> Blade Runener.
Giusto.
Grande Westwood, dei veri geni dell’interazione semplice.
Lambino: a me risulta che Maniac Mansion e Gabriel Knight 2 appartengano al passato e che adesso il genere si sia grandemente rinnovato, pur rimanendo all’interno dei propri canoni (altrimenti sarebbe un altro genere).
Se si deve buttare merda, dà più gusto farlo con dei classici o presunti tali =D
Sto fatto che sei sempre un passo davanti a me comincia a darmi sui nervi :asd:
Siete dei pirla asd
Non è stato citato, ma anche Tunguska ha delle pecche di level-design da spararsi… “Usa cellulare con gatto”.
> Non è stato citato, ma anche Tunguska ha delle pecche di level-design da spararsi… “Usa cellulare con gatto”.
Udiuuu, ce l’ho lì a metà da mesi, ma ricordo che giocandoci mi ha preso più volte l’impulso di buttarlo dalla finestra.
Rimarchevole la magistrale traduzione italiana, che fa sì che quando si sposta il cursore su un carro armato questo venga identificato come “tanica”. Dei geni.
Tunguska non è stato citato perché per qualche misteriosa ragione viene considerato stupendo da molti avventurieri.
Io personalmente non ho riso tanto per la demenzialità involontaria degli enigmi da anni.
Dà da pensare quando uno nello stesso periodo gioca con Sam & Max e scopre che lì si fanno cose più logiche che in Tunguska.
Sottoscrivo al 100% quanto scritto da Karat. Simone, hai perfettamente ragione.
Mi trovo d’accordo con quanto scritto da Karat e sottoscrivo anche il commento di Diduz, poiché è vero, mi sono divertito con Tunguska e mi ha affascinato la cura per i dettagli nelle varie locazioni, pero’ in effetti il discorso che in certe parti si rasentava il comico ci sta tutto
Tra l’altro, ho dimenticato a inserirlo nel precedente commento, in effetti un altro genere preso di mira al giorno d’oggi è il JRPG classico, per intenderci, su tutti, Lost Odyssey. Nessuno ha avuto il coraggio di valutare Lost Odyssey per quell oche è, ovvero un JRPG classico con incontri casuali straordinario dalla trama non indifferente, dai personaggi davvero ispirati e dalla giocabilità ottima per quanto vetusta se vogliamo. Ritengo che doveva essere considerato per quell oche era, ovvero un ottimo JRPG, e non semplicemente come “un gioco da cui ci aspettavamo di più e che non riesce ad innovare”. ed è proprio questo lo stesso atteggiamento adottato nei confronti del mio genere favorito ovvero le avventure grafiche. Ed è giocoforza dunque, che anche volendo proporre una AG validissima, si torni a fare sempre il paragone con quelle degli anni ‘90, quasi fosse ormai inutile fare una AG perché sopra di esse c’è sempre l’ombra delle AG anni ‘90. Un tantino frustrante direi, soprattutto considerando che, come ha esposto Karat, le AG valide ci sono eccome anche oggi. Sono solo bistrattate dalla critica.
Diamo loro una possibilità.