Epitaffio

Leggo che finalmente Second Life è morto. O, meglio, è moribondo. Il mondo virtuale che ha fatto eccitare i radical chic di tutto il globo terracqueo, perché permette di scambiarsi pedalini e tanga e di acquistare organi genitali, l’eden che ha prodotto speculazioni ardite su un imminente trasferimento della razza umana in un paradiso fatto di isole e sponsor vettoriali; insomma, quella roba che solitamente veniva usata per il sesso virtuale e per spendere un po’ di soldi in oggetti d’arredamento, non particolarmente belli e utili soltanto per stupire gli amici di chat, ha esaurito il suo ciclo ed è sprofondata nella totale indifferenza dei media… e dei pervertiti, ben più attratti da altri servizi (pare che siti come YouPorn siano tra le cause dell’abbandono di Second Life… ma non ci metterei la mano sul fuoco). I limiti erano noti a tutti, ma si è preferito non vederli.

Qui su Ars Ludica, nonostante la curiosità iniziale, siamo sempre stati piuttosto critici nei confronti del business della Linden e, personalmente, trovavo assurdo che non ci si ponessero alcune domande fondamentali per comprendere l’aleatorietà del fenomeno. Per fare un esempio, non mi era chiaro come mai un artista dovesse scegliere di mostrare le sue opere a un pubblico limitato come quello di Second Life, con tutta la scomodità di un’esposizione all’interno di uno degli ambienti di gioco, quando il Web 2.0 mette a disposizione mille strumenti di pubblicazione e pubblicizzazione più diretti ed efficaci, oltre che più comodi per il fruitore (Flickr… tanto per dirne uno).

Un’altra domanda a cui nessuno ha saputo o voluto rispondere è: l’utente medio, quello che non vuole fare sesso virtuale con un avatar vestito da panda e quello che non vuole spendere soldi nei casinò virtuali, cosa dovrebbe fare di bello in Second Life una volta finito il giro turistico? Chattare? Ma può farlo benissimo in mille altri ambienti virtuali, con interfacce sicuramente più comode, con le quali è più facile tenere i contatti (vedi Live Messenger o Facebook, tanto per buttare nella mischia due nomi a caso). Fare shopping di oggetti virtuali con soldi reali tanto per rendere fattuale quella tanto decantata economia virtuale che avrebbe dovuto dominare il mondo? In realtà l’economia virtuale si è diffusa soltanto in una ristretta fascia di utenza, spesso più attratta dalla novità che dagli oggetti in sé. Era così difficile capire che la maggioranza delle persone non avrebbe mai speso un centesimo per acquistare una giacca intangibile? Era così difficile capire che non essendoci niente da fare in Second Life l’utente medio, passato il periodo in cui entrarci era cool, figo o altre cazzate del genere, se ne sarebbe andato sbadigliando e sarebbe passato a qualcos’altro senza rimpianti, portandosi dietro gli sponsor (che hanno avuto ben pochi riscontri da Second Life)?

Ovviamente le risposte a domande del genere sono rimaste sempre vacanti, snobbate dai più perché, nel momento in cui tutto sembrava andare bene, era considerato assurdo e controproducente porsele. Per un breve periodo Second Life ha incarnato il mito positivo di un altro tassello nell’evoluzione umana. Oggi è una nave in secca, che non riesce a fermare l’emorragia di passeggeri. Con il tempo le falle si sono allargate e il mito della creatività alla portata di tutti è andato scemando, schiacciato da altri servizi. Come già scritto altrove, organizzare una mostra in Second Life era organizzare una mostra in Second Life, qualsiasi opera si esponesse. Ben presto anche gli artisti più legati alla novità si sono accorti che il contenitore fagocitava l’evento e che le opere venivano messe costantemente in secondo piano. Oltretutto hanno iniziato a provare disagio nel vedere il loro valore misurato in base alle visite ricevute; se sei in fuga da un sistema che misura le opere d’arte sul metro del valore economico, tenderai a trovare insopportabile anche un sistema, pur nuovo, che le misura su un altro metro anch’esso slegato dalle opere.

Lo stato attuale del progetto rende difficile capire se Second Life riuscirà a rilanciarsi e a tornare a generare interesse nel grande pubblico. Ad oggi, la strada appare in salita, anche perché la concorrenza, diretta e non, si è fatta più agguerrita.

Foto di: musicmuse_ca

16 comments on “Epitaffio

  1. Anche io sono sempre stato molto scettico su Second Life, anzi, l’ho odiato all’apice della sua popolarità. Però se dobbiamo dire che il mondo non ci ha creduto, stiamo mentendo.
    Tutti erano eccitati e infatti il supporto si è visto per un pò di mesi. Il perché sia morto in realtà mi è oscuro, nel mondo di oggi i valori e i servizi offerti da Second Life sono proprio quelli che chiede l’utente medio (protagonismo, voyerismo, sesso, soldi, chat).

    Sono contento che stia morendo solo per una cosa: molti l’hanno per tanto tempo chiamato “gioco”, quando tutto era tranne che un gioco. L’ho odiato perché a mio parere sminuiva il concetto di videogioco sporcandolo in una misura che non merita.

  2. > Il perché sia morto in realtà mi è oscuro, nel mondo di oggi i valori e i servizi offerti da Second Life sono proprio quelli che chiede l’utente medio

    Sì, ma il mondo d’oggi chiede anche (e giustamente direi) una facilità d’uso che Second Life era ben lungi dall’offrire.
    E ricordiamo che i grandi numeri che ha fatto sono a livello di account creati, non certo di frequentatori.

  3. @Vittorio Bonzi: Beh dai però c’erano anche grosse aziende, banche, artisti musicali che si interessarono al servizio. Cioè quello che voglio dire è che, se da un lato si è sempre intuito che fosse un pò una cosa inutile, non tutti l’hanno capito da subito e anzi molti ci sono cascati, chi più chi meno, come polli.

    @Coolcat: Preferisco yuvutu, yazum e pornhub a youporn, che non ha mai permesso lo scrubble del filmato con la rotellina, cosa che invece redtube ha sempre fatto… 😀

  4. Che SL andasse a remengo era facilmente prevedibile.
    -troppo difficile da usare
    -troppo costoso
    -troppo esaltato da media generalisti in proporzione a quelli dedicati (si è mai visto Devil May Cry più elogiato dal Corriere della serVa che da PSMagazine? )
    -troppo autoreferenziale nel porsi (Linden dice che SL è figo; gli utenti di Myspace e Facebook dicono che è utile… )
    -troppo noioso
    -troppo simile a Home di PSN 😉

  5. contentissimo del fallimento di questo “progetto”…
    è palese che sia fallito, ha attirato un sacco di casual-user, che se dopo un tot di tempo si annoiano, si stufano e mollano…
    stesso motivo per cui facebook e altri social network, se non avranno la capacità di evolversi e di tenere viva l’attenzione, finiranno nel dimenticatoio…
    e poi essenzialmente SL era inutile…

  6. Second Life è morto. Evviva.
    Ucciso da Facebook, direi. Forse non in maniera diretta, ma penso abbia affondato con gusto la lama nel ventre di SL.
    Anche perchè permette di fare fondamentalmente le stesse cose in maniera più comoda, intuitiva, raggiungendo un numero molto maggiore di utenti, e più velocemente.
    Fermo restando l’assunto che “Facebook è IL MALE”

  7. Mai stata su Second life ma ho un sospetto: tutti i suoi fruitori non sono semplicemente passati su Facebook?

    Ache qui, direi: mai più senza?!?!?!?

  8. Ho visto x sbaglio i vostri commenti su Second Life ed essendo punti di vista li rispetto ovviamente ma non li condivido. Non sono nè un fighetto gasato nè un fruitore di realtà virtuale all’esasperazione e frequento SL da più di tre anni senza sentirmi nè radical chic nè voyeur ma semplicemente utilizzo un ambiente di evasione come quello che a mio modesto avviso semplicemente non conoscete abbastanza xchè non vi interessa. Io non cambio tanga o pedalini,non uso nemmeno il denaro(non è minimamente necessario)e,frequentando gente di ogni parte del mondo,tengo allenato il mio inglese e esploro mondi di pura fantasia (peraltro di incantevole fattura per ambienti, luci colori e musica)semplicemente scambiando interessanti punti di vista con persone di ogni razza e religione a tutte le ore del giorno che voglio.
    Ovviamente qualcuno preferisce uscire di casa e frequentare posti”reali”, ma vi assicuro che Second Life può essere uno dei tanti modi per scambiare opinioni senza passare obbligatoriamente per rincoglioniti o amanti di mode più o meno stupide.
    Non capisco per niente la lapidazione “on line” di una cosa che come per tutto ciò che esiste al mondo può piacere o meno senza dover scatenare il disgusto di nessuno, essendo nel pieno rispetto del” vivi e lascia vivere “e senza obbligare nessuno a impiegare il prorio tempo libero in un posto che non interessa. Chiunque puo fare”zapping” anche in internet…..buona serata.:)

  9. Caro Derfel2, è ovvio che di tutta l’erba non se ne possa fare un fascio, quindi ti ringraziamo per la tua testimonianza. Personalmente penso che, come in ogni situazione e luogo, ci sia anche chi abbia mire e interessi molto più costruttivi di altra gente.

  10. Finalmente, era durato anche troppo.

    @Derfel2: sostanzialmente hai concordato sul fatto che SL sia una chat in 3d 🙂 E già il fatto che alcuni l’abbiano voluto presentare come un gioco di gran successo mi provoca irritazione. Aggiungiamo per l’appunto che ciò che offre in più rispetto a facebook/myspace/msn è poca cosa, mentre ciò che offre in meno, sia per comunità che per comodità, è molto di più.
    Quanto al tenere allenato l’inglese, ok è utile, ma allo stesso di modo di facebook o di un mmorpg (e stando in teamspeak/ventrilo si parla meno del gioco che di altro, almeno per la mia esperienza).
    Ma alla fine finora è davvero questione di gusti e di “ambiente”.
    Però “mondi di pura fantasia (peraltro di incantevole fattura per ambienti, luci colori e musica)” questo proprio no: SL è graficamente povero e per nulla un prodotto di fantasia. Sulle musiche non mi esprimo non avendole ascoltate.

  11. Secondlife è abbastanza complessa da essere ciò che la gente vuole. A mio avviso al medesimo livello del web stesso. Tutti i tentativi di parlarne bene o male riferendosi ad alcune situazioni che lì accadono sono, secondo me, fallimentari. Non mi sembra che la pedopornografia possa essere un’argomentazione valida per dire che il Web fa schifo. Si esiste..ma per ogni cosa negativa ne posso citare una positiva..e non se ne viene a capo. Stesso discorso per SL.

    Parlare bene o male di Secondlife fa sempre scalpore, perchè alla gente solletica molto il concetto di fondo di SL. E questo i giornalisti/bloggatori lo sanno. Quindi non mi meraviglio più di articoli come “E’ morta Secondlife” o “SecondLife è il futuro”.

    Mi piacerebbe continuare e cercare di ribattere ad alcune affermazioni che leggo nei vari commenti, ma forse il forum di questo bel sito è più indicato…mi scuso tantissimo.

  12. > mi scuso tantissimo.

    Per cosa? I diverbi nei commenti sono normalità qui, anzi ci piacciono, non preoccuparti.

    Non che non ci faccia piacere se ti registri al forum, beninteso ^^

  13. Secondo me la chiave di tutto è che Second Life veniva considerato un gioco, si diceva “tu non giochi a Second Life”? L’errore è questo.

    Poi poteva piacere o no, ma nel momento che me lo chiamate gioco, che la stampa non specializzata inizia a chiamarlo gioco e tutti quelli che non ci capiscono pensano che è un gioco, allora non ci sto. Non è solo una questione linguistica, è che mi preme tenere separati i veri giochi e qualunque altro software che non faccia del divertimento il suo fattore chiave. In questa cattivissima divisione eliminerei anche gli advergame e i serious games, anche se forse sono più vicini ai giochi di quanto non lo sia Second Life.

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