Il single player ritrovato di Battle Fantasia

Sviluppato da Arc System Works | Pubblicato da 505 Games
Piattaforme Arcade, PS3, X360 | Rilasciato nel 2009

Battle Fantasia fa quello che molti picchiaduro ultimamente dimenticano di fare: essere dei giochi. Molti titoli sono ormai talmente focalizzati sull’aspetto competitivo da diventare sterili e trascurati per quello che riguarda il semplice intrattenimento. La caratteristica principale del gioco (e quella che più fa storcere la bocca agli agonisti) è il fatto che ogni personaggio esiste in funzione di una differente quantità di punti ferita (in una gamma che spazia da circa 1000 ad oltre 5000), velocità di movimento e di attacco (numero di combo che si possono concatenare). Insomma, da un punto di vista canonico sembra qualcosa di terribilmente sbilanciato.

Questa scelta non è stata fatta solo per testare una formula innovativa (ed ancora in uno stadio molto sperimentale) per i picchiaduro arcade, è anche un sistema per veicolare il lato single player del gioco.

Lo story mode, infatti, piuttosto che essere una lineare sequenza di scontri è una storia vera e propria, con moltissimi intermezzi narrativi (almeno 2 per ogni scontro) realizzati con illustrazioni ed animazioni fatte a mano. Gli scontri durante la storia sono pianificati mettendo in contrasto il più possibile pregi e difetti dei relativi personaggi.

Sempre per accentuare il focus sulla rigiocabilità, le vicende prevedono diversi punti in cui la narrazione si biforca, dando sempre una copertura parziale alle risposte che i vari personaggi cercano. In questo modo, per completare del tutto una storia (un indicatore ce lo farà sapere) servono diversi replay. Le condizioni di branching sono piuttosto semplici e spesso tengono conto del miglioramento del giocatore, così da permettere di esplorare le storie con una progressione molto naturale, man mano che si perfeziona lo scoring e lo stile di gioco.

Sebbene complessivamente non ci sia da gridare al miracolo (ma parliamo comunque di un gioco originale e consigliabile), è positivo vedere che anche software house come Arc System Works stiano seriamente riconsiderando la formula dei picchiaduro per rendere il genere più interessante ed accessibile.

13 comments on “Il single player ritrovato di Battle Fantasia

  1. Ci farei un pensierino se non fosse che proprio entro un mesetto usciranno sia King of Fighters 12 che BlazBlue. :asd:

  2. Anche i videogame di dragon ball trattano la trama in base alle abilità del giocatore ed implementano il replay per scoprire altri punti precedentemente non trattati. Insomma nulla di nuovo sotto il sole. Poi vabè, la qualità del picchiaduro è scadente ma non è questo il punto 😀

  3. Ma allora, caro Matteo, io sono stato molto combattuto su questo gioco, mi attirava, poi no, poi di nuovo si, e quindi nuovamente no, e alla fine non l’ho preso, perché è stato oggetto di pareri molto contrastanti.
    A sto punto lo provo dopo la tua descrizione.

  4. A me sta piacendo, c’è da dire che non sono uno che gioca ai picchiaduro solo per fare il pro e che, cmq, il sistema di controllo è simile a guilty gear meno le tecniche più avanzate. Insomma compensa le sue mancanze hardcore con un single player che è interessante.

    Tra le altre cose lo trovi molto facilmente sotto i 20 euro (io l’ho pagato 14).

  5. Mamma mia Matteo quanto ti devono stare sulle palle questi poveri pro, è così brutto accettare il fatto che ci possano essere persone che si interessino soprattutto alla bontà del gameplay di un picchiaduro e non solo alla presenza della storia o meno? Tranquillo, i pro sono comunque quattro gatti. 😀

  6. lasciatelo perdere, l’abbiamo provato su x360, penoso cioè non è brutto ma con Sf4 in giro sto gioco non ha speranza, inoltre non è che sia chissà che grande giocabilità. noi la pensiamo così.

  7. @ZeAvIs, non ho niente contro i pro, è solo che… beh, saranno almeno 5 anni che i picchiaduro stagnano sul tecnico. Per quanto anche a me piaccia, a fare così si rischia di fare la fine degli shmup (altro genere che amo ma che, sinceramente, si è scavato la fossa da solo).

    @Manji con SF4 in giro non si può che rimpiangere Alpha 3 e le sue innumerevoli modalità di gioco, nonché la varietà sul multiplayer 🙂

  8. Per altro ricorda tantissimo Kabuki Clash, sempre targato NEO.GEO

    Comunque davvero non comprendo troppo l’entusiasmo: anche Soul Calibur è dannatamente story driven e ben curato dal punto di vista dello story mode…boh.

  9. No no, non siamo proprio al livello di Soul Calibur: non c’è solo una didascalia iniziale ed un mini-finale, contrappuntato con una fase centrale fatta di scontri che potrebbero saltar fuori benissimo dalla modalità arcade. Quello è uno story mode piuttosto classico, per un picchiaduro. Anche uno Street Fighter a caso, da questo punto di vista, avrebbe uno story mode passabile. Qui è molto più simile ad un JRPG, ci sono intermezzi multipli, la storia è molto dettagliata, persino lo spostarsi per il mondo segue delle esigenze di trama ed è diverso per ogni personaggio (e varia leggermente da come giocate e dai risultati ottenuti). Non è come lo story mode di SC che è praticamente uguale per qualsiasi personaggio, eccezzion fatta per gli avversari che si affrontano.

    Inoltre, qui la storia si capisce (magari solo perché la traduzione è sopra la media, magari) e non sono le solite tirate metafisico-esistenzialiste piene di contraddizioni che piacciono tanto agli orientali.

    Mi rendo conto che senza aver provato il gioco è difficile immaginarselo, però non cadete nell’errore di pensare che quello che avete visto sin’ora sia il massimo ottenibile da un genere.

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