White Knight Chronicles e la crisi dei JRPG

Sono passati circa sei mesi da quando White Knight Chronicles per PS3 è uscito sul mercato giapponese, ed è passato un po’ di tempo da quando l’ho portato a termine. Tempo che in un certo senso mi è servito per riflettere sia su questo gioco, sia su quello che potrebbe essere definito come un momento di stallo del genere dei JRPG.

Prima di lanciarmi in considerazioni e pensieri sparsi, vale la pena spendere due paroline su WKC (consentitemi questa agevole abbreviazione).

Figo eh? Peccato il gioco sia di una tediosità inaudita.

Sviluppato da Level 5, che a detta di alcuni (pazzi, secondo me) rappresenterebbe la “nuova Square”, si proponeva al pubblico giapponese e agli amanti dei giochi di ruolo nipponici come il primo vero masterpiece per PS3. I trailer propinati alle varie conferenze in un certo senso avevano contribuito a creare il solito hype e a sobillare le solite aspettative intorno ad esso, e devo ammettere che io stesso mi feci in parte influenzare dalla campagna marketing. Insomma, ci ero bellamente cascato e quando ordinai la mia copia di importazione fui veramente ansioso di provarlo.

Le aspettative, come avete potuto intuire dal titolo, furono ahimè parzialmente tradite.

Chiariamo subito una cosa: WKC non è affatto pessimo, ma d’altra parte non è neanche lontanamente ottimo. È la perfetta sintesi dei problemi che affliggono l’attuale generazione di JRPG.
La storia rasenta la banalità: abbiamo la solita principessa rapita, con il protagonista che per destino/caso ottiene un potere magico (la trasformazione nel White Knight) che gli consente di incaricarsi del recupero della nobile fanciulla. L’espediente narrativo più usato e vecchio di sempre. Ma vabbè, fin qui non è il caso di disperarsi più di tanto. Il dramma sopraggiunge quando si comincia a sviscerare il sistema di combattimento: quest’ultimo è per certi versi scopiazzato da vari MMROPG, in pratica si affronta un avversario in tempo reale, senza turni e senza alcuna transizione tra fase esplorativa e combattimento.

A descriverlo così non sembrerebbe malvagio, ma il problema consiste nel fatto che il ritmo dei combattimenti e dei colpi che si infliggono è di una lentezza inaudita. Non solo; nonostante si possano creare svariate combo di mosse queste ultime consumano troppo in fretta i punti abilità, che oltretutti impiegano molto tempo a ricaricarsi (a patto di non riuscire a sbloccare una skill molto avanzata che ne accelera la rigenerazione). Come se non bastasse, la trasformazione in White Knight spesso finisce con il consumare tutti i punti abilità, cosa che scoraggia totalmente l’uso delle combo in favore del tenersi buona la trasformazione per le occasioni in cui si rende necessaria.

Riassumendo in soldoni poveri, il sistema di combattimento di WKC sebbene apparentemente offra tanto non riesce nei fatti ad esprimere le sue potenzialità perché cerca di rendersi troppo user-friendly, al punto da rendere tutta l’esperienza di gioco troppo lenta, poco coinvolgente e poco stimolante, anche dal punto di vista tattico. È difficile non far subentrare la noia anche negli scontri che in teoria dovrebbero essere  più interessanti (come quelli con draghi e mostri giganti). A questa pecca si aggiunge la storia banale già citata e una caratterizzazione dei personaggi che scade nei peggiori cliché. Non se ne salva uno, né il protagonista, né i suoi compagni di viaggio, né gli antagonisti. Un vero peccato, per un gioco che tecnicamente è fatto molto bene, con ambienti da esplorare molto vasti e discretamente caratterizzati.

Scontro fra Titani. Nonostante la gran quantità di skill utilizzabili lo spessore tattico va letteralmente a farsi benedire. Basta usare il White Knight.

Ed è qui che mi accorgo, dopo aver constatato tutte queste lacune, di come White Knight Chronicles non sia un caso sporadico, bensì il perfetto esempio della situazione nella quale si trovano a versare i giochi di ruolo giapponesi di ultima generazione. Pensiamoci su, escludendo Valkyria Chronicles (che è un T-JRPG), quali altri JRPG memorabili sono usciti fin’ora da quando sono in commercio sia la 360 che la PS3 (includerei anche il Wii ma non possedendolo non mi pronuncio)? Nessuno.

Bene o male tutti i JRPG fin’ora disponibili oscillano tra il mediocre e il discreto. Qualcuno ha pecche nello storytelling (Infinite Undiscovery), qualcun’altro resta troppo ancorato a meccaniche del passato (Lost Odyssey, Blue Dragon), qualche altro ancora ha buone idee ma non riesce a sfruttarle bene (The Last Remnant), ma nessuno riesce a proporre un’esperienza di gioco che sappia essere pienamente soddisfacente in tutti i suoi aspetti, e in tutte le sue sfacettature.

L’epoca d’oro dei JRPG è stata ai tempi della prima Playstation (e non solo, aggiungiamo anche il Saturn e il Dreamcast) e in parte anche durante l’era della PS2. In quegli anni i JRPG avevano raggiunto un certo grado di maturità, gli sviluppatori avevano conseguito un certo grado di consapevolezza nei propri mezzi e nelle proprie capacità. Assistevamo alla nascita di giochi che sapevano coniugare storie appaganti, personaggi accattivanti e memorabili, a meccaniche di gioco varie e curate nei minimi particolari. Senza andare a scomodare i vari Final Fantasy, basta ricordare giochi come Xenogears, Valkyrie Profile, Vagrant Story, Suikoden, Panzer Dragoon Saga, Chrono Cross, Persona, i vari Shin Megami Tensei e via discorrendo. Ambientazioni diverse, storie diverse, personaggi che avevano una chiara identità e non erano semplicemente la fotocopia dello stereotipo X o Y.

Cosa è successo quindi? Cosa è cambiato in questi anni? Da un lato senz’altro è cambiato il pubblico. O meglio, si è allargato. Tra i giocatori di JRPG oggigiorno rientrano anche le ragazze, specialmente tra il pubblico giapponese. Questo si riflette per esempio nello stesso look dei personaggi: il protagonista medio è spesso simile all’ideale di bishouen, bel ragazzo dai lineamenti femminili vestito con abiti decisamente appariscenti che tanto piace laggiù al pubblico femminile. Ma sarebbe troppo facile nonché poco corretto attribuire l’intera colpa a un ampliamento del pubblico giocatore di JRPG. In realtà le cause di questa apparente situazione di stallo sono dovute ad una palese mancanza di stimoli. Negli ultimi anni gli sviluppatori giapponesi, forse appagati dall’enorme successo che li ha premiati nelle precedenti generazioni di console, non hanno mostrato grande interesse né volontà nel continuare a innovare e ad approfondire un genere che in questa attuale generazione non fa che ripetersi, e in alcuni casi peggiorare, attraverso la banalizzata riproposizione di temi e meccaniche già viste.

Bello e Tenebroso, dal volto femmineo come un cantante J-Pop. Basta questo per soddisfare l'attuale pubblico di JRPG, o forse sarà il caso di mostrare un po' più di sostanza e un po' meno apparenza?

Dal lato della narrazione la situazione è senz’altro peggiorata: la necessità di rendere questo genere di giochi più accessibile ha purtroppo portato alla creazione di storie e di personaggi spesso privi di spessore, perché devono essere facilmente e immediatamente comprensibili a tutti, sin dai primi minuti di gioco. La storia comincia a perdere la forza trascinatrice che aveva ai tempi della PSX, le tematiche, salvo alcune eccezioni (vedi Persona 3 e 4) si semplificano e spesso propongono una visione troppo dicotomica del bene e del male.

Dal lato del gameplay e delle sue meccaniche, gli sviluppatori si dividono tra coloro che non riescono ad evolverne gli schemi, e coloro che timidamente provano ad innovarle ma nella direzione sbagliata (quella che vorrebbe copiare i MMORPG). In entrambi i casi però, spesso ci si ritrova davanti a prodotti che hanno il sapore di essere più dei mezzi-esperimenti non portati a termine, piuttosto che a meccaniche definite e dietro alle quali vi è una chiara visione e un progetto delineato e portato interamente a compimento.

Detto molto onestamente, non so come gli sviluppatori giapponesi usciranno da questa situazione di stallo. Guardando ai titoli previsti per il futuro e quelli di imminente uscita sul mercato europeo (Star Ocean 4 e Tales of Vesperia) ho la sensazione che non assisteremo a grossi sconvolgimenti. Final Fantasy 13 potrebbe concretizzarsi nel primo vero masterpiece di questa generazione, ma ci sono anche le potenzialità per uno splendido fallimento qualora dovesse cadere vittima dei cliché e degli stereotipi. Sotto questo aspetto si percepisce la volontà di Square-Enix di voler “tornare ad essere grande”, ma al tempo stesso si percepisce anche l’inevitabilità di come ormai anche gli sviluppatori giapponesi siano per certi versi costretti a prostituirsi (in termini di idee, di tematiche) per essere comunque sicuri di poter piazzare un numero soddisfacente di copie.

Ce la farà Final Fantasy 13 ad andare oltre gli stereotipi, e a proporre delle innovazioni che non sappiano di idee riciclate? La demo mostra dei timidi intenti.

È come se loro stessi avessero volutamente deciso di porre un freno alla propria creatività, in un impeto di masochismo pilotato dalle leggi del mercato. Da appassionato del genere mi auguro solo che nel futuro arrivi un titolo che sappia non solo dare una vera rispolverata a questo genere, ma che sia sufficentemente maturo sotto tutti gli aspetti e che sappia di nuovo incutere fiducia nei mezzi e nella creatività degli sviluppatori giapponesi, che hanno un disperato bisogno di scrollarsi di dosso i fantasmi del passato.

21 comments on “White Knight Chronicles e la crisi dei JRPG

  1. Splendida analisi sull’attuale situazione dei JRPG. E’ proprio vero che i tempi d’oro dell’era SNES/PSX siano lontani anni luce. C’è anche da dire che ho notato che quando si cerca di innovare/cambiare degli elementi che esistono da decenni molta gente protesta, vedi il caso di FFXII e il mezzo passo indietro di FFXIII nel sistema di combattimento. Quasi un cane che si morde la coda.

  2. Veramente un bel pezzone, complimenti!
    Per quanto mi riguarda mi rifiuto di giocare ad altri JRPG che non siano FOTTUTI CAPOLAVORI.
    L’unico che mi abbia interessato su queste console è Eternal Sonata, rivelatosi poi una mmm..bbb..rrrr… non so neanche io cosa.

    A me è piaciuto tanto Skies of Arcadia su DC..

  3. Anch’io sono appassionato di J-rpg e concordo con la tua analisi.
    Peccato per WKC: dai trailer mi sembrava molto bello e l’idea di togliere i combattimenti casuali con cambio di scena (quando hai una grafica foto realistica è oltremodo ridicolo) con un’impostazione più mmorpg non appariva così nefasta, anzi poteva essere una boccata d’ossigeno.
    Su FF13 dalla demo non mi aspetto molto se non a livello tecnico. In teoria ci sono combattimenti con un minimo di tattica, ma non faranno un prodotto per la massa con la complessità d’un SMT. Spero di essere smentito dai fatti.

  4. Girano voci (ancora da confermare) che pare sia in cantiere un Persona 5 per 360 e PS3. Incrociamo le dita, allo stato attuale credo che Atlus (e vari team alle sue dipendenze) sia l’unica in grado di poter fare qualcosa di interessante.

  5. > A me piacevano tanto i combattimenti casuali…e dico tutto.

    A me no, è sempre stato il più grosso ostacolo. Lo trovo un mezzuccio irritante e anacronistico, ormai è sempre meno diffuso, spero sparisca del tutto.

  6. Il sistema di combattimento di FFXII non sarebbe malvagio se non avesse l’autopilota. :asd:
    Si viene a perdere il senso di partecipazione diretta agli scontri, non so se mi spiego. Un sistema ibrido come quello di Infinite Undiscovery avrebbe calzato meglio (niente transizione tra esplorazione e combattimenti, si controlla direttamente il proprio alter-ego e si impartiscono ordini al volo ai compagni).

    Per questo motivo FF13 ha in parte ripristinato i turni. Se sarà una scelta giusta o meno lo sapremo solo quando avremo il gioco completo tra le mani.

  7. Per Wii è uscito Twiligh Princess (anche se a dire il vero ho giocato solo la versione GameCube). Caso sintomatico è anche la PsP i cui migliori jrpg sono i remake Ps1 (i migliori arrivati in un idioma comprensibile ai più). Devo dire che confidavo molto in WKS, ma le ultime recensioni che ho sentito mi hanno scoraggiato parecchio.
    Speriamo che la Atlus passi alla nuova generazione (magari con un remake di persona2 con il suo sistema di rumors, ma con una storia ripulita e un sistema di gioco rimodernizzato).
    L’ultimo vero jrpg (in ordine cronologico) impressionante ed innovativo che abbia giocato penso sia stato Breath of Fire IV (Dragon Quarter), fra strategico e gioco di ruolo con trappole, senza magie curative, penuria di salvataggi, un incredibile rigiocabilità, una storia semplice e coinvolgente e un sistema di Draghi tanto bello quanto sadico.
    [forse ci sarebbe anche il nuovo Valkyrie Profile, un ottimo seguito per carità, ma nulla rispetto al primo episodio ed il suo sistema di Einherjar]

  8. Mi accorgo di aver detto una boiata: Ci sono un sacco di bei JRPG, la serie persona è sempre affascinante (anche se ho preferito i primi due come ambientazione) e Shin Megami Tensei Nocturne era meraviglioso, per non parlare del gusto che ho provato a giocare a Star Ocean III e Rogue Galaxy. Tutto sommato non era neanche pessimo il nuovo Raidou Kazuhnoa (ennesimo spin off della serie Shin Megami)

    Domanda: qualcuno sa dirmi qualcosa del nuovo Star Ocean Last Hope? Lo vedo un po’ come la nuova speranza del JRPG next-gen, se delude anche quello non so che fare

  9. In parte sono d’accordo, in parte stiamo criticando un genere che ha dei canoni definiti e delle farraginosità tipiche che è sensato che inizino a stancare dopo anni ed anni. In linea di principio, un genere o uno stile non dovrebbero mai essere criticabili, in quanto sono dei canoni dentro i quali ci si esprime. I contenuti sono criticabili. Anche i vari nuovi giochi della Atlus, per chi li gioca da sempre come me, alla fine sono sempre la stessa minestra riscaldata, magari con una interfaccia migliore ma con le stesse pippe mentali pseudoesistenziali dai tempi del NES, contornati dallo stesso identico sistema di gioco da sempre.

    Non a caso in giappone stanno riportando in voga i SRPG, un altro genere che fu inflazionatissimo nel passato remoto, proprio per proporre qualcosa di nuovo ai giocatori. Anche qui le meccaniche sono sempre quelle, poco sviluppo, trame pessime, si gioca più sul genere dimenticato che su una vera rivoluzione copernicana del genere.

    Io credo che il problema dei JRPG non sia la narrazione. Tranne qualche rara eccezione la banalità è sempre stata di casa, in particolare se non sei un adolescente. L’estate scorsa ho rigiocato per bene Final Fantasy VII e quasi mi sono vergognato di aver sostenuto che avesse una bella storia (è infantile ed incoerente, una vera pena), oltre ad un ottimo sistema di gioco.

    Il vero problema dei JRPG sono proprio le meccaniche di gioco, che poi sono la ragione di esistenza del genere. Le stanno ipersemplificando, quindi abbiamo giochi noiosi e nessuno gioca per 80 ore ad un gioco noioso e privo di spessore ludico. In alcuni casi si è provato ad andare nella direzione inversa: proponendo un sistema troppo complesso e spesso anche poco bilanciato. E’ anche per questo, che io, in definitiva, preferisco approcci classici al genere piuttosto che queste false rivoluzioni.

    L’ultima vera innovazione nell’RPG nipponico penso sia stato Castlevania SOTN che, di fatto, ha instaurato un genere che non esisteva affatto: veloce, complesso il giusto, accessibile anche per chi è allergico agli RPG classici. Forse un’altra eccezione è Atlantica Online, che ha riscritto le meccaniche classiche degli RPG party-based in un contesto massivo, ricevendo un sacco di premi e ottimi giudizi critici.

    Per il resto credo che sia ingiusto parlare di crisi di un solo genere, quando ci troviamo di fronte ad una crisi molto più diffusa: in generale manca innovazione. In particolare ne soffre molto di più il più rigido mercato orientale, dove i giochi per console sono ormai un ripiego visto che il focus si è spostato ormai su altre piattaforme e altre modalità commerciali.

    Resta il problema che nonostante la tecnologia a disposizione non si riescono a trovare degli schemi videoludici innovativi per sfruttarla correttamente.

  10. La PS3 avra’ un buon jrpg: la Atlus si e’ decisa a fare il grande passo e pare che il prossimo PERSONA 5 sara’ prodotto esclusivamente per PS3.
    Spero in un’ambientazione piu’ stile Eternal Punishment & Innocent Sin

  11. Che in Giappone non sappiano più cosa inventarsi secondo me non è una novità. Basta pensare anche all’enorme mercato di manga e anime per rendersi conto che stanno continuando a riproporre non solo formule del passato, ma anche i titoli/le serie che hanno spopolato anni fa.

    Pensate ai vari remake/spin-off di Kenshiro o dei Cavalieri dello Zodiaco.
    Per chi non fosse al corrente: di Ken hanno rifatto tutta la serie in forma di OAV e film che ne mostrano la storia da un punto di vista diverso, mentre dei CdZ stanno uscendo delle serie ambientate nel passato con protagonisti i precedenti Pegasus e compagnia bella, e guarda caso in entrambi i casi le situazioni sono sempre le stesse!

    I JRPG e i giochi made in Japan sono la stessa cosa.
    A parte qualche rara eccezione, riuscite a citare dei giochi che non siano seguiti di prodotti della scorsa generazione? COsa mi viene in mente pensando a PS3/X360 e Giappone? Tekken 6, Soul Calibur IV, Gran Turismo 5, Final Fantasy XIII, Street Fighter IV, Devil May Cry 4 e via dicendo.

    I JRPG non solo soffrono dell'(ottima davvero) crisi analizzata da ZeAvIs, ma anche della mancanza di idee vere alla base della loro produzione.
    Probabilmente prima di avere l’idea da sviluppare i producer pensano “OK, dobbiamo fare Titolo a Caso X: deve avere la feature X che piace alle giocatrici, deve essere per tutti, deve vendere un casino quindi ne facciamo l’ennesimo capitolo di una saga già affermata e lo mettiamo in produzione”.

    Negli ultimi anni i due JRPG agli antipodi ma che hanno saputo appassionare un sacco di utenti sono stati FFXII e Lost Odissey.

    Il primo è un ottimo JRPG, nonostante non avesse nulla di straordinario nella trama (troppo poco coinvolgente ma architettata benissimo dal punto di vista politico) o nei personaggi (sono l’unico che ha pensato più volte a Guerre Stellari?) o ancora nei combattimenti in stile MMORPG-offline, puntava all’innovazione del genere.

    Il secondo invece per contro presenta una storia davvero bella e introspettiva, ma è ancorato a meccaniche di gioco vecchie e ormai quasi in disuso.

    Bisongerebbe che qualcuno trovasse una via di mezzo giusta tra questi due ottimi giochi, ma non si tratta certo di un’impresa facile.

    In tutto questo marasma però la piattaforma ideale per i JRPG rimane il DS: tecnicamente viene “giustificato” in quanto portatile anche se non muove miliardi di poligoni al secondo, e diventa così un’ottima console dove sperimentare, con la quale creare dei gioiellini com Final Fantasy Tactics A2 (nonostante la trama infantile) Zelda The Phantom Hourglass, i vari remake di FF e Dragon Quest, il nuovo valkyrie Profile o i vari titoli Atlus che, seppur di nicchia, rappresentano delle alternative più che valide alla concorrenza.

  12. Quello del JRPG è comunque un genere che non ho mai sopportato, alla fine li ho sempre visti come una sorta di hack&slash tattici con più dialoghi e più tette … diciamo che per RPG intendo giochi come Fallout 1 e 2.
    Sarà per la mia avversione per tutto quello che è Giapponese, ma anche roba come Final Fantasy non l’ho mai considerata neanche carismatica.
    Questione di gusti? forse …

  13. Sono d’accordo con te. I JRPG sarebbero morti se non ci fosse ancora Atlus e i suoi giochi Shin Megami Tensei. Menomale ho anocra la Playstation 2 e posso giocare il nuovo titolo di Devil Summoner. eheheh.

  14. data astrale…….12 marzo 2010 …Terra…. .Le ultime notizie sui giochi alla final fantasy 10….sono vere e purtroppo l’ultimo final fantasy ovvero il 13 ……. devo purtroppo annunciare essere un completo fallimento ….. . Questo è un messaggio a tutela degli amanti dei final fantasy 7 e 10 in particolare….Personalmente ho comprato ff13 tre giorni fa e sono rimasto scosso terribilmente.

    Apparte la grafica non ci sono altri aspetti importanti — sferografia inesistente (impossibilita’ di uso di armi diverse come nel ff12—- le magie sono pilotate!!! e non c’è nessuna liberta’ di apprendimento per nessun pg e quindi scordatevi ff10—– valori dei personaggi solo attacco fisico e magico solo!!!!—–attacchi non a turni ma alla ff x-2 — nessun tipo di personalizzazione—–no barra turbo —-equipaggiamenti :un’ arma e un accessorio fine. Credo che sia abbastanza e spero di essermi dimenticato di tutto …. non mi pronuncio sulla presenza degli eoni perche ‘ altrimenti faccio causa alla square enix!!!!! PS I TEMPI ERANO FELICI FINO A FF10 CON LA SQUARE SOFT E ORA CON LA FUSIONE DELLE AZIENDE ……LA SQUARE ENIX PUO’ ANDARE A FARSI MALEDIRE….UNICA SPERANZA è RIPONGO PER IL FF13 VERSUS …ma non so……..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  15. quoto Alex, è da FF10 che la saga FF è incominciata a collassare,hanno iniziato li a introdurre nemici uguali cambiandone solo il colore(anche per i boss come i dark eoni),per non parlare della trama patetica(distruggere un mostro gigante che terrorizza il pianeta)il sistema di sviluppo è a dir poco stressante,dover sconfiggere lo stesso mostro mille volte per farti droppare una sfera,l’esplorazione è molto simile a quella di FF13,praticamente nulla devi proseguire diritto per la tua strada,non è come i grandi FF del passato dove c’era un intero mondo da esplorare,usando anche mezzi di trasporto,non come in FF10 che c’è una lista dei luoghi che tristezza…quelli erano tutta un’altra storia…

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