Mirror’s Edge

Sviluppato e pubblicato da EA | Piattaforme PC, Xbox 360, PS3 | Rilasciato nel 2008 (Xbox 360, PS3) 2009 (PC)

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Mirror’s Edge dovrebbe dimenticarsi di avere una trama. Cancellarla, escluderla, mortificarla. Diverrebbe un capolavoro, descrizione pura. Via la stupidità narrativa, l’idea della distopia che opprime i cittadini. Tutti questi temi nel gameplay non ci sono; sono compressi nelle sequenze filmate. Oltretutto sono trattati come cosa da poco e fanno parte più di un sentimentalismo mieloso contro la dittatura che di un ragionamento eversivo sulla dittatura. Via gli intrighi tra i personaggi. Via i cattivi che portano scritto in fronte che sono dei traditori. Riassumendo: è merda da romanzetto di serie Z, roba che un Tom Clancy qualsiasi si vergognerebbe a scrivere.

La trama di Mirror’s Edge è distrazione e non aggiunge valore al gameplay; anzi, l’effetto è esattamente opposto a quello desiderato. I magnifici ambienti creati dai grafici sono forti di una bellezza monumentale muta, che viene scardinata dal chiacchiericcio castrante dello sciocco raccontino messo in scena da chi non è riuscito a concepire il silenzio come espansione del fascino del mondo di gioco e come una fonte di appeal possibile per il fruitore.

La città di Mirror’s Edge è nazismo applicato, Albert Speer non avrebbe saputo fare di meglio. L’unica forma di ribellione possibile è percorrerla come fosse una pista, de-funzionalizzandone gli elementi che la compongono. Tubi, reti, tetti, corridoi… tutto diventa percorso di una logica fluida che crea inconsistenza nel rapporto tra l’individuo e l’ambiente. La città è il medium. Non esistono luoghi, solo passaggi, questo sembra il tema portante del gioco. La dittatura è nei palazzi, nella pulizia, nell’uso dei colori primari, nel bianco della vernice che appare bruciato sullo schermo, nella sapienza della composizione scenica, nel silenzio di un ambiente vasto, spettacolare, ma sostanzialmente morto. Una città che sembra aver rinunciato ad essere specchio dell’umano beandosi e contorcendosi nell’intrinseca volontà di potenza racchiusa nelle forme nette e pulite che la disegnano.

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Peccato per l’ingombrante presenza di Faith e la sua necessità impellente e tutta adolescenziale di farci partecipi dei suoi drammi, che sembrano caselle degli scacchi. Peccato per i filmati d’intermezzo; più una punizione che una gratificazione. Mirror’s Edge poteva e doveva essere pura cultura urbana e un monumento delle potenzialità videoludiche. Il runner è una creatura dalla bellezza effimera che crea senso con il solo agire. Il runner fa l’amore con la città, ne conosce e ne percorre gli angoli più angusti e nascosti. La rispetta e ne comprende le meccaniche labirintiche. Un runner non ha bisogno di una storia e non deve pretenderla. Figura fantasmatica può ambire al mito astraendosi dall’umanità. Faith spiega e tenta di farci credere di poter affrontare e sconfiggere il male correndo sui tetti, ovvero piega la poesia all’assurdo incastrandola e soffocandola. Immaginate l’Infinito di Leopardi con l’ermo colle geotaggato. Fosse atletica pura, Mirror’s Edge sarebbe un capolavoro. Così è solo un prodotto abbastanza originale con una storia banale. Comunque si può rimediare: basta saltare le sequenze filmate e fare finta che non esistano, compiendo un atto sovversivo sul testo ed evitando di farsi incatenare a dei significati di una povertà assurda.

6 comments on “Mirror’s Edge

  1. Voglio piangere, questo pezzo è bellissimo.
    Chiunque aspettasse questo gioco con impazienza non ha potuto che rimanerne deluso.

    Alla tua disamina degli elementi negativi aggiungerei i nemici, utilizzati veramente male. La scena verso l’inizio in cui si cade da un condotto dell’aria e ci si trova 5 nemici davanti, non potendo fare altro che SCAPPARE, era il tipo di rapporto che volevo con gli agenti.. non trovarmene 20 in una stanza sperando che non mi colpissero. Fughe, inseguimenti e.. basta!

    Segnalo la presenza su console (non so se anche su PC) di un DLC con alcuni livelli completamente astratti che hanno sì portato all’estremo il concept di gioco, epurandolo di ogni elemento di disturbo, ma… non mi piacciono.
    http://www.youtube.com/watch?v=Jo2NAQ7-DFc

  2. Forse sarà per l’isolamento e l’estemizzazione di un solo aspetto del gioco o forse solamente per l’allegro saltellare, ma tutto questo mi ricorda un po’ il DeFRaG di quake 3…

  3. Ottimo pezzo, perfettamente d’accordo sul fatto che la libera corsa, presa in se e per se, sia decisamente gratificante in Mirror’s Edge, tant’è che ho trovato più appassionanti le sfide a tempo rispetto alla “campagna” principale.

  4. Stupefacenti le immagini di questo gioco, i colori e il design. Non l’ho nemmeno provato, se è azione monotona su binari e fine a se stessa come dicono, non gli do possibilità, aspetto il seguito e lo provo nel caso sia migliore.

    Ci mancava anche il platform con il percorso evidenziato col pennarello rosso 🙂

    Adesso non vedo l’ora di vedere le avventure grafiche senza enigmi.

  5. Non sono d’accordo…Secondo me la storia è proprio una delle cose più belle di Mirror’s Edge anche se molto corta…evidenzia un po’ il carattere umano e ciò a cui potrebbe portare…

  6. a parer mio…è un giocone….se come già detto si salta il lato storia…è giocabilità pura,velocità e freschezza…non lo sentite il vento nei capelli saltando da un tetto ad un altro?

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