Misery non deve morire: Broken Steel e il tradimento del videogiocatore

metroghoul

In uno dei romanzi più riusciti della Stephen King© SPA la psicopatica di turno, chiamata Annie, rapisce e tortura Paul Sheldon, lo scrittore padre dell’eroina di carta Misery, il suo personaggio preferito,  per costringerlo a farla tornare in vita. Tralasciando tutti gli altri temi, una delle riflessioni più interessanti del romanzo riguarda il modo di riportare in vita i personaggi nei prodotti seriali, ovvero del come riprendere la narrazione mostrando il protagonista sopravvissuto a morte certa senza mentire o ingannare il fruitore. Ecco, gli autori della terza espansione di Fallout 3, Broken Steel, andrebbero legati a un letto e presi a martellate sugli stinchi per fargli scontare come hanno raccordato la fine della storia del gioco base con l’inizio dell’espansione.

Avverto che da questo punto in poi sono costretto a raccontare molto del finale originale per rendere comprensibile il discorso a tutti.

Nel caso di aver portato avanti la storia cercando di far diventare il protagonista un buono, la scelta più naturale alla fine di Fallout 3 è quella di compiere l’estremo sacrificio per il bene dell’umanità, ovvero di andare a inserire il codice di sicurezza nel computer del progetto Purezza, morendo per la conseguente forte emissione di radiazioni. Si tratta(va) di uno dei finali migliori visti in un videogioco negli ultimi anni. Poi arrivarono i contenuti scaricabili e…

Immaginate di leggere i dolori del giovane Werther e commuovervi per il finale estremamente drammatico. E se dopo qualche mese Goethe avesse tirato fuori un altro capitolo del romanzo, da pagare a parte, con cui avesse modificato radicalmente il finale trasformandolo in farsa? Riuscite a pensare a un Werther sopravvissuto al suicidio che riesce a conquistare Carlotta?

Broken Steel è una piccola (in tutti i sensi) espansione scaricabile da Windows Live, al prezzo di 800 punti non-mi-ricordo-come-si-chiamano, che mette una toppa al finale di Fallout 3, fa tornare in vita il protagonista e costringe il giocatore a un lungo e tedioso combattimento contro l’Enclave. Operation Anchorage e The Pitt, le altre due micro espansioni di Fallout 3, non mi hanno infastidito tanto. Aggiungono poco al gioco originale, vero, ma almeno non lo snaturano con tanta disinvolta incompetenza narrativa. Sono due missioni extra che si svolgono in luoghi ameni rispetto al gioco base e che hanno come unisco scopo quello di allungare il brodo di qualche ora. Inutili, ma non invasive.

adamsafb01Mi padre è fuggito dal Vault. L’ho seguito. L’ho visto combattere e cadere per una giusta causa. Ho deciso di fare lo stesso e mi sono immolato per il bene del mondo. Ho visto il bianco della morte e… sono tornato in vita salvato da quelli che mi hanno detto di non avere alcuna possibilità di sopravvivenza? Accanto a me c’è la donna che voleva sacrificarsi al posto mio e a cui ho permesso di scappare? Perché sta peggio di me? Perché non sapevano come fare a creare una trama che potesse seguire sia il finale buono che quello cattivo? Ma che succede? Impugna il fucile soldato, c’è l’Enclave da distruggere. Ancora? E chi li guida? Si sono riorganizzati da soli e hanno una base attrezzatissima da far saltare in aria sparando, sparando, sparando. Ah, insomma mi avete fatto tornare in vita per prendere parte a uno sparatutto? Sì, ma ora potrai avere dieci livelli in più, quindi non lamentarti.

Il problema di fondo di Broken Steel è che non è un’espansione vera e propria. Anzi, sembra più una riduzione. I momenti più belli di Fallout 3, narrativamente parlando, vengono presi, accartocciati e buttati nel cesso. Inoltre si sente pesantemente la fretta e la mancanza di cura con cui è stato messo insieme il materiale extra. Forse, invece di fare tre mod a pagamento e chiamarle espansioni, alla Bethesda avrebbero potuto realizzare qualcosa di più articolato, sullo stile di Shivering Isle per Oblivion o, meglio, su quello di Mask of the Betrayer per Neverwinter Nights 2. Broken Steel lascia l’amaro in bocca perché trasforma Fallout 3 in un film di Steven Seagal, un puro pretesto per far sparare qualche colpo in più al giocatore chiedendogli altri soldi. Il nuovo finale è una presa in giro. Manca di pathos e, soprattutto, non è un finale. C’è il solito castello che crolla… Quindi ho speso soldi extra per vedere un castello che crolla? A volte è meglio che gli eroi rimangano nelle fosse dove li ha seppelliti la storia.

7 comments on “Misery non deve morire: Broken Steel e il tradimento del videogiocatore

  1. Mi ricorda la morte degli eroi Marvel. Che poi risorgono.

    E mi ricorda anche un po’ l’Italia.

    comunque:

    il fattore narrativo dovrebbe essere considerato con più attenzione nei videogiochi, o per lo meno valutato diversamente, perché sono le storie che ci legano ai personaggi e ai momenti vissuti con loro, o dentro di loro.

    Cosa c’è di più personale e autoriale di una scelta narrativa irreversibile?

  2. Io broken steel l’ho iniziata nel modo “giusto” ovvero mi ero portato dietro quel carrarmato di Fawkes che sopporta le radiazioni, mentre senza BS mi diceva che “avrei dovuto seguire il mio destino” ora ha fatto quello che gli ho chiesto e bon. In questa maniera non mi sono neanche curato di quest’aspetto. Broken stell ihmo doveva essere già integrata nel gioco completo magari solo come conseguenza naturale della scelta di cui sopra, ovvero portarsi il supermutante per saltare le radiazioni.

  3. WindWolfX:

    Sono completamente daccordo, anche io essendo arrivato alla fine con Fawkes ho subito pensato che avessero fatto un grave errore a non darmi la possibilità di mandare lui nella stanza con le radiazioni (visto che a logica lui se le beve come frullato la mattina) e quindi poter salvare capra e cavoli.. che avesssero già in mente l’espansione?? Non credo.. 8(

  4. Karat io la vedo così senza BS vi è la “lacuna” narrativa data da Fawkes, che si rifiuta di attivare il depuratore nonostante qualche quest prima abbia tranquillamente attraversato una stanza piena di radiazioni. Con BS invece hanno rattopato la questione di fatto “rovinando” gli altri finali possibili per dare la possibilità a chiunque di iniziare l’espansione a prescindere dal finale. Per questo dico che se volevano farla dovevano integrare tutto direttamente nel gioco come una possibile conseguenza con Fawkes in aiuto.
    Sulla questione che invece di fare tre mini-espansioni ne avrebbero dovuta fare una e bella corposa sono pienamente d’accordo.

Leave a Reply