No More Heroes

Sviluppato da Grasshopper Manufacture | Distribuito da Ubisoft | Piattaforma Nintendo Wii | Rilasciato nel marzo 2008 (EU)

Spigoloso, abrasivo, irriverente.

Travis Touchdown ha due obiettivi, scoparsi la conturbante Silvia e diventare il Killer numero 1 di Santa Destroy.

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Alla luce del primo trailer (in cui si vede un Travis leggermente diverso da quello della versione definitiva del gioco) ci si sarebbe potuto aspettare di tutto dai Grasshopper, team capitanato dal funambolico SUDA 51, game designer che continuerà a far parlare di sé per molto tempo ancora. In effetti dopo il viaggio schizzato e psichedelico di Killer 7 c’era chi lo dava per spacciato e chi invece si aspettava grandi cose dai titoli a venire, come me. Definendomi un videogiocatore a 360° so apprezzare anche titoli in cui la fuffa prende il sopravvento sul gameplay, come nel caso del titolo appena citato. No More Heroes però, offre più sostanza.

No More Heroes su Ars Ludica
L’inizio di No More Heroes è dei più epici e devastanti: Travis irrompe nella villa del suo primo avversario con un’immensa moto, decapitando al volo due scagnozzi al grido di “FUCKHEADS!” sugli strilli di una chitarra distorta. Si può non amare un personaggio del genere? La violenza in your face di questo titolo è un pilastro portante per la fruizione dello stesso, pienamente gustabile solo nella versione americana (quindi attrezzatevi di conseguenza). Ciò che rende divertente e assuefacente NMH è la caccia ai boss; non vedremo l’ora di scalare la classifica per godere della sceneggiatura riservata ad ognuno di essi, data l’alta qualità delle cinematiche. Tutto il resto è semplice contorno perditempo, ma almeno c’è. Per poter fronteggiare i diversi Killer, dovremo versare una quota che aumenterà ogni qualvolta saliremo di grado, per raccogliere il vil danaro potremo dilettarci in diversi lavori part-time che a loro volta ci apriranno le porte a diversi omicidi ben più remunerativi e spesso tosti. Una buona parte di pecunia la spenderemo per comprare nuove beam katane, upgrades, aumentare i valori fisici di Travis e il suo parco mosse (che comprendono diverse popolari prese da wrestling, una delle passioni di SUDA51).
Il tutto si svolge a Santa Destroy, cittadina esplorabile in lungo e in largo come il più classico dei Grand Theft Auto, peccato ci sia ben poco da vedere e che le collisioni siano gestite davvero malamente. Il comparto grafico è innegabilmente povero, ma con tanta cura riposta nei personaggi principali che per quanto spigolosi sono caratterizzati pregevolmente sia nelle movenze che nella personalità. I boss in particolare hanno stile da vendere e pur concedendoci pochi secondi per conoscerli prima di farli a fettine, non ve li scorderete facilmente. Siamo lontani dallo stile astratto e schizzato di Killer 7 (che preferisco, esteticamente) e a volte lo scarso dettaglio e minimalismo sembrano quasi una scusa per averci messo davvero poco impegno nel curare la grafica di questo gioco. Tra l’altro la fluidità a tratti è incerta, quindi c’è molto da recriminare. Assolutamente piacevoli e ruffiani i vari richiami all’era 8 bit e in generale agli Eighties. A donare la giusta tamarraggine e carisma al gioco ci pensa la colonna sonora che spazia da pezzi elettronici a pezzi più aggressivi che confinano con l’heavy metal più duro passando per la musica da sala. Un doppiaggio curato e azzeccato completa i tratti caratteriali di ogni personaggio di rilievo, con menzione speciale per Travis e Silvia, quest’ultima dall’arrapante accento tedesco.

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Il gameplay è un po’ ripetitivo nei combattimenti, che alla fin della fiera si basa sulle stesse combo per diverse ore di gioco (con delle varianti in base alla katana imbracciata), il tutto però poggià su una fisicità e un sonoro che regalano sempre momenti di esaltazione grazie alle esplosive dipartite dei nemici, a seguito di chirurgiche decapitazioni e amputazioni varie, completate da piogge di sangue e monetine. Non vi stancherete mai! Il Wiimote è usato in maniera intelligente e per niente invasiva e aiuta a enfatizzare le mosse più violente e quelle finali, insieme ai vari suplex che apprenderemo nel corso del gioco. Divertenti alcuni part-time job, in cui il Wiimote è assoluto protagonista. La trama è banale, ma i siparietti riservati dagli intermezzi sono imperdibili. Travis è un personaggio tutto d’un pezzo noncurante dei colpi di scena che lo coinvolgono personalmente e noi lo condurremo verso il giardino della follia. Il finale di NMH mi ha lasciato con un malvagio sorriso in viso e con tanta voglia di mettere le mani sul seguito già annunciato mesi fa. La mia speranza è che venga rifinito un bel po’ per offrire un’esperienza di gioco migliore e più varia. Nell’attesa consiglio soprattutto ai giocatori più navigati di dargli una chance, raccomandandovi di nuovo la versione USA completa di tutti i suoi sanguinolenti contenuti.

So, buy this game and head for the garden of madness!

9 comments on “No More Heroes

  1. mi spiace di non essere in possesso di una Wii. mi sarebbe piaciuto tanto provare quel giochino col tagliaerba 😀

  2. bell’artcicolo, il punto forte del gioco sono i boss con la loro eccentrica personalità, spero che il contorno venga maggiormente curato ed approfondito nel seuito. La parte finale dove il gioco sfonda la quarta parete è un piccolo capolavoro di narrazione

  3. Me lo ha regalato la mia dolce metà l’anno scorso al lancio, in versione PAL (senza sangue).
    Prima però se lo è finito lei…
    Fantastico davvero, uno dei migliori giochi su Wii (esatto, uno dei due ^_^)

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