Drakensang

Sviluppato da Radon Labs | Distribuito da FX Interactive | Piattaforma PC | Rilasciato nel 2009 (IT)

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Drakensang è un bel gioco. Non ha quasi nulla che non vada in termini strettamente ludici. Eppure l’ho disinstallato alla fine del secondo capitolo (sono otto in totale). Lasciamo perdere la realizzazione tecnica, francamente poco meno che mediocre ma che non ha influito sulla sovvenuta necessità di smettere di giocare. La creazione del personaggio è promettente, con una scheda personaggio non proprio immediata da comprendere e un sacco di statistiche e abilità da considerare.

Ho creato un guerriero. Sono soddisfatto. Avvio l’avventura. Durante il caricamento viene letta una lettera di un certo Ardo, caro amico del protagonista, che lo invita nella città di Ferdok per parlare di affari della massima urgenza. I primi minuti di gioco li passo a prendere confidenza con l’interfaccia. Non ci vuole molto. Si respira un’aria famigliare. Il classico mondo fantasy. Parlo con il primo personaggio sulla strada, una guardia piuttosto scontrosa che mi introduce alla prima delle molte missioni che dovrò svolgere: come entrare nella città di Ferdok? Il passaggio è impedito per problemi di ordine pubblico. Ho bisogno di due persone che garantiscano per me.

Inizio a cercare. Incontro un’artista di strada con suo fratello. Lei è caratterizzata come una donna di mondo, una entreneuse spigliata e dalla lingua aguzza. Lui è un pagliaccio (lavorativamente parlando) scontroso e irascibile. Pare che l’uomo di Salina, questo il nome della donna, le abbia rubato un diadema. Se lo recupero sarà lei la prima a raccomandarmi. Giro ancora un po’. Trovo due novizi su un ponte. Il loro mentore, un potente mago, è sparito nelle profondità di una miniera. Per ottenere la seconda raccomandazione che mi serve devo ritrovarlo. Girovagando per l’area incontro un locandiere pettegolo, un’amazzone mascolina (la prima compagna di viaggio), un prete buono, un mercenario filosofo, un cacciatore che vive nei boschi, un cavaliere lunatico e così via.

Drakensang è un gioco bellissimo, lo ribadisco, ma soltanto se si è vergini. Come meccaniche di gioco di ruolo è molto sopra a un Oblivion o un Two Worlds qualsiasi. Il problema è che si nutre di stereotipi in modo talmente marcato da risultare insopportabile. I personaggi sembrano usciti dal manuale del perfetto narratore fantasy, non c’è mai una sorpresa, un colpo di genio, una variazione sul tema. Insomma, non c’è mai un accenno di fuga dal già visto.

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Almeno i primi due capitoli non si fanno mancare veramente nulla, tra la vecchia inacidita e il ladro seduttore e menzognero, c’è spazio per i topi giganti che hanno occupato un mulino e per una banda di ladri nascosta nella vicina foresta. La stessa trama puzza di già sentito e, ottenuto l’accesso alla città ci si ritrova con l’amico morto e alcuni quartieri chiusi a causa di una serie di misteriosi omicidi (qualcuno ha detto Neverqualcosa?). Sì, c’è anche la gilda del ladri. Non esiste una città fantasy senza una gilda dei ladri. Il problema principale del gioco è che non fa nulla per interessare. Veramente nulla. All’udienza con il principe non ce l’ho fatta più. Non avevo veramente motivo per andare avanti.

Ci sarebbero altri difetti che andrebbero sottolineati, come i combattimenti asettici o il sistema di scasso che scassa a ogni cassa che va scassinata, soprattutto quando le serrature sono molto toste e obbligano a passare lunghi minuti a fare tentativi (fra un tentativo fallito e il successivo c’è un periodo di dieci secondi in cui il personaggio ha le mani tremolanti ed è inutile ritentare); ma si tratta sostanzialmente di dettagli rispetto alla questione principale, ovvero la banalità di fondo che lo permea in ogni pixel.

Ad aggravare la situazione ci pensa la lentezza negli spostamenti e la carenza cronica di interazioni interessanti. Ho citato il bandito che vuole farsi pagare per farci passare? Banalità più, banalità meno. Anche le missioni secondarie non sono interessantissime e solitamente si limitano a ripercorrere gli stilemi del genere come vai a cercare tizio, oppure recupera l’oggetto finito nelle fogne e cose del genere. E pensare che un titolo come Oblivion veniva salvato proprio dalle missioni secondarie.

Insomma, che altro dire? Sicuramente è un bel gioco fantasy, su questo non ci piove. Ma considerate che è come invitare a pranzo Jessica Fletcher e vantarsi di aver previsto il morto.

3 comments on “Drakensang

  1. capito? schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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