Tales of Monkey Island: Launch of the screaming Narwhal

Sviluppato e pubblicato da Telltale Games | Piattaforme PC – Wii (Wiiware) | Rilasciato il 7 Luglio 2009

Visti il successo e l’importanza del ritorno di Guybrush Threepwood, abbiamo deciso di trattare i 5 capitoli di Tales of Monkey Island singolarmente.

L'eterno scontro tra Le Chuck e Guybrush

Il primo contatto con il nuovo Monkey ci offre delle soluzioni in termini di regia e controlli mai viste prima nella saga. Ambientato in un mondo per la prima volta tridimensionale, possiamo apprezzare una regia dinamica, con inquadrature in movimento e primi piani che ci permettono di ammirare le animazioni facciali. Le concitate fasi di gioco iniziali ci vedono nei panni di un Guybrush intento a salvare la moglie Elaine, prigioniera sul vascello maledetto del solito Le Chuck, in mezzo a una tempesta tropicale. L’approccio coi comandi non è dei migliori: il mouse propone un controllo scomodo e solo parzialmente da punta e clicca, circostanza che ci spinge a preferire i tasti WASD, ottenendo un controllo alternativo più preciso e immediato.

Sotto un vestito che sembra cucito su misura per un titolo da console si cela un gioco che tiene fede agli standard qualitativi della saga, pur se adattati alla struttura tipica dei prodotti Telltale. Il doppiaggio è più che buono, così come le musiche curate da Michael Z. Land, da sempre il compositore della serie. E’ presente una decente quantità di enigmi, tra cui un paio di non immediata risoluzione, che contribuiscono positivamente al fattore longevità senza frustrare il giocatore. Finalmente ci viene offerta la possibilità di combinare due oggetti (non di più) dell’inventario, novità più che gradita in un titolo Telltale.
Un ottimo lavoro è stato fatto nella caratterizzazione dei personaggi, nuovi e vecchi, che sicuramente rivedremo anche nei prossimi episodi. Tecnicamente il gioco è basato sul solito Telltale Tool, che comincia a mostrare qualche segno di cedimento sotto il profilo prestazionale: sono stati introdotti alcuni effetti scenici che influenzano sensibilmente il frame rate e che ci spingono a ridurre sensibilmente il dettaglio su sistemi non proprio giovanissimi (ma che sono capaci di far girare dignitosamente videogiochi graficamente più gradevoli). Aggiungo anche che qualche poligono in più non avrebbe guastato. Che sia ora di rivederne un po’ il codice?

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Il sistema a episodi viene incontro alla struttura a capitoli tipica di ogni Monkey Island, permettendoci di considerare Launch of the Screaming Narwhal come il primo capitolo di questo pseudo Monkey Island 5.
La durata del titolo varia dalle 3 alle 4 ore, in base alla vostra bravura nel risolverne gli enigmi, una longevità più che dignitosa se consideriamo il prezzo e le precedenti iterazioni di Telltale. Vi ricordo che l’intera stagione al momento verrà distribuita solo digitalmente e in lingua inglese (compresi i sottotitoli); probabilmente entro la fine dell’anno uscirà una versione italiana, magari anche doppiata (non ci sono conferme a riguardo)!

Launch of the screaming Narwhal è già il titolo più venduto della storia di Telltale, il che ci fa sperare in ottimi seguiti e in un rafforzamento del rapporto di collaborazione tra Telltale Games e LucasArts, magari con qualche altra storica saga o perché no, una nuova IP da scaffale!

Un buon inizio, che ha deluso pochi (inevitabilmente, dato il rischio del resuscitare una saga di tale valenza storica) e lasciato molti soddisfatti; a breve parleremo del secondo capitolo: The Siege of Spinner Cay!

7 comments on “Tales of Monkey Island: Launch of the screaming Narwhal

  1. Mi domando però gli enigmi. Alla fine quasi tutti i giochi Telltale non è che brillino per quelli. Divertenti, ma abbastanza facilerrimi.

  2. Quelli di questo Monkey mi sono sembrati più difficili rispetto alla serie di Wallace & Gromit per esempio. Parlo degli enigmi eh.

  3. La cosa triste è che non fa commenti quando combina con insuccesso due oggetti. Peccato.
    A parte ciò con quel sistema di controllo non possono chiamarsi professionisti.

  4. Mi ci sarei giocato i cosiddetti che la recensione di Tales of MI l’avresti fatta tu, caro Joe Slap ^_^
    Comunque, dovendo parlare del gioco posso dire che non mi ha convinto molto (sto cercando di valutarlo come avventura grafica in sé senza ricollegarmi inopportunamente alla serie in toto).
    Bella la storia, un Guybrush fin troppo demenziale in certe situazioni e senza dubbio un buon modo di recuperare una delle saghe migliori di tutti i tempi, però alcuni punti deboli si sono fatti sentire, come il sistema di controllo.
    Non mi è piaciuto affatto il dover tenere premuto il tasto del mouse e trascinare Threepwood da un punto all’altro, e neanche il ricorso alla tastiera mi ha allettato più di tanto.
    Diciamo che avrei preferito la classica impostazione punta e clicca.
    Per il resto grande trama e ottimo livello di difficoltà.
    Prenotato eoni prima dell’uscita ufficiale, non vedo l’ora che si concludano tutti gli episodi per vedermi arrivare a casa il DVD con la copertina di Purcell :sbav:

  5. Pingback: Sam & Max The Devil Playhouse: The Penal Zone - Ars Ludica

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