Painkiller: Resurrection

Sviluppato da Homegrown Games | Distribuito da Dreamcatcher, JoWood Productions, | Piattaforme: PC | Pubblicato 28 Ottobre 2009 | Sito ufficiale

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Painkiller: Resurrection è un affronto. Appena lo si avvia ci si rende conto che, a distanza di cinque anni dal primo Painkiller, non è stato fatto nessun tentativo di proporre non dico delle novità, ma quantomento degli elementi di diversificazione, quelli che non si negano nemmeno alle serie EA. I menu sono rimasti identici, il motore grafico è lo stesso e l’impatto complessivo è invariato: più che un prodotto nuovo sembra un mod. Un brutto mod. Fossero solo questi i problemi riscontrati saremmo già un passo avanti, peccato che il resto faccia ancora più ribrezzo.

Ora, qual è stata la feature più strombazzata dal publisher in fase di comunicati stampa? Vi rispondo subito e senza doverci pensare troppo: il co-op. Resurrection è stato presentato come il Left 4 Dead degli sparatutto in prima persona stile Serious Sam… ma credo che sia più appropriato paragonarlo a un pessimo scherzo fatto da un nano scorreggione… dov’è la Dolce Euchessina quando serve? In sostanza la modalità co-op non c’è. Ovvero c’è ma è ben nascosta e quando la si riesce a trovare (personalmente ho dovuto leggere il forum ufficiale per scoprire dove cercarla) e la si avvia ci si trova in un inferno fatto di lag a manetta, di pochissime opzioni di configurazione e di crash continui (che caratterizzano anche le altre modalità multigiocatore). Niente tenerezze o giustificazioni: allo stato attuale Painkiller: Resurrection è completamente inutilizzabile online e oltretutto manca del suo fiore all’occhiello, che guarda caso è anche il motivo per cui molti lo aspettavano.

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Già questo basterebbe per stroncarlo senza pietà e usarlo per concimare le ortensie della nonna ninfomane che vive al piano di sotto, ma c’è anche il resto da considerare, purtroppo.

Il gioco è composto da sei livelli. Sono piuttosto lunghi ma in circa quattro ore li si riesce a domare senza problemi, anche considerando i problemi di design che li affliggono (considerando che manca il co-op si potrebbe parlare di una vera e propria truffa… ma non sottilizziamo). Ora, un bravo level designer sa che i livelli devono essere adeguati alla fauna che li popolerà. Non parlo solo della concordanza stilistica, sempre gradevole ma non essenziale, ma di una più strettamente ‘fisica’. Faccio un esempio per farmi capire: se devi costruire un livello intorno a dei nemici veloci ma stupidi e soprattutto incapaci di seguire percorsi complessi, non puoi riempirlo di zone impervie e piene di strettoie ed escrescenze, ma devi creare delle arene ampie (più o meno camuffate per non creare l’effetto Colosseo) in cui favorirne i movimenti e nasconderne i limiti (vedi il lavoro eccellente fatto da Croteam con il già citato Serious Sam). Gli sviluppatori di Painkiller: Resurrection hanno fatto l’esatto contrario, ovvero hanno creato aree articolate, magari belle da vedere, ma la cui morfologia mette i mostri in grossa difficoltà. Praticamente si bloccano spesso… talmente spesso che li si ammazza più per pietà che per progredire. Rocce, anse, nicchie, oggetti ribaltati, asperità del terreno e così via: tutto può rappresentare una trappola letale per i poveri nemici che a ben vedere non sanno neanche salire delle semplici scalinate larghe come quelle della Reggia di Caserta (sono stati furbi a metterle a inizio gioco, così ci si rende subito conto della fetecchia che si è acquistata).

A peggiorare la situazione ci pensano anche altre scelte di design non proprio felicissime. Ad esempio è possibile progredire senza uccidere i nemici. Traducendo: correndo senza sparare i livelli si finiscono in una manciata di minuti. Alcuni, come il terzo, richiedono soltanto poche uccisioni e quasi ci vuole più tempo a caricarli che a giocarli (i tempi di caricamento sono da sudorazione testicolare e vanno da poco meno di un minuto per i livelli iniziali a quasi due minuti per i livelli avanzati).

Cos’altro manca per completare il ritratto di un gioco disastroso? Ho accennato al fatto che c’è soltanto un’arma nuova? Ho detto che i nemici sono in gran parte identici a quelli degli episodi precedenti? No? E dei bug grafici ne ho parlato? E della mostruosa compenetrazione poligonale? E dei cali di framerate folli (da 70 FPS a 12 FPS per una pioggerellina)? E della musica che non riesce a seguire il ritmo del gioco? E dei 30 fottuti euro che ho speso per acquistarlo? Di quelli vogliamo parlarne? Probabilmente nei prossimi mesi uscirà qualche patch, sempre che lo sviluppatore non fallisca prima, ma intanto che me ne faccio di questa roba? Painkiller: Resurrection è stato pubblicato in uno stato pietoso che non ammette giustificazioni di sorta.

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Commento: dopo Gothic 3 la JoWood è riuscita a far uscire un altro gioco senza preoccuparsi che fosse terminato o meno e a rovinare un’altra serie che non meritava di finire in questo modo. Il risultato è un disastro totale. Roba degna solo del cassonetto.

Edit:

visto che la pratica vale più di mille parole, ecco un paio di video autoesplicativi:

Watch more videos of Painkiller: Resurrection

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17 comments on “Painkiller: Resurrection

  1. Onestamente Painkiller l’ho sempre trovato un po’ sopravvalutato, anche il primo. Fu uno dei primissimi titoli a mostrare l’Havoc e lo portai avanti quasi solo per quello, però aveva una buona atmosfera e non si puo’ negare che fosse abbastanza divertente (per me SS è stato sempre una spanna sopra). Mi pare che questo non sia il primo seguito/espansione a fare pena.

  2. No, anche Overdose faceva pena… ma almeno era stabile e non era afflitto da decine di bug. Oltretutto era completo 😀

  3. Vedo che le impressioni che ho avuto dal demo sono state tutte confermate. Purtroppo.
    Soprattutto quel terrificante level design.

    Il primo l’ho adorato, e l’ho trovato nettamente superiore a Serious Sam (che al contrario considero sopravvalutato).
    Possibile che non si riesca a realizzare un sequel degno di questo nome? 😐

    Già Dreamkiller è quello che è (ma già meglio di questo PK), speriamo che almeno che il prossimo Necrovision riesca a migliorarsi…

  4. painkiller era bellissimo, e battle out of hell era ancora meglio

    da overdose in poi mi fa schifo.
    un vero peccato .

    Questo poi. Quando ho visto il primo dei due video non ci potevo credere. Nel vecchio painkiller non andavi avanti se non ammazzavi tutti. Semplicemente

  5. Ma perchè l’hai comprato, tanto per cominciare?? Non avevi l’originale, forse.
    La coop c’era già in SS, ma in Painkiller non ricordo, ad ogni modo, io ho preso Borderland e sono sufficientemente soddisfatto. Non mi resta che trovare qualche altro disgraziato per perderci un fottio di ore…

    Di coop in prima persona alla fine non ce ne sono tanti, anche perchè escludo quelli che non sono altro che un singleplayer in friendly-mode (appunto Serious Sam).

  6. In effetti il livello migliore è il primo… che già fa schifo di suo…
    Perché l’ho comprato? Perché Painkiller mi piacque parecchio e mai avrei creduto che dopo tutti questi anni se ne sarebbero usciti con una mondezza simile.

  7. Fallimentare perchè sbaglia nelle regole elementari e manifeste della tipologia ludica in cui Painkiller è assurto ad esponente di prima misura. E in certa misura stava a Doom come Serious Sam sarebbe potuto stare a Duke3D; entrambi rappresentavano una sorta di risorgimento dedito alla frenetica guasconeria, necessario e gradito ritorno all’essenzialità godereccia dell’effepiesse. Un tradimento che pare stilettata alla schiena; considerata la mancanza di rivali era proprio difficile uscirne con un buco nell’acqua dentro cui farci affogare. JoWood ha imparato velocemente la lezione statunitense…

  8. Painkiller, BOOH compreso, era un capolavoro di atmosfera (per quanto strano, si), di grafica e di musica. E’incredibile che dopo 5 anni siano uscite così tante zozzate e neppure un seguito decente.

  9. Ho appena provato la demo, e anche io sono rimasto impressionato negativamente !
    Il level design mi è sembrato pessimo. Tra l’altro dopo essere caduto di sotto, non sono più riuscito a risalire…boh….i nemici sono tali e quali a quelli dei capitoli precedenti!! Le armi pure !! E anche io ho notato che è possibile proseguire alla “non ti curar di loro ma guarda e passa”, mentre nei capitoli precedenti le varie location erano sbarrate e le porte non si aprivano prima di aver ucciso tutti i nemici! Sicuramente è stata una scelta (infelice) per realizzare delle arene più grandi senza limiti apparenti, nell’intento di dare maggior senso di libertà al giocatore, ma il risultato è ridicolo….peccato, perchè il primo PK è stato un mito….non si capisce poi come mai i requisiti minimi di sistema siano lievitati in tal modo ingiustificatamente….

  10. Stranamente mi ero proprio perso questo capitolo… anche se dalla recensione di Karat direi che è più una fortuna la mia XD… peccato che abbiano rovinato la serie. La storia di fondo è più una scusa, però l’ambientazione e il spara prima di pensare sono sempre state le caratteristiche che ho adorato di questo gioco… spero in un miglioramento dell’ultimo capitolo appena uscito!

  11. Le musiche, i livelli (teatro, ponte innevato, villaggio, stazione, palazzo, orfanotrofio, circo e città morta tra tutti) e l’atmosfera di Painkiller e BOOH sono ancora per quanto mi riguarda imbattuti tra quei giochi che si propongono come FPS di ignorante generazione. E’ un peccato che, nonostante la semplicità apparente del titolo e delle sue prerogative, nessuno sia riuscito a prenderne spunto per riproporne uno simile. Cosa che invece, a quanto pare, non può non succedere per tutti i figli di Gears of War che davvero (a mio parere) non hanno avuto altro da offrire se non la tamarraggine anabolizzata.

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