Fairytale Fights, Modern Warfare 2, Metacritic e l’hype

Odio i voti perché non dicono nulla e sono sempre l’oscuro oggetto intorno a cui gira tutto il dibattito critico sui videogiochi, ma anche quest’anno vanno fatte alcune considerazioni.

Quest’anno tocca a Fairytale Fights, nominato all’unanimità il nemico da abbattere. Dopo una serie di giudizi altalenanti, più o meno motivati, la critica si è appiattita su Metacritic e i voti si sono uniformati alla media mondiale. Argomentarli è stato facilissimo: come per magia i divertenti scontri con i boss sono diventati mortalmente noiosi, mentre le fasi platform sono assurte a perno della stroncatura. Il resto fa parte degli omissis, ovvero il gioco è anche altro ma non ne viene salvato. Le annotazioni di massima hanno optato per un “vorrei ma non posso” e se la sono cavata senza problemi, anche perché lì dove non c’è hype il lettore tende ad accettare supinamente le recensioni.

Per Modern Warfare 2 è andata nello stesso modo, ma in senso completamente opposto. Come avvenne per Halo 3, pieno di difetti che avrebbero minato il giudizio di qualsiasi altro titolo ma premiato con voti altisonanti da quasi tutte le testate, Modern Warfare 2 se ne esce con una campagna da cinque ore e con un multiplayer quasi impossibile da provare causa server gestiti a pene di gnu. Insomma, se un qualsiasi altro gioco da settanta e passa euro fosse durato cinque ore e avesse presentato una modalità multiplayer difficile da avviare e sostanzialmente identica a quella del predecessore, non credo che qualcuno si sarebbe intenerito al punto da piazzargli voti sopra il 9,5 (su scala 10).

Ora, non voglio dare giudizi definitivi sui due giochi, anche se non posso negare di aver gradito Fairytale Fights e di aver ignorato discretamente Modern Warfare 2. Semplicemente volevo notare come, per l’ennesima volta, i titoli più pubblicizzati siano oggetto di una maggiore tolleranza in fase di analisi, per cui difetti altrove considerati madornali, vengono messi in secondo piano e di fatto privati di peso. Non sto dicendo che Modern Warfare 2 andasse stroncato, assolutamente, anche perché l’ho visto soltanto di striscio. Sto solo affermando che la critica dovrebbe uscire fuori dal gioco dell’hype e diventare più ‘fredda’, cominciando a considerare anche i propri limiti.

Ma torniamo ad Halo 3. Dopo anni dall’uscita nei negozi, i giudizi dei giocatori rimangono sostanzialmente positivi anche se i difetti vengono sottolineati con più fervore. Usciti dal fanboysmo estremo, anche i più radicali sostenitori della Bungie hanno ammesso che alcuni livelli sono pessimi, che stilisticamente è squallido, che la trama è inesistente e che le sezioni dentro gli edifici sono bruttine, per non dire soporifere.

Se prendiamo i difetti sopra elencati e li applichiamo a un altro gioco, ad esempio Red Faction Guerrilla, vediamo che improvvisamente diventano castranti e impediscono di superare una certa soglia di voto. Non che Red Faction Guerrilla sia andato male, ma i problemi di cui sopra hanno assunto un peso specifico molto superiore che altrove. Sto per caso affermando che avrebbe meritato voti più alti? Assolutamente no. Del voto non mi interessa nulla. Sto solo dicendo che gli stessi difetti sono stati tirati fuori subito rispetto ad Halo 3, che li ha visti apparire solo a bocce ferme, ovvero quando lo scemare dell’attesa e l’attenuarsi dell’evento hanno permesso di fare constatazioni che non avevano trovato casa precedentemente.

Ma diciamo meglio: gli stessi difetti non hanno impedito ad Halo 3 di assurgere al rango di capolavoro assoluto. C’è qualcosa che non torna, ovvero è tutto piuttosto chiaro. Di esempi fattibili ce ne sarebbero altri, ma possiamo farci bastare quelli già illustrati.

29 comments on “Fairytale Fights, Modern Warfare 2, Metacritic e l’hype

  1. MW2 ha avuto problemi su PS3 per motivi che prescindono dai server, c’è un baco nell’applicazione che fa deteriorare le performance.

    Per il resto nessun gioco che al day one fa 1.2 milioni di copie solo in UK sarebbe uscito vivo da problemi di congestione al lancio. Su XBox Live ieri c’è stato il record di utenti concorrenti: 2 Milioni. Indovina a cosa giocavano la maggior parte 🙂

    Poi sul resto sono abbastanza daccordo, non è un gioco da osannare anche in virtù del fatto che non c’è quasi single player e alcuni difetti sono ancora la, però rimane una delle migliori esperienze per chi piace il genere dai tempi di Battlefield 2.

  2. Allargo la domanda per curiosità personale a Karat che sicuramente ne sa molto più di me.
    Dato per scontato, aldilà dei titoli scelti, che questo “trend” è ormai consolidato e in pianta stabile nel mercato videoludico, mi chiedo, negli altri campi (musicali, filmici, venditori di auto e pomodori) questo “fenomeno” persiste? Allo stesso modo così radicato?

  3. Perchè effettivamente il fenomeno ha preso una piega imperativa nel mondo dei videogiochi, cosa che non mi pare accadere (o almeno con una valenza molto minore) in altri campi mediatici.
    Verrebbe da dare la colpa al mercato ancora pioneristico (ma sarà vero? quand’è che il mercato finisce di essere pioneristico?), all’immaturità della gente che usufruisce dei videogiochi ( e quella del cinema ce la scordiamo)?
    O meglio, dando per scontato che la critica continua il suo gioco perverso di accordi perchè il pubblico glielo permette, la gente che usa i VG ha veramente così tanto bisogno di voti?
    Paradossalmente, eliminando un certo di tipo di utenza che si avvicina oggi al mezzo, la maggior parte della gente che gioca da 10 anni non dovrebbe aver sviluppato un proprio senso critico nel saper riconoscere a tatto un prodotto mediocre da uno ben fatto, o almeno che meglio si adatti ai proprio gusti?

    (Evviva la fiera della banalità! si lo so, sarebbe ora che torno a lavorare)

  4. La musica, per dire, è toccata meno perché a far muovere il mercato sono i passaggi radio e interwebszs, e i dischi (almeno quelli che i produttori più facoltosi vogliono spingere…) in parte li si sente prima dell’acquisto.
    In compenso è molto diffusa la valutazione basata su presupposti ideologici, che inquina anche una grossa fetta della critica cinematografica – la quale però, concordando con l’Anelli, ha più peso di quella musicale nel proprio campo.

  5. L’apparenza conta nella vita di tutti i giorni, questa è solo un’altra declinazione dello stesso concetto.

    Gli esempi che hai portato forse non sono esattamente calzanti, perchè sono titoli comunque con meriti ben diversi in quanto a grado. Senza contare il retaggio, che a livello di recensione non dovrebbe contare, ma tant’è..

    Vogliamo poi metterci che non sono pochi quelli che si leggono le recensioni altrui per impostare la propria e quindi tutto si fa ripetitivo e ridondante? Che poi possano scrivere pure cani e porci e non giornalisti, questo certo non guasta.

    Mi sovviene giusto CID: the crash dummy dei Twelve Interactive, massacrato più o meno da ogni parte, senza considerarne lo status di budget game e il target giovane. E’ forse corretto?

    Con le dovute eccezioni, succede che una categoria “professionale” (sviluppatori) viene giudicata da una categoria “amatoriale” (recensori), il che non mi suona molto bene.

  6. @Lamb-O: Molti utenti provano i giochi prima di comprarli (e non parlo di Demo)

    @Galdr: Il caso di CID però è diverso, è “sbagliata” la recensione perché si manca completamente il “background” di come il prodotto è nato limitandosi a giudicare il gioco “da se” isolato da ogni altro elemento, sbagliato o meno è diverso dal discorso di Karat, poi si può discutere se ha senso dire “sto gioco fa schifo perchè fa schifo” o “sto gioco fa schifo perchè l’ha fatto un tizio solo in due giorni”

  7. Il mondo videoludico è piuttosto diverso rispetto a quello dei colleghi audiovisivi, vuoi perché (1) la penetrazione ed il potere mediatico della critica specializzata è largamente superiore, vuoi perché (2) l’esborso economico è molto più alto (rapportando il costo medio di un gioco nuovo rispetto ad un film o un album musicale), il che spiega anche in larga parte il punto 1, vuoi per “convenzioni” che tendono a dare più credibilità ad un titolo con buone recensioni (in quest’ottica siti come Metacritic hanno molto successo), rispetto al resto.

    Nel cinema si leggono sì le recensioni dei film appena usciti, ma di solito la gente ritiene che il proprio “bagaglio filmico” ed i propri gusti siano più che sufficienti per decidere cosa andare a vedere (anche a fronte di un costo, quello del biglietto cinematografico, che seppure sia alto in proporzione al “servizio”, è in assoluto basso). Per l’Home Video le meccaniche sono più simili a quelle del mondo ludico, ma solo un po’.

    Tornando ad nostro medium preferito, siamo afflitti dalla sindrome dei numeri (anzi del numero, quello a fine recensione), ora come 20 anni fa, un po’ per svogliatezza di lettura, un po’ per volersi fare subito un’idea sommaria che possa aiutare nel decidere che comprare. Non critico chi lo fa, saltando completamente o in parte il testo di queste benedette recensioni, l’importante è non lamentarsi dopo, a scottatura avvenuta.

    Dal canto loro le recensioni devono purtroppo fare i conti con il denaro: quello che ne paga i redattori, ma soprattutto quello potenziale che possono far girare così come far mai partire, proprio in base al contenuto.

    Comunque devo dire che la crescita tecnologica permessa da internet ha portato qualche vantaggio: le videorecensioni per esempio, molto più difficili da skippare per vedere il fatidico numeretto, e molto più invitanti da seguire attentamente, perché permettono il “contatto diretto” col gioco (audiovisivo almeno, per il resto ci sono le demo), e alla fin fine ti “costringono” ad ascoltare cos’ha da dire il recensore e perché egli dia quei numeretti alla fine.

  8. “Halo 3, pieno di difetti che avrebbero minato il giudizio di qualsiasi altro titolo ma premiato con voti altisonanti da quasi tutte le testate”
    …sarà che Halo 3 dopo tutti questi anni schiccia TUTTI i suoi “avversari” con una giocabilità avanti anni luce?..secondo me è così..
    ..il design di Halo se non ti piace non ti piace..indubbiamente..ma il 3 è coerente con i capitoli precedenti
    ..so che molti lo pensano..e i gusti son gusti..ma i voti che ha preso a parer mio sono ampiamente meritati
    ( i difetti citati ci possono pure stare..ma quando poi c’è dietro una tale giocabilità..bè vengono a cadere..l’esempio di Guerrilla è calzante..tra i due titoli per quanto riguarda il gameplay c’è tutto questo mondo e pure un altro)

  9. ..esempi a parte..è sicuramente vero che molti voti sono “strani”..ma probabilmente sono da imputare all’eccessiva aspettativa dei recensori..che essendo pure videogiocatori..subscono l’hype come tutti
    ..una recensione andrebbe scritta a mente fredda,dopo aver sviscerato il gioco..dopo una settimana passata a non giocarlo più..purtroppo i tempi non sono rispettabili perchè il lettore è avido..e non avere la recensione sul proprio sito in tempo utile vuol dire perdere lettori che si indirizzeranno altrove..
    ..non penso sia una cosa risolvibile,difatti sempre più gente aspetta a comprare i giochi..ma si va prima ad informare per quanto possibile sui forum per vedere cosa ne dice un appassionato come lui stesso
    ..tutto il mio discorso lascia da parte l’argomento corruzzione..a cui non voglio credere..è un po’ paranoico..preoccupante,ma quasi banalmente possibile

  10. Comunque questo autunno le recensioni sono state più polarizzate del solito, capperi, per molti titoli diventa difficile capire che si stanno leggendo due recensioni diverse se si salta da una all’altra. Tanto per fare un po’ di nomi: Mini Ninjas, Brutal Legend, Marvel Ultimate Alliance 2, Dragon Age, Borderlands.

    Su Dragon Age poi succedono cose inspiegabili, sui siti che recensiscono il multipiattaforma. In particolare Gamespot. Ve lo lascio scoprire da soli 🙂

  11. Comunque non sono solo i publisher: se i lettori non leggono il voto da fanboy che si aspettano, sono subito pronti agli insulti.

    Io adoro Modern Warfare, ma se gli danno 6 di certo non mi irrito.

  12. Fastidioso il fatto che lo stesso difetto, in un prodotto meno reclamizzato, diventa letale.
    Purtroppo più aumentano gli investimenti per marketing, più difetti vengono dimenticati in sede di recensione: senza quegli investimenti molti siti e riviste chiuderebbero. Circolo vizioso impossibile da spezzare.

    Un’alternativa sono i siti gestiti da appassionati(e dopo aver cacciato 70€ voglio vedere chi non diventa pignolo).

  13. c’è poi anche la possibilità che modern warfare 2 mandi in visibilio le persone perché è bello e che fairytale fights le lasci indifferenti perché ampiamente dimenticabile. del resto io continuo a incontrare gente che mi dice che non riesce a staccarsi da mw2 (e se accendo l’xbox le vedo online a giocare anche di notte) e non ho trovato nessuno che provato fairytale fights non abbia potuto fare a meno di passarci su le notti (quelle due o tre persone che hanno dato fiducia al gioco).

    Emack: è un commento da Ars Ludica il tuo, una posizione ufficiale?

  14. DA l’ho finito per PC e… cazzo è davvero bello. Non esente da qualche bug (un paio di volte le mosse finali a rallentatore sono fatte con il nemico bloccato in piedi, quando fai troppi doppi giochi ti rimangono alcune missioni nel menù anche se le hai finite, eccetera…), ma difficile, complesso con 6 inizi COMPLETAMENTE differenti e influenti per quanto riguarda i dialoghi e i rapporti sociali all’interno del gioco (questa parte poteva essere integrata meglio, ma è davanti anni luce ai suoi concorrenti).
    In più la Bioware ha messo in commercio un gioiello di software il Toolkit di Dragon age per creare avventure integrate nella trama principale o campagne stand alone complete. Le potenzialità di questo RPG sono altissime. Un 9 su 10 se lo becca in pieno (almeno per PC) e con le nuove espansioni in arrivo, la comunità dei fans e le patch, rischia di diventare un capolavoro

  15. Specifico però che il mio commento non andava letto come una dissociazione, non sentiamo questa necessità 😀 (se non per inneggiamenti al nazismo, alla vivisezione, o al contratto a vita per Minzolini al TG1) (lasciamo stare combinazioni dei predetti argomenti)

  16. > lasciamo stare combinazioni dei predetti argomenti

    La vivisezione di Minzolini in diretta sul TG1 mi alletta, è grave? Devo lasciare la reda?

  17. scusa, ma a questo punto potrei dire “la su’ mamma è una mignotta” e potresti chiedermi di dimostrare che questa affermazione è falsa. l’affermazione di emack è falsa perché è stata falsa per i diciannove anni che ho trascorso a fare recensioni e a far fare recensioni ed è falsa perché sono in contatto costante con le persone che ancora fanno quel lavoro e non mi pare che ricevano paccate di soldi per vendere giochi che tra l’altro si vendono da soli.

    comunque, a) “fino a prova contraria” si è innocenti. di solito si chiedono le prove per la colpevolezza. ha prove emack di quanto dice? no, perché non ci sono.
    e b), che sta anche per boutade, per dimostrare l’assenza di corruzione basta portare l’assenza di ricevute. et voilà, ho di nuovo ragione io.

    tutto questo comunque per sottolineare che “Le recensioni sono semplicemente scritte dai PR” è una frase che sta bene su un NGI e che è inutile menarsela coll’autorialità se poi si esce con le solite sparate.

  18. Forse Emack voleva dire qualcosa di diverso.

    In pratica abbiamo visto che le recensioni vengono scritte con lo stampino, proprio per far piacere ai PR, per non distanziarsi dalla media di Metacritic e quindi non avere problemi di pubblicita’, copertine e quant’altro.

    In questo senso le recensioni vengono scritte dai PR 🙂

    Le prove sono le mille recensioni che trovi in giro dei titoli giganteschi. Mi aspetto ora dei 100/100 da parte di tutti ad Assassin’s creed 2 e poi, dopo un giorno, le lamentele degli utenti che dicono quanto fa schifo.

  19. lol. mi hanno appena aperto la finestrella di msn dicendomi che AC2 è bellissimo. a me è piaciuto quello prima, con tutto che era solo il guscio vuoto di un gioco vero. quando mi arriverà (perché ho già deciso, prima di leggere le recensioni) vi saprò dire se mi è piaciuto, che vi interessi o meno.

    “le prove” sono abbastanza labili e tutto sommato confermano la natura di servizi come metacritic, che sfornano la media del punteggio. se fai una recensione senza mai sentire nessuno e il tuo punteggio coincide con metacritic, è dolo o guarda caso rientri nella media, come è prevedibile che sia? piuttosto possiamo discutere sul fatto che i gusti si siano appiattiti, che gli fps siano dappertutto (e a me han rotto i coglioni), che certe cose sembrano disegnate dai comitati, mettiamo questo per creare scalpore, questo per attirare un certo giocatore e così via. di sicuro si provano poche cose nuove.

    però da qui a dire che:
    – i recensori si fanno fare il compitino
    – fairytale fights è un capolavoro incompreso
    – mw2 è nammerda

    direi che ce ne vuole tanta.
    la verità è molto più articolata di quello che può riassumere un semplice one-liner da poster emo o da quello che si può evincere interpellando i propri gusti e il proprio sdegno per il povero titolo semi-indie. la verità è che MW2 è un’ottima espressione di un genere che va per la maggiore (giocate un po’ al multiplayer prima di dire che è la solita sbobba, e ve lo dice uno che non ha nemmeno live gold) e che fairytale fights è una riproposizione passabile di un genere in fase nettamente calante. se poi volete farvi il solito berrettino di stagnola sono cazzi vostri, siamo su internet e i freak sono di casa.

  20. Se la qualità media di tutte le recensioni “aumentasse”, la media continuerebbe ad allinearsi con Mediacritic. E’ matematica, un incrocio fra statistica e i limiti asintotici all’infinito. Se le recensioni fossero tutte una diversa dall’altra sarebbero inutili e caotiche, non permetterebbero di avere una visione di insieme. Questa eventualità può accadere in due casi:

    1) Il gioco è talmente sperimentale da dividere la critica che non ha gli strumenti per valutarlo essendo una struttura di gioco totalmente anomala (un flow o un uplink per intenderci)
    2) Una critica totalmente incompetente che non conosce i prodotti di cui sta parlando

    Visti i giochi in circolazione (DA è figlio di Baldur’s; Heavy Rain potrebbe essere innovativo, ma non sperimentale, abbiamo già Farenheit come base di riferimento; Aquaria è figlio dei Metroidvania), nel caso di un alto numero di recensioni molto discordanti propenderei per l’incapacità dei recensori in caso di un allontanamento netto da Mediacritic per i grandi numeri

  21. Calma, rulla. Era un’iperbole nata sulla scia di quanto affermato da Matteo Anelli.

    Se poi credi sia un insulto, mi spiace, ma non era mia intenzione. Del resto non ho scritto niente di vagamente offensivo per nessuno, visto che non ci sono complementi di specificazione nella mia affermazione (volutamente) esagerata e dopo tutto questo tempo mi aspetterei che ci conoscessimo un po’ tutti in maniera sufficiente da cogliere al volo queste sfumature.

  22. Mo sempre colpa mia deve essere? 🙂

    Comunque il discorso dell’Auletta tiene ed io sono convinto che sia un concorso di colpa di vari fattori. Tipo: poca cultura videoludica dei recensori, poco tempo per recensire (anche se un gioco lo finisci, IMHO le impressioni le devi far decantare), influenza da fanboysmo vario (chiamiamola poca professionalità), pressioni da parte dei PR e publisher, nostalgia e familiarità con le varie serie, etc…

  23. Beh io feci un “topic previdente” su M.it proprio su MW2, è un gioco di molto inferiore a quanto si dice, non è brutto, ma non è assolutamente il capolavoro che vogliono farci credere.
    Mi sarebbe indifferente se solo non detenesse tutti i record di questo mondo, io non odio la mediocrità, ma la odio se vuole spacciarsi per eccellenza, allora mi incazzo se questo gioco qua deve entrare nella storia e capolavori videoludici rimangono in una cerchia ristretta di pochi “giocatori seri”
    Però me ne sto facendo una ragione, ho deciso che questi titoli alla COD6 sono un pò i vari cinepanettoni della situazione, la maggior parte della gente va a vedere Natale a Paeseacaso, ma non sa nemmeno di cosa parla “I cento passi”………..

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