[Diario] Sull’affidabilità della stampa specializzata: quant’è profonda la tana del bianconiglio?

Dopo mesi di anteprime e interviste il titolo che aspettavate è sugli scaffali; lo volete ma prudentemente preferite leggere un paio di recensioni prima di sganciare la sudata grana. Tutto pare in ordine, vi fidate del voto e del recensore: un attimo dopo state barattando ‘anta euro per l’oggetto dei vostri desideri, sicuri di aver fatto un buon affare.

Eppure dopo un giorno di gioco intensivo cominciate a scovare magagne: che siano bug o gravi lacune del gameplay poco importa, siete pentiti dei soldi buttati e vi trovate a ponderare quanto poco affidabile possa essere stata la professionalità dei recensori consultati. Sarà capitato a tutti di non trovarsi d’accordo con voti e pareri della cosiddetta stampa specializzata ma, messi da parte pareri soggettivi, quando il problema riguarda la superficialità con cui il titolo viene esaminato e valutato allora la situazione è grave.

Condividerò con voi un caso abbastanza famigerato nel contesto della stampa videoludica d’oltremanica. read more

[Diario] Il mio 2009

Siamo nel 2010 ed è tempo di classifiche. Quest’anno alcuni dei readattori di Ars Ludica hanno deciso di stilare una classifica personale dei giochi giocati durante il 2009, ecco quindi le mie migliori esperienze videoludiche dell’anno trascorso, in rigoroso ordine di merito:

Lunar Knights (DS, 2007) Kojima dà il meglio di sé quando si limita a produrli, i videogiochi. Lunar Knights (che non c’entra nulla con la serie Lunar ma è uno spin-off di Boktai) è un action RPG in isometrica fresco e spensierato, molto divertente e vario con un grandioso cast di personaggi, il tutto impreziosito da una pixel art come quelle di una volta. Oggetto del desiderio per chiunque ami Castlevania o Zelda ed apprezzi gli Action RPG esplorativi.

Retro Game Challenge (DS, 2009) Late-entry della mia collezione 2009, è un piccolo gioco ad uso e consumo dei videogiocatori di vecchia data. RGC ti mette di fronte a dei classici immaginari degli anni ’80, che sono un po’ il sunto dei game design più popolari dell’epoca, con lo scopo di doverli padroneggiare tutti. Indimenticabile trip nostalgico, incredibilmente giocabile grazie anche ad una progressione ad obiettivi veramente ben congeniata ed ad un sacco di contenuti speciali, tra cui i manuali dei giochi proposti e delle improbabili riviste videoludiche che nel corso del gioco svelano progressivamente segreti e strategie per migliorare le proprie performance.

Shadow Complex (X360, 2009) Polemica omofoba a parte, Shadow Complex è forse il migliore gioco scaricabile a cui ho giocato quest’anno. Veloce, vario e ottimamente realizzato, dimostra al mondo che c’è spazio eccome per altri metroidvania, persino sulle console HD. Speriamo che Nintendo e Konami se ne accorgano!

Modern Warfare 2 (X360, 2009) Nonostante la campagna denigratoria di Karat (che è pagato segretamente da Sony, lo sanno tutti), finalmente Xbox 360 ha un vero sparatutto che non sia quell’approssimazione per sociopatici chiamata Halo. Single-player dimenticabile a parte, Modern Warfare 2 si prospetta una delle migliori alternative per gli appassionati di FPS online ed incorona ancora una volta Xbox Live come piattaforma di elezione per un multiplayer longevo, popoloso ed accessibile. Speriamo solo che Activision in futuro decida di abbandonare qualsiasi traccia di realismo per offrirci lo sparatutto definitivo.

Metroid Prime Trilogy (Wii, 2009) Altro classico senza tempo, che ridefinisce tutto quello che è stato detto su FPS, Adventure ed RPG. In Prime Trilogy c’è una grossa parte della storia videoludica del 20esimo e 21esimo secolo, ancora non compresa né apprezzata sino in fondo. Può sembrare un’assurdità ma Prime rimane il futuro del videogioco, nonostante sia un remake.

Mad World (Wii, 2009) Incazzoso, cattivo e rozzo, Mad World ci riporta indietro nel tempo, quando i videogiochi erano solo giocabilità ed highscore. Preziosamente anacronistico, è un gioco liberatorio, tempestato di tanta, catartica violenza. Invece dei soliti porno, quando i bimbi sono a letto sollazzatevi con questo. Non resterete delusi.

Wizard 101 (PC, 2007) Ecco il gioco online a cui ho giocato di più nel 2009. Wizard 101 è un massive dedicato alle famiglie, che dietro una veste low-tech (che ne ha fatto la sua fortuna) include un gameplay profondo e stratificato che non trascura nessuno. Innovativa anche la formula di accesso ai contenuti (tramite abbonamento o micropagamenti), il sistema episodico delle espansioni e le modalità di distribuzione che permettono, tramite uno streaming incrementale, di iniziare ad esplorarne il magico mondo dopo solo pochissimi minuti di download.

Torchlight (PC, 2009) Figlio di un ottimo ma sfigato MMORPG, Torchlight ne mantiene tutte le caratteristiche salienti e ci mette dentro una storia meno frammentata e più coerente. Torchlight è il gioco per PC perfetto: gira ovunque, è economico, si scarica facilmente ed è destinato a diventare una piattaforma tecnologica per una serie di successivi mod e spin-off. Un grande passo avanti ed una coraggiosa presa di coscienza sul fatto che il mercato PC è cambiato.

Persona 3 FES (PS2, 2008) Persona 4 aspetta sullo scaffale dei giochi da almeno 6 mesi. Non è la stessa cosa, non ha lo stesso feeling, anche per questo continuo a giocare e rigiocare a Persona 3 nei momenti di nostalgia RPGistica. Forse il canto del cigno dei JRPG, sperando in un 2010 che si prospetta comunque denso di novità.

The Last Guy (PS3, 2008) Geniale puzzle game minimalista, uno delle poche esclusive scaricabili su PS3 che sa essere divertente senza sembrare inutilmente artistoide. Dopo il bluff dei tanti screensaver interattivi spacciati per giochi, finalmente un gioco adrenalinico, difficile e proprio per questo molto appagante.

La serie di Uncharted (PS3, 2007-2009) Due dei pochissimi titoli per cui vale la pena di possedere una PS3. Brevi ma intensi, fanno rimpiangere un Jak & Daxter in HD che probabilmente non vedremo mai. Giocabilissimi, il loro unico problema è che si svendono con un setting ed un character design ad uso e consumo dell’utente medio con poca immaginazione, rimanendo inchiodati nel realismo standardizzato tipico dei film di cassetta, castrando il talento innato dei Naughty Dog per i giochi d’avventura con atmosfere magiche ed uniche.

Tap Tap Revenge 2 e 3 (iTouch, 2008-2009) Prendete il meglio del multiplayer di Call of Duty (progressione e sblocchi) e l’offerta musicale di iTunes, mixate tutto con la pluriclonata formula di Guitar Hero ed ecco apparire una vera e propria killer application per iTouch. Con oltre 200 tracce gratuite (accessibili man mano che il nostro personaggio procede nelle modalità carriera) e centinaia di hit ed album completi a prezzi molto contenuti (un album intero costa sempre meno di 4 euro) Tap Tap rappresenta il piannacolo dei giochi musicali (e non solo) su piattaforma Apple.

Dungeon Hunter (iTouch, 2009) Molto simile a Torchlight, questo clone di Diablo completamente in 3D stupisce ed appaga. Cutscene in-game, decine di ore di gioco ed una buona longevità non sono proprio cose che ti aspetti in un gioco-sveltina per i portatili Apple, eppure Gameloft è riuscita nell’intento di fornire contenuti macro ad un prezzo micro. Messo in crisi dall’infornata degli shovelware del periodo natalizio, Dungeon Hunter merita maggiore riconoscimento.

God of War: Chains of Olympus (PSP, 2008) Forse il canto del cigno del God of War che conosciamo, Chains of Olympus non ha nulla di innovativo e ripropone i pattern già usati e stra-usati negli altri titoli della serie. L’episodio per PSP diverte ma non sconvolge, se non sotto il comparto tecnico.