“Invocare il sipario è normale, se una farsa è durata abbastanza”
Certo che noi videogiocatori siamo strani. Stiamo sempre qui a parlare di come i videogiochi migliori siano quelli fruibili da tutti gli utenti, ovvero quelli che si giocano da soli e in cui è impossibile morire, e poi tra i classici annoveriamo titoli difficilissimi come Super Mario Bros. o Thief: The Dark Project.
Ma ci avete giocato veramente a Super Mario Bros.?
È difficilissimo e non perdona un errore, soprattutto nei livelli avanzati. Eppure come non considerarlo uno dei giochi più importanti di sempre? Ma giocateci, per favore, e ditemi se non lo annettereste nella categoria dei titoli che, solitamente, vengono apostrofati come ‘frustranti’ dalla stampa specializzata e non.
Dai, ammettiamolo, siamo una categoria di schizofrenici che vede in alcuni titoli del passato dei fari immortali, ma non li rigiocheremmo mai fino in fondo, perché se uscissero oggi e fossero ugualmente difficili, li stroncheremmo senza pietà tornando immediatamente alle nostre esperienze virtuali di una facilità rassicurante.
Non per niente la domanda che più di tutte ha tormentato le notti di chi ha dovuto recensire Super Mario Bros. Wii ha riguardato proprio la sua difficoltà, considerata eccessiva per il pubblico moderno… pubblico che non ha mancato di acquistarne milioni di copie. Magari sono gli stessi che giocavano con piacere al primo Super Mario Bros. e non riescono a dimenticare la loro infanzia.
Alla fine però, alcuni ricordi sovvengono anche a me. Ricordo che prima non esisteva l’ossessione per arrivare alla fine dei videogiochi e che, anzi, spesso alcune scelte bastarde erano considerate dei virtuosismi atti a mettere alla prova l’utente (a cui veniva riconosciuto il diritto di tentare, non di riuscire). Mettere alla prova non era una bestemmia. No, proprio non lo era. Forse è per questo che Super Mario Bros. venne considerato un capolavoro e fu giocato allo spasmo soprattutto da milioni di ragazzini a cui nessuno aveva ancora detto che i videogiochi devono essere facili per forza.
Articolo originariamente apparso su: Babel 20



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SMB è un gioco difficile ma divertente, che il primo livello lo hai visto centinaia di volte eppure lo rigiochi senza sbuffare.
Frustrante dicasi un gioco difficile che non dà nessun incentivo ad essere giocato perché annoia come una televisione di pietra con Vespa scolpito sopra.
Mi ricordo che , da bambino, Super Mario Bros (e cosi’ Super Mario Land) erano considerati facilissimi. Alla fine, dopo averli finiti la prima volta, si finivano senza mai morire e con centomila vite
Io, ad esempio, finivo Super mario land anche bendato ed un mio amico la stessa cosa come Super mario bros. Evidentemente qualcosa e’ cambiato e la sfida non attira piu’ nessuno
Beh, comunque New Super Mario Bros. Wii si sforza di compiacere tutta l’utenza molto più di un videogioco moderno qualsiasi. Mantiene un tasso di sfida alto e un design dei livelli ricercato (anche se siamo molto lontani dai tassi di difficoltà di Super Mario World), però viene incontro al giocatore poco avvezzo seppellendolo di vite e inserendo la super guida. Che poteva essere implementata meglio, ma è un bel tentativo.
A parte l’articolo, chi critica la difficiltà o mancanza della stessa è spesso in fallo, perchè evita di considerare tanti altri aspetti dei giochi moderni.
Quello che sembra facile oggi è magari solo più accessibile, rispetto ad ottuse meccaniche che però abbiamo così assimilato da non capire quanto siano inutilmente complicate.
In passato erano meno inclini a compiacere un’ampia gamma di utenti, o giochi così oppure non se ne fa niente.
Mi viene in mente il recente Hurrican, con le sue 3 vite e le altre da recuperare setacciando per bene i livelli. E’ un sistema implacabile, se non trovi le vite e muori, allora è gameover.
NSMBwii ha lo stesso retaggio, ma il giocatore trova vite a palate, anche stando fermo tra poco. Qui c’è spazio sia per l’esperto (che tenterà di non perderne) sia per il turista (che sbaglia anche il primo salto).
Che più gente riesca a finire i giochi è un bene, si vive l’esperienza, che francamente non deve per forza contemplare di dover imparare un salto speciale al millimetro.
Diciamo pure che ai più non frega niente di diventare più bravi in super mario, si divertono semplicemente a saltare e distruggere blocchi.
Penso all’indie game VVVVVV, che presenta nient’altro che una serie di sfide, ma 1) sparpaglia checkpoint ad ogni angolo e 2) nessuna di quelle veramente toste serve per finirlo.
VVVVVV è un ottimo esempio di come mettere alla prova non debba essere una bestemmia, ma fortunatamente ha il senso moderno dell’accessibilità, cosa che manca ad esempio a Metal Storm.
La chiave credo sia semplicemente nel tempo……………..
Un gioco non è frustante se difficile ma se quella difficoltà ti costringe a rifare una cosa lunghissima che hai appena passato a fatica.
Ad esempio: devo salire 20 gradini e ad ognuno di essi rischio di cadere, se tu mi fai ricominciare ogni volta dal primo gradino dopo un paio di volte bestemmio e me ne vado, ma se tu mi fai ricominciare dal gradino precedente a quello sul quale son caduto allora ritento più e più volte volentieri.
Questo è esattamente quello che accade in Mario, mezzo livello alla volta, la durata massima di questi pezzettini è 2 minuti, quindi a me non da fastidio anche ripeterlo 10 volte.
Frustrante non vuol dire difficile.
Lo prova (imho) IWBTG, si muore ogni 10 secondi, per cose assurde eppure a me viene solo da riderci sopra ad ogni morte. Trovo nella stessa difficoltà elevata l’incentivazione necessaria a giocarci.
Frustrante è un gioco che, ad esempio, ti fa fare 10 minuti di cose facilissime, lunghe e noiose per poi fregarti in un punto abbastanza bastardo e costringerti a rifare tutto.
Frustrante può essere Sonic Heroes, che pur dandoti millemila vite bonus ti condanna ad ogni singolo salto effettuato leggermente male (molte volte dovuto anche ai bug del gioco stesso) e che ti costringe a rifare a volte anche metà mappa.
Inoltre credo che un gioco facilissimo possa essere accessibile sì, ma possa mancare di una “sfida”.
L’accessibilità di oggi poi, almeno secondo me, serve solo a vendere di più.
Odio e ho sempre odiato Super Mario e tutti i giochi della serie, alla fine questo odio si è esteso anche a giochi diversi che usavano il brand di SM tipo Mario Kart, anche se questi ultimi non c’entrano una fava con i precedenti.
Non sono un genio, ma anche da piccolo percepivo le meccaniche di Super Mario (o il primo Prince Of Persia) come qualcosa di stupidamente frustrante, privo di senso e dalle capacità intrattenitive pari allo zero assoluto, onestamente non mi sentivo in grado di biasimare i genitori che apostrofavano i suddetti prodotti come “giochini”. In fondo tutto era un pretesto per saltare di qua e di la come un rimbambito, dimenticandosi del perchè e del percome (c’è una principessa da salvare! wow).
Sarà che personalmente odio il concetto stesso di platform e in generale le robe che si fondano sul centrare una cosa improbabile in un contesto improbabile senza un motivo valido, ma sono ben contento di avere adesso per le mani giochi diversi da quelli di un tempo.
Sta di fatto che Super Mario e compagnia cantante non riuscirono ad affascinarmi nemmeno quando la mia mente era incapace di astrarre e accettare il concetto di “domani”.
sshhhhh, se ti sentisse chi so io…
Sarà che io sono un nostalgico retrogamer, ma non mi rivedo per niente in questo articolo. Per me la frustazione fa parte dell’esperienza videoludica. Morire e riporvare è il motore che spinge il giocatore a proseguire e migliorarsi. Ovviamente parlo della frustrazione che non deriva da difetti di giocabilità o altro ma da una difficoltà costruita ad hoc, proprio com’è nei migliori platform di Mario. Oggi è improponibile un meccanismo del genere, perchè il gioco viene recepito come relax e basta. Ma il fatto di essere sconfitti ripetutamente e sentire lo stimolo a proseguire è una cosa che ti tempra!
@ NEO-GEO:
Ma è davvero frustrazione, quando è costruita e calibrata ad hoc? Per me, impiegare una ventina di tentativi per prendere tutte le monete del livello 9-7 di New Super Mario Bros. Wii non è stato frustrante, ma divertente. Frustrante è dovermi rifare il dialogo ogni volta che muoio combattendo un boss di Mass Effect. Anche se muoio solo un paio di volte. Frustrante è rimanerci secco per colpa di errori di game design. No?
Giopep, perché non mi segnali le uscite dei tuoi podcast così le metto anche qui su Ars Ludica? Lo so che li ascolto e potrei fare da solo, ma sono pigro come l’inverno.
Risposta seria: molti confondono la difficoltà con la frustrazione, è un dato di fatto… epocale direi.
@ Simone Tagliaferri:
Ma dici entrambi? Outcast e Tentacolo? Comunque ok, me lo segno: magari dammi una mail a cui avvisarti.
simone.tagliaferri at gmail.com
Esempio supremo: Mokey Island. Era difficile? Orco boia se lo era! Ma non era frustrante.
Frustrante è un gioco che ti fa arrivare ad un punto dove servono almeno dieci tentativi per capire la meccanica di come passarlo, e se muori devi ricominciare da mezz’ora prima.
Sono un fiero nemico di quella bestemmia chiamata “quicksave”, ma odio ancora di più chi ti presenta il punto “very very hard” che NON PUO’ essere passato alla prima volta (perché devi capire come funziona) a chilometri dall’ultimo savepoint.
Super Mario Bros… difficile? FRUSTRANTE? O_o
E Contra allora chi lo ha programmato, il Marchese de Sade? E ghosts’n'goblins l’ha creato Belzebù, di sicuro! Certo che SMB è difficile se paragonato al 90% dei giochi usciti negli ultimi 10 anni, ma NON è difficile, punto.
ogni volta che leggo o sento la parola “punto” al termine di ogni frase, scatta in me un misto di nausea e raptus omicida…
@ pincopallo:
Mi spiace per te, cerca di non sfogarti su familiari o animali domestici che c’entrano punti con la tua frustrazione; il concetto rimane, se devo pensare a un titolo difficile non penso a SMB (con la possibile eccezione dei Lost Levels).
Super Mario Bros. non è difficile in senso assoluto, ma è difficile se paragonato ai titoli più “moderni”. Su questo credo che ci sia poco da discutere.
Simone “Karat45″ Tagliaferri wrote:
Invece c’è molto da discutere. SMB non è difficile e soprattutto non è frustrante, è calibrato ottimamente e i livelli sono disegnati alla perfezione, inoltre considera che con le warp zones ti puoi saltare tre quarti di gioco… e non è che sia così difficile sgamarle. Poi non metto in dubbio che qualche facocero sia in grado di trovarlo difficile, ma probabilmente parliamo di gente che cerca la soluzione su GameFAQS anche per cucinarsi la pasta. L’unica difficoltà oggettiva di SMB è quella di abituarsi ai comandi se non si è mai preso in mano il pad di un NES, o di riabituarsi se non lo si rigioca da un po’, però l’ultima volta che ho giocato a Super Mario World (più facile del Bros, ma non lo riutilizzavo da 4anni) ho perso la prima vita dopo 8 livelli, quando ne avevo già accumulate 24 altre. E non mi sono mai considerato un videogiocatore “bravo”…
Oltretutto, quali titoli più recenti prendiamo a paragone? Uncharted? Ok, SMB è più difficile di Uncharted, che senza i combattimenti si finirebbe in due ore. Prendiamo Ninja gaiden sigma: direi che la teoria regge già di meno. Prendiamo Shinobi per PS2: meno recente, ma comunque più giovane di SMB, e un’incubo lovecraftiano per difficoltà. Poi vuoi dire che in media la difficoltà dei giochi si è abbassata per venire incontro al casual gamer? Va bene, su questo c’è poco da discutere, ma hai scelto l’esempio sbagliato per costruire il paragone. E pensare che bastava citare un qualsiasi sparatutto della Atlus, o anche un qualsiasi shoot’em up di quelli dove devi memorizzare i patterns dei singoli proiettili…
Per inciso, New Mario bla bla Wii è sicuramente più tosto della versione NDS, ma non raggiunge mai i picchi di certi livelli di Super Mario World. Nonostante le bestemmie che ho tirato sul 9.7.
ElBerzerker, forse non ci capiamo, ma ripeto quanto scritto sopra: non considero SMB difficile in senso assoluto, ma se lo si confronta con un God of War qualsiasi o, per rimanere sui giochi d’azione, con un Mass Effect 2, è innegabile che sia enormemente più difficile. Poi il tuo discorso lo condivido al 110%.
@ Simone “Karat45″ Tagliaferri:
Non mi sembra che non ci capiamo, Karat45, solo che non concordo per nulla con questa tua affermazione:
“Ma ci avete giocato veramente a Super Mario Bros.?
È difficilissimo e non perdona un errore, soprattutto nei livelli avanzati. Eppure come non considerarlo uno dei giochi più importanti di sempre? Ma giocateci, per favore, e ditemi se non lo annettereste nella categoria dei titoli che, solitamente, vengono apostrofati come ‘frustranti’ dalla stampa specializzata e non.”
SMB secondo me, oltre a non essere difficile in senso assoluto, non è nemmeno più difficile di God of War o di Mass Effect: anche perché sono difficilmente confrontabili, visto che la difficoltà in questi due giochi deriva dai combattimenti più che dalla costruzione dei livelli, come in Mario. Certo, settando la difficoltà al minimo e la mira in automatico, ME te lo bevi come un bicchiere di thè alla pesca, ma rimane lo stesso lungo, magari la frustrazione può nascere dal doverci giocare 40 ore, chi lo sa. Dalla descrizione che ne fai nell’articolo SMB pare essere una punizione divina, quando mi pare che avresti potuto prendere molti altri esempi migliori pescando tra famosi titoli del passato, tutto qui il succo del mio discorso; spero di essere stato chiaro.
@giopep:
verissimo, alcuni livelli di SMW sono una pigna in culo, ma a) quasi tutti quelli peggiori sono tranquillamente aggirabili b) spesso ci arrivi con un tale bagaglio di vite extra sulle spalle che li puoi ritentare anche 20 volte se necessario.