Gli sviluppatori indipendenti si incontrano alla fiera di Empoli

Gli amici di Indie Vault ci hanno comunicato questa bella iniziativa che noi pubblicizziamo più che volentieri:
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Roma, 12 marzo – La redazione di Indie Vault.it è lieta di annunciare un’importante collaborazione con Ludicom, l’associazione che ogni anno organizza Ludicomix, fiera toscana interamente dedicata al panorama dell’intrattenimento ludico. In occasione della settima edizione dell’evento empolese, un ampio spazio sarà dedicato alla community italiana di sviluppatori di videogiochi indipendenti, i quali presenteranno in anteprima i loro nuovi progetti e organizzeranno tornei a premi: sarà possibile provare con mano titoli completi o demo di giochi in via di sviluppo, mentre non mancheranno gadget in regalo, incontri e tante altre sorprese.

Il 20 e 21 marzo sarà possibile provare in anteprima una demo di UFHO2, puzzle game realizzato dai ragazzi di Tiny Colossus, mentre Pixel From Outer Space presenterà in anteprima la sua avventura grafica NOCTU. All’interno dell’area si potranno giocare demo o versioni complete di Boring Space Shooter, Comet, Falling Rocks e i giochi dei team Studio Evil e MoonLoop. I visitatori avranno modo di incontrare e scambiare opinioni con gli stessi sviluppatori, riunitisi per la prima volta in Italia allo scopo di far sentire la propria voce e dimostrare la loro passione per lo sviluppo di videogiochi.

Trovate maggiori informazioni riguardo Ludicomix 2010 alla pagina www.ludicomix.it, oppure riguardo ai team partecipanti su www.indievault.it.

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Sviluppato da Terry Cavanagh | Distribuito da Web | Piattaforme: PC | Pubblicato nel 2010 | Sito ufficiale

Inizi a giocare. La grafica sembra uscita da un Atari 2600. Un platform bidimensionale. Il primo ostacolo ti chiarisce tutto: tu vuoi saltare, ma il protagonista si ribalta e si attacca al soffitto con i piedi. Scendi. Dai, scendi. Non fare così. Non ne vuole sapere di saltare. Fa su e giù, giù e su. I primi schemi sono piuttosto facili. Quasi noiosetti. Poi gli spuntoni prendono piede, le piattaforme iniziano a muoversi, lo spazio si apre e tu inizi a chiederti perché continui a giocare, visto che muori in continuazione. Eppure vai avanti e lo finisci anche. Quante volte sei morto? Tante, tantissime, ma non troppe. Probabilmente potevi fare molto peggio. La voglia di mollare ti è salita spesso lungo la spina dorsale arrivando fino al cervello. Ma poi hai continuato. Anche quando appena entrato in una schermata particolarmente complessa ti sei lasciato andare allo scoramento. Quante volte morirò qui dentro? Ce la farò a passare? Quante volte ti sei detto: “è impossibile, questo è pazzo”. Fortunatamente, pur dopo molti tentativi, ce l’hai sempre fatta e dopo anni passati davanti a titoli che si finiscono da soli, ti ha fatto piacere riuscire a finirne uno tu.

Il minimalismo retrò che Cavanagh ti sputa in faccia come fosse una firma non ti spaventa. Anzi, a dirla tutta è difficile trovare qualcosa di più bello graficamente in questo inizio 2010… e non parlo soltanto della scena indie. Dopo Don’t Look Back, in cui aveva raccontato l’inferno con una manciata di pixel e colori molto meglio di quanto fatto dalla EA e dal suo miliardario Dante-trash per adolescenti della YouPorn-generation, Cavanagh gioca con la voglia di saltare e la ribalta, letteralmente. Prende le regole di un genere e le scuote, creando un titolo eccezionale che fa scempio delle convenzioni. La sua abilità maggiore sta nel saper “inquadrare” il gioco, ovvero nella sapiente gestione di cosa inserire e, soprattutto, cosa non inserire nel paesaggio evitando il più possibile ridondanze, barocchismi e, soprattutto, la modernità in quanto tale, pur non rinunciando a essere originale. Essenziale.

Articolo già pubblicato su Babel 21

Elven Chronicles

Piattaforma TouchOS, Mobile | Sviluppato da Big Blue Bubble | Uscito nel 2009

Il genere RPGistico e strategico è forse uno dei miglior rappresentati nell’affollato mondo di TouchOS, anche se la corsa al ribasso sui prezzi e la generale aggressività dei publisher più organizzati inizia ad influire anche sulla qualità di questi prodotti di nicchia.

Caso emblematico è quello di Elven Chronicles, un piccolo, adorabile RPG per iPhone ed iPod Touch (e Mobile) che nonostante un ottimo impatto ed un ottimo prezzo (0.79€) dimostra che economizzare troppo non è sempre un buon affare.

La storia si dipana lentamente, grazie ad alcuni dialoghi automatici su cui l’utente non ha alcun controllo. L’incipit è dei più classici: il protagonista del gioco, Rogan, è stato soccorso da morte sicura dall’elfa Jada. Dopo averlo portato nel suo villaggio, Jada si dimostra reticente a chiarire i dubbi di un amnesiaco Rogan e lo coinvolge nell’impresa di sconfiggere quattro draghi che fanno da custodi ad un male superiore, in procinto di risvegliarsi per dominare il mondo. Durante l’avventura Rogan inizierà a conoscere i dettagli sul suo passato e non sarà tutto rose e fiori.

Niente di nuovo sotto il sole, come anche per i meccanismi di gioco, tipici di un RPG a turni. Nonostante l’ottima interfaccia utente, il problema principale del gioco è la mancanza di profondità: ci sono decine di skill ma ogni zona di gioco prevede che se ne usi una ed una soltanto per la maggior parte dei nemici. Il grado di sfida, inoltre, è veramente livellato verso il basso, persino nell’affrontare i mostri più forti.

Eppure Elven Chronicles ha più di qualche pregio: gli incontri sono visibili sulla mappa con un colore diverso in base alla difficoltà, per una volta l’interfaccia utente è pensata per essere usata con una sola mano (non a caso i Big Blue Bubble sono veterani nello sviluppo per mobile) ed il game design ha delle innovazioni che ci piacerebbe vedere anche in giochi più grandi, tra tutte il veloce recupero di punti ferita e mana alla fine di ogni scontro, meccanica che avrebbe potuto aprire spunti per combattimenti molto più articolati e strategici.

Visto come un gioco mobile, Elven Chronicles è nettamente superiore alla media ma visto come un gioco che punta a sostituire un’esperienza analoga su DS o PSP è veramente carente. A piccole dosi si lascia comunque giocare ed il prezzo inferiore ad un euro lo rendono un titolo appetibile almeno per gli appassionati a corto di novità.

PS: Gli screenshot sono per la versione Mobile ma sono del tutto simili alla versione per TouchOS.

Monkey Island 2: Le Chuck’s Revenge – SPECIAL EDITION

Si attendeva solo l’ufficialità di questo remake illustre ed è prontamente arrivata, eccovi il SITO UFFICIALE

Avevo una paura matta di vedere le prime immagini di questo remake, gli stupendi fondali disegnati e colorati a mano dell’originale rischiavano di venir rovinati se realizzati con lo stesso stile cartoonoso di Secret Of e fortunatamente non è così. Devo dire che a prima vista non possiamo che compiacerci con il lavoro fatto dai giovanotti della LucasArts che hanno saputo ascoltare le critiche ricevute in precedenza, consegnandoci un Guybrush esteticamente più fedele. Peccato per gli occhiali di Marty Il Pazzo e per la penosa rivisitazione della copertina.

Uscirà in estate.