The Whispered World

Sviluppato da Daedalic Entertainment | Distribuito da Koch Media | Piattaforme: PC | Pubblicato Aprile 2010 (PC) | Sito ufficiale

Le avventure grafiche non cambiano mai. Da genere di punta negli anni in cui il disegno 2D permetteva lo sfoggio tecnologico delle ultime schede grafiche, sono diventate opere di nicchia che contano un discreto numero di appassionati, ma che non possono ambire ai grandi numeri di produzioni tecnologicamente più avanzate. Nonostante i valori produttivi spesso limitati, o forse proprio per questo, negli ultimi anni sono uscite alcune avventure di grande valore, passate per lo più inosservate. L’ultimo gioiellino, in ordine di tempo, è The Whispered World, pubblicato in Italia da Koch Media.

A guardarlo da lontano sembra un clone di un Monkey Island qualsiasi, ma non si potrebbe essere più errore. Nonostante l’interfaccia sia già vista (cliccando con il tasto sinistro del mouse su un hot spot appare un menu contestuale con tre voci: osservare, parlare o raccogliere/usare) e l’unica novità a livello di gameplay non sia certo un miracolo di originalità (Spot, il bruco amico del protagonista, può essere deformato in vari modi per risolvere alcuni enigmi), c’è un qualcosa in più che emerge dal tessuto narrativo del gioco e, soprattutto, dalle caratteristiche del protagonista.

Sadwick è un clown triste e malinconico che vorrebbe far divertire la gente con il teatro e la filosofia, invece che facendo il buffone con numeri da circo degradanti. La sua vita non gli piace , ma non riesce a cambiarla. La notte ha degli incubi che sembrano volergli rivelare qualcosa, ma il fratello minimizza e lo invita a impegnarsi nel suo lavoro. Fortunatamente le cose stanno per cambiare: Sadwick sta per distruggere il mondo.

L’intuizione narrativa di The Whispered World e la conduzione della storia attraverso un disvelamento graduale degli elementi che compongono il quadro generale, sono i punti di forza principali di un titolo interessante e ben scritto che non abbandona mai la ricerca della profondità anche proponendo enigmi complessi e dalla risoluzione meditata.

Seguire la vicenda di Sadwick è sprofondare in un mondo sognante pieno di personaggi che sembrano appesi sulla crisi che coinvolge l’intero pianeta. I toni crepuscolari e la capacità di iniettare continuamente ironia, a volte distruttiva, pur senza varcare mai il limite che trascinerebbe l’intera impalcatura nel ridicolo, sono la cifra stilistica di una scrittura cosciente delle proprie possibilità e finalmente slegata dai cliché videoludici.

L’umorismo diventa quindi la camera di decompressione dell’angoscia. Alcuni dialoghi sembrano infatti pensati apposta per dare respiro al giocatore, come il geniale incontro con i due sassi parlanti. Si tratta di momenti leggeri che non rompono il patto di serietà che il gioco stabilisce fin dall’inizio con l’utente.” Come sottolinea Andrea Rubbini in una bella recensione che potete leggere QUI.

Sadwick è tutto meno che un eroe, ma è proprio questo a renderlo interessante. Il suo è un percorso che va dall’individuo (vuole cambiare vita) all’universo (c’è un mondo da salvare), ma senza mai prendersi troppo sul serio. Cosciente di sé e del proprio stato, autolesionista in ogni linea di dialogo, affronta il pericolo con indifferenza e distacco, ma partecipa del suo mondo di cui riesce a stupirsi, pur non cercandone la salvezza a tutti i costi.

Commento: The Whispered World è un’ottima avventura grafica che non rinnova il genere e nemmeno pretende di farlo. Qualcuno potrebbe parlare delle animazioni non proprio bellissime, ma si tratta di un difetto di produzione a cui si fa velocemente l’abitudine e che non distrae dal fulcro del gioco, ovvero la sua capacità di raccontare una storia interessante e ispirata, legandola a enigmi non banali.

Gaming Effect – Episodio nove

Ma quanto mi piacciono i podcast? Non ascolterei altro per tutto il giorno! Da quando li ascolto ho perso la vista (altro che le pippe), mi è uscita un’ernia e mi è uscito un herpes cronico tra le chiappe! Cosa volere di più?
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Locandina  episodio 9

Il nono episodio di Gaming Effect ha come protagonista un argomento decisamente spinoso: i voti e l’importanza degli aggregatori online.

I voti delle recensioni sono sempre stato un argomento di dibattito importante in ogni comunità appassionata di videogiochi. L’affermarsi degli aggregatori online, però, ha alzato il tiro, facendo sì che l’incisività delle votazioni, già alta, diventasse fondamentale anche per il lato business dell’industria.

Il team di Gaming Effect tenta di andare a svelare una realtà non troppo conosciuta, nella quale un Metascore può fare la differenza nel futuro di una serie e nel portafoglio di uno sviluppatore, incidendo quindi sulla vita delle persone.

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Outcast Reportage – Cartoons on the Bay 2010

Outcast va al Cartoons on the Bay a caccia di maschere e buffoni.
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Riuniti in un romantico ristorante sul lungomare della costa ligure, illuminati dalla fioca luce di una candela, Andrea Maderna e Luigi Marrone chiacchierano per voi del Cartoons on the Bay 2010. Piano piano. Sottovoce. Fregni.

In questo episodio:
* Introduzione:
Cartoni in spiaggia [01:18]

* Day 1 – La Cina:
Paese ospite: la Cina [06:02], Piercing I [06:13]

* Day 2 – Diversity:
Iran vs Rapallo [09:32], Fanboy & Chum Chum: Digital Pet Cemetery [11:07], Mosè era un supereroe [12:04], Le donne nel cinema d’animazione [14:17], iComics [16:00]

* Day 3 – Crossmedia:
Piccoli sviluppatori italiani che non hanno voglia [18:16], Digi Comics [19:51], Watchmen Motion Comic [27:38], l’uso delle licenze nel mondo dei videogiochi [29:00], i videogiochi in Italia, più o meno o forse no [43:30], Pulcinella Awards [47:40]

* Day 4 – Don Bluth:
Premio alla carriera per Don Bluth [50:48], divagazioni a caso sulla narrazione interattiva e sul free roaming [56:05], considerazioni finali sull’italianità [65:54]

* Post Scriptum:
Vecchi scoreggioni che fanno discorsi intrisi di nostalgia [72:55]

Soundtraccia: Mazinga Z – Galaxy Group / Holly e Benji due fuoriclasse – Paolo Picutti / Turrican II: The Final Fight – Chris Huelsbeck

Per ascoltarci in streaming, clicca su questo coso qua sotto

Altri modi per ascoltarci:
Outcast su iTunes
Il link diretto all’mp3 di questo episodio

Per contattarci:
Scrivi ad Outcast – outcastlive@gmail.com
Il blog di Andrea Babich: The Babich Playground
Il blog di Andrea Maderna: L’Edicola di giopep
Il blog di Davide Giulivi: Linea di fondo
Il blog di Davide Tosini: ToSo on the Net
Il blog di Elena Avesani: Puffetti rosa
Il blog di Fabio Bortolotti: Little Summer DJ
Il blog di Gianluca Loggia: Uno sgarrafiesto con Ualone
Il blog di Lorenzo Antonelli: Bunker
Il blog di Luigi Marrone: E-Self Electronic Self
Il blog di Marco Calcaterra: Ultimo cannoncino
Il blog di Mattia Ravanelli: Zave’s

Brock Davis: Arcade Expressionism

Seppure in ritardo, mi permetto di segnalare una serie di pitture ad olio davvero suggestive, che hanno come soggetti alcuni dei videogiochi simbolo del periodo arcade. Si tratta di tre opere realizzate da Brock Davis, un designer di Minneapolis davvero ispirato (a mio modesto parere), capaci di sintetizzare in pochi accenni di colore alcune delle maggiori icone appartenenti agli albori della scena videoludica.

I tre quadri si inseriscono all’interno di una iniziativa denominata “Make Something Cool Every Day 2009“, alla quale il designer ha deciso di partecipare. Obbiettivo della manifestazione era quello di permettere, a ciascuno degli artisti partecipanti, di proporre tante opere quanti sarebbero stati i giorni dell’anno.  Un progetto ambizioso, non c’è che dire… ma se questi sono stati i risultati, allora è giusto attendere l’edizione 2010 e dare loro lo spazio che si meritano.

Interessato all’acquisto dei suoi quadri, ho recentemente contattato il giovane designer, che mi ha assicurato verrà presto data la possibilità a tutti di prenotare stampe originali delle sue realizzazioni in formato 19×25 cm, direttamente dal suo sito internet. Non mi ha detto il prezzo… chissà perché!

Ankama Convention #5: le Foto!

Pappatutto cavalcabili, pupazzi giganti, centinaia di computer con massive gamer al seguito, tornei di carte collezionabili, illustratori a disposizione del pubblico, anteprime di cartoni animati, ciccioni che camminano mano nella mano con i più piccoli. Un clima idilliaco, incastonato nel cosmo immaginario di Ankama.

Eccovi una selezione dei migliori scatti ufficiali della Ankama Convention #5:

Foto: © AFJV

Ubisoft dice addio ai manuali cartacei!


Ammettiamolo, a che serve il manuale di un videogioco al giorno d’oggi? Personalmente, la prima cosa che faccio appena scartata la confezione di un nuovo acquisto ludico è prendere il suo libriccino, aprirlo e sniffarlo a narici sbalancate. Sono piccole gesti impagabili nella vita di un videogiocatore appassionato e onesto.

Purtroppo Ubisoft vuole privarci di questo godimento diffuso, annunciando l’eliminazione di qualsiasi manuale cartaceo per i suoi videogiochi futuri, in favore di una controparte esclusivamente digitale. Che scandalo!

Anche voi, come noi, siete sicuri che questa mossa contribuirà ad un abbassamento di prezzo dei loro titoli futuri? Come no.

Torniamo seri, quanti di voi non si aspettavano una notizia del genere prima o poi? Il boschetto dell’Amazzonia ringrazia, gli appassionati vecchio stampo un po’ meno.