Cristalli liquidi

Erano sempre troppo corti, quegli attesissimi intervalli delle elementari. Il più delle volte ci rifugiavamo nell’angolo meno accessibile del cortile, dove non si giocava a calcio o a nascondino. Sfigati fin da bambini? Forse. Anzi, sicuramente sì. Certo è che correre dietro a un pallone sul cemento del finto giardino della scuola di viale Romagna, in zona Città Studi a Milano, era una cosa già di per sé umiliante, se proposta a creature di 9 anni che, qualora avessero potuto scegliere, avrebbero sicuramente optato per alberi e prato (possibilmente senza siringhe). Tant’è che un ristrettissimo gruppo di emarginati sociali in erba, di quelli che una patata l’avrebbero vista solo in età avanzata e in bell’ordine sugli scaffali del supermercato, già alla fine degli anni ’80 collezionavano videogiochi usati. Era il tempo in cui GIG Tiger e Game & Watch spopolavano tra i banchi dei soggetti meno atletici, di quelli che: “come muovo il pollice io, tu te lo puoi solo sognare!“. L’altra sera, quella santa donna di mia moglie ha voluto farmi una piccola sorpresa, regalandomi qualcosa che io, per quanto tentato dalla nostalgia, non ho mai avuto il coraggio di comprare: due pile piatte modello LR44.

Scartate alla velocità della luce e inserite in uno dei primi portatili a doppio schermo che avessi mai visto (lo Zelda su piattaforma Game & Watch), le due pile si sono rivelate essere un’arma a doppio taglio. Rimessa la PSP nella sua custodia e abbandonata alla polvere della mia libreria, il piccolo gioiellino verde della Nintendo mi ha tenuto compagnia nei recenti spostamenti casa – lavoro, facendomi imprecare in diverse occasioni. Sono convinto che, nell’ultimo viaggio in metropolitana, quelle due signorine discinte che avevo visto giusto con la coda dell’occhio non si siano sedute di fianco a me proprio perché intimorite dal mio atteggiamento nervoso e dai gesti scomposti, eseguiti febbrilmente dai pollici di entrambe le mani. Erano anni che non provavo un’esperienza videoludica tanto hardcore, e il ragionare sul fatto che grafica o narrazione, in un videogame, siano elementi ormai imprescindibili, è una questione che ha perso di qualsiasi interesse immanente. Se volessi dirla tutta, potrei anche aggiungere che la compassione solitamente provata nei confronti dei videogiocatori ancora fanciulli, ha raggiunto picchi vertiginosi, del tipo che: “se non sai cos’era il Game & Watch, allora è inutile anche parlarne!“.

La mia collezione comprendeva, oltre al già citato Zelda, solo Altered Beast, After Burner, Bomb Sweeper, Car Racing e un non meglio precisato Tennis; ma in quegli anni spensierati ho scambiato, comprato, venduto, rubato e giocato decine di altri handheld, tra cui l’inarrivabile Donkey Kong Jr, che rimpiango fortemente di essermi fatto scappare di mano per un nonnulla. Lungi dal voler essere semplicemente un amarcord, l’aver rimesso le mani su un videogame portatile vecchia scuola mi ha dimostrato, in maniera lampante, quanto l’evoluzione del settore sia principalmente passata attraverso la riscrittura completa del gameplay sottostante. Quello schermo a cristalli liquidi su cui si muovevano immobili porzioni di nero, intelligenti tanto quanto i numeri di un qualsiasi orologio al quarzo della Casio, erano capaci di assorbirmi per ore. Nessuno storyline, nessun motion capture, nessun motore 3D o fondale prerenderizzato. Niente di niente. Solo batterie alcaline e concentrazione totale. Si imparava la sequenza a memoria e ci si tuffava in una combo unica e arrestabile solo da un Game Over che non lasciava spazio a nessun tipo di Continue. Il riuscire a superare i punteggi degli altri o il dover attendere il proprio turno di gioco erano eventi che suscitavano emozioni uniche, difficilmente esplicitabili a qualcuno da sempre abituato a godere del multiplayer seduto comodamente (e in solitaria) a casa propria. Al contrario, in un mondo come quello di oggi, dove non ci sono più le mezze stagioni e in cui si stava meglio quando si stava peggio, si fatica addirittura a credere che gli amici dubitassero che, in loro assenza, io riuscissi sempre a battere il loro record personale. Capisco che la mia mania di togliere le pile dai congegni elettronici dopo ogni utilizzo fosse una cosa un po’ atipica, ma il fatto che la classifica con i migliori risultati venisse immancabilmente cancellata da questa operazione è una faccenda che, onestamente, ritengo non mi si potesse imputare!

25 comments on “Cristalli liquidi

  1. Complimenti per avere ancora nella tua collezione personale dei Game & Watch.
    Anch’io ho perso per strana il fantastico doppioschermo arancione acido di Nintendo, compagno di infinite ore di gioco.

    Mi ero invece completamente dimenticato dei Tiger, segno che nella mia gerarchia mentale sono collocati ben al di sotto dei gioielli nipponici dell’epoca.

    Credo che se avessi la possibilità di rigiocarne uno mi tremerebbero le mani.

  2. Ho avuto un solo Casio, il GiG Tiger di Talespin. Era hardcore, in un crescendo di difficolta’ che nemmeno la Vita.
    Che bei ricordi! Mi ricordo pero’, dall’altro lato della barricata, che alle elementari io me ne stavo in un angolo col mio NES impolverato, ancora appassionato a CdZ, TF e LEGO, mentre i miei compagni si scannavano per l’ultimo GIG Tiger. Chi aveva il piu’ bello si fregava tutte le merendine.
    Bei tempi. Se domani dovessero inventare la macchina del tempo, scorticherei vivo l’inventore. Oppure lo tessererei a cojOMI, devo decidere.

  3. Si parla dei Game & Watch… bello!! 🙂

    Beh, che dire? Per noi “vecchietti” hanno davvero significato tanto.
    Anche io avevo il Donkey Kong arancione e ricordo che ne abusai davvero tantissimo, in particolare ricordo partite su partite nella trasferta in pullman in un viaggio con la scuola (credo fossi alle medie).

    Avevo anche uno stupedo Casio (http://www.handheldmuseum.com/Casio/Turbo.htm).

    Dopo più di venti anni che non toccavo un Game & Watch pochi mesi fa mi sono convinto a prenderne uno su eBay… non fatelo!! 😀

    Ora sono un (piccolo 😉 collezionista: In 3 mesi circa ci ho speso di più di quanto avrei fatto se mi fossi comprato la PS3 al lancio.

    Penso di essere (quasi) guarito ed è un po’ che non ne sto “guardando” più…
    Inutile dire che vado incredibilmente fiero dei miei 11 Game & Watch, soprattutto dei miei due pezzi più rari; un Crystal Screen ed un Panorama Screen.

    Posso postare qualche link a delle foto della mia collezione se a qualcuno può interessare.

  4. Jethro% wrote:

    Posso postare qualche link a delle foto della mia collezione se a qualcuno può interessare.

    Posta posta! In alto c’è il link per il forum. Registrati e apri un bel topic. A me interessa!

  5. Anche io ne feci un discreto utilizzo ai tempi che furono, nonostante non fossi decisamente un fan dei gameplay ripetitivi e veramente poco permissivi e del solo scopo di fare il top score.
    Partii con dei game & watch di cui sinceramente non saprei ricordare il nome (in uno si doveva impedire a delle api di toccare terra) ereditato da mio fratello, ed qualche tempo dopo mi fu fatto dono di un donkey kong poi sfortunata vittima della simpatia che solo i bambini delle elementari possono dimostrare (ed anche uno schermo a cristalli liquidi rotto, causa calci volontari, fa la sua tristezza). Avevo anche un flipper molto carino dello stesso formato di donkey kong (doppio schermo, la nintendo già anticipava i tempi).
    Tra gli amici forse il più diffuso era afterburner ma ricordo anche abbastanza distintamente un gig tiger di Flash niente male.
    Mi associo a chi i lego li abbandonò in età avanzata.

  6. @RIkkomblog: Articolo? Ehm… magari posto qualche considerazione veloce e le foto. Sono pigro! 🙂
    @Roberto “il Cinese” Turrini: Non te la predere ma, per tempo, riesco a stento a seguirne uno di forum e nemmeno troppo frequentato; pochi ma buoni… oserei dire 🙂 magari posto un paio di link a discussioni nelle quali ho parlato dei miei G&W così ci fate un salto anche voi.

    Il primo G&W che ho comprato (parlo di questa era geologica) è stato il New Wide Screen – Super Mario Bros. che, confesso, non conoscevo. La primissima cosa da dire è che la “triade” Super Mario Bros., Climber, e Balloon Fight (quest’ultimo mai provato personalmente) sono da un certo punto di vista molto più evoluti degli altri; questo perché il gameplay non è “costretto” in un’unica ambientazione fissa ma è di tipo “a scorrimento”.
    Ne parlo (un pochino) in questi due post:
    http://retrogamer.forumfree.it/?t=6616685&st=2100#entry384644400
    http://retrogamer.forumfree.it/?t=6616685&st=2115#entry388415579
    Nel secondo post ci sono anche due video realizzati da me che ne mostrano il gameplay, se posso permettermi un consiglio: NON VE LI PERDETE!! 🙂

    A parte questi, personalmente, apprezzo parecchio il tipo di G&W con giocabilità “derivata” da Parachute come Oil Panic (un classico), Safebuster e Lifeboat (vera evoluzione del citato Parachute).

    Altri che mi piacciono molto sono Mario’s Cement Factory (gameplay “ingegnoso”), Donkey Kong (il doppio schermo arancione) e il Donkey Kong Jr. Panorama (uguale alla versione Tabletop ma diverso -migliore- di quella New Wide Screen).

    Ora le foto.

    La mia collezione in versione “work in progress” ossia non comprensiva di tutti i G&W che possiedo ora:
    http://img121.imageshack.us/img121/4346/gamewatche.jpg

    Quello che ho aggiunto successivamente:
    http://www.imagebam.com/gallery/6b49b55e1f0de19d4a4c39140917cf0e/

    La galleria fotografica del Panorama Screen:
    http://www.imagebam.com/gallery/11cd5d4809ac5b842e114e3300d1c1f5/

    La galleria fotografica del Crystal Screen:
    http://www.imagebam.com/gallery/85cbb207b36f4ccd8d11859c82172b23/
    (boxato e in queste condizioni costa più di una PSP)

  7. MIK0 wrote:

    (ed anche uno schermo a cristalli liquidi rotto, causa calci volontari, fa la sua tristezza).

    Vacca marcia! Sarebbero di ribeccare adesso, quei bambini lì… in effetti, facebook, in questo, può aiutare…

  8. Hah! Li chiamavamo scacciapensieri.

    All’epoca avevo alcuni Casio, poi un paio di G&W e infine i GiG Tiger. Dei Casio non ricordo i nomi e di G&W ne giocai diversi (mio cugino ne ha tanti), i miei preferiti comunque rimangono FIRE e Snoopy Tennis. Di GiG Tiger avevo Robocop2 , Sonic, Back to the future 3 e qualcun altro che non ricordo più. Bei tempi, poi scoprii il Gameboy e nulla fu più lo stesso.

  9. @ Giuseppe Puglisi – “Joe Slap”:

    Sì. Il Gameboy cambiò tutto. Io, all’epoca, cercando di inseguire il Lynx, mi accontentai del Game Gear… che errore clamoroso. Ero l’unico della classe… Tutti avevano il GameBoy. Che sfigato. Un paio d’anni fa ho rimediato, con una versione boxata e perfetta a 49 euro su ebay. Alla faccia loro!

  10. Roberto “Il Cinese” Turrini wrote:

    @ Giuseppe Puglisi – “Joe Slap”:
    Sì. Il Gameboy cambiò tutto. Io, all’epoca, cercando di inseguire il Lynx, mi accontentai del Game Gear… che errore clamoroso. Ero l’unico della classe… Tutti avevano il GameBoy. Che sfigato. Un paio d’anni fa ho rimediato, con una versione boxata e perfetta a 49 euro su ebay. Alla faccia loro!

    Idem, anch’io ero l’unico della classe, e non solo, ad avere quel coloratissimo, fottutamente costosissimo e voracissimo Game Gear col tizio di Beverly Hills che SE LO METTEVA IN TASCA nella pubblicita’, lol

  11. Roberto “il Cinese” Turrini wrote:

    @ Joe Slap:
    Avevo anche il TV Tuner! ;P

    Io invece non l’avevo: ce l’ho. E’ a Sofia in uno scatolone con Sonic e Opa-Opa Jr, ma ce l’ho ancora.
    Dopo quasi vent’anni, soltanto il mono e’ partito, con le cuffie ancora si sente l’audio.
    Pensare che avevo paura che mi venissero a chiedere il canone Rai… 😀
    JS, hai ragione: 300000 lire per il GG e 300000 lire per il TV Tuner erano, e sono, tantissimi soldi. Ma, come tutti sappiamo, tra i gesti d’amore paterno e i videogiochi in genere i secondi sono piu’ marketizzabili.

  12. @ RIkkomblog:

    ‘azzo… ma costava così tanto? Io ho ancora tutto, compreso i box… E funziona tutto perfettamente. Ovviamente, con la storia del digitale terrestre il tv tuner me lo posso ficcare nel bip.

  13. I Game Gear soffrono tutti del problema dell’altoparlante, passando gli anni e non utilizzandolo si sente sempre più piano fino a quando diventa muto, purtroppo.

  14. Joe Slap wrote:

    b

    Ah, ecco. Beh, dopo 20 anni comunque per lamentarmene o sono un retrogamer hardcore, o sono uno stronzo. Secondo me e’ la seconda.

  15. Sei pile era da matti totali, per una durata si e no di 4/5 ore al massimo. Fortuna che era compatibile con l’alimentatore del Master System (se lo si possedeva).

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