Outcast Magazine #2

In questa nuova puntata di Outcast magazine si parla dell’inedito Heavy Rain e di un gioco pieno di nani che si incaprettano a piacere e sputano addosso al giocatore se ne hanno voglia. In un turbinio di biscotti trangugiati in diretta e beep lunghi un minuto, i nostri eroi arrivano stremati al finale pieno di spoiler, ma non prima di averci fatto ascoltare un neopadre che confessa il suo odio per i bambini. L’ascolto è consigliato ai cuori deboli, così vi togliete definitivamente dalle palle.
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Niente, alla fine anche con la nuova formula gli episodi ci vengono lunghi lo stesso. È più forte di noi. Outcast Magazine numero due, con meno Vater e più musica.

Il sito (su cui ci potete ascoltare in streaming e trovare tante informazioni INTERESSANTISSIME), sta qua.

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L’MP3 dell’episodio si scarica qua.

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Slage: le prime immagini ufficiali!

Ecco le prime immagini ufficiali di Slage, l’action RPG cooperativo di Ankama che sposa la filosofia action-RPG ultra-violenta di Diablo e l’universo di Dofus. Quattro avventurieri (che potranno scegliere tra le 12 classi di Dofus) si troveranno intrappolati nelle prigioni dei Demoni delle Ore e potranno uscirne solo vendendo cara la loro pelle sconfiggendo i guardiani e disattivando le trappole preparate per loro.

Il problema è che i Demoni si nutrono della violenza e della rabbia degli avventurieri e, quando ne avranno accumulata abbastanza, saranno pronti a sferrare un attacco al Mondo dei Dodici…

Slage sarà il primo gioco interamente in 3D con azione in tempo reale sviluppato da Ankama.

[Dofus] Frigost: il trailer

Finalmente Frigost inzia a svelarsi!

Ecco a voi in anteprima il trailer italiano di Frigost, la nuova espansione di Dofus!

Un dev-blog sull’espansione illustra il piano di massima di Ankama per l’add-on, i cui contenuti saranno veicolati su base episodica, con la possibilità che nuovi episodi influiscano su quelli già disponibili.

Videos ankama.com INTER – Trailer Frigost (IT)

Dead Space [seconda opinione]

È imminente l’uscita del secondo capitolo e vi confesso di non avere nessuna aspettativa nei suoi confronti. Alle dichiarazioni fatte circa la natura più action del titolo, per andare incontro alle diverse esigenze (leggasi: alle minori esigenze) del grande pubblico, io rispondo con una bella scarica di fermentazione batterica intestinale. Al diavolo! Dead Space era un gioco dignitoso e sufficientemente originale da rappresentare, per il mio orizzonte videoludico, una vera e propria boccata d’aria. In barba al seguito, voglio proporvi una recensione vecchia maniera che tiene a bada gli istinti e si concentra sugli aspetti meno legati alle impressioni personali. È stata scritta un anno fa per un amico… non l’ha mai utilizzata e quindi mi permetto di postarla qui, nella speranza che non si offenda! Ricordo a tutti che potete trovare una review redatta dal nostro Ronove, pubblicata tempo fa.

“Mai epidemia era stata più fatale, o più spaventosa.  Il sangue era la sua manifestazione e il suo suggello, il rosso e l’orrore del sangue. E l’oscurità, la decomposizione e la Morte Rossa regnarono indisturbate su tutto.– E. A. Poe, “La maschera della morte rossa“, maggio 1842.

Se E. A. Poe fosse stato nostro contemporaneo, trascorrerebbe il suo tempo libero citando per plagio tutti gli sceneggiatori di survival horror che, da Alone in the Dark, hanno imbrattato i nostri monitor del sangue di mob putrescenti e ossessionati dal nostro essere ancora vivi. La storia insegna che Poe morì nel 1849 e lo studio californiano Redwood Shore di EA, sviluppatore di Dead Space, deve aver concluso che per inscenare un third-person shooter dall’atmosfera fanta-horror degna del primo Alien, di anni ne dovevano essere passati a sufficienza. Ucronie a parte, Dead Space è ambientato in un futuro ancora lontano, dove l’esplorazione spaziale sembra essersi focalizzata sulla colonizzazione di pianeti utili alla raccolta di materie prime. Come la “nave stellare di classe M” del film di Ridley Scott, la Usg Ishimura (a bordo della quale saremo chiamati a salvarci la pelle) ha il compito di estrarre minerali dal pianeta Aegis 7. Qualcosa, però, sfugge al controllo dell’equipaggio e i contatti radio tra la nave ed il resto dell’umanità vengono interrotti. Il compito di ripristinarli viene affidato ad una squadra composta dall’ufficiale della sicurezza Hammond, dalla dottoressa Kendra e dal nostro alterego, l’ingegnere minerario Isaac Clark. Il difficile atterraggio della navicella di soccorso è solo il preludio agli orrori che il nostro protagonista dovrà affrontare una volta salito a bordo della Ishimura, dove una minaccia ignota ha trasformato i membri dell’equipaggio in mostri aberranti dai quali, fin dalle prime battute, impareremo a scappare se prima non ne avremo smembrato i numerosi arti.

La trama, pur non brillando per originalità, spinge il giocatore a perseguire gli obiettivi proposti dai dodici livelli di cui è composto Dead Space e ci porterà a scoprire cosa sia realmente accaduto sulla stazione mineraria. Se la dozzina di ore necessaria a terminare il gioco (a livello medio) è sintomo di una longevità non eccessiva, a compensarla ci pensa un gameplay particolarmente ispirato, capace di immergerci in un’azione che non risulta mai frenetica e che permette di assaporare lentamente la tensione di cui il titolo è pregno. Anche il level design, caratterizzato dall’alternarsi di corridoi angusti e spazi aperti dove l’assenza di luce, la mancanza di gravità e ossigeno accrescono l’angoscia generata dalla spesso improvvisa (e letale) comparsa dei nemici, riesce nel compito di tenere vivo l’interesse del giocatore.

La fluidità delle animazioni e la pulizia dello stile grafico adottato denotano una particolare attenzione al dettaglio. La cura posta dagli sviluppatori nel creare un ambiente di gioco coerente si riflette anche sulla tipologia di armi messe a nostra disposizione: i classici fucili militari sono stati sostituiti da gingilli più originali, come pistole a campo di forza o seghe dalle lame rotanti. Isaac sarà inoltre dotato di tecnologie che gli permetteranno di interagire con l’ambiente che lo circonda. Energia cinetica e stasi diverranno presto sue alleate, rendendolo capace di spostare o rallentare oggetti e nemici che gli si pareranno davanti. Il comparto audio, pur senza eccellere, è ben orchestrato ed amplifica il senso di solitudine e disagio che caratterizza l’atmosfera della Ishimura. Peccato per la presenza di Dario Argento nella localizzazione italiana, il cui doppiaggio risulta posticcio e poco professionale.

Le scelte prese in fase di sviluppo hanno fatto di Dead Space un titolo senza sbavature che sa come (e quando) spaventare il giocatore. Il suo vero difetto risiede nella ripetitività dei nemici che dovremo affrontare, per abbattere i quali si imparerà presto la strategia vincente da adottare. Ma se state cercando un titolo che sappia creare la suspance necessaria a tenervi incollati al monitor, potete stare tranquilli. Lo avete trovato.

Cos’altro aggiungere? Niente. Solo del gran rammarico. Mi sarei fiondato su una copia del seguito al day one, pur di riprovare immediatamente la claustrofobia delle meccaniche sperimentate sulla Ishimura. Giuro. Al day one. Ma con la prospettiva di un titolo casual oriented, dovrò ripiegare sulla solita copia usata e di terza mano… che schifo!