[Gli ani in faccia] Il remake di Final Fantasy VII? Beh, basta aspettare 40 anni e lo avremo.

Al lancio koreano di Final Fantasy XIII, durante una tavola rotonda, ma senza cavalieri, Yoshinori Kitase, il producer del tredicesimo capitolo, ha tolto ogni dubbio sulla possibilità di realizzare un remake di Final Fantasy VII. Perché?

Con sprezzo del ridicolo ha dichiarato:

We’ve gotten this question a lot from many countries (laughs). To make FFXIII at this level of quality, it took us 3 to 4 years. If we were to make FFVII in the same style of FFXIII, it would take 10 times as long, so it would be difficult to take it up immediately. However, we always keep in mind how often this is requested.”
(Trad. Questa domanda ci è stata posta in varie nazioni (risate). Per realizzare FFXIII con il livello qualitativo attuale abbiamo impiegato dai 3 ai 4 anni. Se volessimo realizzare FFVIII con lo stesso stile di FFXIII, ci vorrebbe un tempo 10 volte maggiore, quindi sarebbe difficile farlo nell’immediato. Comunque terremo a mente quante volte ci è stato richiesto).

In effetti si tratta di una notizia autocommentante che mette in risalto la crisi produttiva del mercato giapponese e, di convesso, dice anche che la qualità media di un titolo come FFXIII è dieci volte inferiore a quella del settimo capitolo, almeno a livello di complessità generale (ecco perché lo hanno fatto così lineare)

Oltre a questo apprendiamo anche che alcuni figuri dell’industria giapponese vivono completamente fuori dal mondo e non hanno la più pallida idea di quello che dicono, anche perché pochi mesi fa la Square aveva dichiarato che per realizzare siffatto remake ci sarebbero voluti almeno quattordici anni.

Insomma, si sparano numeri a caso non si capisce bene per quale ragione (questa storia ricorda un pò l’eterno 90% di Gran Turismo 5). Basterebbe dire che il remake non è in programma per motivi produttivi, senza stare lì a tirare fuori cifre dal cilindro, e non si diverrebbe oggetto dell’ilarità generale.

Quarant’anni… ma lo sanno questi tizi quante cose si possono fare in quarant’anni? Sperando che un Chocobo se li mangi prima che dicano altre siffatte minchiate, noi gli assegniamo un meritatissimo Ano in faccia.

Fonte: Andriasang

12 comments on “[Gli ani in faccia] Il remake di Final Fantasy VII? Beh, basta aspettare 40 anni e lo avremo.

  1. RIcordiamoci che in FFXIII lo hanno fatto due volte, però (la versione PS2 era all’80% quando si è deciso di farne un’altro diverso e sperimentale per PS3). Questo la stampa americana di solito lo omette per ribadire quanto il giappone sia in crisi (però loro vendono) e pimpare le aziende locali (che non vendono abbastanza, nonostante gli sforzi, tranne poche eccezioni).

  2. Tanto per precisare: The Witcher ha richiesto 7 anni (2 come indie e cinque come azienda), Dragon Age 6 anni, Mass Effect (quello bello e sperimentale davvero) 4. Dov’è la differenza rispetto a FF XIII, tranne che FF XIII è un gioco tutto sommato mediocre? Se scaliamo uno degli esempi qui sopra, ad esempio Mass Effect, e lo dilatiamo al numero di locazioni, situazioni, meccaniche, personaggi e storia di FFVII (rivisti in chiave moderna, con doppiaggio e cutscene cinematiche ogni 4 secondi), credo che 12-16 anni siano plausibili, sempre che abbia senso fare stime lineari. Il risultato finale probabilmente invece di durare 40 ore ne durerebbe il tripolo, secondo me.

  3. Infatti non lo fanno o fanno una cosa diversa. Il mio intervento era per far notare che non è che l’industria giapponese è in crisi, è che fanno prodotti che ormai sono improponibili a priori da produrre a meno di una sonora svolta tecnologica. Nel mentre ci teniamo Mass Effect con 4 nemici, cinque diversi tipi di NPC a cui cambiano una skin, poche texture e locazioni tutte uguali. Per i giochi con centinaia di modelli diversi, continenti multipli e locazioni che non si fanno copiando ed incollando con i toolset quattro props sempre uguali ci sarà di nuovo tempo in futuro, oppure si torna al 2D.

  4. Infatti ci hanno messo un paio d’anni, facendolo diventare Blake Stone HD. A quanto pare il terzo ne richiederà soltanto uno, per allinearlo allo standard EA. Non oso pensare cosa abbiano in mente!Magari sarà la vera svolta della serie, vedremo. Certo che se pensiamo che cinque ore di Gears of War si producono in tre-quattro anni di lavoro, non lo so mica quale industria sia più in crisi! E si capisce pure perché sempre più aziende sprecano quel tempo a fare un MMOG.

  5. i videogiochi hanno subito la stessa sorte dell’economia… si credeva possibile la crescita tecnologica illimitata e invece il rischio è che salti tutto per l’aria perché un gioco sbagliato rischia di farti fallire.

  6. Il problema è che le tecnologie di sviluppo e di produzione degli asset sono sostanzialmente le stesse di dieci anni fa. Basta vedere l’editor di Source per capire cosa non va nell’industria dei VG.

  7. Dovrebbero inventare un sistema basato su attori e location, come al cinema.

  8. Non è un concetto nuovo, certi giochi usano le locazioni come dei set. Pensa a Zelda, Metroid Prime o Okami. Per non parlare di System Shock 2 o Deus Ex. Riciclando relativamente poche locazioni e cambiando le situazioni che ci si svolgono dentro questi giochi fanno una porca figura anche se poi l’utente non fa altro che fare avanti e indietro tra le varie stanze… Anche le avventure grafiche di Telltale sono un buon esempio di un riciclo fatto bene. Ne avevo già parlato ma dal punto di vista psicologico “vivere” con un personaggio in una locazione è una cosa ben diversa dall’attraversarla come se fosse un livello.

  9. Intendevo proprio aziende specializzate nella realizzazione e nella trasformazione di personaggi (che diverrebbero degli attori virtuali a tutti gli effetti) e location per adattarle ai diversi giochi, in modo da venderle a prezzi concorrenziali a chiunque ne abbia bisogno. come degli asset, ma più caratterizzati.

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