Outcast Magazine Episodio 3

Uno scarica il Podcast per sentire la rubrica Puffetti Rosa e invece ci trova Il Toso. Ma vi sembra giusto? Per indignarvi come lo sono io, non vi resta che scaricare il podcast.
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Per chi non ha apprezzato il delirio dell’ultimo Chiacchiere Borderline, magari questo Outcast Magazine 3 sarà più godibile. O magari no, vai a sapere. Comunque, nuovo appuntamento con le nostre rubriche, ma tutto al maschile per questioni contingenti.

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Natal viene ribattezzato Kinect e finalmente mostra a tutti… la sua natura da Wii

Eddai su che lo sapevamo… gli unici idioti che hanno favoleggiato sulle “possibilità interattive” di Project Natal, ribattezzato Kinect per chiarire al mondo la sua vera natura di anti-Wii, eravamo noi videogiocatori da forum. Bastava un piccolo sforzo immaginativo per capire a cosa stava puntando la Microsoft: fare concorrenza al Wii creando una periferica che permettesse di importare su Xbox 360 i generi nati con l’ultima console da salotto di Nintendo. Quel cretino di Milo andava letto come un Nintendogs evoluto e più faticoso da gestire, mentre la promessa integrazione in Fable III solo come fumo negli occhi. L’obiettivo erano i giochi di fitness e i party games da far consumare alle famiglie da divano a tre o cinque posti, nonni inclusi. Stop. I primi filmati (presi da IGN) e i titoli annunciati per il lancio tolgono ogni dubbio:

Kinectimals – addestrate e giocate con 20 diversi tipi di felini, inclusi gatti, leoni, leopardi e tigri.

Joyride – un gioco di corse con cui si usano le mani per girare un volante immaginario e si usa il corvo per eseguire le evoluzioni.

Kinect Sports – la versione Xbox di Wii Sports con sei discipline, incluse boxe, bowling, beach volley, corsa, calcio e ping pong.

Kinect Adventures – altra raccolta di discipline più o meno sportive, tutte ispirate al mondo degli sport estremi.

Dance Central – potevamo mancare il gioco di ballo? Certo che no.

Qualcuno nutre ancora qualche speranza?

Game Over: again?

Non ci voleva. Ma soprattutto pensavo che non mi sarebbe ricapitato così scioccamente! Ero convinto che prima di trovare un gioco in cui il “morire” rappresentasse uno stimolo al ripetere la stessa sessione, cercando di impegnarsi di più, fosse una possibilità legata esclusivamente alle reminiscenze di un passato privo del tasto F5. Ovvio che, questa osservazione, abbia senso solo ed esclusivamente per ciò che riguarda la mia esperienza videoludica, ché di giocatori seri ce ne sono in giro ancora tanti. Io, invece, mi sono impigrito parecchio, negli ultimi anni. Nonostante ciò, Resident Evil 5 è stato un piacevole scossone alla mia sempre più monotona attività di player. Sto giocando a livello normale… eppure qualche scappellotto ho avuto modo di prenderlo! Oddio, niente che non stia imparando ad evitare, ma la prima missione, quella in cui dovevo fuggire dal boia incappucciato, mi ha dato del filo da torcere.

Non ero più abituato, infatti, a relazionarmi con una scarsità endemica di munizioni e medikit! No davvero! Il morire quattro o cinque volte consecutive è stato quasi come fare una doccia fresca, dopo una nottata di caldo afoso. Inoltre, il mio solito iniziare titoli pubblicati molto tempo prima, mi ha permesso di viverlo senza grandi pregiudizi o aspettative, tanto da rendere la sorpresa ancor più significativa. Questa tipo di sensazione, provata da chiunque sperimenti un qualcosa senza averne letto o visto nulla in precedenza, mi ha dato modo di scoprire un titolo dalle impostazioni tutto sommato vecchie, poco diverse da quello del precedente gioco per Game Cube, un gameplay che sa di Dual Shock 1.0 e un animo ambiziosamente hardcore. Eppure, forse perché così dannatamente ancorato ad un qualcosa di passato, il gioco della Capcom è riuscito a infondermi quel brivido che, altri software sviluppati più di recente, non erano riusciti a trasmettermi.  Nulla di particolarmente eclatante, a dir la verità, ma comunque leggermente più stuzzicante della solita e mediamente insipida minestra. Bisognerebbe, a questo punto, iniziare una piccola digressione sul rapporto tra il concetto di divertimento e quello di difficoltà, così da articolare una riflessione avente come tema il giusto equilibrio tra le due parti. Si potrebbe cominciare con domande del tipo: “Qual è la differenza tra la goduria provata nel riuscire a sopravvivere, con una sola manciata di proiettili, ad un’ondata interminabile di zombie e quella legata allo scaricare un caricatore via l’altro in faccia ai nazisti, fino al raggiungimento del successivo checkpoint?”, e proseguire con: “Eseguire una combinazione perfetta di salti tra piattaforme, può essere paragonabile al pigiare correttamente i tasti di una sequenza QTE in stile Heavy Rain?. Però ho mal di testa e non me la sento. Tanto vale andare nel menù delle opzioni e abbassare al minimo il livello di difficoltà, chè ormai ho perso l’abitudine e la voglia di perdere tempo dietro al Game Over.

Che la colpa di questo mio tedio sia imputabile, per parafrasare Montaigne, all’ingombranza dell’abbondanza?

The Sims Machinima Film Festival

Mercoledì 9 giugno, nella cornice offerta dall’intimità del cinema Apollo di Milano, si è svolta la prima edizione italiana del The Sims Machinima Film Festival, un evento dedicato ai filmati realizzati attraverso il videogioco The Sims, un titolo di Electronic Arts che non ha bisogno di alcuna presentazione. Per partecipare alla manifestazione, organizzata in concomitanza con il decimo anniversario dalla pubblicazione del primo capitolo della serie, è stato chiesto agli utenti del gioco di realizzare dei cortometraggi animati che raccontassero una storia originale e pensata per l’occasione. Una giuria composta da esperti (più o meno noti) del settore, si è poi occupata di selezionare, tra tutti i filmati pervenuti, quelli confezionati con maggior cura e attenzione.

Nel corso della serata, che ha visto intervenire anche ospiti illustri come Marco Brogi, General Manager per la sede italiana di EA e William Lessard, organizzatore dell’originale New York Machinima Film Festival, sono stati presentati i dieci cortometraggi finalisti. Durante la proiezione, avvenuta senza particolari interruzioni, il pubblico in sala ha accolto con uno scrosciare di applausi quello che, solo successivamente, sarebbe stato proclamato come vincitore del festival. La qualità di Someone to Kill, infatti, ha permesso al lavoro di Luca Prudente (nella foto) di distinguersi dalle altre produzioni presentate, per quanto anche queste potessero vantare un livello di realizzazione più che discreto. La storia, vista la trama e la brevità dell’esperienza, non possiamo raccontarvela, anche perché rovineremmo la visione a tutti gli interessati. Il mio consiglio è quello di fiondarvi qua sotto e cliccare su play: non ve ne pentirete!

https://www.youtube.com/watch?v=ILvgW6TIA6M

Aspettando l’E3

L’E3 di quest’anno torna a rappresentare un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati videoludici come noi. Dopo diversi anni in cui si è provato a trasformare la fiera losangelina (che per un anno ha pure cambiato location, con amari risultati) in qualcosa che non le appartiene nel DNA, ovvero un evento immerso nella castità, luci soffuse e musica da sala, si torna alle origini che le appartengono: caos, luci, frastuono, gnocche e videogiochi, tanti videogiochi. I nomi che presenzieranno l’E3 sono tanti e altisonanti,  i nostri polpastrelli cominciano già a sudare, fantasticando sui nuovi annunci software e hardware.

Sono curioso di sapere cosa presenterà Valve che ci ha maltrattati alquanto negli ultimi anni sul fronte Half Life, un pezzo di storia che ha saputo rivoluzionare un genere attivissimo come quello degli FPS. Si rumoreggia addirittura di un possibile annuncio combo Source2/Half Life 3. A me piace sognare e a voi? Ho visto un po’ di gameplay di Crysis 2 e un teaser del trailer che verrà mostrato in fiera; il precedente mi lasciò un po’ così, tecnologicamente spaccamascella ma dal gameplay condizionato dai poteri della tuta fin troppo sgravati. Da quanto ho visto, quest’ultima è rimasta e sarà anche possibile combinare i vecchi poteri per ottenere altre abilità, il tutto in un contesto urbano (il che non mi dispiace). Tecnicamente non mi è sembrato così impressionante, forse per via delle risorse impiegate per svilupparlo anche su console? E che diciamo del nuovo XCOM? Un nome storicamente così importante che probabilmente verrà nuovamente rovinato da un titolo che ammicca al giocatore moderno -con la g minuscola- che di sparare non puo’ fare a meno. E’ sicuramente una scommessa ad alto rischio.

Sul fronte PC, da buon adventure gamer quale sono non posso che attendere una data realmente definitiva per il rilascio di Gray Matter, gioco che segna il ritorno dell’amatissima Jane Jensen (autrice dell’intera saga di Gabriel Knight) e che ha subito non pochi ritardi. Bethesda si presenta con dei pezzi da 90 come Brink e RAGE, entrambi di mio speciale interesse, soprattutto quest’ultimo (essendo un iD fag). Brink sembra voler portare l’FPS multiplayer un passettino avanti, cercando di migliorare l’esperienza di gioco di squadra offrendo laute ricompense a chi contribuisce agli obiettivi del team, spingendolo sempre a collaborare come si deve in titoli di questo tipo. Con Quake Wars fecero un discreto lavoro e spero che grazie a Brink arrivi la consacrazione per gli Splash Damage. Cosa dire su RAGE? E’ vero, forse arriva un po’ in ritardo presentando quel tipo di ambientazione (che comunque conosciamo già da un paio di anni) ma a me piace da matti e il connubio FPS/Racing mi ingrifa alquanto, purché ques’ultima componente non prenda il sopravvento sullo sparacchiare a piedi a tutto ciò che si muove.

CliffyB ha di recente dichiarato, che secondo lui, tecnicamente gli sviluppatori nipponici sono indietro rispetto a quelli occidentali; anche se mi trova sostanzialmente d’accordo (per quel che si è visto in questa generazione) non posso che compiacermi nei confronti dell’ultimo trailer di Vanquish (di Shinji Mikami) che sembra un Gears of War sotto steroidi, più veloce, dinamico, caotico e tecnicamente assolutamente rilevante (da ciò che si vede nei video) e poi c’è qualcosa che mi ricorda un po’ i lavori del buon Kojima. Cliffy dal suo canto al di là dello scontato Gears of War 3 ci proporrà Bulletstorm, un FPS pirotecnico dal character design piatto ma dal gameplay interessante per chi ama inanellare combo spettacolari quasi da picchiaduro. Lo reputo un titolo senza particolari pretese, appoggiato (ma non sviluppato) da un nome altisonante come Epic Games. Magari saprà conquistarmi.

Passando all’hardware, c’è molta curiosità e attesa per il 3DS. Non sono un amante del 3D (seppur posseggo un Virtual Boy giapponese), ma tanta è la voglia di vedere Nintendo impegnarsi in qualcosa di nuovo data la puzza di vecchio che emanano le sue attuali console domestiche e portatili. Sarà potente quanto un Gamecube? Sarà macchinoso come quel catorcio del Virtual Boy? Curerà la miopia? Questi sono tanti dei quesiti che molti appassionati si pongono da diversi giorni e tutti, come sempre, staremo a vedere pendendo dalle labbra del duo Fils-Aime/Iwata (sperando che la Dunaway non spunti nuovamente sul palco). Continuando a parlare di Nintendo, tutti si aspettano la presentazione del nuovo Zelda, nato e pensato attorno al Wii e alle sue peculiari caratteristiche di controllo; difficile che Nintendo sbagli uno Zelda (su NES ne è uscito uno solo, no?! E il CD-I non è mai esistito) ma la domanda nasce spontanea: sarà qualcosa di realmente nuovo? O il solito (ormai) scontato adventure game con il pedissequo iter spadina, boomerang, arco, bombette e così via? Speriamo sia un reboot di quelli tosti, ma ne dubito. C’è ancora qualcuno  convinto di assistere all’annuncio di un Wii HD tanto millantato in passato da quel vecchio pazzo di Pachter ma io dissento,  sicuramente scopriremo come verrà impiegato il Vitality Sensor!

Microsoft e Sony dovranno (ri)puntare i riflettori sulle loro nuove proposte casual con la conferma di date, costi e nomi definitivi di Natal e Move con un sacco di fuffa (probabilmente ridmensionata, nel caso di Natal) assortita in movimento. Il carnevale dei microcefali è alle porte e dobbiamo esserne tutti coscienti (basti guarda qualche video uscito su youtube di recente) ricordando chi faceva commenti sarcastici verso la proposta di Nintendo di qualche anno fa per poi piegarsi scendendo allo stesso livello. Si prevedono anche la presentazione della Xbox360 Slim (sarebbe anche ora) e la tanto rumoreggiata PSP 2, forse provvista di touch screen. Voi ci credete? Penso che Sony stia osservando Apple, forse anche più di Nintendo, per progettare una console multifunzione che sia appetibile anche ai non-giocatori.

Occasioni come queste mi spingono anche a fantasticare. Qual’è il vostro sogno? E cosa vi spaventa?

Come ogni anno sogno l’annuncio di una nuova console domestica di SEGA con allegato Shenmue 3 ma allo stesso tempo ho il terrore che sistemi come Gaikai ricompaiano per questo E3 in versione finale e perfettamente funzionanti.

Potrei stare qui a sproloquiare per centinaia di righe ma eviterò, invitandovi tutti a seguire e commentare insieme le novità di questo E3 sul nostro forum. Iscrivetevi se non lo avete già fatto!