Sognando PSP2

Dopo aver assistito all’ennesima discussione tra amici riguardante l’apparentemente inevitabile morte della PSP, mi sono reso conto di essere rimasto uno dei pochi a sostenere che la console portatile di Sony, se opportunamente modificata, avrebbe ancora qualche chance di sopravvivere. A mio avviso, infatti, è possibile ipotizzare una PSP2 capace di conquistarsi un posto d’onore tra il 3DS e l’iPhone. Quest’ultimo, per quanto lontanissimo dall’idea di handled che ho maturato sino ad oggi, si sta imponendo sia per la quantità di software prodotta che per quella dei quattrini movimentati e, nonostante io lo schifi fortemente, non posso evitare di prendere atto del suo successo e considerarlo come uno dei rivali sul mercato. Ora: volendo giocare al gioco del console designer e fingere di aver assunto l’incarico di ripensare ciascun aspetto riguardante la piccola portatile di Sony, quali modifiche apporterei?

1 – SOFTWARE

Per prima cosa dovrei individuare quegli aspetti che mi hanno impedito di sfruttarla fino in fondo. Premesso che sulla mia libreria hanno trovato spazio più di cento UMD, è innegabile che il più grande difetto della PSP risieda proprio nel parco software, inspiegabilmente ancorato alla fallace idea che “mettere la grafica della PS2 in una console portatile è cosa buona e giusta”. Ecco: no. I motori 3D con cui sono stati sviluppati la quasi totalità dei titoli in mio possesso hanno portato a risultati estetici davvero discutibili, e vedere l’ostinazione con cui le software house hanno cercato di sfruttare la superiorità tecnologica dell’hardware Sony, senza mai realmente riuscirci, è una cosa che mi ha dato ancora di più il voltastomaco. Per non parlare delle meccaniche da salotto proposte dalla maggior parte dei giochi che ho provato. Ma insomma! Non ci vuole certo un cervello in fuga per capire che il gameplay di una console portatile deve essere al servizio dell’immediatezza e della massima fruibilità. In questo senso, fortunatamente, ci sono alcuni prodotti che potrebbero essere presi come apripista e grazie ai quali riflettere su cosa e come comportarsi, prima di iniziare a sviluppare per una ipotetica PSP2. Parlo di giochi come Patapon, Locoroco, Crush, Exit o EchoCrome, passibili di essere giocati in maniera semplice e veloce, anche senza l’ausilio di doppi schermi o costosissimi pennini che immancabilmente andrebbero perduti. Volendo citare anche un esempio di cosa NON si dovrebbe fare, basterebbe nominare l’affascinante e dettagliatissimo R-Type Tactics, talmente ricco di feature ed opzioni da risultare ingiocabile se si ha a disposizione solo l’ora e mezza che quotidianamente trascorro sui mezzi di trasporto pubblico.

2 – CUSTODIA

In secondo luogo affronterei il problema della scomodità con cui si trasporta e si maneggia la console. Sembra un particolare ridicolo, ma se ci pensate bene, la possibilità offerta dal DS di chiudere baracca e burattini senza aver paura di rovinare o rompere tasti e schermo è una cosa che, nella frenesia dei momenti in cui si utilizzano le handled, fa la differenza. Penso a tutte le volte in cui sull’autobus/metro/treno mi sono dovuto arrangiare tra borse, zaini, cuffie e chiavi con una sola mano, perché con l’altra ero attento a non rigare o frantumare la mia Fat. Confesso di aver provato diversi tipi di custodia. Tuttavia non sono ancora riuscito ad individuare quella capace di offrirmi la comodità necessaria a riporre la PSP e dribblare le persone che viaggiano costantemente davanti all’uscita dei mezzi pubblici, senza perderne alcun pezzo facendolo. Se ne avessi il potere, quindi, doterei la nuova console di una maschera simile a quella pensata per l’iPad, disegnata appositamente per proteggere e servire da supporto durante la visione di filmati o fotografie.

3 – MULTIMEDIA

Sono sicuro di sfondare una porta aperta nell’affermare che la funzione di portable media center faccia acqua da tutte le parti. Formati audio e video non supportati, pulsanti scarsamente intuitivi e che spesso vengono cliccati per errore (causando l’interruzione della riproduzione), un volume eccessivamente basso, dei menù macchinosi e poco funzionali… Insomma: una merda (si può dire?). Non addentriamoci poi nel discorso browser per internet, che già li vedo tutti quelli che, al day one, si son fatti le pippe pensando alla figata di accedere alla rete con la propria console e che oggi imprecano in latino contro quel sistema di inserimento lettere, “che anche un analfabeta avrebbe potuto pensare in maniera più intelligente“. Che fare, quindi? Semplice: abbattere le barriere legate al supporto di formato e inserire sulla scocca una serie di piccoli tasti in rilievo, attraverso i quali impartire ordini di riproduzione univoci (similmente a quanto fatto per i primissimi telecomandi di cui erano dotati i Walkman® di ultima generazione, sul finire degli anni’90). Per quanto riguarda il Wi-Fi e l’ovvia scocciatura causata dall’assenza di una tastiera, mi chiedo se non sarebbe dannatamente più comodo utilizzare un sistema come quello introdotto da Beyond Good & Evil, dove lo scorrere dei caratteri, disposti in ordine lungo una spirale infinita, era affidato unicamente alla semplice rotazione dello stick analogico. Non sarà cool quanto un touch screen, ma comunque meglio di quanto fatto sino ad ora (iPod escluso).

4 – CHINCAGLIERIE

Sorvolando sulla necessità di una porta USB e di una memoria interna capiente quanto quella offerta dalla PSP Go, troverei quanto meno necessario che il futuro gioiellino di casa Sony fosse dotato (di default) di due batterie intercambiabili e un trasformatore, capace di caricarle entrambe o alimentare direttamente la console durante la visione di filmati o fotografie. Chiedo troppo? Forse sì, ma troppo spesso ho desiderato di non dover più pianificare le ricariche o controllare quanto tempo mi restasse prima dello stand-by forzato. Inoltre, è indispensabile che il Playstation Store offra la possibilità di scaricare non solo giochi e demo, ma anche applicazioni ufficiali e homebrew, senza porre eccessivi vincoli alla sperimentazione tipica che i dispositivi portatili hanno dimostrato di subire (attraendo inevitabilmnte un pubblico sempre più ampio di smanettoni e fanatici del self made).

A questo punto mancherebbe solo di concordarsi sul prezzo di lancio, che difficilmente sarebbe abbastanza competitivo da giustificare l’acquisto di una console che, ormai, tutti danno per morta e sepolta. Nessuno sembra più disposto ad investirci nemmeno un euro e il clamoroso flop della Go dimostra che questo articolo, molto probabilemte, è arrivato troppo tardi. Peccato, Jeff Madar, io c’avevo creduto!

21 comments on “Sognando PSP2

  1. Grande Chinaman, molto professional questo articolo ma anche molto vicino a quanto realmente i videogiocatori si aspettano da una psp.
    Sinceramente, anche sul retroforum si parlava di “morte della psp” perché ci sono il 3DS (e vabbé, su questo non ho nulla da ridire) e l’iPhone, su cui avrei qualcosa da ridire: cavolo, non è mica bello (per me) giocare magari anche a RE4 (che non sembra venuto malaccio) con un touchscreen. Inoltre dai, i giochi che vengono venduti sull’iPhone sono lontani dal parco titoli del portatile Nintendo e anni luce da quello che viene venduto sul portatile Sony: chi si compra l’iPhone e l’iPad non lo fa certo per giocare e basta. Certo che da oggi in poi la situazione si può evolvere a dismisura, e Apple può benissimo spadroneggiare nel campo del mobile gaming, diventando un punto di riferimento anche per i videogiocatori di vecchia data e non solo per gli amanti della tecnologia o i casualoni che vanno di Arkanoid taroccati quando va bene o, alla peggio, pure idiozie interattive.

    Per il resto sono completamente d’accordo con l’articolo, anche se tanto si sarebbe potuto fare e si potrebbe fare con ancora con la “vecchia” PSP. Peccato, non lo si è fatto per motivi puramente commerciali. Non ne valeva la pena in effetti: oltre al fatto della diffusione capillare del portatile Nintendo, credo che in proporzione ci siano più PSP modificate che DS modificati in giro.
    D’altro canto, se è vero che ci sono tanti DS non modificati, ti escono giochi da vendere per un target molto diverso dallo smanettone videoludico (e non).
    Il discorso è come sempre sociologicamente interessante, ma è meglio fermarsi qui.

  2. Effettivamente la diffusione del DS è una cosa che trascende da una reale qualità dei suoi titoli (con tutto il rispetto per quei 3/4 giochi che vorrei assolutamente possedere). Però, se dovessi essere onesto, spesso vedo degli improbabili possessorei di DS (la sciura, piuttosto che l’uomo di mezza età) che giocano sempre e solo a Brain Training. Il discorso pirateria, poi, è sempre molto difficile da affrontare. C’era ai tempi del Commodore, c’è ora. Quello che è cambiato è l’investimento iniziale(ora enorme) che necessita di rientri economici sicuri. Le possibilità offerte da PSP, in questo senso, sono davvero enormi. Tuttavia non credo che l’enorme mercato nero dei torrent abbia influito ulla grafica inguardabile con cui sono stati realizzati moltissimi titoli oppure sul fatto che Monster Hunter per PSP sia impossibile da giocare sulla metro. Idea mia, nè!

  3. Beh, il DS una reale qualità dei titoli ce l’ha eccome. Ed ha anche la quantità, che non sempre è un bene.
    Un po’ di appunti, perché alcune delle imprecisioni lette qui le ho sentite anche in uno degli ultimi Podcast di Multiplayer.it: tirare in ballo iPhone ed iPad è trendy ma è scorretto se dall’altro lato dello spettro ci sono console da gioco portatili, anche se lo scrive Kotaku che non è certo un sito di analisi di mercato. Utenze diverse, filosofie diverse, modalità diverse per due mercati che non si sovrappongono quasi per nulla.
    I ripetuti insuccessi commerciali di Square (che ora da progetti originali riciclerà solo i vecchi titoli PSP che sono molto simili per asset e formato dello schermo) lo dimostrano: una raccolta di sfondi che vende 10 volte chaos rings la dice lunga.
    Anche le prospettive di guadagno sono molto diverse: un titolo iOS dal successo medio, normalizzando i ricavi sui costi e le copie vendute, non produce affatto gli stessi ricavi di un titolo DS di successo medio: sono molto meno. Questo porterà anche le grandi case a creare titoli passatempo interrompibili da tre minuti a sessione (molte già lo fanno) come vuole il design pattern di riferimento, piuttosto che giochi hardcore. Non a caso se ci sono giochi hardcore si tratta quasi sempre di port secondari, che tranne rarissime eccezioni (COD: WaW) faticano persino ad arrivare nella top 50 (e magari un puzzle-clone costato 1/10 invece si).
    Considerare pure che Apple sono due anni che non fornisce dati aggregati ufficiali sulla quantità di sistemi con iOS venduti ma solo sensazionalistici numeri al lancio, peraltro molto bassi per l’industria mobile (ma sono bravi ad incartarli). Anche basandosi sulle connessioni sui provider internet i numeri stentano a tornare: persino Blackberry è più usato di iOS per la connettività web ed Android è al primo posto (anche di vendite) dal 2009.
    Perché non dare la colpa ad Android, allora?

  4. Ops nell’editing mi sono scordato una cosa piuttosto importante. La voce che iOS avrebbe eroso la PSP ed in maniera marginale il DS l’ha lanciata Sony ad una conferenza con gli azionisti. I motivi mi sembrano ovvi: serviva una scusa ed il calo di vendite di PSP era piuttosto simile ai dati dello spike di vendita al lancio del 3Gs…
    PSP e DS hanno vendite in calo perché sono sistemi a fine ciclo e perché Apple non divulga numeri al di fuori dei lanci, segno che forse le vendite mese per mese non sono poi così minacciose rispetto a quelle delle console mobili (ma anche se lo fossero non avrebbe senso compararle), che hanno dei ritmi sostenuti e costanti (in particolare Nintendo, PSP ormai è praticamente come la Xbox in Giappone: non esiste).

  5. @ Matteo Anelli:
    Grazie per il tip sul podcast di multiplayer, che mi sto già scaricando.

    Per il discorso iphone io non sono d’accordo, proprio perché il mercato di oggi è quello governato dai grandi numeri. Io non ho idea se sia vero che un titolo medio per DS produca più soldi di un titolo per iOS di pari successo. Quello che so è che la moltitudine di DS venduti è finita, per la maggior parte, nelle case di giocatori che non sanno nemmeno cosa sia Android. Il futuro, mio malgrado, non lo faremo nè io nè te, ma saranno i centinaia di migliaia di bambini che si sono comprati il DS perchè in classe o ce l’hai o non giochi con gli altri (e questo te lo dico senza temere smentite, chè conosco da vicino la realtà di cui sto parlando). Insomma, come dimostrato dall’ultimo E3, i soldi veri si fanno nei giochi di massa. l’iPhone è un prodotto di massa, così come lo stroe di Apple. Il futro è incerto, ma il successo di iTunes è un preavviso forte.

    Staremo a vedere.

  6. Il problema del portable media center invece mi sembra un difetto piuttosto condivisibile ma anche lì forse Sony non ha saputo “venderlo” (se escludiamo il fatto che la PSP è pesante e scomoda ma parliamo di una ipotetica PSP2, no?).
    In realtà Media Go funziona meglio di iTunes se non altro perché permette di estrarre gli MP3 dopo averli messi nel dispositivo (sincronizza anche diverse librerie senza fare un casino). Se hai i codec giusti fa anche transcoding dei filmati, che è una vera rogna su iPod.
    Insomma, se la cara vecchia Sony non entra nell’ordine delle idee che non è (e probabilmente non sarà più) leader di mercato e monopolista di fatto nel mercato console la vedo molto nera per loro, anche le proposte che hanno fatto per PSN a pagamento sono ridicole per noi europei.

  7. Ti correggo: la moltitudine di DS venduti è finita nelle case delle persone che anni fa avevano un Blackberry, due anni fa hanno comperato un iPhone ed oggi il loro operatore li sta spingendo su bundle con Android. Parliamo del mercato di massa che compra quello che vede sullo scaffale del supermercato e alla TV, non quello di nicchia. Non sono consapevoli di cosa comprano, lo comprano perché qualcuno glielo vende e gli dice che deve piacergli.
    Questo non vuol dire che Andoid sia migliore o sia il vincitore: se esci dal passatempo le spese del marketing per fare margini significativi sono gli stessi per produrre un gioco per console… Pochi lo sanno ma quei pochi giochi usciti per Blackberry non è che se la cavino peggio di quelli di iOS. Anzi, la poca concorrenza favorisce le vendite.
    Per il resto: come ho già detto il DS è a fine ciclo quindi è normale che venda poco: ha venduto 131 milioni di unità. Non è una disfatta o un declino: è che la popolazione MONDIALE dei videogiocatori è finita (e no, non accetto la teoria dei casualoni, perché sarebbe ancor più vera per PSP, visto che anche le esclusive hardcore lì vendono pochissimo rispetto ai giochi hardcore per DS).
    D’altronde anche Sony con PS2 (altra console piena di showelware e innegabile fenomeno di costume) si scontrò col muro dei cento milioni.

  8. l’ipotesi delle batterie intercambiabili è da scartare, indovinate un pò perchè.

  9. Ma secondo voi Sony una PSP2 la presenterà mai?

    IMHO se non l’ha fatto adesso, dubito che lo farà a breve, anche perché deve ancora smaltire l’impegno a promuovere PS3…

  10. Matteo Anelli wrote:

    Ma secondo voi Sony una PSP2 la presenterà mai?
    IMHO se non l’ha fatto adesso, dubito che lo farà a breve, anche perché deve ancora smaltire l’impegno a promuovere PS3…

    L’idea della PSP, come spero si sia evnto dall’articolo, a me era piaciuta moltissimo. L’ho comprata quasi 4 anni fa e non c’è stato nemmeno un momento in cui ho pensato di aver buttato i soldi.

    Sulla questione DS a fine ciclo io non sono convinto. l’XL che vendono alla Fnac di via Torini e che tutti, passando, guardano con desiderio, lo dimostra.

    Io sogno ancora una console portatile definitiva. Ho letto un po’ ovunque che il 3DS sia portentoso… Anche in questo caso, vedremo.

  11. A parte la realtà soggettiva, io pure gaurdo l’XL con desiderio, solo che non lo comprerò a breve perché 200 euro le spendo in maniere migliori. Magari lo farò dopo il lancio del 3DS, quando riuscirò a trovarlo sotto i 100 euro.

    Magari chi vedi che lo guarda con desiderio ha già un DS a casa, comperato qualche anno fa dopo diversi passaggi da FNAC con quel coso col pennino ad altezza occhi.
    Se non fosse a fine ciclo ci sarebbero state le code alle casse per mesi dopo il lancio, cosa che in occidente non è successa nemmeno col DSi. Anche i giapponesi hanno avuto poco entusiasmo per l’XL.
    Anche a me l’idea della PSP piaceva, ho anche avuto il culo di vincerne una con un concorso su Everquest II, solo che… al DS gioco tutti i giorni, con la PSP ho sempre avuto problemi ad avere un numero di titoli, quando uscivano, che mi interessassero per tutto l’anno. A volte stavo mesi senza nulla da giocare.
    Mettici l’autonomia pessima (che magari non è un problema per chi la usa in saltto ma io mi faccio 40′ di treno al giorno se non viaggio per lavoro) ed il fatto che i port per PS2 e i giochi da console fissa sul portatile come fai notare tu funzionano poco. Ricordo che anche Patapon aveva grossi problemi in alcune delle missioni avanzate: troppo lunghe e lo standby della PSP è una delle peggiori idee mai realizzate (spesso si risolve in console morta per batteria scarica o console quasi morta per batteria scarica).

  12. Anche io ho acquistato una psp nel 2006, e sono stato contento dell’acquisto.
    Certo che il DS spesso mi tenta in modo ricorrente anche se sinceramente sono ancora molto più ancorato all’intrattenimento da salotto con tv minimo 21 pollici che a quello portatile.
    Il 3DS mi ispira parecchio, sembra pronto a spiccare il volo e le software house stanno scalpitando, già presentando all’E3 una line-up importante a dir poco. Sarà un successo.

  13. @ Matteo Anelli: Ah sulla batteria di PSP: boh, a me dura due ore con luminosità schermo al massimo! Che è più che sufficiente per il mio utilizzo. Sulla funzione ibernazione + vero, se sei a metà batteria il giorno dopo ancora lo puoi recuperare a pelo, dopo due giorni è ko. Anche se “dipende dai giochi”… 🙂 sì, è strano, dovrei approfondire questa cosa.

  14. Viste le vostre risposte, inizio a credere che tutti noi stiamo ancora aspettando un qualcosa davvero capace di conquistarci e farci perdere la testa come fece, a suo tempo, il Game Boy (benché io fossi lo sfigato che aveva il Game Gear).

  15. @ Mario Morandi:
    Concordo con entrambi. Infatti la chimera della batteria intercambiabile (Cementerio escluso) è una di quelle cose alle quali non vorrei rinunciare.

  16. @ Mario Morandi

    Per darti un’idea sull’autonomia: il mio vecchio DS superava le 10 ore, lo caricavo ogni 15 giorni per abitudine anche perché sul treno lo uso spesso ma non sempre. Il DSi ne fa un po’ di meno ma l’abitudine dei 15 giorni rimane inalterata. 🙂

    Stessa ragione per cui mi tengo stretto il mio iPod Touch 3G: 8 ore di funzionamento continuo (per non parlare del fatto che la piattaforma ludica di riferimento del parco Apple) con le applicazioni sono molto migliori delle 3 dell’iPhone, in particolare se ci leggi ePub! 😛

  17. Roberto “il Cinese” Turrini wrote:

    @ Mario Morandi:
    Concordo con entrambi. Infatti la chimera della batteria intercambiabile (Cementerio escluso) è una di quelle cose alle quali non vorrei rinunciare.

    Secondo me basterebbe che avesse una durata accettabile, la PSP era parecchio deludente da questo punto di vista…

    Certo che pensare ad una console portatile rivoluzionaria è paraecchio difficile. Nintendo aveva previsto un display capacitivo, inizialmente (ne avevano parlato anche gli sviluppatori di Pokémon Black & White) ma la scarsa precisione dovuta all’ampia area di pressione pare gli abbia fatto fare marcia indietro.

    Tolta un’interfaccia touch, aumentare la capacità di storage (e la vecchia PSP ne ha già più che abbastanza) o la potenza grafica non vedo margini di rivoluzione o innovazione.

    Non credo nemmeno che sia una bella mossa imitare i concorrenti, è un segno di debolezza che ti espone ad un sacco di critiche rispetto allo status quo.

    Il 3D non lo considero. Certo il 3DS ha fatto scalpore ma la reale utilità di quella tecnologia è tutt’altro che assodata: troppi vincoli e troppi limiti (il penultimo podcast dall’E3 di RPGamer spiega con chiarezza come (non) funziona il 3DS).

  18. Matteo Anelli wrote:

    Tolta un’interfaccia touch, aumentare la capacità di storage (e la vecchia PSP ne ha già più che abbastanza) o la potenza grafica non vedo margini di rivoluzione o innovazione.

    Bisogna rivoluzionare i dettagli. Quelle cose che fanno la differenza sul lungo termine. Io ho provato a sintetizzarne alcuni, magari (anzi, sicuramente), ce ne saranno molti altri.

    Diciamo che, in linea di massima, se facessero una PSP2 con le modifiche che ho ipotizzato io me la prenderei subito.

  19. @Cinese: bell’articolo. La Psp mi ha sempre interessato, ma tra il prezzo, la scarsità di giochi pensati per essa e non come una versione portatile di quelli Ps2 mi sono astenuto.
    @Matteo: sul podcast di Multiplayer quando parlano di Apple perdono quasi completamente il senso critico.

  20. Secondo me avete cantato una morte della PsP troppo presto e risultate molto sstonati.

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