ArsLudicast 0: Dialoghi

È con immenso piacere e somma soddisfazione che Ars Ludica presenta l’episodio 0 del suo nuovo e smagliante Podcast!

In questa puntata ci occuperemo dei dialoghi nei videogiochi. Funzionano? Cosa gli manca? È possibile pensare ad una formula diversa? Perché spesso sembrano rigidi e poco credibili? Volete sapere come si pronuncia Façade?

In studio, condotti da Vittorio Bonzi, abbiamo Matteo Anelli e Simone Tagliaferri con un ospite abituale delle nostre pagine: Alessandro Monopoli.

Potete abbonarvi e scaricare ArsLudicast gratuitamente da iTunes e last.fm!

Inutile dire che si tratta di una puntata pilota (il che spiega anche i ranghi molto ridotti ma non la durata e il formato del podcast, che in linea di massima resteranno i medesimi), quindi è fondamentale che voi, fedelissimi, biondissimi e bellissimi lettori (nonché fan) ci mandiate qualsiasi tipo di suggerimento, critica o idea per le prossime edizioni.

Inoltre, se volete sottoporre dei temi, mandarci delle mail o candidarvi per un’ospitata, potete contattarci a questo meraviglioso indirizzo E-Mail: arsludicast@arsludica.org, oppure scrivere direttamente nei commenti, che non solo è più pratico ma è pure più Web 2.0.

Ci scusiamo per delle interferenze occasionali che ci sono nei primi 15 minuti: è tutta colpa di Karat!

Scaricate l’episodio:

Streaming:

 

Scaletta:

  • 2:06 – Parliamo dei dialoghi dei giochi Bioware
  • 15:25Alpha Protocol non è proprio tutto da buttare…
  • 19:05The Witcher
  • 22:45Heavy Rain
  • 26:05 – Monopoli ci parla dei costi e dei problemi dei sistemi di dialogo nei VG
  • 30:30Façade
  • 36:30Daggerfall e i dialoghi che nessuno ha mai usato
  • 40:44 – I giochi Rockstar Next-Gen ed un pizzico di Half Life
  • 44:04 – Ma i dialoghi preimpostati fanno così schifo?
  • 47:07 – Però i dialoghi di Okami sono un po’ pesanti anche se CliffyB non è daccordo!
  • 48:45 – Conclusioni

Link utili:

Sito ufficiale di Façade (Come si pronuncia)

 

46 comments on “ArsLudicast 0: Dialoghi

  1. Livello “arsludico” del podcast. Complimenti a tutti.
    Lambino ha una voce leggermente meno profonda rispetto a quanto ricordassi, Karat e zero esattamente come me li aspettavo, il Monopoli ha un timbro simpatico 😀

  2. Mmh.. io l’ho ascoltato.
    Ho fatto fatica a seguirlo, forse sarà il gran caldo.
    Dunque:

    Contenuti:
    – Molto bella la scelta per argomento, che vi permette di spaziare (fatelo un poco di più, qui sono quasi tutti titoli: recenti, per pc, occidentali).
    – A tal proposito, potevate provare ad esplorare il lato nipponico della faccenda (Okami non mi sembra molto rappresentativo, pensiamo ai JRPG o al caso Metal Gear Solid)

    Impostazione del programma:
    – sarebbe opportuno effettuare delle pause, spezzare un po’ il flusso discorsivo con un brano musicale, o qualcosa di differente e “leggero” (che ne so, parliamo di cosa abbiamo giocato ultimamente, parliamo di un’esperienza di vita videoludica, qualcosa di analogamente simpatico), anticipato da un jingle che ti “svegli”.
    – Dovrebbe esserci un minimo di regola sul fatto di usare certi termini e/o abbreviazioni, o sul fatto di parlare di cose dandole per scontate. Non tanto perché non si capisca quello che dite, ma si ha l’impressione che parliate per voi stessi quando non è così (e non deve essere così).
    – Idem per i termini “da forum” (spoilerare… dai ragazzi!! NON DEVE essere la PRIMA SCELTA), che stanno bene scritti (più o meno…) ma a voce direi di no, facciamo vedere che siamo italiani e parliamo in ITALIANO.

    Tecnica:
    – il mixaggio è buono, potrebbe esserci un sottofondo musicale molto basso che cambia in base ai titoli trattati per alleggerire il tutto, ma qui è questione di gusti.
    – la dizione. Non si pretendono grossi cambiamenti, ma Simone sembrava VERAMENTE scoglionato. Quando probabilmente non era così. Lo sbuffo a intercalare non ci doveva essere… davvero. 🙂
    Per il resto, sono disposto a sopportare anche un “quarche” o anche un “che sta affa’ na’ cosa”, basta non dare proprio l’impressione di essere completamente sbracati in poltrona.
    Molto buona la dizione di Vittorio, che ricopre bene il ruolo di conduttore e può marcarlo un pochino di più a livello di gestione e presentazione degli argomenti. Anche il Monops si difende bene, poteva parlare un po’ di più (Monopoli che non Monopolizza? 🙂 ahi ahi…)
    Matteo potrebbe lavorare sulla dizione, come timbro di voce è anche piacevole. Bene o male nessuno aveva una voce inascoltabile, a volte mancava semplicemente un filo di enfasi in più.
    – L’intro musicale si salva appena (sincero: meglio una voce “normale” che una taroccatura alla Saw l’enigmista), l’outro è super mario world, si può fare di meglio. Non conosco i vostri gusti, potrei pure fare un jingle per voi, se mi pregate in cinese (o in aramaico) sarò gentilissimo ed esaudirò tutte le vostre richieste… ;D

    Dai ragazzi, è un inizio non del tutto timido ma io voglio il salto di qualità.
    Mi raccomando!!!
    Forza! 😉

  3. @ Mario Morandi:
    Grande Mario, non ti sei risparmiato 😀
    Ti do qualche risposta dal punto di vista di un ascoltatore “di prima mano”.
    -Le pause non saprei come giustificarle, in un podcast che è una chiacchierata che vuole essere monotematica. Al limite ci si può sforzare a fare chiacchierate più brevi e dense.
    -Le critiche sulla correttezza della lingua e sulla limitazione dello scazzo ci stanno :D, soprattutto per quel che riguarda lo scazzo e l’enfasi.
    -L’intro e l’outro credo siano state fatte in 10 secondi e con una mano legata dietro la schiena, dovrebbero cambiare nei prossimi episodi (e se non si riuscirà a tirar fuori quelle che si doveva, inizieremo a imparare cinese e aramaico).

    Il resto lo lascio da digerire agli altri u_u

  4. @ Mario Morandi:
    Grazie per il riscontro, Mario. Considerato che a mio avviso facevi il miglior podcast sulla piazza, lo ritengo particolarmente prezioso.

    La sigla la cambieremo *per certo*, non preoccuparti ^^’ e tendo a darti ragione in linea di massima sugli anglismi, sebbene in effetti “spoilerare” l’abbia detto io. È che trattandosi comunque di un gergo condiviso pensavo che si creasse una maggiore familiarità, ma probabilmente hai ragione e, se (!) condurrò un’altra puntata, ne terrò conto. Anche per KotOR avevo in mente di dire una cosa tipo “Knights of the Old Republic, da ora in poi ‘còtor'”, ma alla fine non l’ho fatto e ho sbagliato.
    Sullo spezzare il ritmo, in effetti un mio rammarico è di non aver fatto dello spirito nella misura che avrei voluto, a causa di una scaletta forse troppo ricca. Vedremo che si potrà fare.

    Infine ti ringrazio per i complimenti al mio indirizzo, anche se la conduzione mi è parsa un po’ una bagatella a farsi e non definirei esattamente “buona dizione” quella cadenza un po’ bauscia (più forte di quanto ricordassi in effetti; era un bel po’ che non sentivo la mia voce registrata). Ma vabbe’, fatico sempre a mettermi in testa che se accolgo le critiche dovrei accogliere anche le lodi ^^’

    Speravo in un maggior fioccare di trollate a quest’ora, però… ma diamo tempo al tempo.

  5. Sono il primo a vergognarsi della sigla, che riscrivero’ in maniera piu’ attenta per il prossimo Podcast.
    Ne avevo scritte cinque e nessuna mi convinceva: questa e’ quella che mi pareva meno fuori luogo, ma sentendola mi repelle proprio.

    Ho un paio di idee per il prossimo, sono certo che il risultato mi soddisfera’ maggiormente. Per questa sigla, quindi, scusatemi.

  6. Tra l’altro mi stupisco che la mia terrificante “r” moscia non sia stata la prima critica 😀

  7. Ok ragazzi, ma non formalizziamoci sul lato tecnico… 😉

    L’importante è il contenuto, che può essere gestito un pochino meglio, potrebbe essere un pochino meno dispersivo, si può vivacizzare la cosa; però ci siamo a livello di quello che volete far sentire. Personalmente ritengo più importante riuscire a toccare un po’ tutti i titoli che veramente significano molto per l’argomento trattato, magari mettendosi d’accordo prima (brainstorming e cose varie in forum per addetti ai lavori, sicuramente l’avrete già fatto). Un pochino di preparazione in più, ma neanche tanto.

    La cosa brutta (ti ringrazio Vittorio per i complimenti al “vecchio” – siamo su internet – podcast, le idee per riprenderlo non mancano ma vedrò che fare, se lo riprendessi dovrei farlo in maniera continuativa e come sai facevo tutto da solo) è che qua su internet le comunità di videogiocatori sono così separate tra loro.

    E il feedback latita. Intanto monitorate il più possibile, se vi riesce, gli ascolti e il numero di persone che vi seguono. Ma anche così facendo non so quanto riscontro possiate avere. Certo, non è che dobbiate conquistare il mondo.. ma almeno provateci. 🙂
    No dai scherzo… tornando seri, sarebbe bello riuscire a coinvolgere gente anche al di fuori del podcast ma l’apatia in internet è una brutta bestia.
    Siamo al pilota ok, ma vedremo ora quanti al di fuori del vostro “circolo” posteranno un commento. E questo commento difficilmente andrà oltre all’impressione superficiale, a una riga o due.
    A me capitava, ma questo mi spingeva a provare a fare qualcosa di diverso, a stimolare il feedback; è una guerra però, siamo abituati che qua tutto è bello, tutto è gratis, devo dare anche un parere? Che fatica. E non ci si mette neanche nei panni di chi crea, nemmeno se senti la voce e quindi dovresti sentirlo “vicino”, vivo. Tutto facile si pensa, o non si pensa neanche. Pensa quando mi arrivavano i commenti tipo: “Che bravI, CONTINUATE così”. ^_^” Certo, ho avuto anche diverse soddisfazioni ma ora voglio parlare di questo problema diffuso, del lurking in fondo, del fatto che dobbiamo essere “social” solo su facebook (che poi alla fine tanta gente si mette a lurkare e a postare link del cazzo, io non so, internet non è un giochino, un passatempo, ma vallo a spiegare a certa – troppa – gente).

    Intanto manca il topic nel vostro forum; poi si può fare di tutto, sondaggi sugli argomenti da trattare, chiamare ospiti speciali, cavolate varie, basta usare un po’ di fantasia per coinvolgere “il pubblico”.

    Intanto mi fermo qua… che tipo di frequenza pensate di avere?
    (no radiofonica… temporale ;D).

  8. Alex Monops wrote:

    Tra l’altro mi stupisco che la mia terrificante “r” moscia non sia stata la prima critica

    Ah beh… fa simpatia. 😀
    E ormai tanti dee jay anche famosi ce l’hanno, una volta forse era un tabù in radio, ora no. 🙂

  9. Lamb potresti andare a fare lo speaker in Radio Popolare. Non è un insulto eh!

  10. 1 – L’intro non è chiaro. Solo al terzo riascolto ho capito che la voce (zero?) diceva: Arsludica presenta..

    2 – Sono necessari degli stacchetti musicali. Tra di noi, posso suggerire di scopiazzare il genere da quelli usati per il reportage sul giappone da vitoiuvara (che il giorno in cui lo inviterete vi prego vi scongiuro vi supplico invitate anche me)

    3 – Essendo il primo tentativo, si capiva che nessuno era preparato e si è notato molto l’effetto del “parlo io che ho imparato la lezione”.

    4 – Voti:

    Lambo: 8

    Voce impostata, tono sicuro, arrogante al punto giusto. Mai avrei detto che avesse un tono così serio. Con un po’ di pratica tenteranno di rubarcelo. Unico consiglio: evitare di fare la domanda: xyz, vuoi parlarci di…? Non so se l’hai fatto, ma in un’occasione mi è parso di sì. Ecco. A me quel tipo di intercalare non piace, in un podcast. (non mi piace in generale, in realtà).

    Zero: 7.5

    Sei riuscito a trattenerti dal tuo essere un romano de roma alla dispoli ( ;P). Mi piace molto il tono professionale ma scanzonato, ottimo sia negli argomenti che nella durata dell’intervento. Nulla da segnalare se non la necessità di perdere la verginità (cosa che, già alla prossima occasione riuscirai a fare, ne sono certo).

    Monopoli: 6.5

    Come ho avuto modo di dirgli personalmente (Cheesy) la rigidità del personaggio che si è costruito sui forum cozza terribilmente con la sua personalità simpatica e alla mano. Mi è piaciuto molto il suo intervento relativo ad heavy rain (che, tra l’altro, condivido). Un po’ imbarazzato, pareva. Avrebbe docuto intervenire maggiormente. L’episodio ne avrebbe giovato. Da riprovare (ecco, magari, il giorno in cui inviterete vito e me, invitate pure lui!! Shocked)

    Simone: 5

    Non ho ancora sentito il podcast di Outcast in cui ti hanno ospitato, quindi non ho capito se la tua è emozione o inesperienza, ma c’è un’enorme differenza tra il modo in cui scrivi e quello in cui argomenti verbalmente. Intendo di arroganza nell’opinione. L’immagine che ho di te, a parte quella dello scimmione (che hai come avatar nell’elenco dei redattori di PdV) è quella di uno con tre palle, quattro cazzi e una mazza chiodata nella mano sinistra, che la destra è impegnata dallo scudo. Quando scrivi, sentenzi, dai giudizi lapidari che non quasi non pemrettono repliche, vista la qualità dell’argomentazione. Sentriti parlare così emozionato, invece, non permette a quanto dici di avere la stessa potenza.

    EDIT
    Ho ascoltato oggi il podcast di giopep e compari. Il quello non eri impacciato. Significa che in questo “pilota” eri proprio emozionato.

    Argomenti: 6
    L’argomento era molto interessante, anche se l’aver incentrato metà puntata su bioware ha distolto la mia attenzione dal filo che avrebbe dovuto guidare il tempo trascorso in vostra compagnia. Forse avrei dato meno importanza ai titoli e più alle meccaniche. Però, si sa, son tutti froci con il culo degli altri.

    Voto generale: 6
    Per essere l’episodio pilota, tutto sommato non è andata male. La durata più che giusta, la qualità audio, per quanto migliorabile, era decisamente alta. Alcuni difetti li ho scritti più in alto. Attendo la prossima. Sappiate che sentire le voci di gente che hai sempre visto scrivere (zero scluso, visto che c’ho parlato alcune volte) è una cosa davvero affascinante. Smiley

    Ecco, dunque, spero si capisca che sono critiche fatte con affetto per dare il mio contibuto a questa iniziativa che spero riceva il giusto successo. Liberi di mandarmi a cagare. ciaps!

  11. La cosa chiara è che abbiamo molto su cui migliorare 🙂

    Mario, la scelta dei titoli è stata volutamente incentrata su giochi relativamente recenti (o con remake recenti) per non alienare troppo chi ascolta (che non è detto abbia una grandissima esperienza videoludica). Concordo con Roberto sul fatto che forse abbiamo parlato troppo dei titoli Bioware ma, in definitiva, sotto questo punto di vista sono abbastanza all’avanguardia.

    Sulle critiche al povero Simone: francamente m’è sembrato il solito Simone (anche se è vero che ad inizio podcast è stato un po’ tradito dall’emozione).

    Ad ogni modo nella prossima puntata potrete sentire altri membri della reda 🙂

  12. Ah, la prossima versione del podcast probabilmente sarà solo a 128Kbs perché la versione a 64kbs che consiglia Apple non è che mi sia piaciuta molto.

    Sarebbe apprezzabile capire quanti utenti hanno interesse a scaricare il podcast da connessioni 3G.

  13. @ Matteo Anelli:
    Mmmh… a dire il vero i titoli non erano solo quasi tutti recenti, ma quasi tutti per PC e quasi tutti occidentali (ribadisco questi altri due punti).
    Non regge molto il discorso “per non alienare l’ascoltatore”, forse per non alienare un ascoltatore che vi segue sul forum (che come orientamento videoludico siamo lì).
    Oltretutto chi segue ArsLudicast si presume abbia esperienza alle spalle. E vista l’impostazione ad argomento, è lecito anche parlare dell’evoluzione del concetto di cui parlate (es: i dialoghi) nel tempo, e quindi di storia del videogioco.
    Infatti, secondo me il momento migliore è stato quando si è cominciato a parlare di Daggerfall.
    Le memorie viste col senno di poi (es. parlare di zaini che non entrano in zaini in Ultima et similia) mettono in luce le meccaniche di gioco che nei titoli “moderni” si danno per scontate. Perché tanto le conosciamo tutti?

    Personalmente, dare per scontato come funzionino certi titoli (ok, “tutti” hanno giocato a Mass Effect diciamo, ma veramente ne parlate come di comprare la pasta al supermercato, dammi un etto di paragon, facciamo due di renegade, cose normalissime insomma) è anti-giornalistico, che magari non è il vostro scopo, ma è sempre doveroso inserire qualche contestualizzazione pensando che chi sta dall’altra parte non sappia di cosa stiate parlando precisamente.
    Intendiamoci, so che non è così e che chi sceglie di ascoltarvi sa tutto e anche di più: ma credetemi, è solo stile e fa bella figura dare una pennellata concisa del gioco di cui state parlando. Aiuta inoltre a calarsi nel discorso, a immaginare il videogioco.

    Stesso appunto che avevo fatto ad Andrea Maderna (es: non avete descritto cosa si fa in Bayonetta, date tutto per scontato; risposta: eh beh a mesi dall’uscita TUTTI sanno cos’è e come funziona. Tutti chi? Tutto il ristretto target a cui si punta, probabilmente. Ma il suo è un discorso diverso, voi potreste ampliare già la base di ascolto vista l’impostazione).

  14. Facciamo così: tu di quali titoli vecchi o giapponesi avresti parlato per evidenziare *buone* soluzioni per i dialoghi nei videogiochi?

    Bada che parlare di Okami, Half Life e Zelda copre il 95% dei videogiochi occidentali e non (evitiamo di fare distinzioni così nette ed inutili, nessuno è migliore o peggiore se è giapponese o occidentale, checché ne dicano i “giornalisti” americani) dall’alba dei tempi (protagonista muto e/o passivo di fronte agli scambi con gli NPC)

    Sull’essere solo titoli PC dissento perché sono quasi tutti titoli multipiattaforma (ed io quelli citati li ho giocati praticamente tutti su console) ma è anche naturale che su console non ci siano sistemi di dialogo altrettanto evoluti o “diversi” da uno scelta multipla tipo Monkey Island.

    L’unico tema che abbiamo lasciato volutamente fuori sono le Interactive Fiction e per due motivi: vorremmo fare una puntata di approfondimento su di esse e perché i titoli da citare che hanno soluzioni di dialogo innovative (sembra strano ma l’IF ha i peggiori dialoghi interattivi dei VG) sono due o tre e ci avranno giocato sì e no duecento persone al mondo.

  15. @ Matteo Anelli:
    Guarda, sopra ho parlato di JRPG e Metal Gear Solid per quanto riguarda il discorso Sol Levante.
    E cavolo, come fai a non citare Shenmue? Dai.
    Per i titoli più “vecchi”, avete fatto una parentesi abbastanza soddisfacente sulle avventure grafiche, ma si potevano esplorare anche altre realtà interessanti (Wing Commander, per dirne uno).
    Magari vi siete riferiti in particolar modo all’interazione nei dialoghi e quindi più si va indietro e più si va a oriente il discorso è limitato. Ma non moltissimo, riguardo agli esempi di cui sopra.

    Non ho fatto distinzioni nette, faccio semplicemente notare che sono *quasi* tutti (non “solo”) titoli recenti, occidentali, per pc (ma anche no; però mettici un Witcher, un Daggerfall e altri titoli che saranno anche multipiatta ma ci sono anche per PC). Non penso affatto che l’abbiate fatto di proposito ma è un peccato, potreste spaziare maggiormente nel tempo e nei sistemi.

    E poi c’è anche il discorso storico-culturale-informativo, comunque interessante e anche utile ai fini dell’argomento trattato. Prendiamo Heavy Rain: perché non nominare Quantic Dream, David Cage e i titoli precedenti (Fahrenheit, Omikron: The Nomad Soul)?
    Ci sta.

    Anyway, that’s my two cent.
    Come si suol dire.

  16. Io avrei parlato più di contenuti che di sistemi (che non è che siano tanto vari l’uno dall’altro)

  17. Che aveva di speciale Shenmue nei dialoghi (tranne una scrittura passabile)? Qui ci sono le trascrizioni in francese di tutti i dialoghi: http://shenmueangel.free.fr/shenmue/index_shenmue.php

    Mi sembra quanto di più standard e tradizionale possa esistere, anche per i suoi tempi: personaggio vocale e dialoghi fissi (magari ricordo male ma se non erro Yakuza cerca di innovare in tal senso, fallendo con scelte multiple per lo più finte, come da tradizione JRPG).

  18. Maelzel wrote:

    Io ho sentito tante sporcizie audio. Bisogna star più attenti coi microfoni

    Come ho scritto, Karat ha avuto uno strano problema col suo microfono proprio ad inizio registrazione, se ci fai caso sparisce dopo i primi 15 minuti circa, perché lo abbiamo costretto a legarsi alla sedia. Il bello è che nelle numerose prove fatte non era mai successo.

    C’è anche un problema legato a vittorio che come me ha la voce molto baritonale e spesso va fuori guadagno con le P e le B…

  19. No, nel senso di qualità dei dialoghi.
    Sì le meccaniche son quelle, risposta in alto buona, risposta in basso completamente cattiva, e via così dai tempi degli inizi di Bioware (cambia solo l’interfaccia) eppure ci perdete 20 minuti buoni.
    Al di là delle meccaniche cosa dicono i dialoghi di oggi rispetto a quelli del passato? C’è stato una minima maturazione dei contenuti? Un maggior realismo nei personaggi che interagiscono tra loro?

    L’avrei trovato un tema più interessante, ecco tutto.
    Ma forse è un tema che esula dal mero discorso sul videogioco, quindi capisco le scelte.
    Ma non aggiungete nulla di nuovo alla questione e dunque m’è parsa un’ora un po’ buttata (pur ammirando l’impegno vostro, sia chiaro)

  20. Si potrebbe fare in un’altra registrazione. E’ un ottimo spunto. Ci vedo molto legato alla soggettività ma alla fine potrebbe essere la chiave per un megaflame della madonna!

  21. A me karat non è dispiaciuto, Alex invece è sempre un piacere da sentire soprattutto quando parla di “stronzi della madonna”.

    Per il problema delle P, B e delle sibilanti, direi che sia tutto risolvibile in fase di editing audio.

    La cosa da sistemare realmente sono i disturbi audio(microfoni, rumori di fondo ecc, anche se la moto ci stava, nel senso, fa molto podcast urbano) ed i livelli audio perchè sono un pò troppo sbilanciati. 

  22. Sto scaricando, domani commento.
    Mi prenoterei per un’ospitata dopo quella con Nevade a Ringcast Extra ma purtroppo non riesco a seguire il mercato come dovrei per fare commenti interessanti.

  23. Regarding ME2.
    Mi sono scontrato spesso con Matteo su ME2,anche a causa della sua recensione proprio qui su ArsL,dove il pelatone nazionale ha letteralmente stroncato il titolo Bioware.In questo caso pero’ mi trovo piuttosto d’accordo con lui,soprattutto per quanto la gestione semplificata della ruota dei dialoghi:e’ vero che con questo sistema il giocatore sa sempre quale sara’ la risposta paragon e quale quella renegade,ma vi chiedo,e’ un male?Il giocatore non ha il diritto di far crescere e evolvere il suo alter ego sapendo sempre quale barra fara’ crescere la sua risposta?Non sarebbe peggio(e irrealistico) doversi scervellare ogni volta per capire qual’e’ la risposta “giusta”?
    Per quanto riguarda il resto sono piu’ o meno d’accordo,forse avrei posto di piu’ l’accento si Dragon Age,come termine di paragone “positivo”,rispetto a ME2
    Un unico appunto riguarda la mancata analisi di due giochi che,almeno per quanto riguarda il mio punto di vista,sono dei termini di paragone per i dialoghi in un VG:Neverwinter Nights 2 e Deus Ex.
    Per quanto riguarda il discorso tecnico niente da obiettare,i 50 e passa minuti scorrono molto facilmente,senza punti morti o parti noiose.Le uniche critiche se posso sono su Simone Tagliaferri,forse meno a suo agio rispetto a Vittorio e Matteo(per quest’ultimo:A Matte’,bello il tuo tentativo di coprire le cadute sul romano,ma a volte sembravi Christian de Sica in Fratelli d’Italia :P),mentre il terzo ospite,Alessandro Monopoli,era chiaramente sotto l’effetto di droghe pesanti

  24. Ascoltato e piaciuto.
    Per essere un episodio di prova vi è venuto fin troppo bene! Altri di cui non faccio il nome dopo 70 episodi non registrano così bene e sembrate abbastanza affiatati per essere al primo.
    Unica critica NON parlatevi mai sopra interrompendovi a vicenda: usate la chat testuale di Skype, Teamspeack o quel che è per prenotare il turno.
    La voce di Lamb0 me l’immaginavo diversa, simile a Umbo di Multiplayer.
    Monopoli è come l’immaginavo, poi parla in un modo molto simile a Pascucci, l’italiano che lavora per Crytek sentito su Onda Ludica. Ma tutti i programmatori si esprimono con frasi breve dette in modo velocissimo?
    Karat il tuooooooo romanescoooooooo trascicatooooooooo lo conoscevooooooooo gggiàaaaaaa.
    Zero hai uno strano accento un pò forzato ogni tanto.

    Fare puntate monotematiche come Gaming Effect mi sembra migliore dell’appecorarsi alle news come gli altri podcast.

    Per favore evitate temi tipo “i videogiochi sono arte?”! Nel caso invitate nell’episodio solo per insultarvi 🙂

  25. Sentito una parte stamattina, porelli sembrano tutti l’esame di stato, tutti tesi, meraviglioso quando tutti fanno i cazzoni e Lamb-O continua a parlare con la massima serietà 😮
    Come qualità per ora niente da dire, tutte le persone coinvolte hanno sicuramente qualcosa di interessante da dire, l’unica cosa che manca è un po di scioltezza nel farlo ma quella si acquisice col tempo 😛

  26. @ Nevade:
    Ehm, quello è un po’ il mio stile, diciamo ^^’ a volte faccio delle battute allucinanti che vengono potenziate dall’effetto paradosso del tono serio… vabbe’.
    Non mi viene tanto da fare il cazzone in generale, in effetti. Se può servire cercherò di limare questo difetto.

    @ Fleym:
    Grazie per le lodi. La chat testuale l’abbiamo usata, altrimenti ci saremmo interrotti dieci volte di più, ma dobbiamo ottimizzarne l’uso effettivamente.
    Ah, inutile dire che la puntata “I videogiochi sono arte?” la faremo, altroché se la faremo =D

  27. No per carità Lamb ci mancherebbe, l’unica cosa a tatto che mi sento di criticare è una certa “legnosità” da parte di tutti ma è assolutamente giustificabile da una certa “emozione” se mi passate il termine, sul potenziale nulla da dire, non tanto per il podcast in se ma per le persone che ci sono dietro e la loro capacità, mi aspetto tanto dalle prossime puntate 😛

  28. “Ah, inutile dire che la puntata “I videogiochi sono arte?” la faremo, altroché se la faremo =D”
    E’ una minaccia? Nooo per favore non fatelo noooooooooooooooooooo! 😛
    Seriamente: già quando ne hanno parlato nel numero 3 di Outcast, ascoltando quei 15 minuti ho pensato ad un lungo ed inconcludente discorso del tipo “l’arte è qualcosa di soggettivo e quindi non è quantificabile nè paragonabile” come se l’arte nel XIX secolo sia la stessa del XIV o XVII.
    No ragazzi: se manca un metodo di misura o paragone, metti sullo stesso piano i 100milioni di copie vendute da Michael Jackson col solo Thriller ai Bluevertigo che sono così brutti che non li trovi manco sul Mulo!
    Personalmente considererei arte, oltre a ciò che mi piace o fattore soggettivo in base a 3 fattori oggettivi:
    1)quanto vende l’opera
    2)quanto influenza gli artisti contemporanei
    3)quanta influenza esercita sugli artisti delle generazioni successive.
    Quindi se avrò l’onore di essere invitato userò questa impostazione nel discorso.
    Fermo restando che l’ultimo gioco nuovo giocato è DMC4 a gennaio e seguo il mercato solo dai siti.

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