La morte sua

Il recente appuntamento dell’E3 ha dimostrato che il PC, come piattaforma di gioco tout court, sta agonizzando. Non si è fatto che parlare di Kinect, Move e 3DS: parole che sono suonate come i rintocchi delle campane che, alle ore 15.00 di tutti i venerdì feriali, ricordano ai cristiani la morte di Gesù. Agli “accaniti del mouse”, inutile girarci intorno, sono rimaste solo le briciole di un mercato che, fino a pochi anni fa, era di loro esclusiva competenza. Nel mio essere “politically scorrect”, non posso che sorridere di fronte all’ostinazione con cui alcuni amici continuano ancora a difendere l’esperienza di gioco su PC, additandola come l’unica degna di essere vissuta.

Eppure, se ipotizzassimo un futuro videoludico in cui Blizzard e gli FPS online scomparissero, ci sarebbe da chiedersi quali titoli giustificherebbero l’acquisto di quegli ingombranti, costosissimi e rumorosi cabinet, che infestano le nostre scrivanie da un paio di decenni. Rispondere a questa domanda con la parola “Crysis”, non farebbe che amplificare l’assurdità di una così strenua difesa. Pare, infatti, che i ragazzi di Crytek, fino a ieri ultimi alfieri dello sviluppo innovativo ed esclusivo per PC, abbiano realizzato il seguito tenendo conto dei limiti tecnici imposti dalle console dell’attuale generazione. Per abbracciare l’utenza console, infatti, è stato ideato un tool di sviluppo che modifica in tempo reale quello che viene concepito nell’editor, rendendolo immediatamente compatibile con l’hardware di ciascuna piattaforma. Che la mossa sia stata imposta da EA o dal potenziale economico espresso dall’enorme base di 360 e PS3 installata, questo è irrilevante. Permane il fatto che l’industria del “mouse e tastiera”, vacillando anche laddove si era in presenza di un primato tecnologico inviolabile, stia vivendo un periodo davvero buio. Uno di quelli da cui sarà difficile rialzarsi.

È opinione di alcuni che ipotizzare la fine del gaming su PC sia non solo prematuro, ma anche fuori moda. Un po’ come quando si scrive che le avventure grafiche sono morte: lo si ripete da anni e puntualmente si viene smentiti. Ciò nonostante, per quanto sarebbe più corretto parlare di un’evoluzione del modo di giocare e di fruire i contenuti su PC, personalmente ritengo che l’atteggiamento remissivo delle software house, che hanno rinunciato alla guerra del “chi c’ha i requisiti minimi più alti”, sia un altro segnale estremamente negativo: impossibile non tenerlo in considerazione. Sembra che nessuno, infatti, sia più disposto a rischiare di non riuscire a rientrare nelle sempre crescenti spese necessarie allo sviluppo di un videogame. I grandi publisher, ormai, si impongono con autarchia deprimendo qualunque spinta propulsiva che non garantisca ampi margini di guadagno.

Vedremo cosa riusciranno a fare i prossimi Starcraft 2 e Diablo 3, che tutti noi stiamo attendendo da troppo tempo. Nel temere che non saranno sufficienti ad invertire l’abituale tendenza di investire sempre e solo nel mercato del “sofà entertainment”, mi chiedo se la strategia dell’”uscire solo quando saremo pronti” non rischi di fare troppe vittime tra quelli che si sono stancati di aspettare.

34 comments on “La morte sua

  1. Il pc ha un’offerta troppo variegata (come gioco e altro) e quindi secondo me frammenta la platea. Nelle console pare più facile trovare videogiocatori pronti a comprare.

  2. Se dobbiamo stare in mano al buon bobby kotick stiamo freschi..

    Grazie a Dio c’è la Valve che con Steam dimostra che si può avere su pc un modello commerciale redditizio, senza dover necessariamente inculare l’utente 

  3. Per Valve è redditizio sicuramente… bisognerebbe sapere quanto copie vendono i giochi.

  4. Il PC è morto? Per me francamente si. Tutto è successo quando ho scoperto che molti (diciamo un 50% senza esagerazioni) dei 3-400 giochi per PC che possiedo sono del tutto inutilizzabili per una serie di ragioni. Da un DRM vecchio incompatibile con moltissimi lettori dual layer e blu ray (come Safedisk), a conflitti con librerie e sistemi operativi nuovi.

    Se non fosse per i giochi online massivi non terrei un PC aggiornato per il gioco. Troppi scazzi e soldi per avere al massimo grafica migliore, visto che poi i titoli esclusivi che meritano veramente, come gli indie o le avventure grafiche, spesso sono pensati per il PC della casalinga di Voghera.

    Il Mac non è una soluzione. Il sistema operativo monolitico è problematico per le applicazioni ad alte performance che sfruttano al 100% la piattaforma. Da quando è uscito Steam c’è un mega-update al mese e sappiamo tutti come sono le prime settimane dopo una patch da 1GB per MacOSX: le applicazioni non first party cadono come mosche sino a che i produttori non le patchano. Dal punto di vista videoludico ci sono i grattacapi che dava Windows Update ai tempi della Millennium Edition e lo sa benissimo chi come me compera giochi nativi per Mac da prima di OSX.

    Il mio Wii la mia PS3 e la mia 360 costano, complessivamente, come un PC da gioco che comperavo\aggiornavo annualmente sino a 3 anni fa. Certo, i giochi mediamente costano di più ma non mi faccio problemi a prenderli dopo mesi (oggi mi è arrivato Valkyria Chronicles per PS3: 16 euro, spedizioni incluse da Amazon) e, francamente, ho molte meno serato rovinate da un driver del cazzo, un aggiornamento venuto male o un requisito di sistema assurdo che richiede ore di lavoro per essere sistemato. Inoltre sono sicuro che finché potrò trovare una console funzionante avrò accesso ai miei titoli, anche per questo molti titoli di era PC li stò downgradando alle versioni PS2, GameCube o Xbox.

  5. Effettivamente Torment andava meglio sul Pentium a 233MHZ che sul portatile Dual Core.
    E’ un po’ un peccato la non curanza con cui si perde l’opportunità di giocare a veri capolavori.

  6. Quando leggo certi commenti mi sembra di vivere in una bolla aurea, ma per quanto mi riguarda il PC è capace, ora come un tempo, di soddisfare appieno tutte le mie esigenze ludiche.
    E non ho nemmeno problemi di retrocompatibilità (o meglio, uno si: Aike’s Artifact non va su SO a 64bit), trovo sempre patch più o meno ufficiali che estendono il supporto ai SO più recenti, e per eventuali problemi di drm nei casi più estremi anche il crack è una soluzione. Per quelli più antichi dosbox aiuta.
    I giochi recenti escono in quantità, il mercato indie è florido e con il DD si può contare spesso su ottime offerte.

    Non sento alcuna esigenza di una PS3 o di una Xbox 360, nonostante qualche titolo mi incuriosisca.
    Discorso diverso per il Wii che, da vecchio appassionato di platform, mi attira non poco, e spero prima o poi di farlo mio.

  7. @ Aton:

    Bisogna anche ragionare in termini di prospettive. Il mercato PC è cambiato e, a mio avviso, ha perso da un pezzo il suo ruolo da protagonista. Come quando la Fiorentina calcistica (o Florentia?!?) è stata retrocessa diversi anni fa. C’era ancora, ma il suo ruolo era marginale, nella scena. Prima che tornasse a significare qualcosa, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia.

  8. Resta sempre una questione di punti di vista. Se parliamo di Mass Market, il PC non sarà MAI protagonista, per tanti motivi, alcuni dei quali già citati nei commenti precedenti.
    Resta comunque la piattaforma di riferimento per tutti gli amanti di rts, rpg di un certo tipo, mmog in generale e per tutti quegli ottimi titoli dell’est europa che vengono sempre pensati con il PC in mente e poi, eventualmente, convertiti.
    Discorso simile per la scena indie, capace di proporre prodotti vari e spesso di ottima qualità e capaci di vendere anche senza tutta la pubblicità che altre piattaforme possono offrire.
    Tralascio il discorso mod, troppo soggettivo.

    Poi volendo si potrebbe fare il discorso per cui le console di questa generazione in gran parte non fanno altro che introdurre in maniera massiva alcune delle caratteristiche tipiche del gaming su pc: fps, qualche rts, gioco online, community e arriverà anche qualche mmog.

    E’ una questione di prospettive, appunto: quella dei blockbuster vede il pc ai margini ed è quasi impossibile che possa raggiungere PS3 e Xbox360.
    Se si parla di qualità e varietà dell’offerta, personalmente ritengo che il PC non abbia rivali, o per lo meno possa giocarsela alla pari con tutte le altre piattaforme.

  9. Il pc si fa nicchia sempre di più. O meglio, molte nicchie.
    Sarà sempre più difficile vedere grandi titoli non multipiattaforma.
    Ma non deve essere necessariamente un male

  10. A mio avviso nessuno ha colto veramente il punto della faccenda.
    Il Pc come macchina da gioco non interessa più gli sviluppatori non perchè non sia incredibilmente efficace, o perchè non abbia utenza (tutt’altro in entrambi i casi), ma per via della pirateria.
    Parliamoci chiaro: scaricare e crackare un gioco per PC è un’operazione che ormai è in grado di fare qualunque maschio eterosessuale, mentre modificare una console (quando è possibile) significa molto spesso portarla da qualcuno in grado di farlo e pagarlo, per poi dover comunque imparare a creare i relativi cd ecc ecc.

    Altro punto:
    Il mercato console è incredibilmente appetibile per gli sviluppatori perchè la gente compra i giochi, compra le nuove consoles più potenti quando escono, in particolare questo ultimo aspetto è determinante.
    I giocatori inseguono le varie consoles guardando a differenti aspetti, che possono essere di status symbol o di effettiva consapevolezza, e il parco giochi viene a traino, oppure avviene il contrario, è un determinato gioco che induce l’acquirente a comprare quella console … questo legame indissolubile (fatto di accordi esclusivi) è la forza di questo mercato, che si rigenera in continuazione con l’uscita cadenzata di nuovi titoli e di nuove consoles.

    Per esempio, su console non conosco molti utenti che si soffermano su un titolo per molto tempo, mentre su PC io stesso ho reinstallato e rigiocato Morrowind, Mafia, Freelancer, GTA: SA, Fallout 2, Torment e altri titoli un numero infinito di volte, portando il monte ore di gioco su questi titoli a cifre davvero ragguardevoli.
    Merito dei giochi sicuramente, ma merito anche della possibilità di accedere a comunità attivissime che sfornano mods interessantissimi in continuazione.
    Ora ho comprato un nuovo portatile per necessità professionali, ma fino ad un mese fa la mia unica macchina da gioco era un P4 2 gh, 1 Gb di Ram, GeForce 5900 … e ho giocato alla grande!
    Certo sono stato un pessimo cliente per gli sviluppatori di nuovi giochi per PC, nonostante tutti i giochi sopracitati li possegga nelle loro confezioni originali.

    L’ipotetica “morte” del PC come macchina da gioco non è imputabile alla sua inadeguatezza, tutt’altro, piuttosto è il PC che spinge il giocatore a rapportarsi in maniera diversa con il gioco e con il mercato delle nuove uscite, permettendogli di nicchiare comodamente in un piccolo paradiso di pirateria e retrogaming.

  11. “Il pc ha un’offerta troppo variegata (come gioco e altro) e quindi secondo me frammenta la platea. Nelle console pare più facile trovare videogiocatori pronti a comprare”.

    Cristo é proprio quello che dico sempre io.

  12. quel che mi inquieta del mercato console attuale è la facilità con cui la maggior parte dell’utenza accetta un sistema più chiuso e controllato, per amore di semplicità di utilizzo

    Non ho alcun problema a giocare su più piattaforme, ma continuerò a preferire su tutti il pc solo per questo 

  13. Kaos wrote:

    quel che mi inquieta del mercato console attuale è la facilità con cui la maggior parte dell’utenza accetta un sistema più chiuso e controllato, per amore di semplicità di utilizzo

    Non è amore di semplicità di utilizzo (o meglio, non solo) alla maggior parte dell’utenza non frega nulla di mod e contorni relativi.

  14. Non gliene frega, ma sono comunque privati di feature che possono andare comunque a loro vantaggio.

    Se il discorso fosse solo “Non ci sono queste feature, ma per il resto è tutto come sempre”.
    Se invece vogliono sfruttare la chiusura del sistema per poter lucrare su quel che hanno “tolto”, mi girano un pelo..
    E non parlo tanto di dlc e mappack,che si possono allegramente ignorare, quanto di come,ad esempio, una sh sia impossibilitata a rilasciare un espansione gratuita per un suo gioco per limiti imposti dal Xbox Live.

  15. Insomma la questione é risolta e l’abbiamo capita tutti.

    Il mercato console si é ingrandito, ma per diventare cosí grande ha rinunciato alla libertá creativa. Greg Zeschuk di Bioware ha detto pochi giorni fa: “continueremo a fare giochi tripla-a console, ma esploreremo e sperimenteremo in modo aggressivo”… il che indica chiaramente una contrapposizione tra il freddo e commerciale mondo dei giochi console, e quello PC, che mixa guadagno a sperimentazione. Perché sperimentare ha pure il suo “mercato” e dá soddisfazioni… l’uomo non puó vivere senza progressione, senza sperimentare, senza passioni e idee.

    Il mercato PC si tiene piú stretto proprio per non far morire le nicchie.

    fine della storia
    ciao!

  16. Simone “Karat45” Tagliaferri wrote:

    Il mercato PC si tiene più stretto perché la gente pirata tutto, anche i giochi che vengono letteralmente regalati… è così difficile farvelo entrare in testa?

    Ma allora perchè continuare a sviluppare su pc, lasciamolo al suo destino e bon.

  17. Non so se il mercato PC sia totalmente sul viale del tramonto.

    Sicuramente c’è bisogno di una sorta di “cambio di identità”. Una decina di anni fa il PC più o meno faceva la concorrenza alle altre piattaforma per tipologia di offerta e per popolarità del proprio parco titoli, ora che parecchi generi sono stati ampiamente sdoganati su console direi che probabilmente è il momento che il PC punti su altri cavalli di battaglia, dal punto di vista del marketing e dell’offerta. Le varie “nicchie” possono sopravvivere ma che piaccia o no non generano investimenti importanti nel settore.

    Per dire, anni fa acquistavo molti ma molti più titoli per PC, oggigiorno invece mi ritrovo solo ad acquistare al massimo avventure grafiche, rts e i titoli indie che mi interessano. Per gli altri generi mi rivolgo alle altre piattaforme.

  18. Quests.of.Fenriz wrote:

    @ Simone “Karat45″ Tagliaferri:
     
    cazzate. La pirateria non incide. Lo pensi solo perché l’hanno detto altri prima di te, e ti sembra vero per lo stesso motivo, perché l’hanno detto altri froci.

    Dai che ci siamo!

  19. @ StM:
    Uffi, sì.

    E io che peravo di entrare nella top ten dei più commentati… 🙁

  20. Piratere un gioco PC è davvero più facile di uno console?

    Vediamo, nel gioco console ti basta moddare il firmware del lettore con un cavo SATA, ammettiamo che l’utente medio non lo sappia fare e se lo faccia fare, succede che l’azione che deve compiere è:
    cercare la iso, scaricare la iso, masterizzare la iso.
    Punto.
    Nel gioco PC, dopo i primi due passi, subentra tutto il sistema di crack che quando non va dal “copia l’eseguibile” (della stessa difficoltà di premere burn iso eh) finisce con una serie di magheggi più o meno ad alto livello che richiedono comunque una buona conoscenza del mondo informatico.
    Io non ne sono mica così convinto che sia “più facile piratare” e sinceramente manco che sia “più diffuso” rispetto alle console.
    Piuttosto il paradosso del fatto che servono pc sempre meno potenti pre giocare perchè i giochi sono sempre più adattati male.
    Questo scontenta la branca dura PC, quella che campa di tuning e overclock, e scoraggia l’utente occasionale che vede nella console un mezzo più rapido e d’uso.
    Il PC per “giocare” è un retaggio che hanno i vecchi gamer 80-90, al giorno d’oggi è visto come in principio, una macchina d’ufficio.

  21. Beh, considera che 360 è la console più piratata al momento, ed in effetti, sono due\tre anni che i giochi non riescono ad andare oltre una certa barriera di vendite (solitamente i 2 milioni, tranne poche e rare eccezioni), che poi erano i picchi di vendita dei primi mesi di vita della console per i giochi belli. Evidentemente gli early adopters sono anche i clienti più fedeli! E’ paradossale che abbia anche il numero più alto di attach rate (giochi venduti per console). Mi pare attorno al 9, conto solo il 5 di PS3.

  22. DOmanda: ma se su XBOX Live i mod amatoriali (non la diarrea Indie da 80 MSP) venissero venduti con un sistema del livello dell’App Store dell’iPhone, ecco… se i mod avessero dei canali del genere, il PC avrebbe ancora motivo di esistere? Secondo me questa eventualità sarebbe letale per il picchio.

  23. nevade: “Nel gioco PC, dopo i primi due passi, subentra tutto il sistema di crack che quando non va dal “copia l’eseguibile” (della stessa difficoltà di premere burn iso eh) finisce con una serie di magheggi più o meno ad alto livello che richiedono comunque una buona conoscenza del mondo informatico.
    Io non ne sono mica così convinto che sia “più facile piratare” e sinceramente manco che sia “più diffuso” rispetto alle console.”

    Ma ti leggi? Eh si, montare l’ISO col daemontools e copiare la crack nella cartella del gioco è “un magheggio ad alto livello”, certo. Piuttosto trovo l’amico smanettone che mi modda la console (fottendomi la garanzia, ma poi chissene, tanto l’xbox non si rompe mai) e scarico le iso… ah, per scaricare e masterizzare le iso mi serve anche un pc, però sono dettagli.

    L’hanno già scritto, lo ripeto lo stesso: l’80% del problema su PC è la pirateria, il restante 20% sono i requisiti di sistema, visto che tanta gente compra i giochi a caso senza avere idea di cos’ha dentro il case e poi li riporta/rompe il cazzo al call-center del publisher. Il resto sono cazzate. Ah, e giocare a FPS e RTS con mouse e tastiera PWNA il giocarci con qualsiasi altra periferica (per ora, vedremo col kinetc et similia) 😉

  24. La Rikkomba Vivente wrote:

    DOmanda: ma se su XBOX Live i mod amatoriali (non la diarrea Indie da 80 MSP) venissero venduti con un sistema del livello dell’App Store dell’iPhone, ecco… se i mod avessero dei canali del genere, il PC avrebbe ancora motivo di esistere? Secondo me questa eventualità sarebbe letale per il picchio.

    cosa li distinguerebbe da dlc classici?

    l’essenza del mod è nel fatto che un utente decida di modificare un gioco indipendentemente dalla casa di produzione

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