Ringcast Extra 13 – si parla di Lost

I ragazzi di Ringcast fanno un’uscita speciale di fine Agosto per… parlare di Lost. Non mi guardate con quelle facce ebeti. Un giorno Dio li punirà per questo e Gatsu partorirà con gran dolore e Vito ridiverrà un ciccione. Fino ad allora scaricate tutti i podcast che segnalo.
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Quand’ero piccolo, mio nonno, pace all’anima sua, mi ha insegnato come chiudere qualsiasi discorso: rispondendo sempre e comunque “D’altra parte è così”. Esempio: oggi piove – d’altra parte è così. Ho pagato 500€ di bolletta del gas – d’altra parte è così. Alla domanda: “Ma perchè RingCast fa una puntata su Lost, quando dovrebbe parlare di videogiochi?”, noi infatti rispondiamo: d’altra parte è così. Nello speciale più OT di sempre, RingCast risponde con gente che ne sa a domande tipo: abbiamo perso tempo per 6 anni? Lost è la serie più bella di sempre, o un complesso imbroglio massonico per distrarci dal men che entusiasmante andamento del PIL? Gli sceneggiatori sono dei cazzari? C’è una strana tensione virile fra Jack e Hugo o sembra solo a me? La risposta a questi e altre inquietanti misteri in RingCast Extra 13 – Speciale Lost. Con noi in studio: il critico cinematografico più incompreso d’Italia (Fulgenzio), il peloso mastermind di Metal Gear Solid: Philanthropy (Giacomo Talamini) e per la prima volta sulle nostre frequenze Fabio Guaglione di Fast & Forward, responsabile assieme all’altro Fabio degli eccezionali cortometraggi EDEN, The Silver Rope e Afterville.

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Blog: http://www.parliamodivideogiochi.it

Ninja Training

Pubblicato & Sviluppato da Forge 11
Piattaforma iOS |Agosto 2008

Tra i passatempi su iOS c’è l’imbarazzo della scelta, quindi ammetto che ho provato imbarazzo quando la neonata (ed italianissima) Forge 11 mi ha chiesto un’opinione sul loro titolo di lancio. Ninja Training è un passatempo, più che un vero e proprio gioco, e si ispira a titoli analoghi come Canabalt o Ninja Fruit. Non ci sono veri e propri livelli ma solo un gameplay molto semplice che continua all’infinito, diventando sempre più difficile: detta così, sembrerebbe roba già vista.

Il gioco è molto semplice nel concept come nella presentazione: grafica retro ed un gameplay che si riduce a controllare un ninja che deve schivare diversi tipi di oggetti lanciati dai suoi simpatici compagni di corso. In redazione sono noto per essere molto esigente sui sistemi di controllo per iOS, ma fortunatamente Ninja Training è quasi del tutto esente da difetti, almeno per quanto riguarda il suo schema di controllo di base: esso consiste in un tilt control per i movimenti destra/sinistra e nel tapping dello schermo per saltare. Il layout di gioco è impostato in maniera tale che ci sono ampi spazi morti nelle zone periferiche della parte superiore dell’area di gioco (dove si arriva più facilmente con il pollice senza piegarlo) per poter tappare senza oscurare la visuale di gioco con la mano. Questo da solo basterebbe a promuoverlo come un titolo competente e valido, che sa impersonare la filosofia del gaming mordi & fuggi di iOS con successo, ma c’è ancora dell’altro.

Nonostante si tratti di un titolo d’esordio, Forge 11 ha deciso molto intelligentemente di adottare per esso OpenFeint, una sorta di Xbox Live per periferiche Apple (nonché il prossimo grande nemico da sconfiggere per Steve Jobs), fornendo un set di achievement che si prestano come spunto ad una sorta di gioco nel gioco. Non tutti gli oggetti che ci vengono tirati contro sono mortali: alcuni, come i palloni, rimbalzano; altri, come i kunai, possono essere usati per saltarci sopra, creando dei trampolini dinamici. Queste piccole aggiunte al gameplay offrono la possibilità di compiere dei virtuosismi acrobatici e delle combo per i quali si verrà ricompensati con appositi achievement, oltre che con un punteggio più elevato.

In definitiva, dato il prezzo contenutissimo (0.79€/0.99$) e il gameplay sufficientemente vario, Ninja Training è un buon passatempo, nonché un buon titolo di esordio. Gli unici difetti che gli si possono imputare sono di non aver investito di più nella simpatia dei protagonisti e nelle ricompense derivanti dalle acrobazie (che comunque danno molta soddisfazione). Per il resto si tratta di un gioco che non ha nulla da invidiare agli altri titoli del genere e che speriamo di vedere presto anche su Android!

Rayman 3: Hoodlum Havoc

Prodotto e sviluppato da Ubisoft | Piattaforme PC/PS2/GameCube | Rilasciato nel 2003

Esilarante! Basterebbe questo per esprimere le emozioni vissute giocando a questo terzo episodio delle avventure di Rayman. Immediato e intuitivo, il titolo della Ubisoft ci impegnerà lungo nove capitoli, ciascuno dei quali caratterizzato da ambientazioni molto differenti sia nella veste grafica che nelle modalità con cui superare gli ostacoli predisposti lungo il nostro cammino. Oltre alle classiche sezioni interamente dedicate al salto delle piattaforme e alla raccolta di coins (utile per sbloccare filmati extra e minigiochi), Rayman 3 propone una varietà di situazioni da affrontare decisamente originali per il genere. Dalla corsa in stile Supreme Snowboarding e quella sui  vettori per il passaggio tra macro livelli, alla traversata dell’oceano a bordo di una nave, sparando con cannoni per difendersi dall’attacco di terribili pesci meccanici, mentre il nostro compagno Globox (al timone) urla: “Siamo i re del mondo!”. Se la trama non presenta particolari elementi originali (il nostro obiettivo ultimo sarà quello di liberare il popolo dei Lum rossi, imprigionati dalle controparti nere), ciò che lascia davvero a bocca aperta è il comparto audio. Musiche che si integrano perfettamente all’azione e che ne esaltano lo scorrere; una localizzazione così accurata da riuscire a restituire l’ironia e la comicità che gli sviluppatori hanno attribuito ai vari PNG (Globox e Andrè in primis) che ci accompagneranno per il paio di settimane di tempo richieste dal gioco per essere portato a termine. Dialoghi ricchi di citazioni, non ultima quella di Half-life, che descrive le condizioni atmosferiche del quartier generale di “Black Lusa”, in perfetto stile Black Mesa e doppiata dalla stessa voce ascoltata nel titolo Sierra. Rayman 3 è un gioco fatto davvero bene e, rutto di Glut, grazie alle trovate geniali dei programmatori (che non sembrano finire mai), riuscirà a sorprendervi fino all’ultimo momento. Imperdibile!

Outcast: The Dead Space Experience

Quali degli eventi sotto elencati sono i più improbabili a verificarsi in questo strato del multiverso?

1) Il PD che fa opposizione
2) Una donna vergine che partorisce un bambino e gli fa fondare una religione
3) Il Maderna che ci segnala l’uscita di un numero di Outcast?

Cioè, ragazzi, parlano due ore di… Dead Space! In attesa che dedichino una puntata monografica a un gioco bello, scaricate questa e state a sentire!
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Nuovo esordio per Outcast, con i podcast monografici dedicati a una serie, un gioco, una pucchiacca, una qualsiasi cosa. Si parte con Dead Space, tutto quanto, tutto assieme. Viene fuori un mezzo casino, ma fatto con passione.

Il sito (su cui ci potete ascoltare in streaming e trovare tante informazioni INTERESSANTISSIME), sta qua.

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L’MP3 dell’episodio si scarica qua.

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ArsLudicast 2: Dopolavoro Ars Ludica

Che fanno i vostri eroi in estate?

Ascoltando questa puntata doppia di ArsLudicast (perché non vi facciamo mancare nulla, nemmeno le minchiate) Matteo Anelli (con la laringite per il troppo surf), Simone Tagliaferri e Roberto “Il Cinese” Turrini (il trentenne che ne ha avute di esperienze… multiplayer) proveranno a spiegarlo, divagando come pochi, schiavi dell’alcool e del clima vacanziero ormai agli sgoccioli, mentre il prode Vittorio Bonzi li conduce dritti dritti all’inferno dei lamer.

Si parla di giochi, così tanti giochi che abbiamo dovuto fare una lunga selezione (è bastato scartare le cagate a cui gioca Simone) per lasciare il giusto spazio alle nostre solite pippe mentali.

In questa puntata troverete le nostre opinioni su titoli molto attesi come Portal (beh, all’epoca era atteso e molti Mac user stanno ancora aspettando dell’hardware adatto a giocarci e che non costi come quattro PC), Starcraft 2, Dragon Quest IX e il recentissimo Lara Croft and the Guardian of Light, più tutta una serie di opinioni volanti su altre cose della vita.

Come al solito se volete condividere con noi le vostre insulse opinioni fatelo qui sotto, oppure scriveteci ad arsludicast@arsludica.org.

Scaricate l’episodio:

Anteprima:

 

Scaletta:

  • 03:00 – Roberto Turrini parla della sua esperienza estiva con Portal
  • 22:40 – Dragon Quest IX
  • 36:40 – Una breve digressione su Lost Odyssey ed il suo modo di raccontare
  • 39:10 – Borderlands: il gioco che dà dipendenza
  • 41:00 – Lo aspettiamo Rage? O altri giochi post-apocalittici?
  • 45:00 – Starcraft 2: gli RTS online diventeranno mai realmente strategici?
  • 1:02:40 – La gemma del Summer of Arcade di Xbox 360: Lara Croft and the Guardian of Light
  • 1:10:30 – Il co-op di Lara ispira tristi confronti con Castlevania HD
  • 1:12:40 – Il Cinese (intimo fan di PSP, a differenza di Sony) e la sua estate con il Nintendo DS

Brano in Apertura:
Uncharted Theme, arrangiato ed eseguito da Alessandro Monopoli

Brano in Chiusura:
Sedge Tree (Shenmue OST), di Takenobu Mitsuyoshi