[Gli ani in faccia] Orrori di Traduzione

C’è ancora qualcuno che crede che quel po’ che resta dell’industria videoludica italiana e dei suoi indotti sia composta da stimati professionisti che amano il mercato e farebbero di tutto per evitare un suo danneggiamento?

Dopo questo retro di confezione (che, ricordiamolo, dovrebbe vendere il gioco) credo solo che sarebbe utile che anche quel fantasma che è la nostra industria si depuri da certe facilonerie prive di sostanza da ex miracolati della new economy e inizi veramente a crescere.

Sul serio: ma chi ha approvato questa copertina?

16 comments on “[Gli ani in faccia] Orrori di Traduzione

  1. In teoria questa cosa è stata approvata da Nintendo (c’è il sigillo di qualità), ma non so se sia apposto in automatico per tutti o che altro.

    In ogni caso non vuol dire che sia stato tradotto per forza in Italia. Molto spesso per queste cose si affidano ad agenzie straniere, spesso in Paesi dell’Europa orientale (dove il costo del lavoro è più basso), e capita che non ci sia alcun italiano a tradurre.

    Per lavoro mi capita spesso di assistere a scene del genere: per esempio capita che agenzie di traduzione affidino agli spagnoli traduzioni in Italiano (tanto italiano e spagnolo sono uguali) e ne esce una lingua a metà strada.

    Per risparmiare si abbassa la qualità, e i risultati sono quelli che sono.

  2. “è la nostra industria si depuri da certe facilonerie prive di sostanza da ex miracolati della new economy e inizi veramente a crescere.”

    Non ho capito questa frase.

  3. Nel senso che dieci\venti anni fa poteva essere giustificato avere aziende che facevano traduzioni pietose (ricordiamo CTO), curate magari da persone inesperte e non qualificate. Come anche era scusabile avere personale di marketing che si approssimava a farlo ma che non aveva alcuna formazione o capacità per fare veramente marketing.

    Ora… beh, i volumi sono altri, la rilevanza pure e queste figure di merda le facciamo solo noi, con relativa perdita delle faccia sulle capacità e potenzialità del mercato italiano (e chi ha mai parlato di queste cose con altre realtà europee lo sa bene). Magari qualcuno potrebbe riconoscere i propri limiti e non dico farsi da parte ma almeno assumere gente a cui delegare compiti in cui ormai sono necessarie competenze specifiche (e a quanto leggo non banali quanto sembrerebbe)?

  4. @Tommy: hai perfettamente ragione. Però c’è un distributore italiano (che da quanto ho capito fa capo ad Halifax). Tra le altre cose dall’organigramma dell’azienda di distribuzione si capisce piuttosto bene dove finiscono i sovraprezzi italiani e (a questo punto) perché si lesini sulla qualità del packaging e (spesso) delle localizzazioni.

    O magari sono io che non capisco perché servono n passaggi in più rispetto al resto della distribuzione europea. Di certo nessuno l’ha mai spiegato 🙂

  5. @ Matteo Anelli:

    Mi sembra palese che questo packaging sia stato fatto con Google Translator e che nulla ha a che fare con l’attuale panorama delle localizzazioni italiane.

  6. “In tale attività Digital Bros ha raggiunto livelli di eccellenza, decretando il successo in Italia di titoli che hanno segnato la storia del mercato dei ”

    non ho avuto il coraggio di ammirare il pdf, scusatemi.

  7. Il packaging è stato fatto in Germania: vedi sotto il simbolo PEGI12, c’è scritto “assembled in Germany” e nel box a fianco c’è anche un’indicazione geografica: Großostheim (è in Baviera).

    Ma comunque credo che quelli del packaging non guardino nemmeno cosa stampano 🙂

    Per il prezzo non so, mi pare che sia più o meno lo stesso dappertutto, tranne che in Inghilterra, perché c’è un diverso trattamento fiscale…

  8. Si per la roba Nintendo il prezzo è identico in tutta Europa, indipendentemente dal distributore (salvo per i titoli che escono a prezzo budget che da noi sono solitamente a prezzo pieno lo stesso).

    La cosa cambia per le altre piattaforme, però. Una localizzazione non italiana è sempre meno costosa di una italiana e si parla di 10-20 euro, non di un arrotondamento dovuto all’IVA diversa. Ma stiamo divagando. Magari ne parleremo in un articolo sulle traduzioni schifose.

  9. io per capire il titolo del gioco ho dovuto googlare “Little Lip Theater”, giuro.
    comunque non avete mai visto la copertina di Zombie Virus per Playstation 2: tutte le lettere accentate sono diventate per magia dei punti di domanda.

  10. E’ palese che la traduzione sia stata fatta con Google Translator o comunque un vocabolario da qualcuno che NON SA l’italiano; basta vedere i manuali multilingua degli aggeggi elettronici cinesi, tutti tradotti allo stesso modo di questa copertina. Ah, e avete detto che è distribuito da Halifax/Digital Bros, quelli che insieme a PES distribuiscono in Italia tutta la fuffaccia marcia per NDS e WII di qualità più scadente, tra l’altro proposta a prezzi ridicolmente alti. Per essere chiari, praticamente lammerda.

  11. Avessi letto prima questo post: ho parlato con la PR di NIS America al gamescom e si dichiarava soddisfatta delle vendite del gioco in occidente.

    Chissà quanto ha venduto in Italia visto che un profano, girando la confezione, non può nemmeno capire di che genere si tratta…

    Le manderò il link a questo post.

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