Mafia II

Prodotto da 2K Games| Sviluppato da 2K Czech | Piattaforme PC, Xbox 360, PS3 | Rilasciato nell’agosto 2010

Mafia II usa in modo classico, ma inedito nei videogiochi, alcuni simboli religiosi.

La versione testata è quella PC

Vito Scaletta è il figlio di due immigrati siciliani sbarcati negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Il padre è un ubriacone e la madre è una donna sottomessa e timorosa. Vito cresce in uno dei quartieri poveri della città di Empire Bay, dove diventa amico di Joe Barbaro, comprimario che lo accompagnerà per tutta l’avventura. Vito e Joe campano di espedienti e piccoli furti e, proprio in seguito a una rapina a una gioielleria, Vito viene arrestato e spedito in Italia per combattere la Seconda Guerra Mondiale. Ferito a una gamba durante l’operazione Husky, torna in patria e si rimette in contatto con Joe, che lo introduce al mondo della malavita organizzata. Le ristrettezze in cui si trova, un forte debito contratto dal padre e la voglia di cambiare vita spingono Vito dentro un sistema piramidale che gli darà i mezzi economici che gli servono ma che lo comprometterà per sempre.

Mafia II mostra, per l’ennesima volta, la criminalità organizzata vista dal punto di vista americano. Anzi, diciamo meglio: vista da dei cechi (nel senso di abitanti della Repubblica Ceca) cresciuti a film di Coppola e Scorsese. Chiariamo subito che in Mafia II non c’è alcuna mitizzazione del fenomeno mafioso o della criminalità in generale, che è mostrata nella sua crudezza e nei suoi tratti più cinici. È un sistema gerarchico che ha come unici scopi l’arricchimento dei suoi membri e la tenuta dei territori controllati: parte del romanticismo del primo Mafia è andato perduto. In compenso molto si è guadagnato dal punto di vista descrittivo, con una ricerca maggiore a livello di messa in scena.

Il capitolo ambientato in prigione è particolarmente significativo.

Vito Scaletta non è un eroe romantico che scala la criminalità fino ai suoi vertici alla ricerca di un sistema di valori che lo protegga dalla modernità strisciante, ma è un ragazzotto che vuole fare soldi facili e contare qualcosa, come quel boss siciliano che, nel primo capitolo, mette fine a una battaglia parlando in un megafono. Vito è un mediocre: è timoroso della vita che ha scelto e ha sempre qualcosa da dire sulla missione successiva che gli viene affidata, senza però mai arrivare al punto di ribellarsi. Gli piace la bella vita e consuma donne, soldi e auto di lusso. Finisce in prigione per un lavoretto fatto per un mafioso, ma appena esce rientra nel sistema senza battere ciglio. È abbagliato dalla ricchezza, ma non è abbastanza intelligente da capire come funziona il meccanismo di cui è un ingranaggio. La sua è una vera e propria parabola con un finale che urla “DLC incoming” da tutti i pixel, pur nel suo presunto pessimismo (mi aspetto presto un finale vero a pagamento).

La Empire Bay a cavallo degli anni ’40 e ’50 è una metropoli immaginaria ma riconoscibile, un po’ come lo era la Lost Heaven del primo Mafia e la Liberty City di alcuni Grand Thef Auto. È la città labirintica che inghiotte i suoi abitanti, rendendoli formiche nella sua monumentalità e nella sua indifferente monoliticità. È uno scenario perfetto per un gioco del genere, anche se ormai alcuni luoghi sono diventati comuni e non stupiscono più.

Mafia II tenta quello che non è riuscito a GTA IV, ovvero raccontare una storia che appassioni il giocatore dall’inizio alla fine. Per farlo gli sviluppatori hanno deciso di rinunciare a tutta una serie di extra di contorno che fanno parte degli stereotipi del free roaming e di accorciare un po’ il brodo rispetto alla media. A differenza di GTA IV (il punto di riferimento del genere) non si viene continuamente distratti dal dover fare qualcos’altro e, soprattutto, il racconto procede senza missioni tappabuchi messe lì come contentino. In Mafia II ogni capitolo ha una sua funzione nell’economia complessiva dell’opera e non viene mai voglia di mettersi a vendere auto o di andare a caccia dei numeri di Playboy, abbandonando le vicende di Vito.

Vito Scaletta

In questo caso non credo che la linearità sia da criticare. Si tratta evidentemente di una scelta stilistica (anche se i più maliziosi potrebbero commentare che è sì una scelta, ma per vendere più DLC), filologicamente coerente con quanto visto nel primo Mafia, che favorisce la narrazione al resto. Come esperienza personale, posso raccontare di aver abbandonato a metà GTA IV dopo l’euforia iniziale, mentre ho portato a termine Mafia II tutto d’un fiato. Il motivo è semplice: nel titolo Rockstar ci si trova a dover svolgere una grande quantità di missioni secondarie senza senso, appiccicate in mezzo alla trama principale, che possono demotivare il giocatore, facendo scemare la tensione narrativa creata dalle vicende iniziali di Bellic e soci. In Mafia II la tensione non viene mai meno e, anzi, c’è un crescendo di eventi principali, ritmati da altri apparentemente minori, che mantiene vivo l’interesse fino al finale.

Parlando di sparatorie (cosa sarebbe un gioco sulla criminalità senza le sparatorie?), sinceramente stento a capire le forti critiche di cui sono state oggetto. Certo, non sono difficilissime e sono rari i momenti impegnativi (soprattutto grazie al sistema di cura automatica, tanto caro ad alcuni giocatori), ma in confronto a quelle di GTA IV, che non ha subito lo stesso massacro, sono molto meglio… almeno sono giocabili e non ci si ritrova a mirare agli uccelli perché il sistema automatico ha deciso così. Oltretutto non sono eccessive, nel senso che sono posizionate molto bene all’interno della storia e non appaiono mai gratuite (chi se la ricorda la missione folle di GTA IV in cui Bellic sterminava le forze di polizia sulle strade di Liberty City, senza che nessuno, il giorno dopo, si ricordasse di lui?).

On the road, again.

Commento: Mafia II non è brutto com’è descritto da molti: semplicemente è incentrato più sulla narrazione che sugli elementi di contorno, a differenza della maggior parte dei titoli free roaming. Per questo motivo può risultare indigesto a chi è legato alla visione Rockstar della vita, quella da supermercato della violenza modaiola. Consci di questo, sapete cosa aspettarvi. Personalmente sono solo contento di non dover perdere tempo ad andare a caccia di piccioni o di salti; anzi, dirò di più, per me potevano risparmiarsi anche di spargere in giro per la città le cinquanta riviste di Playboy da raccogliere.

18 comments on “Mafia II

  1. Perchè il finale vi risulta così indigesto?
    Si sceglie una chiusura anti-climatica evitando l’epicità classica a tutti i costi che ha veramente sfracellato il cazzo nel dover trovare a tutti i costi uno “scontro finale” (che comunque è presente in minima parte ma viene giustificato in modo coerente) risultando in linea con quanto raccontato fino ad ora e lasciando ai pochi ma (volutamente!?) secchi momenti di regia su un primo piano che, memore delle cose successe, acquisisce una forza che esula dal “mostrare in se” lasciando allo sguardo tridimensionale il compito di concretizzare il senso del tutto.
    L’avidità, la ricerca dei soldi facili, l’estemporaneità della vita all’interno e all’esterno di due differenti sistemi sociali in cui la città, vuota ma estremamente caratterizzata, ne rappresenta a piena la vacuità meccanica.

  2. Il finale secondo me è perfetto per la storia che racconta e per come è caratterizzato Vito. Come dici giustamente è uno che fa parte volontariamente di quel sistema, ma ne è intimorito. Quindi spero non esca un DLC a cambiare il finale che lo renderebbe soltanto più banale.
    Ti sei scordato dei cartelloni dei ricercati da trovare in giro, 150 nascosti nei punti più assurdi (io ne ho trovato 1, l’unico che trovi senza andare in giro, ma ho visto un video sulle posizioni degli altri e veramente è da folli trovarli tutti)

  3. Si aggiungo che finalmente un “gioco” che tenta finalmente al pari di Heavy Rain di raccontare una storia privandosi di quelle meccaniche prettamente ludiche (ma anche prettamente rompicoglioni) che finiscono con lo stonare con questi prodotti.
    Basta i piccioni da cercare basta perdio.

  4. Il finale non mi è dispiaciuto, ovvero, lo troverò bello solo nel caso in cui non escano DLC a modificarlo. 

  5. Il problema di Mafia II, per ciò che mi riguarda, è che sa di già visto. GTA IV (dato che ci tengono tutti a paragonarlo) mi ha soddisfatto un po’ di più a livello prettamente ludico e le missioni secondarie che critichi non le devi mica affrontare per forza (inoltre sono già incluse nel prezzo :D). Francamente mi aspettavo di più, di certo non puo’ tenere testa al primo (anche per la differenza di età). 

  6. Ma non può tenere testa solo perchè viene dopo o per altro?
    Voglio dire se invertiamo i due giochi, facciamo finta che le vicende di Tommy Angelo vengono narrate in questo Mafia 2 mentre quelle di Vito nel primo con tanto di cambio di atmosfera da “romantico racconto mafioso” a “spin-off Scorsesiano con joypad di Goodfellas” sarebbe lo stesso?

  7. Dico solo che la storia di Tommy e tutto ciò che ci gira intorno (struttura e gameplay), mi conquistarono soprattutto perché all’epoca era qualcosa di fresco. Oggi Mafia II sa’ di già visto e un po’ di posticcio. Dopo tutti questi anni era legittimo aspettarsi qualcosa di più (non c’è un momento, dico uno, in cui sono rimasto sorpreso di qualcosa), è “soltanto” un buon gioco. 
    Certo è chea nche la politica dei DLC non aiuterà a farmelo amare.

  8. @ Vittorio “lamb-O” Bonzi:
    Certamente, non so che associazione di italoamericani in Usa a tre giorni dall’uscita ha chiesto che tutti i riferimenti agli italoamericani fossero eliminati dal gioco.

    Sono andati a fare anche una manifestazione a New York il giorno del lancio o della festa organizzata da 2K per il lancio.

  9. A me non ha esaltato questo gioco. Va bene la linearità, ma dev’essere supportata da una grande narrazione. A me in certi frangenti la storia è parsa un po’ banale e non abbastanza drammatica.

  10. Premetto: non ho ancora giocato questo Mafia II.
    Però ho giocato tutti i GTA su PC e ho amato alla follia il primo Mafia, e in fondo ho sempre pensato che il lato “free roaming” di Mafia fosse superrfluo, nel senso che proprio non aveva ragione di esistere visto che la città non forniva NESSUNA interazione (al di la dell’uccisione di passanti e gangster avversari) e nessun vero spunto per l’esplorazione.
    Il senso di un gioco Free Roaming dovrebbe essere quello di fornire al giocatore un mondo vivo in cui immergersi al di la delle missioni (primarie e secondarie), un ambiente simile per la sua caratteristica di rigenerarsi continuamente agli ambienti ludici Maxis che spesso vengono chiamati “sandbox”.
    In questo GTA IV a mio avviso ha fallito, onestamente i salti, i piccioni e le cazzate da scovare mi hanno sempre dato noia, avrei preferito di gran lunga avere la possibilità di svaligiare case, organizzare rapine (a mia scelta), comprare e gestire (in maniera molto superficiale si intende) alcune proprietà.
    In effetti GTA IV toglie anche il piacere di rubare macchine, azione che da il nome al videogioco, perchè non fornisce l’enorme numero di garage in cui parcheggiarle che era presente in San Andreas, diventando di fatto il più “povero” di tutti i GTA.
    Il free roaming deve avere un senso, altrimenti tanto vale concentrarsi su una buona narrazione e su un buon level design come aveva fatto il primo Mafia, che dal punto di vista del Free Roaming faceva cagare a spruzzo, ma che ho rigiocato con piacere almeno 5 volte.
    A quanto pare anche Red Dead: Redemption soffre della stessa malattia, un enorme territorio da esplorare ma poco da fare oltre a qualche missione generata random, ma queste sono solo voci che mi sono state riferite.
    Sto ancora aspettando un vero gioco “free roaming”.

  11. @ JimilBeck

    Smentisco quello che hai sentito su RDR, è molto più free roaming dei vari GTA: missioni secondarie e sfide ambientali (di cui 10 caccie al tesoro assolutamente fantastiche) danno veramente l’impressione di un ambiente più libero.
    Concordo sul fatto che Mafia sia un ottimo gioco ma un pessimo sandbox

  12. Provato CrackDown?
    Non è proprio quello che dici ma è un tipo di free roaming molto molto “giocoso” alla scoperta di power up che fanno aumentare le varie stat del PG trasformandolo in una specie di Superman con tanto di mega salto-grattacielo e idem.
    Niente di raffinatissimo ma l’ho trovato uno dei pochi free roaming in cui girovagara era divertente in primo e in secondo pagava sempre con qualche cosa per potenziare il personaggio.

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