Planescape: Torment su gog.com

Dopo lo scherzone che quelli di GOG hanno fatto ai loro utenti (me compreso), quasi non volevo dare questa notizia. Però l’amore ha vinto. Il secondo gioco del catalogo Hasbro pubblicato su GOG.com è nientemeno che Planescape: Torment. Come facevo a non segnalarvelo? Suvvia, se esiste Ars Ludica un po’ lo si deve anche a lui.

Per quegli sfigati inutili che non lo conoscono ancora (giocatelo ed evolvetevi dal vostro stato larvale!), diciamo che Planescape: Torment è uno dei giochi di ruolo per computer più belli e acclamati di sempre. Nato sulla scia di Baldur’s Gate, di cui condivide il motore grafico, ha impiegato poco ad emanciparsi grazie alle sue incredibili qualità. I giocatori rimasero infatti coinvolti da una storia insolitamente ben narrata che permetteva di risolvere la maggior parte delle situazioni semplicemente dialogando, dai personaggi profondi e ben caratterizzati e da una visione di fondo di ampio respiro, insolitamente ispirata per un videogioco. Era un’epoca felice in cui si pensava che i giochi di ruolo potessero evolversi in un senso che, invece, è andato perduto con gli anni.

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19 comments on “Planescape: Torment su gog.com

  1. Chiamalo scherzetto… per poco non ci restavo secco! Comunque i ragazzi di GOG.com sanno decisamente come farsi perdonare!

    “Per quegli sfigati inutili che non lo conoscono ancora (giocatelo ed evolvetevi dal vostro stato larvale!), diciamo che Planescape: Torment è uno dei giochi di ruolo per computer più belli e acclamati di sempre. ”

    In poche righe di infinita saggezza hai condensato l’essenza del perché “giocare” a Planescape: Torment.
    Sei il più grande recensore videoludico che abbia mai calpestato l’italico suolo!

    Come a distanza di millenni leggiamo ancora i classici del mondo antico, così nessun videogiocatore di ruolo del futuro potrà mai definirsi tale senza aver prima esperito Torment.

    Una nota di nostalgia: quanto erano belli i vecchi giochi bidimensionali! Ormai sono praticamente estinti (salvo rare, incredibili eccezioni come Machinarium). I giochi tridimensionali (graficamente parlando) invecchiano presto e male: gli sfondi disegnati a mano di tutti i “good old games” della Black Isle e della BioWare (e non solo) erano delle vere e proprie opere d’arte allora e tali restano oggi.
    Nello stesso periodo uscirono Icewind Dale II (stupendo), Neverwinter Nights (mediocre) e Morrowind (capolavoro): quale dei tre è ancora bello a vedersi adesso?

  2. Maestro Iachelino wrote:

    Una nota di nostalgia: quanto erano belli i vecchi giochi bidimensionali! Ormai sono praticamente estinti (salvo rare, incredibili eccezioni come Machinarium). I giochi tridimensionali (graficamente parlando) invecchiano presto e male: gli sfondi disegnati a mano di tutti i “good old games” della Black Isle e della BioWare (e non solo) erano delle vere e proprie opere d’arte allora e tali restano oggi.
    Nello stesso periodo uscirono Icewind Dale II (stupendo), Neverwinter Nights (mediocre) e Morrowind (capolavoro): quale dei tre è ancora bello a vedersi adesso?

    Chiaramente Icewind Dale 2, anche se come gioco non mi ha mai entusiasmato (troppo poco RPG per i miei gusti).
    Questa è una cosa che ho sempre pensato anche io, e vorrei tanto che qualcuno producesse ancora videogiochi con visuale “isometrica” e sfondi disegnati, come ai vecchi tempi.

  3. @ JimiBeck:
    Concordo! E’ vero che la serie di IW è meno ruolistica rispetto agli altri capolavori della generazione “Infinity Engine” ma… ne facessero ancora di giochi così!!! 🙂
    Ci sono alcuni titoli (guarda caso fatti dalle stesse persone…) che considero essere l’Età Aurea dei GdR: Fallout 1 & 2, Baldur’s Gate I & II, Torment, Icewind Dale 1 & 2, Arcanum, e Vampire: The Masquerade – Bloodlines (quest’ultimo, purtroppo, è un buon esempio di gioco 3D invecchiato male). Quasi quasi… aggiungo Deus Ex e Morrowind alla lista! (I miei preferiti sono, ovviamente, il primo Fallout e Torment.)
    Tuttavia comincio a pensare che sia solo un problema mio. Ti ricordi quando tuo padre o tuo nonno iniziavano una ramanzina col tipico: “Ai miei tempi…” e tu annuivi scocciato sollevando gli occhi al cielo? Beh, ultimamente (e sempre più spesso) anch’io mi ritrovo a esordire così… Sto invecchiando (e male) pure io! 🙂
    Un ragazzino che, ignaro dell’Età dell’Oro succitata, inizi la sua “carriera” di videogiocatore di ruolo con p. es. Dragon Age, dirà inesorabilmente ai suoi figli e nipoti: “AI MIEI TEMPI si giocava con Dragon Age! Quello sì che era bello! Mica le schifezze con le interfacce cerebrali da
    “Neuromante” con cui giocate voi giovinastri d’oggi!” 🙂
    Eppure sento (o meglio spero!) che non è proprio così. Certi giochi avevano dei protagonisti memorabili e una sorta di anima indefinibile, qualcosa che va oltre i mitizzati e distorti ricordi di gioventù. Ricordo che era possibile giocarsi tutto Fallout senza uccidere nessuno (che soddisfazione!) o il drammatico incontro fra Irenicus ed Ellesime alla fine di BGII. Penso all’umorismo demenziale di No One Lives Forever (un bellissimo sparatutto tra l’altro): sinceramente sono cose che non vedo più. Non basta mettere un inventario, un diario delle missioni e un albero di abilità da selezionare in un gioco qualsiasi per avere automaticamente un gioco di ruolo. Una delle prime missioni di Bloodlines consisteva nel recuperare dell’esplosivo da una banda di spacciatori che vivevano in una casetta nei pressi del molo di Santa Monica: un vampiro della razza Nosferatu doveva strisciare nelle fogne fin là, infiltrarsi nel cortile della casa rimuovendo un asse dalla staccionata, togliere corrente all’edificio, poi diventare invisibile e rubarlo nell’oscurità; un altro poteva assaltare la villetta e far fuori tutti a pistolettate o coltellate; un Gangrel poteva trasformarsi in un pipistrello mostruoso e fare a pezzi i malviventi coi propri artigli; un Tremere poteva usare la magia per far bollire il sangue degli inquilini spalmandoli sulle pareti; si poteva risolvere la questione contrattando sul prezzo della merce o ottenere l’ordigno gratuitamente con un po’ di persuasione; si potevano usare dei poteri di dominazione mentale per costringere il capobanda a sottostare al nostro volere o creare una vampira seducente e attirarlo in una trappola per azzannarlo (e magari ucciderlo) lontano dagli occhi dei suoi tirapiedi. Aggiungiamo che giocando con un Malkavian pazzoide ogni dialogo era assurdo e/o ridicolo e si poteva far impazzire anche le proprie vittime. E, se ben ricordo, si otteneva più esperienza risolvendo la situazione in maniera creativa piuttosto che facendo una strage. Inoltre non uccidere nessuno permetteva di rincontrare quei teppisti in seguito. Correva l’ormai lontano 2004, chi ha più visto qualcosa di simile oggi?

  4. Rikkomblog wrote:

    Mass Effect?

    Mi accingerò all’impossibile: criticare Mass Effect. A scanso di equivoci dirò subito che ME 1 & 2 sono due tra i miei giochi preferiti. Certo è ancora un GdR, tuttavia proviamo a decostruirlo ai minimi termini: una missione tipo si riduce nell’andare da un punto A a un punto B eliminando ogni forma di resistenza e, giunti nel luogo prefissato, si decide la sorte di qualcuno secondo lo schema EROE (salvo e/o risparmio tutti quanti) o RINNEGATO (faccio una strage); il tutto si può ripetere diverse volte nel medesimo livello. Lo so, è riduttivo, ma in soldoni il 90% del gioco è così. Ovviamente le scelte morali e dialogiche ci sono eccome e hanno un notevole peso all’interno della vicenda e giocare come ingegnere o adepto sono due stili completamente diversi; ma nulla di paragonabile all’esempio di Bloodlines succitato. In ME 1 c’era una missione speciale in base alle proprie origini (colono/spaziale/terrestre) e al proprio profilo psicologico, e una missione che si sbloccava in base al punteggio EROE/RINNEGATO. Nel 2, salvo qualche scarno messaggino di posta elettronica nel diario di bordo o i notiziari, tutto ciò è sparito.
    In tutta la saga di ME ci sono giusto un paio di percorsi per raggiungere Benezia, due luoghi in cui affrontare Saren a metà gioco, salvare o meno gli operai di una raffineria durante la missione di Zaeed e ingannare delle guardie o passare per un cornicione nella missione di Kasumi. Tutte queste “ramificazioni” si risolvono in pochi minuti, passando attraverso due o tre stanze esclusive. Un po’ pochino. In Baldur’s Gate II bisognava schierarsi con la gilda dei ladri o con i vampiri, salpare in nave per poi finire inghiottiti nella città dei Sahuagin o andare dritti nel Sottosuolo. Giunti nel Sottosuolo era possibile, grazie alla magia dell’illusione, spacciarsi per drow e svolgere numerose missioni in incognito o farsi strada con la violenza, eccetera. Una bella differenza! Persino Gears of War, che certo non era un capolavoro dal punto di vista della trama, in quasi ogni livello proponeva un bivio: ricordo di averlo giocato una volta sempre scegliendo la strada a sinistra, un’altra sempre quella a destra, ottenendo così un’esperienza leggermente diversa. Sarebbe bastato così poco! Invece di decine di pianetini insulsi con missioncine banali (vero punto debole di ambo i ME), perché non implementare in ogni livello principale un percorso soldato/biotico/tecnico? Atterri in una zona. Il soldato avanza di prepotenza dal punto A al punto B mitragliando tutti. Benissimo. A metà livello ci sono dei detriti che bloccano un passaggio, un po’ più in là una porta chiusa. Il soldato, abbiam già visto, tira dritto. Un biotico (adepto/sentinella/ricognitore) usa i suoi poteri telecinetici per superare l’ostacolo e percorre una strada alternativa (per breve che sia) verso il punto B. Un tecnico (ingegnere, sentinella, incursore) scassina la porta o viola i terminali per aprirla e prosegue per un altro itinerario verso il punto B (magari passando lungo una balconata da cui fare un po’ di sano cecchinaggio :-D). Oppure avete presente quei noiosi minigiochi? Bene, solo l’ingegnere può decrittare i dischi dati, e solo l’incursore può aprire le porte chiuse. E così via. Chissà, magari vedremo tutte queste cose nel 3! Oppure… termineranno la trilogia con un finale aperto e inconcludente, per poi lanciare un nuovo gioco multigiocatore di massa, ambientato nell’universo di ME… l’andazzo ultimamente è questo… Spero proprio di no!
    Non so, ripeto, forse è solo la nostalgia e non è affato facile definire cosa esattamente si intenda con “gioco di ruolo”, ma i vecchi videogiochi avevano qualcosa di diverso. Ricordo che nella scatola di Icewind Dale 2 c’era un manualazzo di 150 pagine con 300 incantesimi da sapere a menadito! Un mago doveva cavarsela a miseri colpi di fionda, usare con parsimonia ogni singolo incantesimo e riposarsi nelle selve era morte certa. Su Dragon Age… ho messo nella barra una manciata di magie (quadrello arcano, un fulmine una sfera di ghiaccio, ecc…) e poi avanzavo a mo’ di sparatutto sciacciando alternativamente 1, 2, 3, 4… man mano che i contatori, la salute e l’energia si ricaricavano automaticamente… non è una critica di per sé, è solo che mi aspettavo una specie di Baldur’s Gate 3 e invece… (Inoltre mentre Origins è comunque molto bello, Awakening e gli altri contenuti scaricabili sono a dir poco mediocri. E io, da bravo coglione, li ho comprati tutti!)

  5. Rikkomblog wrote:

    Mass Effect?

    Mi accingerò all’impossibile: criticare Mass Effect. A scanso di equivoci dirò subito che ME 1 & 2 sono due tra i miei giochi preferiti. Certo è ancora un GdR, tuttavia proviamo a decostruirlo ai minimi termini: una missione tipo si riduce nell’andare da un punto A a un punto B eliminando ogni forma di resistenza e, giunti nel luogo prefissato, si decide la sorte di qualcuno secondo lo schema EROE (salvo e/o risparmio tutti quanti) o RINNEGATO (faccio una strage); il tutto si può ripetere diverse volte nel medesimo livello. Lo so, è riduttivo, ma in soldoni il 90% del gioco è così. Ovviamente le scelte morali e dialogiche ci sono eccome e hanno un notevole peso all’interno della vicenda e giocare come ingegnere o adepto sono due stili completamente diversi; ma nulla di paragonabile all’esempio di Bloodlines succitato. In ME 1 c’era una missione speciale in base alle proprie origini (colono/spaziale/terrestre) e al proprio profilo psicologico, e una missione che si sbloccava in base al punteggio EROE/RINNEGATO. Nel 2, salvo qualche scarno messaggino di posta elettronica nel diario di bordo o i notiziari, tutto ciò è sparito.
    In tutta la saga di ME ci sono giusto un paio di percorsi per raggiungere Benezia, due luoghi in cui affrontare Saren a metà gioco, salvare o meno gli operai di una raffineria durante la missione di Zaeed e ingannare delle guardie o passare per un cornicione nella missione di Kasumi. Non ricordo altro. Tutte queste “ramificazioni” si risolvono in pochi minuti, passando attraverso due o tre stanze esclusive. Un po’ pochino. In Baldur’s Gate II bisognava schierarsi con la gilda dei ladri o con i vampiri, salpare su una nave (per poi finire inghiottiti nella città dei Sahuagin) o andare dritti nel Sottosuolo per proseguire l’avventura. Giunti nel Sottosuolo era possibile, grazie alla magia dell’illusione, spacciarsi per drow e svolgere numerose missioni in incognito o farsi strada con la violenza, eccetera. Una bella differenza! Persino Gears of War, che certo non era un capolavoro dal punto di vista della trama, in quasi ogni livello proponeva un bivio: ricordo di averlo giocato una volta sempre scegliendo la strada a sinistra, un’altra sempre quella a destra, ottenendo così un’esperienza leggermente diversa. Sarebbe bastato così poco! Invece di decine di pianetini insulsi con missioncine banali (vero punto debole di ambo i ME), perché non implementare in ogni livello principale un percorso soldato/biotico/tecnico? Atterri in una zona. Il soldato avanza di prepotenza dal punto A al punto B mitragliando tutti. Benissimo. A metà livello ci sono dei detriti che bloccano un passaggio, un po’ più in là una porta chiusa. Il soldato, abbiam già visto, tira dritto. Un biotico (adepto/sentinella/ricognitore) usa i suoi poteri telecinetici per superare l’ostacolo e percorre una strada alternativa (per breve che sia) verso il punto B. Un tecnico (ingegnere, sentinella, incursore) scassina la porta o viola i terminali per aprirla e prosegue per un altro itinerario verso il punto B (magari passando lungo una balconata da cui fare un po’ di sano cecchinaggio :-D). Oppure avete presente quei noiosi minigiochi? Bene, solo l’ingegnere può decrittare i dischi dati, e solo l’incursore può aprire le porte chiuse. E così via. Chissà, magari vedremo tutte queste cose nel 3! Oppure… termineranno la trilogia con un finale aperto e inconcludente, per poi lanciare un nuovo gioco multigiocatore di massa, ambientato nell’universo di ME… l’andazzo ultimamente è questo… Spero proprio di no!
    Non so, ripeto, forse è solo la nostalgia e non è affato facile definire cosa esattamente si intenda con “gioco di ruolo”, ma i vecchi videogiochi avevano qualcosa di diverso. Ricordo che nella scatola di Icewind Dale 2 c’era un manualazzo di 150 pagine con 300 incantesimi da sapere a menadito! Un mago doveva cavarsela a miseri colpi di fionda, usare con parsimonia ogni singolo incantesimo e riposarsi nelle selve era morte certa. Su Dragon Age… ho messo nella barra una manciata di magie (quadrello arcano, un fulmine, una sfera di ghiaccio, ecc…) e poi avanzavo a mo’ di sparatutto schiacciando alternativamente 1, 2, 3, 4… man mano che i contatori, la salute e l’energia si ricaricavano automaticamente… non è una critica di per sé, è solo che mi aspettavo un seguito spirituale di Baldur’s Gate III e invece… (Inoltre mentre Origins è comunque molto bello, Awakening e gli altri contenuti scaricabili sono a dir poco mediocri. E io, da bravo coglione, li ho pure comprati tutti!)

  6. @ Maestro Iachelino:

    Gia’ che ci siamo:

    Mi accingerò all’impossibile: criticare Mass Effect. A scanso di equivoci dirò subito che ME 1 & 2 sono due tra i miei giochi preferiti. Certo è ancora un GdR, tuttavia proviamo a decostruirlo ai minimi termini: una missione tipo si riduce nell’andare da un punto A a un punto B eliminando ogni forma di resistenza e, giunti nel luogo prefissato, si decide la sorte di qualcuno secondo lo schema EROE (salvo e/o risparmio tutti quanti) o RINNEGATO (faccio una strage); il tutto si può ripetere diverse volte nel medesimo livello. Lo so, è riduttivo, ma in soldoni il 90% del gioco è così. Ovviamente le scelte morali e dialogiche ci sono eccome e hanno un notevole peso all’interno della vicenda e giocare come ingegnere o adepto sono due stili completamente diversi; ma nulla di paragonabile all’esempio di Bloodlines succitato. In ME 1 c’era una missione speciale in base alle proprie origini (colono/spaziale/terrestre) e al proprio profilo psicologico, e una missione che si sbloccava in base al punteggio EROE/RINNEGATO. Nel 2, salvo qualche scarno messaggino di posta elettronica nel diario di bordo o i notiziari, tutto ciò è sparito.In tutta la saga di ME ci sono giusto un paio di percorsi per raggiungere Benezia, due luoghi in cui affrontare Saren a metà gioco, salvare o meno gli operai di una raffineria durante la missione di Zaeed e ingannare delle guardie o passare per un cornicione nella missione di Kasumi. Non ricordo altro. Tutte queste “ramificazioni” si risolvono in pochi minuti, passando attraverso due o tre stanze esclusive. Un po’ pochino. In Baldur’s Gate II bisognava schierarsi con la gilda dei ladri o con i vampiri, salpare su una nave (per poi finire inghiottiti nella città dei Sahuagin) o andare dritti nel Sottosuolo per proseguire l’avventura. Giunti nel Sottosuolo era possibile, grazie alla magia dell’illusione, spacciarsi per drow e svolgere numerose missioni in incognito o farsi strada con la violenza, eccetera. Una bella differenza! Persino Gears of War, che certo non era un capolavoro dal punto di vista della trama, in quasi ogni livello proponeva un bivio: ricordo di averlo giocato una volta sempre scegliendo la strada a sinistra, un’altra sempre quella a destra, ottenendo così un’esperienza leggermente diversa. Sarebbe bastato così poco! Invece di decine di pianetini insulsi con missioncine banali (vero punto debole di ambo i ME), perché non implementare in ogni livello principale un percorso soldato/biotico/tecnico? Atterri in una zona. Il soldato avanza di prepotenza dal punto A al punto B mitragliando tutti. Benissimo. A metà livello ci sono dei detriti che bloccano un passaggio, un po’ più in là una porta chiusa. Il soldato, abbiam già visto, tira dritto. Un biotico (adepto/sentinella/ricognitore) usa i suoi poteri telecinetici per superare l’ostacolo e percorre una strada alternativa (per breve che sia) verso il punto B. Un tecnico (ingegnere, sentinella, incursore) scassina la porta o viola i terminali per aprirla e prosegue per un altro itinerario verso il punto B (magari passando lungo una balconata da cui fare un po’ di sano cecchinaggio  ). Oppure avete presente quei noiosi minigiochi? Bene, solo l’ingegnere può decrittare i dischi dati, e solo l’incursore può aprire le porte chiuse. E così via. Chissà, magari vedremo tutte queste cose nel 3! Oppure… termineranno la trilogia con un finale aperto e inconcludente, per poi lanciare un nuovo gioco multigiocatore di massa, ambientato nell’universo di ME… l’andazzo ultimamente è questo… Spero proprio di no!Non so, ripeto, forse è solo la nostalgia e non è affato facile definire cosa esattamente si intenda con “gioco di ruolo”, ma i vecchi videogiochi avevano qualcosa di diverso. Ricordo che nella scatola di Icewind Dale 2 c’era un manualazzo di 150 pagine con 300 incantesimi da sapere a menadito! Un mago doveva cavarsela a miseri colpi di fionda, usare con parsimonia ogni singolo incantesimo e riposarsi nelle selve era morte certa. Su Dragon Age… ho messo nella barra una manciata di magie (quadrello arcano, un fulmine, una sfera di ghiaccio, ecc…) e poi avanzavo a mo’ di sparatutto schiacciando alternativamente 1, 2, 3, 4… man mano che i contatori, la salute e l’energia si ricaricavano automaticamente… non è una critica di per sé, è solo che mi aspettavo un seguito spirituale di Baldur’s Gate III e invece… (Inoltre mentre Origins è comunque molto bello, Awakening e gli altri contenuti scaricabili sono a dir poco mediocri. E io, da bravo coglione, li ho pure comprati tutti!)

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