Recettear: An Item’s Shop Tale

Prodotto da Cape Fulgur| Sviluppato da EasyGameStation | Piattaforme PC | Rilasciato nel 2007 (Giappone), 2010 (Europa, USA)

Transazione in corso!

Recettear narra le gesta di una ragazzina chiamata Recette che, per ripianare il debito lasciatole dal padre avventuriero, deve aprire e gestire un negozio di oggetti, sotto la supervisione della fata Tear. Lo scopo del gioco è di accumulare settimanalmente il capitale necessario per ripagare la rata richiesta dall’istituto di credito, pena il pignoramento della casa e di tutte le proprietà della povera ragazzina. La prima settimana la cifra da rimborsare sarà bassa, ma con il passare del tempo lieviterà parecchio, fino a diventare piuttosto impegnativa da saldare (in realtà non è difficile come sembra, perché in caso di fallimento si può ricominciare mantenendo tutti gli oggetti raccolti).

La gestione degli affari è abbastanza complessa, anche se gli sviluppatori si sono premurati di dosare l’entrata in campo delle diverse possibilità, in modo da far abituare gradualmente il giocatore alle meccaniche. Recette può acquistare oggetti al mercato, o alla gilda dei commercianti, per metterli in vendita negli espositori del suo negozio. Quando avviene una transazione, è possibile tirare sul prezzo al rialzo o al ribasso. I fattori da considerare negli scambi sono il valore base dell’oggetto, il cliente, il suo livello di fiducia e le oscillazioni del mercato. Volendo, è possibile prendere anche degli ordini, che permettono di piazzare due o tre oggetti contemporaneamente. Ogni transazione andata a buon fine frutta punti esperienza da commerciante, i quali aumentano proporzionalmente combinando scambi conclusi alla prima offerta (quindi non quelle con rilancio). Crescere di livello permette di sbloccare diverse funzionalità, come la possibilità di fondere gli oggetti o quella di modificare l’aspetto e le dimensioni del negozio.

Un boss

Per reperire gli oggetti migliori, Recette dovrà presto affiancare all’attività commerciale quella di finanziatrice di avventurieri. Ovvero, dovrà pagare, magari fornendogli anche dell’equipaggiamento adatto ai pericoli, degli eroi che esplorino dei labirinti per lei. In queste fasi, evidentemente ispirate a Zelda e simili, il giocatore assume il controllo diretto dell’eroe di turno, il quale deve girare per dei livelli generati casualmente, alla ricerca di mostri da uccidere, forzieri da aprire e tesori da prendere. Ogni livello ha un’uscita che lo collega al livello inferiore, posizionata casualmente come tutto il resto. Dopo quattro livelli esplorativi, bisogna affrontarne uno guardato da un boss (o con una sfida in cui sono concentrati molti nemici in uno spazio ristretto), sconfitto il quale si potrà scegliere se tornare al villaggio con il bottino trovato o proseguire nell’esplorazione dei piani inferiori. I dungeon sono quattro nella modalità storia, mentre giocando nella modalità sopravvivenza se ne attivano altri due, molto più difficili dei primi.

Commento: Recettear è un gioiellino uscito in Giappone nel 2007, che solo nel 2010 ha trovato la via dell’occidente. Nonostante la semplicità, si tratta di un gioco di ruolo profondo e assuefacente, che poggia il suo fascino su meccaniche di gioco intriganti e su di un cast di personaggi che sembrano usciti da una commedia. Non è difficile trovarsi a giocare per ore, senza riuscire a smettere. Inoltre, è venduto a un prezzo molto basso. Speriamo che il successo che sta ottenendo convinca i Cape Fulgur, il gruppo che si è impegnato per portarlo in occidente, a recuperare altri titoli simili (la scena indie giapponese offre diversi giochi di ruolo per PC piuttosto interessanti, che purtroppo la lingua rende inaccessibili ai più).

11 comments on “Recettear: An Item’s Shop Tale

  1. Id wrote:

    Perche’ mi pare tanto “Atelier [qualcosa]?” per PC? ._.

    Sarà per lo stile grafico vagamente simile.

    Come gameplay sono totalmente diversi.

  2. RPG???
    Sto cominciando sempre più a chiedermi dove sia la componente “ruolistica” in questo tipo di giochi (perlopiù nipponici), dove al massimo hai un inventario e puoi distribuire qualche punto caratteristica ogni tanto.
    Sarà che odio profondamente tutto quello che è giapponese (compresa la pornografia a base di femmine che cigolano e squittiscono), ma questi giochi mi sono sempre sembrati degli hack & slash con qualche componente gestionale.
    Di giochi di RUOLO da quell’isola montuosa non ne sono mai usciti.
    IMHO

  3. JimiBeck wrote:

    RPG???
    Sto cominciando sempre più a chiedermi dove sia la componente “ruolistica” in questo tipo di giochi (perlopiù nipponici), dove al massimo hai un inventario e puoi distribuire qualche punto caratteristica ogni tanto.
    Sarà che odio profondamente tutto quello che è giapponese (compresa la pornografia a base di femmine che cigolano e squittiscono), ma questi giochi mi sono sempre sembrati degli hack & slash con qualche componente gestionale.
    Di giochi di RUOLO da quell’isola montuosa non ne sono mai usciti.
    IMHO

    Ma sputi anche i Giappi che incontri per strada?

  4. Considerando che per me gli unici giochi di ruolo che ho incrociato nella mia carriera videoludica sono Torment e Fallout (1 & 2) … Final Fantasy per me equivale ad un rythm game.

  5. Un gioco divertente per un paio di giorni ma che poi scivola in un oblio di ripetitività, meccaniche exploitabili a go-go e randomness. Se sono queste i “gioielli” del videoludo, mettiamoci le mani nei capelli.

    Inoltre, gioco di ruolo? Solo perchè ci sono un paio di statistiche sarebbe un gioco di ruolo?

  6. oh ragazzi, ma sempre le solite polemiche che vanno avanti da vent’anni? In Giappone i giochi di ruolo li fanno su questa falsariga, piaccia o meno. Non per niente fanno genere a parte rispetto ai giochi di ruolo all’occidentale. 

  7. Simone “Karat45” Tagliaferri wrote:

    oh ragazzi, ma sempre le solite polemiche che vanno avanti da vent’anni? In Giappone i giochi di ruolo li fanno su questa falsariga, piaccia o meno. Non per niente fanno genere a parte rispetto ai giochi di ruolo all’occidentale.

    Che a loro volta fanno genere a parte dai giochi di ruolo su carta (o addirittura senza).
    Comunque gioco che a me piace e ben venga un po’ di varietà. Non vedo perché non debbano giungere a noi anche questi titoli da cui per vari motivi siamo spesso esclusi.

  8. Lo sto giocando adesso dopo aver acquistato l’indie pack.

    Gran bel gioco a mio avviso; è più simile ai giochi occidentali di quanto possa sembrare (ho ritrovato la stessa compulsività che avevo in diablo). Un pò deluso dalla meccanica delle transazioni: speravo fosse più profonda, invece appena si capiscono i pattern dei diversi personaggi diventa facile indovinare il prezzo desiderato. E’ comunque presente un indicatore di fiducia nascosco, il quale fa in modo che i clienti sborsino a mano a mano più soldi, ma rimane comunque abbastanza esemplificato.

    Ho avuto l’impressione che il gioco bari un pò sulla questione delle fluttuazioni: ho comprato una gran scorta di merce sottocosto aspettando il rialzo, il quale non c’è stato per ben 3 settimane. Non so se è random, bug o voluto, ma la cosa mi ha fatto incazzare non poco

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