Ed Fries (cofondatore progetto Xbox) auspica una stagione impressionista per i videogame

Sottolineare la necessità di esplorare nuove direzioni artistiche è certamente un evergreen alle conferenze dedicate ai videogiochi. Questa volta è il turno di Ed Fries, ex vicepresidente della sezione game publishing di Microsoft nonché cofondatore del progetto Xbox, e ora presidente di Airtight Games, che in occasione del Montreal International Game Summit ha affrontato il tema dello spessore artistico dei videogiochi ricorrendo ad un parallelo – probabilmente ardito ma di sicuro effetto – con il mondo della pittura.

Secondo Ed Fries, infatti, la capacità di realizzare una grafica fotorealistica è assimilabile alla situazione in cui si trovarono un paio di secoli addietro intere generazioni di pittori, ovverosia ad una stagnazione espressiva dovuta all’eccessiva ricerca della verosimiglianza. Fries si augura perciò che si registri nell’industria un’evoluzione della stessa portata della stagione impressionista ottocentesca, che liberò gli artisti dal giogo della pittura come mera riproduzione fedele della realtà. L’ostacolo principale è – come sempre – la mentalità attualmente imperante tra i grossi publisher: quella di prediligere strade già ampiamente battute e prive di rischi.

La ricetta proposta da Fries per superare la fase di stallo (artistica, ma, in prima istanza, commerciale) consiste nel tornare ad investire in quella categoria di progetti che oggi non possono definirsi ad alto budget (dove per alto budget si intendono cifre dell’ordine dei 100 milioni di dollari) ma che comunque hanno difficoltà a firmare accordi coi publisher. Eppure è proprio da questo genere di opere che i grandi publisher dovrebbero trarre nuova linfa vitale una volta che gli utenti si saranno seccati di giocare all’ennesimo sequel di Halo o Call of Duty.

fonte: Ars Technica

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