ArsLudicast 8: Auguri Super Mario!

In questa puntata festeggiamo il 25° anniversario di Super Mario Bros ricordando i suoi videogiochi migliori secondo i redattori di Ars Ludica, celebrandone l’importanza nel mondo videoludico e disquisendo sui reali meriti di Mario 64. Inoltre Alessandro Monopoli espone la sua teoria accademica sulle donne nell’universo di Super Mario, Simone Tagliaferri prima la butta in polemica ipotizzando complotti e poi arriva a sostenere che Peach è stata rapita da Internet Explorer, Matteo Anelli riesce a dimostrare che Super Mario Bros e Doraemon hanno qualcosa in comune, e Vittorio Bonzi condisce tutto con la sua solita ironia e aneddoti old school circa la genesi del personaggio e dei giochi di Mario.

Scaricate l’episodio:

Anteprima:
 

Brano in Apertura
Super Mario Medley, arrangiato ed eseguito da Alessandro Monopoli.

Brano in Chiusura
Overworld 1-1 (New Super Mario Bros Wii) di Shiho Fujii e Ryo Nagamatsu.


10 comments on “ArsLudicast 8: Auguri Super Mario!

  1. Dopo un’infanzia trascorsa a cercare di salvare Peach che, castello dopo castello, non sembrava mai essere quella giusta, non potevate dedicarmi puntata migliore.
    Grazie a tutti e “complimenti per la trasmissione”!

    Giuseppe Del Monte

  2. Quando avrò tempo ascolterò, spero solo che qualcuno abbia palesato del disappunto riguardo al fatto che SM è praticamente (praticamente) sempre lo stesso gioco da gozilioni di anni, e che personalmente mi aveva annoiato già arrivato a Super Mario Land.
    Gli altri 79182793871982739mila giochi con lo stesso gameplay (funghi allucinogeni e ispirazioni Carrolliane a parte) ce li potevamo evitare.

  3. JimiBeck wrote:

    SM è praticamente (praticamente) sempre lo stesso gioco da gozilioni di anni, e che personalmente mi aveva annoiato già arrivato a Super Mario Land..

    Quindi per te Mario Galaxy è (praticamente) uguale al primo SMB? O Sunshine? O Mario 64? E se la risposta è affermativa (non potrei crederci) hai ugualmente a disposizione puzzle games, raging games, rpg, titoli sportivi e non so quanto altro (penso che la serie di Mario sia la più varia della storia). Oppure volevi che nel tempo Mario da gioco di piattaforme si trasformasse in un FPS?

  4. Quando penso a Super Mario penso ai platform, e non le cagate sui kart o i picchiaduro ridicoli con i personaggi Nintendo.
    E si, riguardo ai platform, con il brand Super Mario, per me sono tutti uguali, è vero che cambia la grafica, ma è anche vero che le meccaniche di gioco sono le medesime da 25 anni.
    Comunque ho una certa avversione per i giochi in cui riuscirebbe meglio una macchina che un uomo (salti perfetti, timing ecc ecc).
    Un gameplay rimasto praticamente immutato da così tanto tempo concettualmente non mi entusiasma. Il platform in se forse ha segnato un epoca, ma allo stesso tempo aveva un senso solo contestualizzato in quell’epoca. Un prodotto come Super Mario, in un mondo del videoludico dove si parla di finali aperti, opzioni di dialogo, ampliamento dei modi per risolvere i livelli/missioni, free roaming ecc ecc per me (e sottolineo “per me”) diventa “giochino” e non più Gioco. Ammetto comunque di avere una certa avversione per i prodotti Nintendo che, come dicono i ragazzi in questa puntata di ArsLudicast, sono più giocattoli che giochi.

  5. E’ chiaro che la tua avversione non ti permetta di giudicare un prodotto Nintendo con imparzialità. 

  6. La teoria di Monopoli su Daisy è qualcosa di fantastico, anche se ora guardo a Super Mario Land con occhi diversi.
    “lei lo sa che cos’è” [v.m. 18]
    Complimenti per l’episodio (e per il podcast).

  7. Pingback: Le sigle del Monopoli #8 – Super Mario Bros - Ars Ludica

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