Ma vogliamo ancora chiamarlo giornalismo?

Foto di: boundbunny

Gran Turismo 5 esce domani rispetto al giorno in cui sto scrivendo questo articolo, ma è già in vendita in diversi negozi. Fatto noto e facilmente verificabile: alcune grosse catene commerciali se ne fottono dei giorni di lancio programmati dai publisher e iniziano a vendere i prodotti prima dell’uscita effettiva sul mercato. Le loro motivazioni sono barbaramente semplici: fregare la concorrenza. C’è poco da stare a discutere o argomentare sulla questione, e invocare l’etica non serve a nulla, visto che anche i publisher non si lamentano per non creare attriti con i loro spacciatori di fiducia. Il punto di cui vorrei parlare è un altro.

Gran Turismo 5 viene venduto prima della data di rilascio, moltissimi lo comprano, perché giustamente anche loro se ne fottono dell’etica e lo vogliono possedere fortissimamente, e su internet iniziano a spuntare le prime recensioni amatoriali, che, sempre giustamente, se ne fottono degli embarghi di Sony. Magari sono scritte dopo mezz’ora di gioco tanto per bruciare gli altri. Magari sono solo il frutto di tesi pregiudiziali covate per anni e che, finalmente, trovano la possibilità di esprimersi, sembrando fondate sul prodotto finito. Comunque non commento la qualità dei suddetti articoli; alcuni sono buoni, altri meno, magari ce ne sono anche alcuni migliori di quelli dei grandi siti specializzati in videogiochi. A essere divertente è il fatto che in questo allegro clima di fottimento generale, gli unici che non possono fottersene sono i membri della cosiddetta stampa specializzata.

È la stampa, bellezza, la stampa. E tu non ci puoi fare niente… niente!” diceva un citatissimo Humphrey Bogart, senza sapere che cosa sarebbe diventato il giornalismo professionistico ai tempi dei videogiochi. In quella semplice frase, tra le altre cose, era implicitamente citato il diritto del giornalista di dare una notizia quando la incontra, nonostante le rimostranze del potente di turno.

Quindi, possiamo chiamare giornalismo il non poter pubblicare una notizia (perché, nonostante tutto, la recensione di un titolo non ancora uscito è una notizia, così come lo è un’anteprima), pur avendola da giorni pronta nel cassetto? E, ancora peggio, perché ai cosiddetti giornalisti viene di fatto impedito di pubblicare notizie che sono già di dominio pubblico? Provate voi, che avete pensato “io mi ribellerei”, a gestire un sito medio-grande specializzato in videogiochi e a non sottostare agli embarghi dei publisher. Poi tornate qui a raccontare se siete stati più invitati agli eventi di presentazione dei giochi e in che tempi vi hanno spedito il materiale per gli articoli (sempre che abbiano continuato a spedirvelo).

Il paradosso che si crea è che la stampa specializzata non può fare quello che tutti gli altri possono invece fare: dare notizie, ovvero svolgere il suo ruolo ontologico. È come se a una pasticceria venisse impedito di fare dolci pasquali, ma a una ferramenta no. In questo senso la stampa specializzata diventa quasi un’appendice esterna dei vari reparti marketing dei publisher, che ne gestiscono i tempi come vogliono perché sanno che la tengono per le palle.

Ormai di Gran Turismo 5 si sa tutto e tutti ne parlano, tranne i siti più grossi che devono mantenere il riserbo fino allo scadere dell’embargo di Sony. Ovviamente, nel profluvio di scorrettezze che caratterizza la vicenda (questa come molte altre), gli unici che sarebbero accusati di scarsa professionalità nel caso di rottura dell’embargo sono i poveri redattori, insieme ai responsabili del sito di turno che, magari, l’articolo lo hanno scritto una settimana prima (e gli viene pagato pure poco… quando gli viene pagato) e avrebbero tutti i titoli per compiere un atto del genere.

Quindi, possiamo continuare a definire giornalisti persone alle quali viene impedito di svolgere il loro compito? Anche se, ammettiamolo, alcuni sono felicissimi di stare sull’attenti ed eseguire gli ordini; tanto gli basta aver giocato al ‘titolone’ di turno in anteprima e aver fatto rosicare i contatti su Facebook. È anche vero che non c’è modo di non eseguirli, a meno di non avere dei lettori coscienti che ti sovvenzionino apposta e che ti permettano di acquistare il materiale autonomamente.

29 comments on “Ma vogliamo ancora chiamarlo giornalismo?

  1. Non saprei quale sia esattamente la pietra dello scandalo. Più che la stampa, è il web: normale vedere filmati di unboxing e commenti-recensioni-post di appassionati che possono scrivere di un titolo così importante 24 ore prima. Ma ciò non significa che per questo non ci andiamo a leggere le recensioni e i pareri dei più grandi portali il giorno dop. Anzi, in 24 ore si può dare un parere veramente definitivo? Direi di no.
    Immagino che molti qui dentro dei post amatoriali su GT5 ai lancio frega poco, giusto per togliere la curiosità magari.
    Non parlo per me che non mi informo nemmeno e guardo video in-game di giochi già usciti e semmai chiedo pareri a videogiocatori figueiri su internet.
    Il punto é: per me la stampa videoludica internettiana non rimane “fregata” per questo.

  2. Per rispondere alla domanda del titolo: sì. O almeno, nonostante tutto ha ancora più senso di quanto ne abbia per il giornalismo non videoludico.

  3. Simone, ultimamente ti commento solo per farti le pulci, ma se in assoluto il tuo pezzo può avere anche senso, pur con qualche riserva che poi ti espongo, guarda che nello specifico sei fuori strada: su GT5 non è stato comunicato nessun embargo da Sony. 😀

    Semplicemente hanno mandato il gioco alla stampa (perlomeno alla stampa web, immagino che alle redazioni di PSM e compagnia sia arrivato ben in anticipo) praticamente in contemporanea con l’uscita nei negozi. A noi di Nextgame, per esempio, è arrivato la mattina del Day 1. E chi ci deve lavorare ci sta lavorando, prendendosi il tempo che ritiene gli serva, a costo di aspettare qualche giorno, perché ok fare le cose di fretta, ma c’è un limite a tutto. Per avere la recensione di GT5 pronta al lancio bisognava scaricare un warez con ampio anticipo (ammesso che sia fattibile su PS3, francamente non ne ho idea) oppure mettersi a fare la posta ai negozi che avrebbero rotto il Day 1.

    Comunque, anche in senso assoluto, devo farti un appunto: gli NDA vengono comunicati perché la Sony o EA di turno manda una copia “debug” del gioco, in anticipo, (o magari, nel caso delle anteprime, ti mostra il gioco al tal evento) e dice “io te lo mando, però, visto che è roba che ti fornisco io, se vuoi usarla per parlarne devi aspettare la tal data”. E sinceramente non ci vedo ‘sto gran scandalo: se non vuoi rispettare la tal data ti procuri il gioco in altro modo, se ne hai modo. È chiaro che su notizie procurate per altre vie non ti possono imporre nulla, ma se si parte da un accordo accettato da ambo le parti “ti do/mostro una roba ma non ne parlare prima del tal giorno” non ha alcun senso non rispettarlo, l’accordo (oddio, poi c’è chi non li rispetta comunque, ma questo è un altro discorso).

    Poi su questa situazione e sui problemi che crea si può discutere quanto vuoi, e probabilmente per molti aspetti ti darei anche ragione, ma la base rimane quella.

    Non a caso, tipicamente, se c’è un NDA su una recensione è precedente, talvolta anche di parecchio, all’uscita del gioco, non certo successivo, perché non avrebbe senso. Se il gioco è uscito su quali basi mi dovresti impedire di parlarne? Io me lo sono comprato e ho recensito il gioco comprato, il tuo codice debug non l’ho manco toccato.

    Fra l’altro è capitato un po’ di tempo fa – non ti dirò per che gioco 😀 – che ci venisse chiesto di ritardare la pubblicazione di una recensione a giorni dopo l’uscita (evidentemente temevano votacci e volevano che uscissero dopo il weekend di lancio). Anzi, se non ricordo male, altro che chiesto, ci venne proprio serenamente comunicato, con faccia di tolla, “la data di NDA è spostata a mercoledì”. 😀
    Indovina? Ce ne siamo sbattuti: nel momento in cui il gioco è uscito, non siamo più legati all’utilizzo del codice review.

    Poi uno può sempre recensire un gioco basandosi sul warez. Io non lo faccio per mille motivi, ma immagino ci sia chi lo fa. D’altra parte, se un gioco “grosso” come [altro episodio di attualità che lascio sul vago per dare materiale ai giovani detective] ci viene fornito due giorni prima del lancio, beh, chi esce con la recensione al day 1 o è molto molto veloce, o ha lavorato col culo o stava giocando il warez una settimana prima.

    Baci.

  4. Io ho un’altra tesi, riguardo le street date. Che per l’italia vale doppio.

    La legge ci obbliga a pagare profumatamente per comperare una copia in negozio. Il problema è che essa deve avere un distributore locale, per tutta una serie di motivi più o meno legali. Questo ci fa pagare di più.

    Bene. Mettetevi nei panni del mio spacciatore di fiducia qui sotto: hanno una enorme competenza e passione. Hanno qualsiasi cosa possa essere giocata persino i prodotti Apple (e solo quelli orientati al gioco, quindi in pratica solo iPod Touch e iPhone su richiesta), con tasto di chioschetti e WiFI per prendere DLC. Se non hanno qualcosa te lo trovano in 24 ore.

    I distributori gli danno al massimo 3-4 copie dei giochi al lancio e gliele portano anche settimane prima. Lui non può fare grandi margini, perché con 3-4 copie non è che hai potere contrattuale ed il mercato è molto frammentato, a differenza dei distributori europei che spesso aggregano diversi publisher, costringendolo a trattare con diverse entità per poche decine di scatole al mese. Bene, se lui non violasse sistematicamente le street date avrebbe chiuso e per un motivo molto semplice: lo fanno i grandi magazzini e se non lo fanno i grandi magazzini, anche lui che cerca di vendere a prezzi competitivi (anche 10 euro sotto il prezzo medio e quasi 20 sotto Gamestop), spesso si trova bruciato da offerte analoghe che sempre più spesso i grandi distributori fanno per i primi giorni a ridosso del lancio.

    Il problema vero non è violare la street date è che il distributore per fare margine, sposta parte della responsabilità e del suo lavoro sui commercianti. Se dai il gioco una settimana prima è normale che qualcuno lo rivende o lo masterizza e lo mette sui P2P. Se poi in un mese escono decine (se non centinaia) di nuovi prodotti, per un negozio diventa un onere notevole tenere traccia di quando e come vendere ogni cosa. Anche i grandi magazzini fanno fatica a tenere traccia di questo assurdo sistema.

    I bimbiminchia ci arrivano prima dei professionisti? E’ uno sprone ai professionisti per fare la differenza, secondo me.

  5. xvarie persone, il senso dell’articolo era un altro. Riassumo per semplificare: perché i giornalisti devono aspettare per pubblicare una notizia, mentre la notizia circola liberamente per il web? So degli accordi, ma è ridicolo lo stesso. Quando tutti rompono il day one, che senso ha obbligare un ristretto gruppo di persone a rispettarlo?

    Sulla questione tempi di GT5: ci sono redazioni che ce lo hanno da più di una settimana. comunque il mio discorso voleva essere più generale e GT5 è solo il trampolino.

  6. Questo articolo è dio e rappresenta perfettamente il mio punto di vista sull’ormai defunto mondo delle recensioni videoludiche.

    Davvero era 100 volte meglio Zapp! o k o game power o le prime edizioni di tgm…..

  7. Per me sei in errore: una notizia è una testimonianza. Si riportano i fatti, quello che si è visto, sentito, testimoniato appunto. Il fattore temporale è importante (per arrivare prima degli altri). Una recensione è diversa: trattasi di testo scritto dopo attenta analisi. Non dovrebbe (e dico non dovrebbe) arrivare *prima* degli altri, ma al limite essere scritta *meglio* degli altri, dimostrando più capacità di critica, capacità di esposizione, bravura e competenza videoludica. Una recensione non è, come hai scritto, una notizia. Il fatto che sia uscito prima è una notizia.

  8. Io sono d’accordo, avrei voluto scrivere che io intendo il giornalismo come reportage, interviste. La recensione non è esattamente giornalismo. Le recensioni di Quattroruote non le identificherei come giornalismo.
    Poi vabbe’, si può sempre parlare in senso lato.

  9. “Sulla questione tempi di GT5: ci sono redazioni che ce lo hanno da più di una settimana. comunque il mio discorso voleva essere più generale e GT5 è solo il trampolino.”

    Ribadisco (anche in quel che dico io il discorso è generale e GT5 è il trampolino): se tu la recensione la fai su un gioco che ti viene dato dal publisher, e che il publisher ti dà in base a un accordo a monte sulla data di pubblicazione, è normale rispettare tale accordo. Vale per la recensione come per l’anteprima, la notizia, la foto, sarcazzo. E se io l’accordo lo accetto, lo rispetto anche se i miei lettori hanno il gioco da qualche giorno grazie al P2P e al negoziante amico, perché, ahimè resto dell’idea che “lo fanno tutti” non è una giustificazione. Sarò stronzo io, che ti devo dire.

    Se il “materiale” me lo sono procurato per mezzi miei, non c’è nessun accordo ed esco quando mi pare. Questo è quello che succede, almeno a esperienza mia, e ripeto che ho in mente più esempi di situazioni in cui sono state pubblicate in anticipo rispetto alle richieste dei publisher recensioni di giochi che erano già usciti. Poi è chiaro che non posso parlare a nome di tutte le redazioni e non posso conoscere tutta la casistica dell’universo.

    Ed è altrettanto chiaro che il tutto è al netto, ovvio, di singole situazioni specifiche, eccezioni che possono sempre esserci, l’accordo salcazzo, il “per favore non uscite, ok, dai solo perché sei tu, aumma aumma gnamme gna”.

    Ovviamente tutto il discorso si basa sul fatto che non si recensiscono i warez disponibili con settimane d’anticipo. Fatto che immagino non sia poi così tanto un fatto, per molte persone.

  10. Un discorso parallelo, ma correlato, secondo me, è quello dell’hype. Da quando l’informazione videoludica è approdata online è tutto un susseguirsi di day one, recensioni in anteprima, arrivo prima io e così via. È un sistema sicuramente favorito dai publisher, e a cui tutti chi più chi meno si adeguano.

    Se ciò è deleterio per le recensioni, lo è ancor di più per le news, che si sono ridotte a valanghe di trafiletti che spesso si limitano a riportare i comunicati stampa centellinati dai PR. Questo sistema può andar bene per i più giovani che magari hanno più tempo libero, ma personalmente preferirei  ritmi più umani e meno caotici, anche perché alla fine che senso ha leggersi la stessa notizia su cinquanta siti diversi, magari pure con le stesse parole, le stesse foto e gli stessi filmati?

    Piuttosto che dovermi spulciare tremila trafiletti per saperne di più, chessò, sul prossimo Call of Duty, preferirei avere un articolo singolo che mi riassuma tutto ciò che se ne sa al momento in maniera organica.

    Tornando al discorso delle recensioni, in ogni caso, non la vedo così critica. Su Nextgame, per citare un nome che è saltato fuori, mi è capitato spesso di leggere degli “hands on” che in realtà alla fine erano delle vere e proprie recensioni in anteprima. Certo in calce c’era sempre scritto che il codice non era definitivo, che il giudizio vero sarebbe arrivato con la recensione ufficiale, ma insomma, chi sa capisce, no?

  11. giopep wrote:

    “Sulla questione tempi di GT5: ci sono redazioni che ce lo hanno da più di una settimana. comunque il mio discorso voleva essere più generale e GT5 è solo il trampolino.”
    Ribadisco (anche in quel che dico io il discorso è generale e GT5 è il trampolino): se tu la recensione la fai su un gioco che ti viene dato dal publisher, e che il publisher ti dà in base a un accordo a monte sulla data di pubblicazione, è normale rispettare tale accordo. Vale per la recensione come per l’anteprima, la notizia, la foto, sarcazzo. E se io l’accordo lo accetto, lo rispetto anche se i miei lettori hanno il gioco da qualche giorno grazie al P2P e al negoziante amico, perché, ahimè resto dell’idea che “lo fanno tutti” non è una giustificazione. Sarò stronzo io, che ti devo dire.
    Se il “materiale” me lo sono procurato per mezzi miei, non c’è nessun accordo ed esco quando mi pare. Questo è quello che succede, almeno a esperienza mia, e ripeto che ho in mente più esempi di situazioni in cui sono state pubblicate in anticipo rispetto alle richieste dei publisher recensioni di giochi che erano già usciti. Poi è chiaro che non posso parlare a nome di tutte le redazioni e non posso conoscere tutta la casistica dell’universo.
    Ed è altrettanto chiaro che il tutto è al netto, ovvio, di singole situazioni specifiche, eccezioni che possono sempre esserci, l’accordo salcazzo, il “per favore non uscite, ok, dai solo perché sei tu, aumma aumma gnamme gna”.
    Ovviamente tutto il discorso si basa sul fatto che non si recensiscono i warez disponibili con settimane d’anticipo. Fatto che immagino non sia poi così tanto un fatto, per molte persone.

    Quello che dici è sacrosanto, ma il paradosso rimane. Se ci pensi, è più giornalistico procurarsi la versione warez e recensirla che sottostare a un accordo con il publisher.

  12. Il punto di Tagliaferri mi sembra più che condivisibile, ma come Anelli e altri hanno aggiunto, è un insieme ampio e interconnesso di problemi.
    Che i publisher mettano in opera questi embargo selettivi ha un senso (per loro) perchè i grossi portali/siti sono appunto letti da molta più gente rispetto al pagliaccio di turno che scarica dal p2p, la cui cosidetta recensione non è ancora indicizzata da googlebot.

  13. Simone “Karat45” Tagliaferri wrote:
    Quello che dici è sacrosanto, ma il paradosso rimane. Se ci pensi, è più giornalistico procurarsi la versione warez e recensirla che sottostare a un accordo con il publisher.

    Paradossalmente quel che dici avrebbe anche senso, a patto però di dire “oh, questa recensione è basata sul warez, perché il warez è fuori due settimane prima e a noi sembra giusto parlarne”.

    Questo al di là del fatto che a recensire un warez poi rischi che ti manchi la piattaforma nel livello di Leander o che Batman non plani. 😀
    E, volendo, anche al di là del fatto che tutti i portali che da linea editoriale condannano la pirateria e che considerano l’argomento intrattabile sui propri forum se poi si mettono a recensire i warez (magari fischiettando con indifferenza) hanno un po’ la faccia come il culo. 🙂

  14. Well, nulla ti vieta di comprartelo.

    Comunque ci sarebbe anche un altro discorso: tu parli di giornalismo, io ti dico che per quanto riguarda le recensioni, fare buon giornalismo è fare recensioni accurate, interessanti e sincere, certo non fare la corsa a chi arriva prima. Una buona recensione non è necessariamente una recensione tempestiva. Arrivare prima serve solo ed esclusivamente a farsi la guerra degli accessi, che non è giornalismo, è commercio.

    Al che, abbi pazienza, a conti fatti dove sta il problema – nell’ottica del discorso “ma questo è giornalismo?” – se si arriva in ritardo (poi stiamo parlando di web, eh, non di carta stampata: il ritardo è questione di giorni, mica di un mese)?

    (Non so se mi sono spiegato, sono stanco :D)

  15. Uhm, stavo pensando che la questione posta nei termini in cui tu, Simone, la poni, è di fondo un circolo vizioso. Se levi i publisher che forniscono il gioco (sotto embargo) dall’equazione, non ci si ritrova in una situazione peggiore? Improvvisamente si può recensire il gioco solo quando esce nei negozi, o perlomeno ci si ritrova chi decide di non recensire il warez. In quest’ottica non è meglio avere il gioco prima dal publisher? Male che vada, hai avuto più tempo per preparare l’articolo e comunque lo pubblichi assieme all’uscita del gioco, se non – come spesso accade – prima.

    Nel senso, non è che non capisca il tuo punto di vista, ma mi sembra che la questione davvero sia piuttosto sterile, perché di fatto ci si perde più che altro nel non potersi fare concorrenza a chi pubblica la recensione prima, e francamente, masticazzi, a me una recensione interessa che sia valida, non che sia fuori prima delle altre. Ma magari in questo sono in minoranza.

    Fra l’altro, neanche a me piace molto l’abbondanza di NDA, ma in realtà la trovo molto più fastidiosa nel periodo precedente all’uscita di un gioco, quando di fatto i publisher fanno marketing facendo vedere/provare il gioco alla stampa e decidendo quando la stampa deve uscire con l’articolo. E siccome nessuno vuole rimanere indietro, tutti pubblicano l’articolo assieme e le pubblicazioni diventano tutte uguali. Oddio, per carità, poi la differenza viene fatta dalla qualità degli articoli, ci mancherebbe, però io trovo lo stesso ammorbante che lo stesso giorno, alla stessa ora, tutto il cazzo di pianeta pubblichi l’anteprima di Dead Space 12. Molto più rispetto allo stesso avvenimento sulle recensioni, tutto sommato, perché è normale che all’uscita di un gioco tutti ne scrivano. D’altra parte dubito sia una situazione da cui si può uscire, al di là di casi specifici, esclusive, bla bla bla.

  16. Un articolo che, in seguito a una prova su strada, arrivi prima degli altri a descrivere in maniera sufficientemente obiettiva ed esauriente pregi, difetti, caratteristiche principali di un titolo È oggettivamente una notizia, non ci sono cazzi.

    Questo indipendentemente dal fatto che il pezzo lo si chiami “recensione”, “prova veloce” o “pincopallo”, e da discorsi “idealistici”, per quanto condivisibili, del tipo “le recensioni dovrebbero essere analisi approfondite, scritte in modo interessante, fatte col cuore, ecc.”.

    Il fattore temporale conta, eccome, è un elemento portante del giornalismo: il giornalista (non è detto che chi scrive per una webzine o un sito sia tale…) per definizione va a caccia di notizie, ed è ovvio che dovrebbe utilizzare più o meno qualsiasi mezzo (babbè, tranne magari l’omicidio) per darle, figuriamoci se dovrebbe farsi problemi a usare (con intelligenza) anche il warez.

    Se proprio ci tiene a mantenersi coerente (la coerenza, si sa, è la virtù più sopravvalutata) ed evitare figure di palta, può semplicemente evitare di disseminare menate moralistiche in giro per internet 🙂 .

  17. Torno sull’argomento.Voglio precisare che la mia è una visione da lettore quindi non riesco, probabilmente, a comprendere il mestire del giornalista.
    Mestiere che rispetto, come tutte le professioni oneste.

    Da consumatore di videogiochi e di riviste ad essi dedicate, ho sempre avuto il desiderio di leggere commenti e critiche che andassero ogni quasliasi votazione o velocità di consegna.

    La notiza in ateprima, la recensione fantasma, non mi interessano quanto mi interessa invece un rapporto familaire con una rivista, una guida, un qualcosa che sappia guidarmi e informarmi non per primo, ma MEGLIO o comunque in maniera convinete e logica.

    Oggi purtroppo la tendenza mi pare sia ben diversa e come appunto si sta discutendo, spesso la “notizia” viene trattata appunto come tale, cioè non come una recensione o dibattito circa il gioco ma come vero e proprio scoop.

    Probabilmente ignoro appunto tutto il percorso lavorativo giornalistico , eppure , ancora oggi, forse perche cresciuto in epoca ZZap (nostalgia malattia!) preferirei di gran lunga riviste e siti dedicati non necessariamente primi, ma più convincenti.

  18. Non so quanti siano i videogiocatori che vogliono giocare alle ultime novità con calma e tranquillità, a tempo debito, davanti al caminetto e con la pipa in bocca. Si è parlato più volte del *bisogno* sentito da molti di partecipare al sacro rituale del gioco prima di subito se non in anteprima, con annessa chiacchiera da fighichecel’hannosololoro sui forum. E questi con le recensioni tardive (tipo MOLTE che appaiono qui su AL) ci si puliscono il culo. Ma magari se lo puliscono con tutte le recensioni, ora che ci penso :P.

    In un ambiente diverso, penso ad esempio alle fotocamere, spesso le recensioni si fanno aspettare per mesi, oppure non le vedi mai (scarseggiano proprio!). E io finisco quasi sempre per prendere modelli vecchi ma testati e sviscerati a fondo, quindi ben vengano le recensioni in cui il recensore si prende quei 3 mesi di tempo per dare un giudizio accurato. Ma è un ambiente diverso.

  19. Io quando gioco alle ultime novità non sono più ultime novità. 😛

    A parte questo, io davvero preferisco leggere un parere di chi “conosco”, almeno virtualmente, come “conoscevo” virtualmente i redattori della rivista preferita. Rivista preferita in cui i redattori ti apparivano molto vicini, molto umani; non tutte erano così.
    Su internet è più facile avvicinarsi sul piano umano, questo per me è positivo. Vorrei fare un discorso oggettivo oltre a queste righe ma penso di aver esaurito le mie argomentazioni sopra, ci pensate già voi.
    Posso solo dire: un giorno di ritardo per un videogiocatore che vuole informarsi non è niente, su.
    Conta invece a livello amministrativo, di immagine, etc.

  20. Bhe fortunatamente internet è abbastanza libera per poter decidere anche egoisticamente.
    Francamente me ne sbatto dello scoop e preferisco di gran luna realtà come quella di arsludica piuttosto che il blog x o y con recensioni in super anteprima.

    Sono old, lo so, pensate che addirittura spesso alcuni giochi li gioco grazie al passaparola ossia all amico che mi dice “hei non hai giocato al gioco xxx” devi giocarci subito.

    Roba da commodore 64 lo capisco ma sono fatto cosi 🙂 e non ho molta intenzione di cambiare! ;P

  21. Simone “Karat45” Tagliaferri wrote:

    State commettendo l’errore di pensare solo a voi stessi. Pensate alla mole di videogiocatori che se non trova la recensione al dai uan considera i redattori di un sito dei paria. 

    Appunto: la questione della tempestività non c’entra nulla col fare un buon lavoro giornalistico, è solo e unicamente legata all’accalappiare più contatti “di massa” possibile. Oh, mica dico che sia cosa indegna, figurati, è normale che si lavori anche in quei termini, altrimenti va tutto a catafascio, però mi sembra un discorso diverso. E ripeto: tardare di due o tre giorni su una recensione ti fa magari perdere la guerra degli accessi, e non è bello, ma fatico davvero a credere che nell’ottica del lettore possa cambiare la vita. Però qui posso avere una percezione sbagliata io, eh, ma certo è ben diverso dal perdere un mese che accade su una rivista da edicola. Tanto più che la mole di lettori che compra Call Of Duty al Day 1 non ha certo bisogno della recensione, per decidere di comprarlo.

    Per il resto, che devo dire, ovviamente ci sono opinioni diverse (e meno male!), ma io resto dell’idea che una buona recensione (chiamatela pure notizia, se ci tenete) e anche, perché no, un buon servizio al lettore non stiano nel provare GT5 un pomeriggio o Dragon Age una giornata e mezzo, o Halo: Reach a livello ultrafacile in sei ore pur di uscire prima degli altri.

    Quanto all’utilizzo del warez, è fondamentalmente una questione di natura etica, una questione di principio se vogliamo, e giustamente ognuno fa quel che gli pare. E, occhio, non sto dicendo che io, personalmente, condanno chi li usa. Magari li condanno, ma non lo sto dicendo. 😀

  22. Simone “Karat45” Tagliaferri wrote:

    State commettendo l’errore di pensare solo a voi stessi. Pensate alla mole di videogiocatori che se non trova la recensione al dai uan considera i redattori di un sito dei paria. 

    Infatti siete dei falliti per non aver già pubblicato le nominations per gli awards 2010, pure citando giochi ancora non usciti (come ha fatto IGN). 😉

    Mi viene in mente il giornalismo anglosassone che distingue hard news da featured news, queste ultime più creative nello stile, meno obiettive, in equilibrio tra informazione e intrattenimento; dunque tutt’altro che scrivere quante armi avrà il prossimo COD…

    E’ un discorso di pubblico, come dice STM, con cui sono in linea, ma sfido a non porsi il dubbio quando tu hai un migliaio di visitatori mentre un altro sito più minchione ne ha 10 volte tanto.

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