Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius.

Il 2010 verrà ricordato come un anno pieno di delusioni per i videogiocatori accorti (tanto i coglioni che si fanno abbindolare dal marketing non ci leggono, quindi possiamo fare gli elitari quanto ci pare). La maggior parte dei titoli tripla A pubblicati ha deluso per qualche motivo; vuoi l’estrema brevità, vuoi la banalità di fondo, vuoi la cattiva implementazione di qualche meccanica sbandierata ai quattro venti come rivoluzionaria e così via.

Sono troppi i giochi che sono stati pubblicati con qualche problema di troppo e di capolavori tra i tripla A non c’è nemmeno l’ombra, visto che anche titoli osannati come God of War III e Mass Effect 2 (brrr) perdono il confronto con i predecessori. A risollevare un po’ la situazione arrivano alcune conferme, come Civilization V o Victoria II (sempre che amiate gli strategici a turni ultra complessi) e qualche titolo proveniente dalla scena indie, invero molto viva, ma siamo in pochi a considerarli nel discorso generale (non contiamo i giochi presunti indie che vengono scoperti grazie al marketing delle multinazionali, grazie).

Il 2010 è stato l’anno in cui FarmVille è cresciuto a dismisura (e poi quasi crollato), diventando, di fatto, il videogioco più conosciuto e giocato al mondo, anche da gente che poi non ha il coraggio di confessare che passa le ore ad arare il suo terreno virtuale e a raccogliere la cacca dei maiali per comprare il costumino nuovo al fattore (Io? No no, faccio pompini ai semafori, è vero, ma non sono mai scesa così in basso da mettermi a videogiocare!).

L’Isola che non c’è è diventata un Wii Sport Resort, concludendo una fase di transizione lenta e inesorabile, che ha prodotto delle ferite letali. Sono arrivati i turisti, quelli che stuprano le fatine e poi ci si fanno le foto insieme, costringendole a sorridere; quelli che si mettono a prendere il sole davanti alla nave di Capitan Uncino, facendo le foto ai bambini che vengono giustiziati dai pirati; quelli che acquistano statuette di Peter Pan ma sono ben felici che il suo cadavere serva per far crescere i fiori dell’aiuola dietro al chiosco dei panini.

Insomma, il 2010 è stato l’anno in cui la mediocrità videoludica (parlo in generale) ha regnato incontrastata e in cui l’idea primeva di videogiocatore è stata definitivamente abbattuta, facendo diventare molti di noi dei pezzi da museo che, magari, verranno studiati nei secoli a venire come tristi fenomeni di costume. C’è chi si è adeguato ai tempi per mero spirito di sopravvivenza e chi proprio non ci riesce. Chissà se in questo caso, il dio marketing riuscirà a riconoscere i suoi.

16 comments on “Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius.

  1. Fare videogiochi costa. Fare giochi tripla A costa ancora di piu’. A meno che i dinosauri non trovino il petrolio tra le proprie petunia, la mediocrita’ che menzioni e’ la qualita’ di domani (ma anche oggi tipo tardo pomeriggio).

  2. Credo che Simone sia stato un po’ troppo drastico: a me è parso un anno ludico come un altro e basta scremare ciò che non piace e scavare un po’ per portare alla luce titoli meritevoli.

    Certo, l’originalità ormai non è di casa ma secondo me non ci si può troppo lamentare.

  3. Io tendo ad evitare di scrivere alcunché dalla seconda metà di dicembre alla prima di gennaio. Perché le feste mi rendono depresso e malvagio.
    Credo sia successo lo stesso con l’articolo, è fin troppo tragico.
    Non credo il 2010 sia stato così negativo come viene dipinto da Karat.

  4. è normale che leggendo questo articolo abbia cominciato a pensare che fosse una specie di satira o trollata scherzosa?

    no perchè da come la mette giu’ simone, pare che qualsiasi cosa venga anche solo toccato da una campagna pubblicitaria automaticamente diventi indegno del titolo di videogioco e si trasformi in una specie di nazgul, un’entità priva di qualsiasi qualità in ogni suo singolo aspetto, nata e cresciuta come essenza stessa del riciclo al solo scopo di succhiare soldi al tredicenne di turno.

    sarei anche curioso di sapere quale sia questa idea primeva di videogiocatore.

  5. Totalmente d’accordo con l’articolo.
    E aggiungerei che questo è stato un anno in cui il divario tra console e pc si è particolarmente allargato, sia in termine di ritrosia rispetto alle innovazioni tecniche dovuto ai limiti delle prime, che per indifferenza nei confronti del secondo e della “cultura videoludica” che finora (e sottolineo ALMENO fino ad ora) si è portato dietro.

  6. Non facevo un salto qui da parecchio tempo… ma nella serenità che deriva dal trovare punti fermi (che in questa vita moderna fanno sempre bene) volevo segnalare un caso che ci si è probabilmente scordati e che si affianca al caso di “quella gente che non ha il coraggio di confessare che passa le ore ad arare il suo terreno virtuale”.

    Si tratta del caso di “quella gente che non ha il coraggio di confessare che con i videogiochi si diverte ancora (Io? No no, ho giocato a qualche titolo, è vero, ma non sono mai sceso così in basso da divertirmi facendolo!).”

    Buon Natale, brontoloni! 😀

  7. Ma come, rispetto al 2009 è una ripartenza netta. Perché poi non elencare almeno quei titoli interessanti che avete trattato in questi lidi (es: Amnesia)?
    A questo punto vorrei rimuovere quella patina di pregiudizio che ci potrebbe essere sulla community di Retrogamer.it linkando questo topic molto, molto lontano da una trollata passatista: http://retrogamer.forumfree.it/?t=52654837

  8. sono d’accordo di tripla A mi è piaciuto solo RDR e ME2 (inferiore al primo)

    Per il resto un mortorio, meno male che c’era Deadly Premonition.

  9. Io mi chiedo in cosa buttino tutti i soldi che spendono per fari sti titoli Tripla A,
    dato che è evidente che l’innovazione è pari a zero e non solo nel 2010 ma da un paio di anni prima.

Leave a Reply